Inizia luglio e come ad ogni stagione che sta per iniziare ho l’idea che il passato sia più lontano di quanto effettivamente sia stato, perché sono passati meno di quaranta giorni dalla fine di un’annata terribile

Non so come mai, ma a me con la Fiorentina è sempre successo questo: il passato brutto lo butto via (magari lo facessi anche nella vita di tutti i giorni) e ritrovo sempre quella sconsiderata fiducia che mi portava a pensare anche negli anni settanta che…sì, perché con Gola Rossinelli e Zuccheri non possiamo lottare per lo scudetto?

Credo sia il sale del calcio, la spinta più profonda della passione, altrimenti mica saresti attaccato a radio e siti per sapere tutto della Fiorentina (e molti di quelli che conosco cercherebbero un altro lavoro)

Via, si riparte: lo scudetto no, ma la Champions…

Lo scrivo e lo sottoscrivo: la prossima volta che intervisto Giancarlo non gli chiederò cosa farà il prossimo 29 agosto

Basta: ho spinto molto con lui, ho fatto intervenire sull’argomento i numi tutelari viola, ha detto la sua Prandelli e mi sono scambiato con l’unico dieci una decina di messaggi spiegandogli il mio punto di vista, rispettando sempre il suo

Che cali un silenzio assordante su questa storia che dispiace a tutti quelli che amano la Fiorentina e che secondo me potrebbe trovare una svolta positiva in un solo modo, lontano da microfoni e riflettori

Ci sarebbe bisogno di un contatto personale tra Catherine e Joseph Commisso e la famiglia Antognoni, un invito riservato a passare qualche giorno a New York, Giancarlo e Rita per conoscersi e abbattere le barriere

Non so se i Commisso lo vorranno fare e nemmeno quale potrebbe essere la risposta, credo solo che sia l’unica strada percorribile, ma da adesso lasciamo che ognuno faccia le proprie scelte, senza erigersi a giudici

Per me no, per voi?

Questi Mondiali sono una follia, per gli orari e per l’offerta televisiva

Questi geni a capo di quell’invenzione meravigliosa chiamata calcio non si stanno accorgendo che stanno producendo effetti devastanti in chi ama il pallone

Già giocare in tre Paesi diversi è qualcosa di assurdo, per orari e diversa passione, senza considerare lo scriteriato allargamento a 48 squadre che è un po’ come i turni preliminari delle Coppe: si crea un effetto saturazione che alla fine snatura la competizione

In Italia comunque si è fatto di peggio, perché è impossibile vederli bene questi Mondiali, in larga parte, almeno per quello che ho capito io che sono tecnologicamente un reperto archeologico, fruibili sul computer e sul cellulare

E in mezzo a questa Babele distruttiva tante, troppe partite, di cui nella maggior parte dei casi si parla per sentito dire perché in pochi le vedono e meno male che Francia e Inghilterra sono andate in campo alle 21 e alle 22: finalmente due partite vere, di calcio, in mezzo ad un caos neanche troppo organizzato

Aspettiamo fiduciosi, ma senza illuderci troppo: sarà impossibile pensare al raddoppio dello scorso mercato, insomma si spenderà molto meno e sarà importante vendere bene

Sarà importante chiarire gli obiettivi, senza troppi giri di parole, fissare un traguardo per poi controllare a fine stagione se è stato centrato oppure no

Certo, bisognerà mettersi d’accordo su quale sia questo risultato finale da raggiungere e qui converrà ricordare che l’ambizione europea deve essere il minimo sindacale di una squadra che ha questo seguito, questa passione, una società che è stata capace di passare in sei anni dalla C2 alla Champions

…dati causa e pretesto, le attuali conclusioni: ma a voi non capita mai di fermarvi e pensare a cosa siete, a quello che volevate essere, a cosa avete sbagliato e alle cose giuste?

Beh, io sono un fantastico martellatore di zibidei, quelli miei naturalmente, ma in passato temo di esserlo stato anche per chi mi stava intorno, anche se oggi devo dire che in questo senso il miglioramento è stato notevole

Mi autoflagello da solo e rompo meno le scatole al prossimo

Lo dico spesso ad alta voce perché lo penso: nel lavoro ho fatto e realizzato enormemente di più di quanto avrei voluto da ragazzo, perché il sogno era solo quello di scrivere su un giornale, non importa quale e neanche di cosa, bastava fare il giornalista

E sul resto?

