Fiorentina


Diciamo la verità: a noi tifosi piacerebbe avere un presidente come Moratti, o come il Berlusconi prima che entrasse in politica.
Magari ci imbarazzerebbe un po’, ma ci piacerebbe.
Perché i soldi sono suoi, li butta via per farci divertire e ogni volta che qualcuno di importante si affaccia in Europa e nel mondo potremmo benissimo pensare che domattina quello arriva da noi.
Ci è invece toccato Della Valle e ci è andata benissimo, perché ci costringe a crescere e, soprattutto, perchè abbiamo a che fare con persone estremamente serie.
L’ultimo caso sono le dichiarazioni di ADV: guardate, ha detto, che dalla prossima stagione torneremo a salvaguardare il bilancio e non spenderemo più come questa estate.
Abbiamo dodici mesi per metabolizzare parole che nessun presidente o quasi si sognerebbe di dire, anzi la stragrande maggioranza si affannerebbe oggi a cavalcare l’onda dell’entusiasmo popolare per i nuovi acquisti.
E’ uno stule davvero diverso per il mondo del calcio, lo stesso che fa stare zitti tutti i dirigenti all’indomani del quarto posto.
Poi magari succede che le cose, come speriamo tutti. vanno alla grande, che Diego e soprattutto Andrea si lasciano andare, e che, complici pure Corvino e Prandelli, un colpo di (costosa) fantasia ce lo regalano pure nel 2009.
Ma questi sono retro pensieri da tifoso, non da giornalista…

Sul mercato sono un notaio, nel senso che godo di informazioni di prima mano grazie al fatto dirigere la redazione sportiva di Radio Blu, ma più in là di questo non vado.
Domando ai miei e poi, semmai, riferisco.
E siccome ogni volta che ho domandato a più interlocutori come stava questa storia di Vargas, ogni volta ricevevo risposte confortanti, ecco che non ho fatto altro che ribadire la mia sicurezza.
D’altra parte è difficile sentire Andrea Della Valle e Corvino sbilanciarsi come hanno fatto nei giorni scorsi per un possibile acquisto.
Non lo avevano fatto, per esempio, per Vidic e neanche per Gilardino, che poi è davvero arrivato.
Stanno giocando sporco, questa storia sta diventando stucchevole e c’è un aspetto che comincia ad infastidire: ma Vargas che dice?
Ha forse perso l’uso della parola o è tenuto prigioniero in qualche sperduta caverna peruviana?
Ho come l’impressione che i Della Valle e Corvino stiano per scocciarsi, anche perché, come diceva il grande Totò, “ogni limite ha la sua pazienza”.

Ha ragione Gabriele Romagnoli oggi su Repubblica: in Italia un ex presidente è quasi sempre un prossimo presidente ed il ritorno di Lippi ne è l’ennesima dimostrazione.
Intendiamoci, meglio, molto meglio lui di Donadoni, dal carsima palesemente insufficiente per guidare la Nazionale, ma quanto ci metteremo a dire che Lippi ormai non è più quello di prima, che ha la pancia piena, che i due anni fuori dal calcio gli hanno fatto male?
Comunque non sappiamo osare, mai.
E’ qualcosa che coinvolge anche il sottoscritto e ora vi racconto un episodio, un dietro le quinte che spiega quello che ho appena scritto.
L’episodio è legato a quando, dopo dodici anni di militanza, nel dicembre scorso Ceccarini ha spiazzato tutti a Radio Blu e, dopo aver portato avanti da mesi a mia insaputa una trattativa per andare in un’altra radio, ha lasciato la redazione in tre ore.
Ma non è questo il succo del discorso, quanto piuttosto la mia reazione.
Preso in contropiede e non proferendo verbo sulla scelta di Ceccarini (nel senso che neanche lontanamente mi sono sognato di fare un rilancio, anzi l’ho ringraziato e gli ho augurato buona fortuna) ho tirato fuori una soluzione, cioè il ricorso ad una persona che a distanza di sei mesi si è rilevata vincente: Tommaso Loreto.
Il fatto è che alle 9 del giorno in cui l’ho chiamato ( ho saputo tutto alle 12) per me lui era uno dei tanti alla corte della coppia Pieri/Laserpe a Tuttoradio, ma messo alle strette mi si è accesa la lampadina e ho fatto il suo numero di telefono.
Non solo, ma grazie ad un colpo di fortuna e al gran lavoro di Paolino Biagiotti, inviperito per come erano andate le cose, in due giorni abbiamo ingaggiato un fuoriclasse come Gianluca Di Marzio.
Le cose vanno molto meglio di prima e racconto questo piccolo retroscena per confessare che se ci avessi pensato sopra due settimane certamente avrei fatto scelte diverse, andando su altre persone più “dentro” l’ambiente fiorentino e ci sarebbero stati ritorni con risultati, adesso lo posso dire, peggiori.
Temo che sia un vizio molto italiano quello di tornare sempre sulle vecchie strade, qualcosa che deriva dal nostro “mammismo”, ovvero dal senso di protezione che inculchiamo ai nostri figli e che ci hanno inculcato per decenni, direi quasi secoli.
Tornando alla Nazionale, il migliore sarebbe stato Prandelli e per fortuna non ci hanno neanche provato, ma un sondaggio per Ancelotti non si poteva fare?

