Christian Riganò è esattamente come lo avete sentito ieri nel Pentasport: stravaccato sulla poltroncina, in tuta, sembrava davvero uno dei miei vecchi compagni di squadra di una quindicina di anni fa, quando si dava tutto nei tornei Arci o Acsi.
Solo che lui si è preso sulle spalle la Fiorentina e l’ha riportata in serie A e un anno a Messina è pure andato vicino a vincere la classifica cannonieri.
Uno che non se la tira mai, che ha il coraggio di dire cose fantastiche tipo “non so nemmeno se ho gli addominali perché non sono mai riuscito a vederli”, uno che arrivava nella Disneyland del calcio avendo alle spalle un’esperienza da persona normale.
Da applausi il suo duetto con Mondonico, ma anche con Ariatti è stato molto divertente, con un ritorno ideale al primo Della Valle, quando tutto sembrava possibile.
Pensando al suo grande amore per Firenze e a chi ha preso il suo posto indossando la “sua” maglia viola (Bonazzoli, soprattutto Castillo, e Keirrison) mi chiedo se uno così fosse stato davvero fuori posto dall’inizio 2009 in poi.
Se la sua saggezza e la sua grinta non avrebbero fatto comodo in uno spogliatoi dove si erano aperte diverse crepe.
Domande che sicuramente si è fatto anche Christian anche se ormai non ci pensa più e l’unica cosa che ormai conta è divertirsi continuando a metterla dentro.

Credo che almeno il 50% dei tifosi viola non sia affatto convinto delle qualità calcistiche di Riccardo Montolivo.
Personalmente faccio parte dell’altro 50%, ma non è questo il punto.
Il fatto è che evidentemente solo noi a Firenze capiamo di calcio.
Dalle altre parti no, neanche a Coverciano, dove uno che proprio non sa niente di pallone come Cesare Prandelli si ostina a convocarlo in Nazionale e addirittura a farlo giocare con la maglia azzurra.
A coloro che rimproverano al capitano viola una certa pavidità d’animo, vorrei ricordare che ha (sciaguratamente) giocato per oltre due mesi con le infiltrazioni a causa di una caviglia talmente malmessa da essere alla fine operata.
Circostanza che lo accomuna al grande Rui Costa, che una volta a Perugia si strappò dopo essersi scaldato per un’ora e non essendo assolutamente in grado di giocare.
Quanto al gioco espresso da Montolivo gli si può rimproverare (e non è poco) la sua sempre più evidente ritrosia al gol, ma poi in assoluto bisogna mettersi d’accordo: non si può cercare di salvare il soldato Cerci se fa 1-azione-1 in novanta minuti e poi scordarci del volume e della qualità impressa nella gara dall’uomo di Caravaggio.
Ma alla fine tutto questo è inutile, perché è ormai acclarato come di calcio si capisca solo noi a Firenze e pensate un po’ quanto sono scemi quelli di Milano che lo vorrebbero a giocare dalle loro parti.
Meglio non far mai sapere quanto è scarso Montolivo, quello è un segreto che dobbiamo tenere tra noi.

Due volte D’agostino in panchina e una Montolivo: è come se Mihajlovic volesse spiegarci che insieme non possono giocare.
E’ veramente una situazione strana, in cui si sconfessa la più importante operazione estiva, forse iniziata quando ancora non si sapeva che guidasse la Fiorentina in questa stagione.
Inutile accampare problemi fisici: se uno sta male, va in tribuna, anche perché, per fortuna, da un mese la Fiorentina ha recuperato diversi giocatori.
Sono molto curioso di vedere cosa accadrà a Palermo, se cioè questa strana coppia sarà riproposta oppure no.
Nel secondo caso la bocciatura sarebbe ufficiale e a quel punto si moltiplicherebbero gli interrogativi sull’ultima campagna acquisti viola.

