Attualità


Nel tardo pomeriggio di oggi arriva la notizia che forse Iaquinta potrebbe essere preferito a Toni.
Incredibile un mese fa, possibile domani sera, viste le condizioni tutt’altro che brillanti del centravanti viola.
Centravanti viola?
E qui, come direbbe Nanni Moretti, si apre il dibattito.
Siamo veramente dispiaciuti davanti ad una clamorosa esclusione di chi ha fatto chiaramente capire di stare di malavoglia a Firenze?
Io sono uno di quelli che 24 anni fa fece le due di mattina per sapere dai giornali freschi di stampa se il grande Antognoni avrebbe o no giocato la finalissima in Spagna.
Non giocò, e tifai per la ripetizione della partita, in modo da vederlo in campo il martedì successivo.
Ora, con Toni, oscillo tra la voglia di avere uno della Fiorentina in azzurro e la intima (perfida) soddisfazione di immaginare che così il signor Luca Toni, e con lui magari pure la signorina Marta Cecchetto, abbassa un po’ la cresta.
E voi come la pensate?

Grande giornata di calcio stamani alla Sales.
Giovanni Galli mi ha fatto l’onore di chiamarmi a presentare la premiazione del quinto memorial intitolato a Niccolò e nell’ordine ho apprezzato:
1) Ciro Ferrara che si è fatto 900 chilometri per ritirare un premio solo per amicizia verso Giovanni e per la memoria di Niccolò
2) Sandro Piccinini, che di chilomentri ne ha fatti 600 per lo stesso motivo e che essendo un mio vecchio amico si è pure sorbito tutta la mia (e la vostra) lamentela per la mancanza di giornalisti fiorentini in televisione a livello nazionale
3) calcio leale e divertente fra squadre di ottimo livello (Bologna, Fiorentina, Parma, Milan)
4) lo straordinario spirito della famiglia Galli, che è riuscita a trasformare una tragedia insopportabile in un atto d’amore permanente per gli. Io non so sinceramente se sarei riuscito a fare lo stesso
5) le parole senza retorica di Luciano Spalletti, ospite a sorpresa, venuto alla Sales perché “Niccolò era un ragazzo delizioso, che ho conosciuto e che mi sarebbe piaciuto allenare”.
Un sorso di aria pura, poi domani si ricomincia con i veleni.

Strepitosa l’arroganza di Galliani alla convention di Villasismius: “noi non c’entriamo per niente, esisteva solo il sistema Juventus. Siamo vittime di quello che è accaduto”.
Povero cocco, fa tenerezza.
Non perdetevi, se potete, neanche Milan Channel: l’espressione “arrampicarsi sugli specchi” appare limitativa per spiegare il loro modo di raccontare le attuali vicende.
E’ uno scontro epocale quello tra Juve e Milan, se ce l’avessero detto quaranta giorni fa avremmo applaudito a scena aperta.
Purtroppo, come sappiamo, c’è ben poco da ridere.
Intanto tra le intercettazioni dello “scaricato” Meani (dirigente milanista addetto all’arbitro) c’ è pure un curioso interessamento ad un Fiorentina-Milan 1 a 2, finito tra mille polemiche per chiari errori della terna arbitrale, ovviamente a favore dei rossoneri.
Il Milan c’è dentro fino al collo, le battute tra Meani ed il dirigente dell’Udinese prima dell’ultima di campionato 2004/2005 saranno pure da bar, come dicono loro, ma penso che interesseranno parecchio anche a Borrelli.
Sta succedendo di tutto, c’è un mondo che scompare (speriamo!), eppure sono in pochissimi quelli che sottolineano una verità semplice semplice: ogni squadra coinvolta ha agito unicamente per avere dei vantaggi.
Solo la Fiorentina ha chiesto (se lo ha chiesto) aiuto a Mazzini per difendersi da tutte le angherie avute in quattro mesi di campionato.
E’ chiaro il concetto?