Non mi sforzo neanche più: ho preso una battuta di Tremonti che mi sembrava emi sembra molto efficace e l’ho riportata, sperando di trovare un grado di maturità maggiore.
Macché, è impossibile, c’è un clima da post guerra civile che atterrisce, mai che si riconosca le ragioni dell’altro.
No, si pensa sempre alla malafede, io, elettore di centrosinistra, provo a sforzarmi a non farlo, ma vedo che siamo in pochi, veramente in pochi a ragionare così.
Passiamo ad altro, di più divertente e di più calcistico.
Ieri sera ho rivisto a Sky per la prima volta il gol di Osvaldo alla Juve.
Sembrerà impossibile, ma si corre talmente tanto da non avere la possibilità di fermarsi un attimo per riassaporare sensazioni bellissime (e la storia della velocità vale anche a giustificazione per le mie mancate risposte).
Ho fatto una cosa da malato: ho alternato Croazia-Turchia a Juve-Fiorentina, di cui sapevo già tutto, io che non vado al cinema a vedere un film tratto da un libro che ho letto perché conosco già la trama…
Devo dire che il gol è molto più bello di quanto mi ricordassi, anche perché a Torino ero dalla parte opposta e quindi ho visto il cross di Papa Waigo e poi la palla dentro.
Bello, bellissimo e mi faceva ridere pensare che in tanti telefonini la suoneria è il mio urlo su quell’azione di cui non ricordavo la dinamica.
E sono andato a dormire soddisfatto, saltando pure i supplementari.

Vi ricordate la storia dell’arbitro di colore insultato da qualche genitore, uno in particolare, dello Scandicci al termine di una partita di ragazzini classe 1995?
Fu mia figlia, che assisteva alla partita, a raccontarmi dell’episodio.
Una volta verificato il fatto, lo scrissi nel blog, un paio di giornali ripresero la notizia e su questo spazio scoppiò un mezzo finimondo.
Mi accusarono un po’ di tutto, specialmente quel genitore che doveva avere le idee un po’ confuse, ed io mi misi a disposizione per una serata di incontro proprio a Scandicci (tra l’altro la società venne multata, segno che era tutto vero).
Ebbene, ieri sera ho lasciato gli Europei televisivi e, invitato dal PD, sono andato a moderare un dibattito incentrato sul tema delle scuole calcio come possibili cattivi esempi.
Dei genitori contestatori sul blog neanche l’ombra e questo mi ha molto deluso: facile offendere protetti da una tastiera, molto più difficile il dialogo, il confronto.
Poca gente, a dire il vero, ma certo non si parlava di Mutu o dell’arrivo di Vargas.
E però ho sentito qualcosa di positivo e lo capivo dall’attenzione con cui da sotto il piccolo palco preferivano seguire i vari interventi piuttosto che Germania-Austria, in onda contemporaneamente.
C’erano soprattutto i due rappresentanti fiorentini più importanti degli arbitri, Tepsich e Petrioli, e da loro sono uscite le cose più interessanti.
Per una rivoluzione culturale, che eviti le degenerazioni genitoriali con annesse contestazioni verso arbitro, avversari, allenatore che non fa giocare il pargolo, serve gettare questi piccoli semi.
E se poi non si disperdono del tutto nel vento, tanto meglio.

La scelta di fare capitano Montolivo è molto suggestiva, non fosse altro per la tradizione del ruolo e della posizione.
E meno male che non avrà la maglia numero, 10 perché altrimenti sarebbe stato come giocare con uno splendido fantasma ad inseguirlo per tutta la stagione.
Il ragazzo si deve essere un po’ stufato a sentir dire che era troppo buono e così nei mesi scorsi ha tirato fuori una grinta che per ora è, come dire, un po’ introspettiva e che dalla prossima annata diventerà certamente più visibile anche esteriormente.
La nuova responsabilità lo aiuterà in questo, e quindi l’idea di Prandelli è ottima.
L’unico dispiacere è per Donadel, oltre che per Jorgensen e Dainelli, che però non sono meno certi del posto da titolare.
Ho sempre considerato Donadel molto più maturo dei suoi anni, fin da quando neanche ventiduenne è arrivato a Firenze.
Sarebbe stato un grande capitano, alla Dunga, tanto per capirci.