Altra falsa partenza, non tanto per il risultato, ma per il gioco, che c’è stato solo per alcuni tratti del primo tempo.
Mai vista in questa stagione una bella partita della Fiorentina che duri novanta minuti, ormai sono rassegnato anch’io.
Nel momento più importante della gara, col Parma intontito per un rigore che si poteva anche non dare, invece di spingere, di essere “cattivi” per cercare di vincere, ci siamo ritirati nella nostra metà campo ad aspettare che giocassero loro.
Non ho capito la scelta di tenere fuori Montolivo, che aveva chiuso alla grande contro il Genoa, ed il perché di Cerci in campo per novanta minuti.
Poi Mihajlovic arriva soddisfatto in sala stampa e parla di azioni del Parma in contropiede a allora forse io ho visto un’altra partita.
E’ chiato che un punto in trasferta non si butta mai via, ma ci dobbiamo davvero rassegnare ad un campionato grigio, dopo l’undicesiomo posto del 2010?
A questo punto temo proprio di sì e non se lo merita nessuno, soprattutto quelli che hanno ancora il coraggio di seguire in trasferta una squadra piccola piccola.

Ora non aspettiamoci miracoli nei minuti che forse Miahjlovic concederà a Mutu domani.
Non è Maradona, pur rimanendo il migliore che ha la Fiorentina sul piano recnico, e mi dcono non neppure stia benissimo sul piano fisico.
Giudichiamolo per quello che combinerà in campo senza pregiudizi, un esercizio a cui sono abituato dal gennaio 1983, cioè dalla prima radiocronaca; per me partono tutti da zero, qualunque sia il mio rapporto con i giocatori e con quelli di ora è facilissimo visto che molti non sanno neanche come è fatta la mia faccia.
E’ chiaro che Mutu non può più sbagliare fuori dal campo, dove secondo me è andato molto oltre i normali paraetri concessi ad un normale calciatore, ma poiché nei novanta minuti non si è davvero mai risparmiato e che, tranne forse che a Cagliari nella prinavera 2008, non ha mai tradito le attese, non sarebbe giusto essere inflenzati nella valutazioni tecniche da quanto accaduto nell’ultimo anno.
La speranza finale è che al Tardini di Mutu non ci sia neanche bisogno, ma questo è tutto un altro discorso.

Ok, il termine svolta era improprio, però ragazzi miei che fatica…
A volte mi chiedo come sarebbe stata la mia vita di tifoso se non ci fosse stata la professione giornalistica: sarei stato anch’io un pessimista come la maggior parte di voi, oppure mi sarei fatto cullare dall’eterna illusione della vittoria prossima ventura?
Credo che avrei imbroccato proprio questa seconda via, perché spesso scivolo sulle bucce di banana dell’ottimismo e ho due ricordi piuttosto nitidi che la dicono lunga su quanto, in termini di aspettative sulla Fiorentina, io abbia gli “occhi foderati di prosciutto viola”.
Nell’anno della retrocessione in B con Batistuta, al ritorno dalla partita vinta col Cagliari senza pubblico, mi misi a fare i calcoli di come saremmo potuti arrivare in zona Uefa con un finale sprint che Agroppi ci avrebbe senz’altro assicurato, come nel 1986.
E nella stagione di Terim, mentre tornavamo da Udine con la terza vittoria consecutiva alle spalle, parlai seriamente in macchina di scudetto per almeno metà tragitto, con gli altri che mi venivano dietro solo (immagino) per non contraddirmi in quanto loro direttore.
Racconto tutto questo per affidarmi alla clemenza della corte che mi dovrà giudicare sul reato di indefessa fiducia verso una squadra che, lo ammetto vostro onore, non ha fatto proprio niente per meritarsi l’ottimismo che ho sparso nel post precedente.