L’iter Ferrara sta facendo il suo corso: Luca Speciale attende il via da Pastorin per chiamare Benedetto che, se non avrà impedimenti dal suo giornale, parteciperà ad una trasmissione de la 7.
Ora però voglio cambiare argomento e parlare di Baggio.
Non è il campione più grande che abbia vestito la maglia viola (se si considera la permanenza a Firenze, lo batte Batistuta), non è il giocatore più legato alla squadra (qui lo battono in tanti, in testa Antognoni), ma è quello con cui per una serie di cricorcostanze ho stabilito il feeling più profondo.
Tanto da essere stato l’unico con il suo fisioterapista Pagni ad avere avuto l’onore di ricevere una sua prefazione per un libro (La mia voce in viola).
Leggo ora che potrebbe fare il vice-presidente di rappresentanza nella nuova Juve e mi si gela il sangue.
Robertino, ma perchè?
Io me le ricordo delle difficoltà di ambientamento a Torino e della diffidenza di una tifoseria che in cinque anni non lo ha mai accettato completamente proprio per i suoi trascorsi viola.
Fra l’altro la sua fede calcistica è nerazzurra e insomma, detto papale papale, non se ne potrebbe fare a meno?

Ho fatto una cosa per me insopportabile: ho chiamato personalmente Enrico Mentana, che ammiro enormemente sul piano professionale, per chiedergli due cose.
1) come mai nessun giornalista fiorentino interviene a Matrix
2) se per caso voleva spiegare il suo punto di vista nel Pentasport.
E’ stata una cosa molto faticosa per me, perché, non sapendo lui chi fossi io, sembrava mi proponessi personalmente e temo di aver fatto la figura di quello che vuol farsi pubblicità.
E’ vero che ho suggerito colleghi della carta stampata, ma la sostanza del ragionamento dal suo punto di vista non cambia.
Non importa: lo dovevo fare, vista la vostra voglia di essere rappresentati a livello nazionale.
Risposta di Mentana numero 1: grazie, ma decide la redazione (cioè Mentana stesso) in base alle esigenze della trasmissione.
Risposta numero 2: grazie, ma preferisce non parlare con le radio private.
Gentile, ma irremovibile e questo è tanto.
Poi, appena chiusa la telefonata, apro il blog e leggo il post di quello che scrive che a noi giornalisti di Firenze non ce ne frega niente della Fiorentina…

P.S. Andate su fiorentina.it o su violanews.com e guardate un po’.
Qualcosa stiamo cercando di fare…

…e gli spieghi con garbo cosa è successo nell’ultimo mese e ancora prima dal 2004 in poi.
Perché oggi il tecnico più decorato d’Italia se ne è uscito fuori con la curiosa affermazione che alla Juve al massimo toccheranno dei punti di penalizzazione per il prossimo campionato.
Perfetto.
Se così fosse, a noi daranno in differita il “Premio ingenuità” per la stagione 2004/05, visto che in pratica non è successo niente.
Tranne qualche fastidioso tentativo di intrallazzo ai danni della Fiorentina, a causa peraltro della cocciutaggine di quel Della Valle che proprio non voleva saperne di lasciar comandare Giraudo e Galliani.
E allora via con un allungamento della spalmatura dei debiti a Lotito e con un guardalinee ad personam per Galliani.
E’ incredibile l’arroganza e la mancanza di senso etico della Juve e allora mi viene il sospetto che forse noi siamo troppo onesti.
Sì, noi che stiamo qui a macerarci per quello che hanno fatto o non hanno fatto i Della Valle in risposta all’estorsione della passata stagione.
Noi che ci interroghiamo dentro per capire come avremmo agito al posto loro, mentre quelli lì hanno rubato per anni, ammazzato o quasi il calcio, ed ancora continuano a dire e fare come se nulla fosse.
Una sola parola: vergogna!

Nel giorno delle dimissioni di Carraro (finalmente, ma Galliani che aspetta?), mi è sembrato giusto ed istruttivo riproporre quello che scrissi ne “La mia voce in viola” nel 2003. Il periodo di riferimento è quello della stagione 2001/2002, con Mancini, che allora era sotto contratto con la Gea.

