In un mondo in cui la ricerca del maggior guadagno è sempre contrabbandata come una scelta di vita, è passata sotto silenzio la decisione di Adrian Mutu di continuare il suo rapporto con la Fiorentina senza se e senza ma.
Gli hanno offerto tre volte l’ingaggio che prende a Firenze, sia dalla Germania che dalla Spagma, e lui ha detto no grazie, senza piantare casini o bussare a quattrini.
Non lo voglio santificare e può darsi che abbia lo stesso un adeguamento del contratto, ma ricordiamoci di quello che è avvenuto nel corso degli ultimi dieci anni con altri giocatori.
E tanto per non far nomi ne cito due che sono stati tra i grandissimi della Fiorentina: Batistua e Toni.
Tralascio le figure di contorno che non possedevano la capacità di questi due straordinari bomber, due professionisti che hanno cercato di monetizzare al massimo le loro enormi qualità, esattamente come accade al 99% dei loro colleghi.
Riflettiamoci un attimo, perché mi pare che in pochi lo dicano o lo scrivano.

Scrive Luca: perché rispondi soprattutto a quelli che scrivono solo per farti arrabbiare?
Ha ragione, mi si intasa la vene e vado giù a replicare a gente che effettivamente si aspetta solo quello da me.
Il fatto è che questo blog ha sempre più successo: le cifre dei visitatori quotidiani sono impressionanti e lo leggono tutti, ma proprio tutti gli addetti ai lavori che gravitano intorno alla Fiorentina, ma nella quantità si è un po’ persa di vista la qualità, anche e soprattutto per colpa mia.
Penso a molte persone educate che pure non lesinavano le critiche e che da un po’ di tempo non leggo più.
Mi spiace, e vorrei invitarle a tornare ad esprimere il loro pensiero.
Vorrei anche che non si trascendesse nelle polemiche personali tra i vari visitatori, si può avere un’idea diversa senza pensare che l’interlocutore sia per forza un cretino.
Io non sono affatto esperto di internet e quindi prendete quello che sto per scrivere con il classico beneficio d’inventario, ma ho come l’impressione che qualcuno sfoghi qui dentro le proprie frustrazioni quotidiane.
Odio censurare e a volte sono stato perfino autolesionistico nel pubblicare certi pos, cercate perciò di non farmi indietreggiare sul mio atteggiamento libertario e siate più gentili con il prossimo.

Quell’uomo trasmette emozioni.
Sto parlando di Cesare Prandelli, con cui ho parlato una mezz’ora ieri, ricavando un’intervista che andrà in onda stasera nel Pentasport.
L’ho conosciuto tre anni e mezzo fa a casa sua, quando era nell’anno di stop e non è cambiato di una virgola, anche se gli si è rovesciato il mondo addosso.
Umanamente siamo fuori categoria, soprattutto se il confronto è con il mondo del calcio, dove se uno pronuncia la parola valori viene subito da pensare a quelli che si portano nella cassetta di sicurezza in banca.
Tornando alle vicende del pallone, se qualcuno avesse dubbi sul suo rapporto con Corvino, se li tolga.
Il rapporto è dialettico, per il bene della Fiorentina.
Ha detto cose molto interessanti, non chi si compra e chi si vende, ma parole che, sono certo, si faranno ascoltare con piacere.

Certo che siamo proprio buffi. Ed incoerenti.
Leggo post di tifosi preoccupati per l’eventuale cessione di Osvaldo, più o meno nella stessa misura di quanto eravate angosciati lo scorso anno di questi tempi, quandi si diceva che Reginaldo andava via.
Il percorso di questi due giocatori è stato molto simile: si è molto ironizzato al loro arrivo, salvo poi ripensarci e diventare estimatori più o meno convinti.
Ma il valore tecnico dei due resta sempre lo stesso: non erano brocchi prima, non sono fenomeni ora, anche se in verità qualche dubbio in più su Osvaldo me lo terrei, perché ha più numeri ed è più giovane.
Solo che davvero non si può essere così, non si può contestare un’eventuale cessione di Osvaldo con plusvalenza dopo un anno di luci ed ombre, sia pure con rovesciata finale scintillante e gol storico alla Juve.
Che non sia una prima punta Osvaldo ormai è chiaro, e se davvero dovesse arrivare Gilardino e rimanere Pazzini, quando mai trova spazio?
A meno che qualcuno adesso non pensi che sia meglio di Mutu, perché Adrian si è fatto buttare fuori apposta a Cagliari, perché senza di lui la Fiorentina va meglio e altre amenità del genere.
Riepilogando: nell’ultimo anno non abbiamo battuto ciglio quando se ne è andato da Firenze il più forte centravanti del pianeta e ci strappiamo i capelli (per chi ce l’ha…) se vanno via Reginaldo e Osvaldo.
Forse c’èqualcosa che non torna.

P.S. Leggendo l’ora di questo post forse mi scuserete per le mancate risposte al precedente e per le mie promesse da marinaio.

Sicuramente ci divideremo su Gilardino, come su chiunque altro (siamo fiorentini, altrimenti che gusto c’è…), però un dato è oggettivo: se davvero passiamo da Vieri a Gilardino il salto di qualità è notevole.
E’ nel pieno della carriera, ha voglia di rivincite, sa che non può fallire e ha dimostrato di essere un grande attaccante.
Ancora mi sfugge il perché debba dimezzarsi o quasi lo stipendio, ma se davvero la facesse per vestire la maglia viola io sarei molto contento.
Poi i problemi di convivenza con Mutu e Pazzini li risolve Prandelli e dall’equazione potrebbe venire fuori una Fiorentina stellare.

