Lo so che qualcuno toccherà ferro o altro, ma devo sempre dire come la penso e allora secondo me il Napoli vale la Fiorentina, al di là del monte ingaggi che è nettamente superiore.
Psicologicamente siamo messi male tutti e due, solo che loro avranno maggiore tensione e non esiste un fattore più destabilizzante di un allenatore che sai da tempo in partenza.
Sulla formazione mi aspetto molti cambi rispetto a martedì, soprattutto a centrocampo, il reparto dove abbiamo sofferto di più.
Mi sembra che la botta di Coppa Italia sia in via di smaltimento e che l’innamoramento verso la squadra continui, non fosse altro che per le tantissime proteste sull’arbitraggio di Massa, che secondo me, in tutta onestà, è stato pessimo, ma non peggio della Fiorentina.

E’ comunque un lutto che va elaborato velocemente perché rimangono due traguardi da raggiungere e anche se fa male non possiamo permetterci di piangerci troppo addosso.
Qui si vedrà la mano di Montella, la sua capacità di motivare un gruppo giù di morale per colpe proprie.
Napoli è una tappa importante e loro stanno peggio di noi per svariati motivi, non ultimo il fatto che arrivare “appena” quarti sarebbe considerato un insuccesso.
Quanti cambiamenti ci saranno nella formazione?
Non mi aspetto rivoluzioni, alla fine i migliori hanno giocato con la Juve, tranne Diamanti che però aveva speso tantissimo sabato sera, e Badelj, che in assenza di Pizarro è diventato indispensabile.
Bisogna rialzarsi e camminare, anzi è molto meglio ancora se riprendono a correre.

La Juve è una grande squadra, la Fiorentina no: il succo dell’incubo di ieri sera è tutto qui.
Abbiamo fallito nella partita più importante e ditemi voi se mai si sarebbero potute verificare circostanze più favorevoli tra assenza pesanti e possibilità di giocare in contropiede avendo molti risultati a disposizione.
E invece niente, siamo affondati senza un perché preciso e senza che uno dei giocatori di maggiore personalità facesse qualcosa di importante per tirarci fuori dal disastro.
Se i migliori sono stati Neto (impeccabile da quando è rientrato) e Alonso, forse converrà farci qualche domanda su dove sia sparito Gomez, dove si siano nascosti Borja e Aquilani, cosa avessero Mati e Joaquin.
Ci hanno dato una lezione su come si debbano affrontare le partite che contano: sono venuti, hanno giocato con la giusta concentrazione e hanno fatto a pezzi la nostra presunzione (la mia, almeno) di crederci già molto vicini alla finale.
Il giorno dopo brucia parecchio e non credo che passerà troppo velocemente.

Siamo favoriti, ma abbiamo paura ed è giusto così.
Paura che ci rovinino la festa e la Pasqua nel mezzo alla fine è stato un vantaggio perché un po’ distrae.
La Juve può tranquillamente segnare due reti alla Fiorentina, ma è pure vero il contrario, come dimostrato all’andata.
Loro ci tengono molto di più di quanto vogliano far credere: non siamo l’Inter o la Roma come nemici storici, però ci hanno sempre avuto sulle scatole non fosse altro per il clima che trovano ogni volta che devono venire al Franchi.
In città non si parla d’altro ed è giusto così, conta più eliminare la Juve che arrivare per la seconda volta consecutivamente in finale.
Da domani pomeriggio verso le 17 si va in apnea, vietato parlare d’altro, via con le superstizioni e i ricordi, ogni cosa va bene.
E i minuti che mancheranno al fischio di inizio diventeranno lunghissimi.

Che squadra siamo diventati!
Stavo per scrivere grande, ma poi mi sono fermato per pudore.
Vincere come abbiamo fatto ieri è stato un segnale al mondo: dovete fare i conti con la Fiorentina.
In campionato per il terzo posto, per la finale di Coppa Italia, per l’Europa.
Ok, Salah eccezionale, ma questa è la vittoria del gruppo, tutti partecipano all’azione, la Samp non è mai esistita.
Li abbiamo soffocati, impedito di giocare e su un campo che proprio non favoriva il nostro centrocampo, più leggero del loro.
In più abbiamo recuperato Diamanti, che sarà molto utile nel finale di stagione: non ricordavo una Pasqua viola così dai tempi in cui eravamo in corsa per vincere lo scudetto.
E naturalmente auguri a tutti.

