Si potrebbe liquidare quello che penso con una battuta ormai fin troppo nota: ho delle idee che non condivido, ma purtroppo la realtà è molto più seria e ci coinvolge tutti.
Non possiamo più permetterci l’ottimismo della ragione, pensare cioè che gli altri capiscano, che possano affrontare un dialogo tra pensieri diversi, fedi diverse, che porti veramente a qualcosa di costruttivo.
Perché gli altri non capiscono, non hanno mai capito e non capiranno.
Ci hanno dichiarato guerra, stanno entrando, anzi sono già entrati, nelle nostre case, nella nostra vita di uomini e donne mediamente perbene, persone che vorrebbero vivere pacificamente i propri affanni più o meno reali.
Bisogna prenderne consapevolezza nel più breve tempo possibile, ancora un po’ e sarà davvero troppo tardi perché loro hanno un vantaggio fortissimo: attaccano per primi, sono motivatissimi, sanno dove colpire e sanno pure che le nostre reazioni saranno sempre le solite: condannare, protestare, la presa di posizione indignata, aspettare il prossimo massacro.
Da un po’ di tempo quando vado allo stadio ci penso con un brivido: ma qui se arrivano un paio di pazzi invasati e cominciano a sparare a raffica o si fanno esplodere inneggiando ad Allah, come facciamo a neutralizzarli?
E’ successo a Parigi, ma poteva accadere in Piazza della Signoria o sotto i portici a Torino, nella sede di un giornale o di un’organizzazione cattolica (maledetti infedeli!) che aiuta i clochard.
Proviamo a pensarci seriamente e da domani, quando sarà passato lo sdegno, smettiamo di far finta che non sia successo niente.

Vorrei sapere chi ha deciso di far battere il rigore al tremolante Gomez: non è più tempo da gesti nobili, ma da azioni per fare punti.
Un secondo tempo indegno e non so che partita abbia visto Montella, che a fine gara pareva soddisfatto per la prestazione dei suoi giocatori.
Avremmo potuto pareggiare, ma sarebbe cambiato poco, questo inizio 2015 è stato terrificante ed il caso Gomez è ormai tracimante per tutti.
Lui va a scusarsi con i tifosi a fine gara, ma quanti punti abbiamo buttato via fino ad oggi a causa sua?
Non solo lui,ovviamente, anche Gonzalo e soprattutto Savic (completamente fuori di testa) sono sul banco degli imputati.
Stiamo scivolando nell’anonimato e alla vigilia della partita l’argomento principale è stata la polemica tra Montella e la società, certo non montata dai giornalisti, ma provocata dalle dichiarazioni puntute del tecnico: complimenti.

Che bello quando Beppe Grillo faceva ridere.
Ho in minima parte contribuito alla sua enorme ricchezza andando a vedere diversi suoi spettacoli e ogni volta quello che l’artista offriva valeva ampiamente il prezzo in verità piuttosto salato del biglietto.
Ora invece ci offre gratis questa discesa verso i livelli più bassi del circo: la donna barbuta, il nano più alto del mondo, il mostro a due teste.
L’ultima sua uscita mediatica in difesa dei vigili assenteisti di Roma si può catalogare tout court nella sezione “penosa” e non aggiungo altro per rispetto nei confronti di chi lo ha votato, chi ci credeva e magari ancora ci crede.
Molto deludente anche Matteo Renzi con la norma del 3% salva-Berlusconi.
Uno scivolone pesante, di cui si è assunto tutte le responsabilità (e questo gli fa onore), ma che mi aspettavo portasse a delle conseguenze pratiche, cioè almeno ad una poltrona saltata: quella del genio che aveva l’aveva introdotta e magari (capisco di chiedere troppo per il sistema italiano) anche quella di chi non aveva fatto i giusti controlli su ciò che sarebbe avvenuto un minuto dopo la sua introduzione.
E invece niente, rimangono tutti lì, avvinti come l’edera ad incarichi e stipendi.

P.S. Di Parma-Fiorentina parliamo a cose fatte, comunque per me gioca Neto.

Strano che ci siano dei problemi con Mutu, strano davvero.
Adrian è una delle persone più intelligenti che abbia conosciuto in decenni di militanza da cronista sulla Fiorentina, è simpatico, accattivante, con lui l’ottima serata è assicurata e non parlo di annessi e connessi come qualcuno/a più malizioso/a di voi potrebbe pensare.
Ci puoi parlare di diversi argomenti, ha una preparazione culturale eccellente, è gentile e ti mette sempre a tuo agio.
Solo che la sua affidabilità è diventata nel corso degli anni inversamente proporzionale alla sua abilità calcistica e quindi mi sembrava molto strano che improvvisamente, a quasi 36 anni, entrasse nella parte del figliol prodigo che francamente poco gli si addice.
Meglio pensare a Parma e a rinforzi più seri.