DOMANI RISPONDO A TUTTI, BUONA SERATA

Come al solito non mi ero preparato niente per la radiocronaca e come al solito due ore prima della partita ero entrato nella mia consueta fase ascendente mentale: concentrazione che sale fino a farmi diventare quasi autistico nei confronti del resto del mondo, quando le squadre entrano in campo.
E così, quando ho risentito il mio finale di Torino ho pensato che questo alla fine era il miglior modo di approcciarsi all’evento, con spontaneità.
Perché quello che ho detto è proprio vero: ce la meritiamo tutta questa Champions!
E se la meritano loro: Prandelli, Corvino, i giocatori, i Della Valle, i dirigenti, gli impiegati della Fiorentina, tutti uomini e donne che mai si sono disuniti nei momenti difficili, che pure non sono mancati.
Noi ce la siamo meritata, cioè voi tifosi (ma forse un pochino anche noi, che la seguiamosempre con passione) e gli altri ce lo devono riconoscere e mi pare lo stiano facendo.
Stavolta non voglio parlare di singoli, anche se la partita di Frey è stata la migliore risposta a tanti discorsi assurdi, ma è meglio ricordare la compattezza del gruppo.
Esattamente quello che c’è stato nelle quasi quindici ore di diretta a Radio Blu.
Quando Tommaso Loreto ha raccontato splendidamente l’arrivo della squadra al Franchi, io mi sentivo come ai saggi di danza di Valentina: emozionato ed orgoglioso.
Si sono buttati tutti nella mischia con professionalità, fregandosene nell’orologio e hanno dato quello che avevano dentro: grazie a Tommaso, Fabio, Gabriele, Andrea, Roberto, Saverio, Giovanni, Ernesto, Giulia, Roberto, Matteo, Carlo, anche per loro quella di ieri rimarrà una giornata indimenticabile.

Esperimento al limite dell’impossibile: possiamo provare a stare tutti uniti nelle prossime trentadue ore?
Po torniamo pure a scannarci su tutto, diamo la colpa ai giornalisti (vil razza dannata), a Corvino, a Pazzini, a Mutu che si è fatto buttare fuori apposta, a Prandelli che non fa giocare i nuovi acquisti, insomma al mondo che ci circonda.
Ma fino alle 17 di domani chiedo una moratoria dei risentimenti, delle guerricciole personali, anche quelle in corso tra i nani che infestano la mia categoria, a meno che non ci sia veramente qualcuno che godrebbe nel vedere la Fiorentina fuori dalla Champions.
Chiedo troppo?

E basta con questa storia di Prandelli all’Inter.
Ci metto la mano sul fuoco e se mi scotterò vorrà dire che abbiamo fatto tutti un bel passo all’indietro.
Più che se dovesse partire Frey, più che se dovesse partire Mutu.
Da parte di qualcuno c’è certamente la voglia di far casino, di creare confusione, di farci qualche articolo sopra, di riempire gli spazi.
Dice una vecchia regola giornalistica che una smentita è una notizia data due volte e comunque non è questo il momento per smentire, meglio non dare importanza.
Cerchiamo tutti di adeguarci, almeno fino a domenica, poi scateniamoci pure con le bischerate.

Non ho mai conosciuto Daniele Cacia, ed è una mia colpa.
Credo però che abbia scelto il momento sbagliato per dare delle stilettate a Prandelli e all’ambiente viola.
A quanto ne so, parteciperà pure lui alla divisione dei premi per l’eventuale raggiungimento della Champions e a maggior ragione non si capisce la tempistica delle sue parole.
Aspettare quattro giorni, no?
Senza contare il fatto che non è arrivato gratis, è costato 4,5 milioni di Euro per la comproprietà e non sarà (eventualmente) facile recuperare una somma del genere, soprattutto se pare così acclarata la sua incompatibilità con Firenze.
Mi aspetto una multa, più che meritata.

P.S. Pare sia arrivata una smentita, ma che un giornalista a Piacenza si inventi tutto di sana pianta a me pare altamente improbabile, comunque sia nessuno avvertiva il bisogno in questa settimana di un diversivo di questo genere.

Vorrei tranquillizzare tutti: non è che mi sono perso alle beghe giornalistiche e/o alle guerre innescate da questo o quello.
Il mio pensiero sul lavoro è sempre e solo orientato alla Fiorentina e vi svelo come è nata l’idea delle 12 ore non stop che Radio Blu dedicherà a tutti i tifosi domenica prossima mettendo in campo tutte le proprie forze.
Lunedì mattina alle 7.30 stavo andando al lavoro in motorino quando ho letto le locandine dei giornali, tutte impostate sulla viola e ho avuto la netta percezione che stesse per cominciare una settimana unica per la Fiorentina e per chi le vuole bene.
Ed è qui che viene fuori il fascino della radio: un’idea, due telefonate ed ecco che si può partire con il progetto “Viola day”, con in pratica la redazione impegnata per metà giornata a raccontare tutto, da Firenze e Torino.
E’ un esperimento e chissà che non possa essere un inizio di qualcosa di diverso e nuovo a livello radiofonico.

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