Fiorentina


Che inizio per Mihajlovic!
E’ il migliore in campo nella presentazione di mercoledì, arriva a Cortina, non trova i tifosi e saluta con grande educazione giornalisti e cameramen.
Poi batte quattro punizioni, segna tre gol e prende un palo, a fine seduta si mette a fare gli addominali e straccia tutti, quindi se ne torna a piedi in albergo cercando di contagiare il popolo viola col proprio entusiasmo.
In mezzo a tutto questo dialoga amabilmente con Mutu e non molla nessuno con lo sguardo.
Ragazzi, buona la prima, anche se il percorso sarà lungo e niente affatto facile.

La splendida ragazza di quasi 84 anni oggi ricomincia il suo cammino, che sarà lastricato come sempre da gioie e delusioni, speriamo più le prime che le seconde.
C’è aria da primo giorno di scuola, con un nuovo professore in classe, ma con lo stesso preside.
Chiedo troppo se tentiamo di ricompattarci dietro ad un’unica passione, lasciando perdere pregiudizi e antipatie personali?
Auguri, vecchia, giovane, bellissima Fiorentina, mi hai dato tanto e non solo come passione della mia infanzia e giovinezza.

Che esistesse un portiere da Fiorentina di nome Boruc lo ignoravo quasi del tutto e questa è una mia colpa ed una mia mancanza perché via via che passa il tempo e con la globalizzazione del calcio mi accorgo di essere sempre più in difficoltà nella conoscenza di quello che si muove in Europa e nel mondo.
Colpa anche dei mille impegni collaterali al lavoro di giornalista che impediscono approfondimenti.
Sapevo a malapena di Lobont e pressoché nulla di Boruc, che mi raccontano essere molto forte e animato da una gran voglia di rivincita nel calcio che conta.
Questo è un bene per tutti, però io mi auguro in tutta onestà di vederlo poco all’opera, perché il ritorno della Fiorentina in Europa, meglio se quella maggiore, passa dalle mani di un signore che negli ultimi cinque anni ci ha rimandato alla migliore tradizione dei grandi portieri viola e che si chiama Seba Frey.

Ottima idea, davvero, quella del Corvino-show, un’esperienza certamente da ripretere, con la stessa formula e con lo stesso conduttore.
Gianfranco Monti è stato infatti bravissimo, la persona giusta al posto giusto e farà il bis mercoledì, presentando la Fiorentina 2010/11 molto meglio di quanto abbia fatto io lo scorso anno, visto che sono sempre un po’ frettoloso in queste cose e non ho il senso dello spettacolo, pause comprese, di Gianfranco.
Corvino era in grande serata, ha risposto e non risposto quasi a tutto, ma io che l’ho ascoltata per radio (non sono a Firenze) devo fare due precisazioni.
La prima è dolorosa e riguarda Manuele Righini, perché non è assolutamente vero che la Fiorentina abbia fatto subito le condoglianze come ha detto Pantaleo: Manulea è scomparsa in tarda mattinata e la società ha scritto sul proprio sito nel tardo pomeriggio, qualche ora dopo l’Inter.
Questo lo devo dire per rispetto della verità e soprattutto di Manuela.
La seconda precisazione è molto più personale e riguarda la valutazione della passata stagione, che secondo me non è affatto positiva e comunque neanche lontanamente paragonabile alle precedenti dell’accoppiata Corvino-Prandelli.
Quindi la Fiorentina proviene da quattro ottime annate e da una perlomeno così e così: cambia poco per il futuro, ma mi sentivo di scriverlo per coerenza con quanto detto e scritto nei mesi scorsi.

Mi sbaglierò, ma tra una decina di giorni suonerà l’allarme rosso per gli abbonamenti.
Lo fiuto nell’aria e credo che già raggiungere quota ventimila sia al momento un’impresa quasi disperata.
I fattori di una situazione piuttosto sconfortante sono molteplici e la tessera del tifoso non è neanche tra i più importanti.
E’ come se chi ama la Fiorentina volesse riprendere fiato dopo una lunga corsa, a tratti entusiasmante e negli ultimi tempi diventata sempre più faticosa per via di situazioni, congetture, calcoli che poco hanno a che vedere con l’istinto quasi primordiale del tifoso.
Non sarà un bello spettacolo vedere il Franchi vuoto a metà, soprattutto dopo essere stati abituati a ben altri atti d’amore verso una squadra che otto anni fa batteva il record mondiale degli abbonati in C2.

