Ottobre 2021


Contro l’Inter andava benissimo ed era perfino giusto essere contenti per quei cinquanta minuti da favola, ma già contro il Napoli non ero troppo convinto di tutta quella soddisfazione post sconfitta.

Tralasciando Venezia, e le quasi surreali dichiarazioni dopo la gara, ieri sera non ho ben capito il perché di tanti sorrisi.

Abbiamo perso, circostanza che già porta verso il cattivo umore, ma soprattutto io non ricordo una sola parata difficile di Reina, semplicemente perché non tiriamo quasi mai in porta.

Qui il problema è la qualità della squadra, Italiano o non Italiano. I cinque attaccanti, o sedicenti tali, hanno segnato sei gol su azione in dieci partite e tra loro c’è il nuovo astro europeo valutato settanta, ottanta milioni.

Posso dire, senza passare per disfattista, che c’è qualcosa che non torna?

E che anche se avremmo meritato il pareggio, pur considerando la pesante assenza di Gonzalez, mi aspettavo di vedere qualcosa in più? 

Passo la vita ad immaginare cosa sia il meglio per i miei tre figli, che hanno obiettivamente tanto, anzi direi tutto, certamente molto più del necessario.

Vacanze, motorini, macchine, studi universitari, cene fuori: tutto frutto del mio lavoro, niente di rubato alla collettività, però oggi non è un giorno come gli altri perché mi sento in colpa, più di altre volte, per il benessere raggiunto e donato.

La notizia degli otto fratellini molto probabilmente morti di fame in Afghanistan mi entra dentro come una lama: avrei voglia di piangere e non ci riesco.

Avrei voglia di fare qualcosa e non so cosa, se non usare questo mio spazio per vedere se scrivendo riesco a fare uscire un po’ dell’rabbiosa angoscia che non se ne vuole andare.

Mi viene tristemente in mente una fulminante battuta di Woody Allen: non so se Dio esiste, ma se esistesse, quando lo incontro dovrà darmi delle giustificazioni.

La migliore risposta possibile, tre punti, tre gol è un Cagliari sommerso sotto ogni punto di vista.

Ricomincia la marcia verso l’Europa: sarà difficile, a tratti parecchio complicata, ma possibile.

La vicenda Vlahovic si può gestire, se lui gioca così e non sono affatto convinto che sia bene cederlo a gennaio. Con chi lo cambiamo? Stiamo tutti tranquilli e vediamo come vanno le cose.

Saponara super, ma aspetterei una striscia significativa di partite positive prima di parlare di allungamento del contratto. Non si può andare sempre di pancia.

Qualcuno prospetta che la Fiorentina debba intervenire per calmare i tifosi e mi pare sinceramente una contraddizione in termini.

Perché è stato proprio il presidente a dare “in pasto” al popolo viola il suo giocatore più importante, con una scelta molto comprensibile sul piano umano, ma che ha comportato per la discutibile tempistica enormi controindicazioni.

Confesso di aver sottovalutato la rabbia di buona parte del tifo, perché credevo che la ragione di Stato, cioè l’esigenza di far punti, fosse più forte dell’avversione a Vlahovic, che sul rinnovo del contratto ha avuto e ha un atteggiamento incomprensibile ed irritante.

E invece no, sono convinto che l’essersi sentiti presi in giro dai cuoricini e dalle parole del serbo ha creato qualcosa di unico nel suo genere: qui c’è gente che è contenta se Vlahovic non segna più, tanto per fargliela pagare e per vedere se abbassa la cresta.

Peccato che per una più che criticabile scelta tecnica la Fiorentina sia l’unica squadra dei serie A, e penso anche di serie B, ad avere nella propria rosa un solo attaccante vero e qui tralascio ogni altra considerazione su Kokorin perché non mi piace sparare sulla Croce Rossa.

E allora, che facciamo? Parlo a titolo personale: io ignorerei Vlahovic, sia che segni o che vada in bianco, preferendo ovviamente la prima ipotesi, ma non faccio testo e da oltre quarant’anni non vado in Curva. 

La cosa più preoccupante della tristissima serata veneziana sono le dichiarazioni a fine gara di Italiano, però bisogna intendersi: se sono di facciata per difendere la squadra, tutto bene.

Se però davvero crede in quello che ha detto, viene da ripensare a certe surreali interviste del secondo Montella o alle disperate e generose difese di Iachini.

La Fiorentina ha giocato peggio del Venezia e sinceramente se ci avessero detto che stavamo proseguendo lo scorso campionato ci avremmo anche potuto credere.

Occasioni davvero pericolose, zero.

Un centrocampo senza fantasia e pure poca grinta, l’accanimento terapeutico con Callejon, Vlahovic stranito e mai servito, Odriozola quasi da cacciare, l’imbarazzante nervosismo tra Sottil e Bonaventura, le scelte sbagliate del tecnico, insomma un disastro, dopo una ventina di minuti accettabili: come si fa a dire che abbiamo giocato bene e che non bisogna analizzare la gara solo basandosi sul risultato? 