Vista la massa dei post davvero incredibile per un giorno di quasi festa e di metà giugno, e visto che i temi sono più o meno gli stessi, provo a replicare a mia volta con un post.
Capitolo provincialismo. Lungi da me voler essere offensivo, il mio intento è solo quello di uscire da quel cono d’ombra che è stato il nostro passato che conosco almeno quanto voi, perchè il senso di spaccatura tra vecchia e nuova Fiorentina si è forse definitivamente saldato al gol alla Juve di Osvaldo.
Questo per dire quanto mi sia rimasto dentro l’assurdo fallimento viola e quindi la disparità di trattamento tra noi e gli altri.
E’ da provinciale pure considerare Fiorentina-Juve la partita più importante dell’anno ed io lo faccio da sempre, ma tifare contro l’Italia mi pare proprio un esercizio sterile.
Capitolo fischi e cori anti Fiorentina. Io non li ho sentiti, ma certamente ci saranno stati una cinquantina di imbecilli che si sono adoperati per creare casino. E noi vogliamo dare solo soddisfazione? Ma per piacere…
Comunque sia, vedo che qui una larga fetta degli utenti è contro l’Italia del calcio e ne prendo atto con rammarico, non cambiando però di una virgola il mio pensiero.

Proprio non riesco ad arrivarci, sarà una mia mancanza: come si fa a tifare contro l’Italia, magari martedì per la Francia, una delle nazioni storicamente più combattute a livello sportivo?
Io provo al massimo una simpatia per la Spagna per ragioni di affinità, li considero davvero i nostri cugini, oppure per la Danimarca, per una questione personale, cioè un indimenticabile viaggio nel 1980.
Ma godere se l’Italia, come è molto probabile, verrà buttata fuori dall’Europeo è assurdo.
Scusate, ma non vi girano le scatole quando siete all’estero e sentite tirare fuori i classici stereotipi dell’italiano: mafia, mandolino, spaghetti, inaffidabilità?
A me moltissimo e poi negli altri sport che fate: tifate per la Russia nel basket, Cuba nella pallavolo, contro la Trillini e la Vezzali nella schema, contro Bettini nel ciclismo?
No, ragazzi miei, datevi davvero una regolata, non è che se l’Italia perde ci restituiscono la vecchia Fiorentina pre-fallimento o il tiro di Carnevale il 6 giugno del 1993 entra dentro.
Quella è storia, molto amara e da cui siamo usciti penalizzati come pochissimi altri e il vostro atteggiamento sa proprio di autolesionistico provincialismo.

Applaudiamo il ritorno a casa del figliol prodigo e facciamo finta di esserci tutti sbagliati o di aver capito male.
Moggi non ha mai chiesto aumenti, Mutu è contento di rimanere a Firenze e magari la colpa è dei giornalisti, nostra di Radio Blu in particolare perché da cinque giorni stiamo facendo la cronaca sul posto delle vicende viola con il diretto interessato.
Sono sinceramente contento così, perché se veramente finisce tutto in una bolla di sapone la Fiorentina non ha il problema di sostituire una dei più grandi giocatori europei.
Il migliore, lo ribadisco, della Fiorentina.
Cerchiamo di dimenticarci in fretta di questa settimana e ricominciamo da dove eravamo rimasti la scorsa settimana: ma Vargas quando firma?

La sintesi poco elegante ma puntuale ce l’ha data Fabio Russo dal ritiro svizzero della Romania quando, non sapendo che il microfono fosse aperto e quindi non avendo alcuna responsabilità sull’incidente tecnico, ha detto a proposito del dribbling di Mutu ai giornalisti “ma questo ci prende per il c….”.
Ora, premesso che Adrian può fare quello che gli pare e fregarsene quindi dei giornalisti italiani che da tre giorni sono lì solo per sentire se per caso avesse qualcosa da dire dopo la sciagurata uscita del suo procuratore, trovo mediaticamente sbagliata la sua scelta di parlare solo con la televisione che gli garantisce generosi emolumenti per il reality show.
O sta in silenzio stampa, o parla, visto che c’è un’intera città calcistica, che lui ha dichiarato a più riprese di amare, che aspetta di sapere cosa vuole fare.
Detto questo, io penserei a riportare il tutto entro binari più logici e mi ricorderei del valore tecnico di Mutu, che è superiore a quello dei suoi possibili sostituti.
Comunque la si metta, se dovesse andare via, sostituirlo sarà un bel problema perché Adrian Mutu è il più bravo della Fiorentina.
Anche se dovrebbe frequentare un corso di comunicazione.

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