Lo teniamo in panchina?
Mah, ho molte perplessità, perché non possiamo permetterci alcun rischio nella rincorsa all’Europa e rinunciare a Neto è, almeno sulla carta, penalizzante, altrimenti Tatarusanu sarebbe già da tempo titolare.
Una vicenda che si sapeva da tempo come sarebbe andata a finire, si capiva nell’aria che il brasiliano aveva offerte a cui non poteva dire di no.
Ingrato?
No, semplicemente professionista all’eccesso in questo calcio che concede sempre meno al cuore.
Mi pare difficile ipotizzare una cessione da qui a fine gennaio perché nessuno regala soldi, neanche la Roma, che pare essere la probabilissima destinazione futura di questo ragazzo, tanto bravo quanto attento ai propri interessi.

Ma dobbiamo per forza andare a pescare tra gli ultra trentenni, magari cavalli di ritorno?
Scusate, ma non capisco il senso dell’eventuale operazione Diamanti, o anche Gilardino,figuriamoci Mutu, che però è un’altra cosa, almeno dal punto di vista romantico: lui ci prova, costa poco ese Montella dice sì, magari avvieneilmiracolo.
Ma i due “cinesi” si presume siano come minimo arrugginiti, oltre a costare come un ingaggio un sacco di soldi.
E di Babacar che ce ne facciamo?
E quando torna Bernardeschi e,speriamo davvero, Rossi?
Va bene che ci manca tanto il campionato, però andrei su cose più concrete.

Arriva la buona notizia di fine anno: a marzo dovrebbe tornare ed è inutile sottolineare quanto ci sia mancato e manchi.
Il giocatore più forte della Fiorentina, senza ombra di dubbio, l’unico da cui ti aspetti sempre qualcosa quando ha il pallone tra i piedi, quello che ha fatto e (speriamo) farà la differenza.
Un messaggio di speranza per ripartire, ne ha bisogno soprattutto lui, ma anche noi.
Forza Pepito dunque, e meno male che domani finisce questo maledetto 2014.

Quattro giorni di stop, spesi spero anche a meditare e non solo a cercare il divertimento ad ogni costo.
Una pausa di riflessione in cui godere in famiglia e della famiglia, che è poi l’ultima frontiera sociale che resiste: abbattuta quella, e speriamo davvero che non accada mai, saremo davvero al tutti contro tutti.
Non mi va molto in questo periodo di parlare di calcio e lo dico senza problemi perché in questo nostro spazio non esistono obblighi di alcun tipo: come ho già avuto modo di dire io scrivo “quando posso e come posso” ed essere più o meno letto “non passa tra i miei rischi”.
Oggi vi segnalo una bellissima intervista su La Nazione ad Alessandro Bergonzoni, artista che ho sempre stimato per la sua intelligenza e per l’impegno sociale, in cui parlava del proprio rapporto con i suoi due figli ormai grandi.
Parlava di “sorvolarli”, un verbo che mi è piaciuto tanto perché rende l’idea: non li schiacci mai, ma vedi tutto.
E quando pensi che ci sia bisogno di un tuo intervento, scendi in picchiata e provi a dare loro quello che puoi e che sai.

Spero soprattutto che siate sereni, per la felicità è meglio non illudersi troppo, anche se va cercata sempre.
Buon Natale a tutti voi amici di una strada cominciata oltre nove anni fa, cercate di godervi la tenerezza di questi giorni e a costo di essere stucchevole vi invito a pensare a chi sta peggio di noi.
Auguri!

Forse è una tattica per smuovere le acque o forse no, comunque sia a me pare che cambiare in corsa il portiere titolare sia un bel rischio per la Fiorentina.
Il ruolo è delicato per definizione, Tatarusanu magari è pure più bravo di Neto, ma avrebbe bisogno di un minimo di rodaggio nel calcio italiano.
Senza contare che poi saremmo fortemente a rischio in caso di eventuale stop del romeno per qualsiasi motivo, e qui naturalmente tocchiamo ferro.
Credo che l’ultima parola spetti a Montella, che deve essere sempre più coinvolto nel progetto tecnico, come ha ricordato ADV nell’intervista esclusiva rilasciata a Stadio.
Pensiamoci bene, insomma, prima di fare passi falsi che potrebbero complicare una stagione già abbastanza difficile per la latitanza degli attaccanti.

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