Mi dicono sia vicinissimo l’addio di Mutu ed è una perdita tecnica per la Fiorentina, anche se poi abbiamo parlato fino alla noia di tutti gli annessi e connessi legati alla sua presenza.
Capisco anch’io che sia ormai diventato un matrimonio forzato, però mi spiace lo stesso.
Ci ha fatto più ingrullire che godere, è vero, solo che ci vorrebbe un altro bravo come lui e in grado di far saltare il banco, uno non prevedibile oltre a Jovetic.
Difficile da trovare per vari motivi: l’ingaggio, il costo del cartellino, l’ipotesi iniziale di partire in panchina (ma questa sarebbe la meno difficile, perché poi è il campo che determina le graduatorie di merito).
Raramente comunque mi è capitato di vedere dissipare così un talento di queste proporzioni.

Ci siamo dunque parlati addosso per almeno due mesi sul niente: non esisteva alcun contratto fino al 2011, non c’erano dimostrazioni d’amore da dare, deve essere stato un altro a dirci di essere pronto a firmare per altri 5 anni con la Fiorentina.
Mamma mia quanto mi manca Manuela questa sera: cosa avrebbe detto di fronte alla sconcertante dichiarazione di Prandelli sul fatto di essere, al contrario di altri illustri colleghi, un tecnico libero e che proprio per questo la Nazionale si è rivolta a lui?
Ci penso e non arrivo a niente, provo a riascoltare con gli occhi chiusi la sua voce, ma costruzione mentale sfuma e non ho certezze.
Io ci sono rimasto malissimo, perché mi ero veramente battuto perché Prandelli rimanesse a Firenze e ho fatto un gran tifo per la prosecuzione del rapporto.
Ma era libero in che senso?
Questa Cesare ce la deve spiegare, perché qui ci sono state e ci sono migliaia di persone che hanno preso molto sul serio quello che è avvenuto da marzo in poi, che erano e sono molto arrabbiate per il fatto che adesso sulla panchina viola ci sia un altro allenatore.
E’ stata una gaffe o una voce dal sen fuggita?
Dico la verità, e la dico con molta amarezza: questa non me l’aspettavo e davvero, con tutto il bene che gli vogliamo, non possiamo far finta di niente.

Lui è Pantaleo Corvino, incontrato per quasi un’ora allo stadio insieme ai prodi Sardelli e Loreto.
Spero sia venuta fuori un’intervista piacevole da sentire, certamente non ci sono state le consuete risse verbali tra me e lui che poco aggiungono in termini di contenuti.
Ho come l’impressione che con la partenza di Prandelli Corvino senta la Fiorentina che sta nascendo come più sua delle altre, quasi volesse in queste settimane “proteggere” Mihajlovic, che in verità mi pare uno che se la cava molto bene anche da solo.
Su alcune cose, ovviamente, non eravamo d’accordo, ma se davvero rimanessimo quelli dell’anno scorso, con un D’Agostino in più, non sarebbe poi così male.
E poi speriamo che ad Andrea Della Valle passi finalmente questa amarezza e torni a fare il presidente, in questo senso abbiamo bisogno di normalità: un presidente, un direttore sportivo e un allenatore.