Una partita si può sbagliare, ma se davvero crediamo di essere in debito con la sorte dopo aver giocato così male, allora sì che cominciamo ad avere dei seri problemi.

La vicenda Allegri-Ambra sta scuotendo il Paese…

Meno male, avevamo bisogno di leggerezza, al netto però della sofferenza che ogni fino di un amore produce in chi lascia e chi viene lasciato.

In entrambi i casi, e lo dico per esperienza diretta, si tratta di grande fatica interiore e comunque, come ha detto proprio Ambra, si tratta di un’occasione irripetibile per ripartire dal giorno zero, magari dopo un’adeguata autocritica di come si è veramente, e degli errori fatti, perché tutti noi facciamo degli errori.

Detto questo, mi chiedo: che avrebbe fatto di così terribile Allegri (a parte allenare la Juve, ma qui si entra in altri discorsi…) per meritarsi la gogna mediatica a cui è da giorni sottoposto?

E’ colpa sua se Striscia consegna il Tapiro alla ex fidanzata e non a lui? Se Vanessa Incontrada ci ride sopra al rientro in studio?

Migliaia e migliaia di uomini lasciano ogni giorno in Italia mogli e fidanzate (e viceversa), le coppie su tradiscono impunemente magari rimanendo a casa, senza che nessuno dica niente: se si fosse adottato per tutti lo stesso trattamento, povero me…

Adesso ci sono i camionisti, domani chissà chi.

Ormai siamo da anni entrati in una fase della nostra vita sociale in cui tutti o quasi si sentono in diritto di far valere il proprio particolare contro il bene comune.

Si sa da mesi che senza il green pass (che è l’unica soluzione possibile per uscire dal letamaio della pandemia) ci potrebbero essere complicazioni, eppure quando si arriva a pochi giorni dalla sua attuazione ecco arrivare la minaccia di “bloccare il Paese”: una vergogna è uno schifo, soprattutto pensando a quello che abbiamo passato negli ultimi venti mesi.

Sono quelle situazioni in cui penso, forse ingenuamente: meno male nella cabina del guidatore c’è Mario Draghi.

Sbaglia come tutti, avrà i suoi difetti, ma almeno, oltre ad essere stimato a livello planetario, non insegue interessi di bottega e non guarda i sondaggi elettorali.

Un atto gravissimo, qualcosa di inaudito e che non si era mai visto in Italia.

Intollerabile.

Giusto probabilmente mantenere i nervi saldi e limitarsi a temporeggiare, anche se istintivamente ho pensato con invidia alla polizia inglese a cavallo e con i manganelli che volano e roteano.

Ora però ci sono le immagini: sarà così difficile prenderli uno ad uno e fargli pagare quanto hanno fatto in casa no dei pomeriggi peggiori della nostra storia?

Attendiamo fiduciosi.

Noi che eravamo lì, in piazza Savonarola, ancora immersi nella rabbia per Avellino, e che abbiamo sentito e trasmesso quelle parole di addio.

Noi che abbiamo sentito raccontare dalla sua voce che lo avrebbe scritto sui muri che non sarebbe andato via, meno che mai alla Juventus.

Noi che fino a quando non sono arrivati i Pontello siamo cresciuti preoccupati che ci portassero via l’unico che ci facesse sentire importanti, che ci rendeva orgogliosi nel mondo. Lui più altri dieci. E poi, come nelle favole, lui è rimasto qui.

Noi che abbiamo visto qualcuno piangere di lacrime vere perché ci aveva segnato un gol dopo nove anni meravigliosi con la nostra maglia, e che la prima volta da avversario al Franchi non ha toccato palla perché paralizzato dallo stupore di essere contro di noi.

Noi che più che bambini abbiamo insultato dalla Curva Ferrovia uno delle nostre parti che però vestiva una maglia a strisce, che aveva vinto uno scudetto e non sapevamo che aveva avuto un esaurimento nervoso per il dispiacere di lasciare Firenze e andare a Milano.

Noi che siamo nati e moriremo con una sola passione calcistica, inestinguibile e feroce nella sua quotidianità, noi che siamo tutto questo seppelliremo con una pernacchia questi mercenari che conoscono solo la putrida legge del quattrino. 

 

Il migliore in campo? Joe Barone, per lepronte scuse dopo il gesto dei solito dementi che purtroppo vivono anche dalle nostre parti.

Chiederei però alla Fiorentina ancora uno sforzo: si individuino questi idioti e si caccino dal Franchi a vita, per far capire che la musica è finalmente cambiata, che noi persone normali non abbiamo alcuna intenzione di farci condizionare da questa marmaglia.

Non dovrebbe essere troppo complicato rintracciare questi imbecilli di pseudo tifo.

Poi c’è la partita, meno brillante rispetto all’Inter, ma persa più o meno allo stesso modo ed io sinceramente sono un po’ meno soddisfatto

Su Vlahovic diamoci una calmata perché ha giocato male, fatica a segnare, ma il contratto c’entra il giusto: va difeso e atteso.

Sul campo, fuori mi pare che la situazione stia sfuggendo di mano e non certo per colpa della Fiorentina