Da domani si riparte per il giro di giostra più eccitante degli ultimi anni e di questo converrà ringraziare la Fiorentina per farci sentire belli vivi sui tre fronti.
Mi sembra che il temuto periodo di sosta non abbia prodotto chissà quali danni, soprattutto non sono tornati giocatori acciaccati e questo permetterà a Montella di avere molte soluzioni.
Battere domani la Samp vorrebbe dire lanciarsi verso il terzo posto, che economicamente è il traguardo più importante e che però non baratterei con l’alzata di un trofeo.
Si dovrebbe ricominciare con Gomez-Salah là davanti e se stanno bene fisicamente ci divertiremo sicuramente moltissimo.

Alle una di notte entri nella loro stanza perché vedi la luce accesa e li trovi a messaggiare.
La mattina alle sei con un occhio dormono e con l’altro inviano spunti, idee, (si spera), oppure coltivano emozioni e smaltiscono delusioni su smartphone e similari.
La cosa più impressionante sono le dita: velocissime, da campioni mondiali di dattilografia.
Dita che compongono frasi senza guardare la tastiera e, dico la verità, un po’ li invidio.
E’ il mondo sommerso dei nostri figli, in cui non è permesso entrare (e vorrei vedere!), così come bisognava bussare forte quando noi stavamo ore al telefono, però interagivamo con una persona sola.
Qui è un’ammucchiata mediatica generale: ci sono tutti, e tutti parlano, in un traffico ormonale da far girare la testa.
Sono molto diversi da noi, non so se migliori o peggiori, certamente con altri ideali, ma con la nostra stessa inquietudine di allora, perché “ha un prezzo salato diventare grandi”.

Dicono che Vincenzino abbia qualche mal di pancia nel pensare al suo futuro sulla panchina viola, al di là del contratto in scadenza nel 2017.
Sarà.
Io ci posso anche credere, però mi chiedo in quale panchina più ambiziosa possa pensare di andare a sedersi, se mai si escludono le ragioni del cuore che lo porterebbero a Napoli, dove sarebbe accolto da re (all’inizio), ma dove troverebbe pure De Laurentiis, che non è proprio Andrea Della Valle.
A Roma, sponda giallorossa, per una serie di motivi che comprendono pure lo sgarbo del 2012, provvidenziale per noi.
Inter?
Scambiereste Thoir con i Della Valle?
Milan?
Possono i rossoneri che pagano già Seedorf e Inzaghi pagare 5 milioni di euro di penale per portarsi a casa Montella, a cui dovrebbero dare come minimi altri 5 milioni lordi a stagione? Mi pare altamente improbabile.
La Juve direi proprio di no, la Lazio (Lotito??) idem, cosa resta alla fine?
Mi sa tanto che sono mal di pancia destinati ad esaurirsi in fretta.

Scusate il ritardo, ma ho staccato un po’ la spina.
La settimana che comincerà lunedì porterà ad una scelta definitiva per il finale di stagione su chi difenderà i pali viola.
Neto o Tatarusanu?
Lo avevo già fatto capire, io sarei per il brasiliano per il semplice fatto che siano meritoriamente ancora in corsa su tre fronti e ci sarà pure stato un motivo se Neto prima di non rinnovare era il titolare.
Decisione non semplice sul piano psicologico e ancora più difficile da spiegare a Tatarusanu, se toccherà a lui andare in panchina.
Ma bisogna fare di necessità virtù e quindi mandare in campo il più forte, vedremo cosa deciderà Montella.

Lo scrivo ora che le cose vanno splendidamente. evitiamo di forzare i tempi di recupero di Rossi.
Leggo e sento che dopo Pasqua si comincerà a pensare seriamente a riportarlo in campo e ne sarei felicissimo, però al tempo stesso non vedo cosa cambi tra averlo a disposizione quindici giorni prima o quindici giorni dopo.
Di più: darei per persa questa stagione per evitare di alimentare aspettative eccessive non bissando così il grande errore del 2014 quando secondo me vennero forzati i tempi.
Il ragazzo è d’oro ed il giocatore straordinario, ma ci sarà purtroppo un motivo se lo abbiamo avuto a disposizione cinque mesi su venti, o no?
So che non è popolare quello che ho appena scritto, ma come sempre preferisco l’amara verità ad una pietosa bugia.

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