La vicenda Prizio è uno spunto per una riflessione: siamo (mi verrebbe da scrivere siete, ma mi ci metto anch’io, non si sa mai) tutti molto bravi con il c… degli altri.
Voglio dire: tutti abbiamo già giudicato e condannato, perchè ormai abbiamo talmente poca fiducia nella giustizia, quella vera che viene amministrata nelle aule dei tribunali, che ognuno di noi si sente magistrato e per questo pronto a irrogare delle pene o assolvere.
Mi vengono in mente almeno cinque casi personali negli ultimi due anni (l’ultimo di neanche dieci giorni fa, veramente pesante) in cui mi sono trovato in situazioni in cui se avessi evidenziato sul blog (alla radio no, perché sono due realtà diverse) quello che certi personaggi, magari insospettabili, hanno fatto, minacciato e/o detto avrei battuto il record di messaggi ricevuti.
E quasi tutti, ovviamente, sarebbero stati di solidarietà.
In alcuni casi mi sono rivolto alla magistratura, in altri ci sto pensando, a volte ho lasciato perdere.
Non fraintendetemi, vi prego: quello che sto scrivendo non è una critica a Prizio, perché la vicenda della richiesta danni per cifre così alte resta dolorosa e triste, ma un tentativo per andare oltre il fatto contingente.
Non mi piace la “solidarietà pelosa” di tanti a cui Prizio sta sulle scatole da sempre (io, lo sapete, ho avuto con lui numerosi scontri, ma insieme ad un’altra persona di grande bravura professionale lo considero tra i “nemici” incontrati negli ultimi vent’anni l’unico degno di una certa considerazione, il resto è proprio poca cosa) che oggi fanno la faccia addolorata e poi godono come pazzi dietro le quinte.
Preferisco essere più lucido e pensare che una richiesta danni, così come una querela per offese o minacce, è solo il primo atto di un iter giudiziario che purtroppo in Italia porta allo sfinimento.
E’ dunque l’inizio e non la fine di un eventuale processo: potrebbe anche succedere che la parte che si sente offesa finisca per rimetterci i soldi delle spese legali, chi lo può sapere?
Ma le condanne, credetemi, è meglio comminarle nelle aule dei tribunali, invece che via internet o sms.

Ma cosa si pretende, infine, da quel pover’uomo di Rosetti?
Lui va in campo con la massima volontà e cerca di vedere ogni tanto quello che succede tra 22 giocatori che vanno velocissimi, però, se non lo aiutano un po’, che diavolo ci può fare lui, considerato per chissà quale congiunzione astrale il miglior arbitro italiano?
Prendiamo ieri, l’ottavo di finale più latino di tutti, tensione a mille e Tevez che segna in netto fuorigioco.
Lui, biondo, sguardo assassino, bello impossibile e un’antipatia fuori dal comune, convalida senza esitazioni.
Poi viene colto da un minimo dubbio (quello che non ebbe sul rigore su Montolivo col Milan) e chiede ad Ayroldi (che credo sia quello che esultò al gol di Kroldrup contro l’Inter, facendo arrabbiare Mourinho), poi riconvalida di nuovo perché evidentemente il compare gli ha detto che è tutto ok.
Io lo capisco il povero Rosetti, era in una situazione delicata e molto penalizzante: aveva Ayroldi come consulente, mica uno in gamba come Giannichedda, che nel maggio di cinque anni fa che giurò sulla vita di Lotito che Zauri quel pallone su tiro di Jorgensen l’aveva preso con la testa e non con la mano.
Propongo ufficialmente Rosetti come arbitro della finale, con Giannichedda, naturalmente, primo assistente.

P.S.
Sulla vicenda Prizio parlerà a nome di tutta Radio Blu stasera Leonardo Bardazzi.
Voi siete liberi di esprimere il vostro parere, che viene pubblicato senza problemi, ma io non mi faccio tirare per la giacca da nessuno: questo blog, come ho spiegato all’amico Carlo Pallavicino, è stato creato solo per il piacere di scrivere le cose di cui avevo voglia di parlare e infatti non ha alcun fine commerciale e accetta solo banner di solidarietà.
Con Stefano ci siamo sentiti anche recentemente, ci siamo salutati con tristezza al funerale di Manuela e i rapporti sono più che civili, ma, ripeto, non mi va di scriverne.
E’ più facile, e chi mi conosce sa che è più che possibile, che offra a Prizio una collaborazione a Radio Blu piuttosto che scriva sull’argomento delle banalità variamente assortite.

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