SCUSE E SPIEGAZIONI
Ho sempre considerato Stefano Sartoni, il leader storico del Collettivo, una persona leale con cui a volte posso anche non essere d’accordo e mi piace che sia un tipo che non sfugge mai al contraddittorio.
Fu solo per questo rapporto speciale che accettai di partecipare all’incontro che mi propose, un incontro strano con Gaetano Lodà e Dimitri Rocchi proprio nel locale dove io non sarei mai potuto entrare perché indesiderato.
Chiesi a Luis Laserpe di accompagnarmi, sia per precauzione che per avere un testimone.
Ero molto arrabbiato con Lodà, che mi fece correttamente le scuse per ciò che era successo il giorno delle dimissioni di Terim ed anche per quel cartello che lui considerava solo una goliardata.
Cominciammo quindi a parlare del futuro della Fiorentina e mi venne disegnato uno scenario assolutamente inedito, quasi da fantapolitica calcistica.
Lodà, Rocchi e Sartoni esibirono fogli e documenti degni del miglior giornalismo investigativo. Considerandomi (bontà loro) una voce importante per i tifosi, volevano che anch’io fossi a conoscenza di come la società viola stesse inevitabilmente andando verso la rovina.
Mi dissero che i giochi non si facevano a Firenze, in piazza Savonarola, ma a Roma, dove sul pianeta calcio regnava incontrastato il banchiere Cesare Geronzi.
Lo stesso arrivo di Mancini era stato “impostoâ€? dalla GEA (la società che cura gli ingaggi e i diritti di immagine di diversi calciatori e allenatori e di cui fa parte anche la figlia di Geronzi), per cui non ci dovevamo stupire delle cifre concesse ad un tecnico esordiente.
Uscii da quelle tre ore di colloquio perplesso e turbato: e se avessero avuto ragione loro?

Rifondazione calcistica, mi pare non ci sia niente altro da fare.
Mi sono molto sbilanciato su Innocenzo Mazzini , per conoscenza personale, avendo avuto modo di apprezzare le sue doti di mediazione e ben conoscendo la gavetta che ha fatto.
Ciò nonostante, pur non avendo Mazzini commesso alcun reato di frode sportiva, è chiaramente indifendibile sul piano etico, ed è quindi giusto che paghi pure lui.
Ma prima via tutti gli altri: conosco juventini imbarazzati (un esempio per tutti: Brio stasera al Pentasport), ultras bianconeri che baratterebbero volentieri gli scudetti vinti con i secondi e terzi posti dell’Inter, e questa è già una soddisfazione.
A roposito: ma la Juve non era in silenzio stampa, come mai Moggi e Giraudo hanno parlato?
E domenica come festeggeranno (eventualmente) lo scudetto numero 29?
Sono stupito pure di Dondarini, che ho conosciuto in una bella serata organizzata dai vertici arbitrali fiorentini: chiuderà anche lui in fretta.
Rifondazione calcistica, un bel bagno purificatore, ma non certo guidato da Carraro.
Non sarebbe il caso per Diego Della Valle di tornare a proporre certi temi?

DA REPUBBLICA.IT

Due ottantenni, pensionati e costretti a vivere in ristrettezza, hanno trovato una busta contenente 40 mila euro in contanti e l’hanno riconsegnata alla polizia.
Autori del grande gesto di altruismo sono stati due anziani coniugi che cinque giorni fa, mentre passeggiavano lungo la centralissima via Enrico De Nicola, a Cassino, hanno notato una busta della spesa appoggiata a terra e dalla quale facevano capolino diverse centinaia di banconote.
Si sono avvicinati e l’hanno aperta, accorgendosi che la busta era piena zeppa di migliaia e migliaia di banconote, tutte di medio e grosso taglio. Dopo un primo momento di stupore, la decisione quasi fulminea di consegnare il ‘tesoro’ agli agenti del vicino commissariato.
Nonostante le ricerche della polizia, dei proprietari dei 40 mila euro ancora non c’e’ traccia.
Sono passati gia’ cinque giorni ma nessuno e’ andato a reclamare o denunciare la perdita.
Se entro i termini previsti dalla legge nessuno dovesse denunciare lo smarrimento del denaro ai due onesti pensionati andrebbe sicuramente una piccola parte.

Io li vorrei conoscere e passerei ore a farmi raccontare la loro vita…

Stupisce la scelta dei tempi: dopo le elezioni e prima del Mondiale.
Qualche talpa ha scovato delle intercettazioni telefoniche intercorse tra potenti del calcio: per ora si sa di Pairetto, Mazzini ed del solito Moggi, altri comunque potrebbero entrare a breve.
Pare che nelle frasi dette e ascoltate non ci siano elementi di rilevanza penale (ed infatti l’inchiesta che è inciampata sulle suddette intercettazioni è già stata archiviata) ed allora io mi chiedo: cosa si raccontavano questi signori?
Me lo chiedo davvero con candido stupore e con viva curiosità, perché delle due l’una: o erano chiacchiere da bar, magari condite da qualche maldicenza su altri, o vi era un disegno criminoso per condizionare il calcio.
Sarebbe interessante ce lo facessero sapere al più presto e lo spero soprattutto per Innocenzo Mazzini, il miglior dirigente del calcio italiano tra quelli attualmente al potere.

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