Sul resto sono stato un mezzo disastro con scelte profondamente sbagliate ed è inutile scendere nei particolari, diciamo pure che la mia crescita emotiva è stata parecchio distante da quella professionale, però già ammetterlo mi pare un discreto passo avanti e pare (dicono) che stia migliorando

Stamani mi è presa così, senza troppa amarezza o troppo autocompiacimento e siccome siete miei compagni di viaggio da oltre vent’anni, avevo voglia di raccontarvelo

Lo so che è banale, ma ci sono due verità incontrovertibili: la prima è che si riparte tutti, ma proprio tutti da zero e quindi non è che ci dobbiamo basare sulle nefandezze della stagione appena conclusa per immaginare il futuro

Allo stesso tempo non ha proprio senso, anzi è proprio un oltraggio alla storia, l’idea che si debbano recuperare venti punti dal campionato 25/26, perché l’anomalia è stato salvarsi alla terzultima mentre per la Fiorentina la normalità èe deve essere lottare per l’Europa

Detto tutto questo, concediamo una doverosa apertura di credito a Grosso, così come l’abbiamo data in passato più o meno a tutti i tecnici che si sono alternati al Franchi e magari ricordiamoci che Fabio Grosso sarebbe uno dei monumenti del calcio italiano, anche se lui è tutto meno che personaggio, ma il suo urlo dopo il rigore di Berlino è l’ultima gioia mondiale da vent’anni in qua

Un po’ di serenità dunque non guasterebbe e chiudo scusandomi per il ritardo di questi giorni, dovuto a varie problematiche che sto risolvendo

Bravo Federico, complimenti

Proprio quello che ci aspettavamo da chi è nato calcisticamente nella Settignanese e hafatto il capitano della Fiorentina…

Vorrei che ci fosse ancora Mario Ciuffi…

Una notiziola in messo agli attacchi in Libano e ai deliri di Trump: distrutta una palazzina a Gaza, nove morti, tra cui quattro bambini

Così, come se nulla fosse, come se ci fossimo ormai abituati all’orrore, la stessa orribile sensazione di quando ero un ragazzo e si aspettava il TG per sapere chi avevano ammazzato o gambizzato quei pazzi criminali delle Brigate Rosse

E allora io penso a quello che è stato Israele fino alla deriva di questi ultimi anni, a quell’idea di isola democratica in mezzo alle dittature arabe, ai kibbutz e al confronto che esisteva in un Paese che in qualche modo mi era vicino, anche se mi sono sentito sempre e soltanto italiano

Israele però era lì e mai e poi mai avrei pensato di vergognarmene come sta succedendo da oltre due anni: come è stato possibile arrivare a questo punto?

Se dovessi scegliere una giornata per la chiusura della mia, chiamiamola così…, carriera ,che si avvia ormai verso i cinquanta anni, avrei scelto le quattordici ore trascorse ieri, dalle sei del mattino alle otto di sera

Spiace però deludere chi sta per stappare lo champagne, ma ancora non ci siamo: non mollo

E fino a quando sarò in grado di tenere in piedi tutto quello che ho costruito in questi decenni continuo con una promessa fatta ai miei fedeli compagni di blog, detrattori e ammiratori: non elemosinerò comparsate, non chiederò gettoni di presenza e men che mai me la prenderò a male se non si ricorderanno di trasmissioni, urla, articoli e di tutto quello che sono riuscito a fare in questi decenni

Torniamo però a ieri, la giornata perfetta, professionalmente parlando, ma anche andando oltre, perché l’ho vissuta insieme fisicamente e mentalmente con le persone che amo

La “Marcia della Salvezza” da Bivigliano a Monte Senario è stata un successo clamoroso, con oltre 300 partecipanti arrivati alle sette del mattino in uno dei luoghi più belli della provincia fiorentina

Un senso di appartenenza, un affetto che mi ha commosso, toccando corde emotive profonde che si mischiavano all’orgoglio di come la “mia” squadra aveva lavorato: Maurizio, Rocio, Giovanni, Niccolò, Filippo, Zecchino, Gianluca, Alessandro , il team di professionisti di Radio Bruno guidato da Gabriele Marciano, tutti insieme per arrivare al traguardo, e ci siamo riusciti

Non era un festeggiamento, perché da festeggiare non c’era proprio niente, ma la voglia di stare insieme dopo lo scampato pericolo della retrocessione e chi se ne frega della biliosa ironia di chi non ha capito

A 65 anni, come diceva il grande Jep Garbadella, dopo un distaccato amplesso con la divina Isabella Ferrari, non posso più perdere tempo a fare cose (e aggiungo a frequentare persone inconsistenti, grette o in malafede) che non mi va di fare

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