E’ finalmente la svolta?
Speriamo ovviamente di sì, anche la prudenza è d’obbligo dopo tante false partenze.
Si è visto giocare un po’ a calcio, certamente meglio del Genoa, con la palla a terra e con quell’intensità, che è poi fondamentale per trascinare il pubblico.
Nulla di straordinario, ma quanto basta a rendere la zona retrocessione più lontana, a farmi fare un bel salto in avanti nella scommessa su chi arriverà prima tra noi e la squadra di Preziosi e anche a renderci un po’ più sereni.
A chi certamente dirà che senza la papaera di Eduardo (un caso da manuale di psicologia) non avremmo vinto, ribatto che lo sciagurato Cerci (ma ha senso fischiarlo quando entra con la maglia viola?) ha avuto un pallone d’oro e che Gilardino per una volta non era così perso nelle praterie della difesa avversaria.
Ora che rientra il figliol prodigo si può sperare di svoltare in tutti i sensi, magari per divertirci un po’ nella rincorsa all’Europa.

P.S. Ragazze e ragazzi, aiutiamo Giulia, una super tifosa viola di appena 9 anni, un cucciolo di ragazza che ha già avuto tutto quello che di brutto può succedere nella vita.
Andate sul sito www.dodicesimouomo.net del grande Alessandro Landi e cliccate il banner
http://www.dodicesimouomo.net/12uomo/news-amici/1794-un-sorriso-per-giulia.html
e per chi ha facebook
http://www.facebook.com/event.php?eid=195192227162989
Grazie!

Più che il fatto, offende il modo: non è infatti possibile arrivare a prendere (e poi non prendere) un giocatore all’ultima ora di calcio mercato per un ruolo che è scoperto da mesi.
Sembra che ci sia una volontà autolesionistica che non riesco a spiegarmi e chissà se Corvino farà la sua solita conferenza autocelebrativa di fine mercato in cui potrebbe spiegare questa beffa finale.
Però Barreto si sarebbe portato dietro molti dubbi sulle sue condizioni fisiche, come da copione, e comunque non avrebbe giocato domani sera e neanche per le prossime quattro partite, a stare stretti.
Per questo spero proprio che a nessuno passi per l’anticamera del cervello di poter giustificare un’eventuale prestazione negativa con le turbolenze ambientali degli ultimi giorni.
Contro il Genoa siamo davvero alla partita della verità: devono correre, possibilmente bene e senza palla, per dare almeno un paio di possibilità di passaggio a chi conduce l’azione.
Come reagirà il pubblico dipende solo dalla squadra: nessuno si vuole fare del male da solo, ma questi giovanottini devono sputare sangue e so bene di essere retorico, ma il calcio è anche questo, altro che plusvalenze e progetti.
Puntiamo dritti alla salvezza e poi rifacciamo tutti i conti, distribuendo colpe e responsabilità per questo ultimo anno da incubo.

P.S. Povero Vargas, toccano tutte a lui, ora anche la distorsione della caviglia, ma questo batterà alla fine anche Zanetti per il costo partita…

….

Ma si parlano tra loro in Fiorentina?
La domanda sorge spontanea, come avrebbe detto il vecchio Lubrano, all’indomani dello stop per il perdono di Mutu.
Censurabile o meno che fosse, la decisione sembrava presa: concessione di parola al reprobo, allestimento al Franchi della conferenza stampa di pentimento, parole piene di comprensione di ADV e infine richiamo “all’importanza di salvare l’uomo” di Corvino.
Se non eravamo a Bautiful, poco ci mancava.
Ed invece ecco che Mutu continua ad allenarsi a parte, che certamente non sarà in campo contro il Genoa, con la Fiorentina che continuerà ad annaspare maledettamente in attacco.
A questo punto aveva ragione Calamai nel suo intervento al Pentasport: bisognava non farlo sapere a Diego…che invece ha saputo ed evidentemente non gradito.
Io continuo nella mia astensione sull’argomento perdono, perché per me conta molto anche la coerenza, solo che mi piacerebbe sapere se dobbiamo aspettarci anche la seconda parte della stagione con, caso unico in Italia, due sole punte di ruolo in tutto, di cui una ancora minorenne.
Se fosse vero, riesumerei un’immortale battuta del grande Nanni Moretti: “continuiamo così, facciamoci del male”.

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