Gennaio 2022


Un passo indietro, che ci può stare e che impone una riflessione su cosa siamo senza Vlahovic.

Lui e il suo staff stanno ricattando la Fiorentina, è qualcosa di nauseante e qualsiasi cosa deciderà Commisso dovremmo accettarla con serenità.

Tecnicamente però senza il serbo non andiamo in Europa, esattamente come eravamo molto più normali senza Batistuta, che comunque aveva compagni ed eventuali sostituti molto bravi.

Partita cominciata benissimo, ma due errori come quelli dell’ opaco di Bonaventura e Biraghi si pagano, non c’è niente da fare.

Fatica Gonzalez, Ikone deve imparare,e non riemerge Castrovilli: chi può dare la qualità?

Ci ha salvato Sottil con un gran gol, ma a Cagliari abbiamo lasciato due punti. Nessun dramma, ma dispiace lo stesso parecchio.

L’aspetto più doloroso del mio divorzio sono stati certamente i figli: dipende dalla coscienza di ognuno di noi, ma anche se hai fatto di tutto per evitare a loro una così grande sofferenza, ti porti dentro per sempre un inestinguibile senso di colpa.

Per carità, il divorzio è un’enorme conquista civile (e io ne sono un…grande utilizzatore finale), solo che ho l’impressione che spesso “nell’egoismo sdrucciolo che abbiamo tutti quanti” ci si dimentichi dei caduti sul campo: i figli, appunto.

Sono tornato ancora una volta stamani su questa mia riflessione, che oggi rendo pubblica, leggendo dell’inaspettata separazione della coppia d’oro Hunziker-Trussardi, mentre intanto spunta da qualche parte l’ennesima reunion tra Belen e De Martino.

Tutte cose che sanno di fuffa vippettara, lo so benissimo, solo che anche in questi caso ci sono bambini o adolescenti di mezzo, sballottati da una ragione all’altra, pressati e vessati psicologicamente da chi è convinto di essere nel giusto, perché non è mai colpa nostra,  e poi sparge veleno a piene mani sull’altro genitore.

Non credete alle separazioni politicamente corrette, non esistono, se non nella stessa percentuale di probabilità dei gol di Kokorin.

Anzi, sono le peggiori. Perché dietro la patina del “resteremo uniti per il bene di nostro figlio” si nascondo quasi sempre rancori enormi, gelosie per la nuova compagna (questo è una aspetto molto più femminile che maschile), odi profondi trattenuti a stento.

Invece di tanti corsi pre-matrimoniali, ci vorrebbe veramente un manuale scritto da esperti sul come ci si debba separare, quando proprio si è arrivati al capolinea e soprattutto quando ci sono dei figli.

Mi offro volontario per raccontare per esperienza personale subita e anche praticata tutto quello che non si deve fare, e non credo di essere il solo a poter essere interpellato. 

Sinfonia bellissima, sotto la direzione del maestro Italiano, giocatori divertiti e divertenti, che hanno regalato un gran spettacolo, purtroppo per pochi intimi allo stadio.

Esiste una consapevolezza di squadra che non si vedeva dai tempi del primo Montella e del Prandelli più bello, meglio del primo anno di Sousa, dove la rosa era però superiore, pur mancando di un Vlahovic.

Un aspetto importante è che per ora non c’è un nuovo acquisto che stia deludendo, a cominciare da Torreira, spesso invocato nelle passate stagioni e ora si capisce il perché.

Siamo in piena corsa per l’Europa, ci temono e ci stimano: siamo tornati ad essere la Fiorentina, altro che parte sinistra della classifica.

Possiamo credere in questo gruppo e Italiano ha fatto un altro scatto per la sua corsa a diventare un tecnico di primo livello.

Ci siamo ripresi subito, giocando una partita diventata estremamente difficile dopo l’espulsione dello sconcertante Dragowski: siamo stati squadra nel senso più pieno del termine.

Segnare cinque reti a Napoli sa molto di impresa e non a caso la memoria è andata al giorno in cui Batistuta ne fece due, andando in rete per la decima giornata consecutiva. Era una Fiorentina più forte dell’attuale e proprio per questo i meriti del tecnico sono maggiori.

Le dichiarazioni di Commisso sul Financial Times non mi hanno sconvolto, sono concetti già espressi e converrà abituarsi alla ruvidezza del linguaggio presidenziale, io almeno dopo due anni e mezzo ci ho fatto l’abitudine e poi alla fine, più che le parole,  contano i fatti.

L’aspetto per me più sorprendente di questa storia è l’attesa di un mese e mezzo prima della pubblicazione del pezzo. Per me è qualcosa di giornalisticamente inspiegabile, in radio dopo un giorno tutto diventa vecchio.

E a proposito di radio, grazie a tutti voi che ci seguite e ci avete permesso di raggiungere il record di ascolti per la Toscana: 124.000 utenti nell’ora media, meglio addirittura della mia vecchia creatura Radio Sportiva e molto davanti a tutte le altre radio che parlano quotidianamente di Fiorentina. 

Sospenderei il giudizio, appellandomi alla banalità del “troppo brutta per essere vera”.

Se poi è vera, se cioè assisteremo di nuovo a spettacoli indecorosi come quello di ieri a Torino, allora converrà farsi delle domande precise sui giocatori e anche sulla guida tecnica, che per adesso è quanto di meglio si sia visto in casa viola da agosto ad oggi.

Una vera doccia fredda, presa a tradimento a gennaio, quando proprio non ne sentivamo la mancanza: non ha funzionato proprio niente, ognuno giocava per conto proprio.

Abbiamo visto colpi di tacco, rabone che fanno andare il sangue alla testa, assenza di grinta, errori tecnici in larga quantità degni del motovelodromo delle Cascine.

Davvero troppo per pensare che fosse la Fiorentina e quindi facciamo finta di non esserci nemmeno andati a Torino.

La pressione ora è tutta su Italiano, perché alla fine la Fiorentina è stata radicalmente cambiata. In meglio.

Senza troppi squilli di tromba abbiamo metà squadra titolare nuova e ancora Vlahovic: come possiamo non pensare all’Europa?

Il calcio poi va cotto e mangiato all’istante, la programmazione funziona, ma solo fino ad un certo punto, perché poi le variabili del pallone sono imponderabili ed è più funzionale alla struttura societaria piuttosto che a quella tecnica.

Siamo obiettivamente da sesto/settimo posto, altro che parte sinistra della classifica, e se non ci arriviamo a questo punto rimarremmo delusi.

Sarebbe bello che finisse come vorremmo tutti: rinnovo per cinque anni e Vlahovic simbolo della Fiorentina presente e futura.

Non finirà così, purtroppo, e le dichiarazioni del serbo a me sono sembrate un po’ di circostanza e un po’ un modo per vivere il più tranquillamente possibile questi mesi fiorentini.

Assomigliano parecchio alla battuta fatta al tifoso in ritiro sulla firma del contratto e alla fine temo sia l’ennesima presa di giro: il ragazzo è fortissimo, professionalmente fantastico, ma non siamo riportati dalla piena e da queste parti ne abbiamo viste di cose.

Dal rifiuto di Antognoni di andare alla Juve e alla Roma fino alle lacrime di addio di Baggio e Batistuta, siamo stati spettatori e cronisti di cose ben più importanti di questo teatrino, in fondo abbastanza squallido.

Perché non basta spendere parole al miele per Commisso, nella vita contano i fatti e l’unico fatto possibile è dire sì alle proposte della Fiorentina. 

Il resto è aria fritta.