Fiorentina


Possibile che non ci siano vie di mezzo?
Prima della radiocronaca di Valencia, c’era chi chiamava in radio per parlare di una squadra seconda solo all’Inter, ma nemmeno tanto.
Ora c’è chi scrive che dobbiamo fare alla svelta 40 punti per salvarci il prima possibile.
Tutto questo per una prova incolore, che ha dato segnali preoccupanti, ma che non può essere il metro per giudicare la prossima Fiorentina.
E’ chiaro che l’ambiente è stato caricato a mille dalle dichiarazioni battagliere di Mihajilovic, pericolo su cui mi ero già soffermato, però è indubbio che la squadra si è rinforzata.
Sul come si può discutere, ma non ha venduto nessuno dei big e allora forse bisognerà partire dall’undicesimo posto del maggio scorso per capire che non stiamo per caso sbagliando l’idea di fondo di questa Fiorentina.
Ovvero: ma era davvero tutta colpa dello scollamento tra Prandelli e la dirigenza la vertiginosa caduta degli ultimi tre mesi?
Oppure magari stiamo sopravvalutando qualcuno?
Perché se partiamo dall’undicesimo posto, con D’Agostino e Boruc (ma senza Frey, ovviamente) al massimo si arriva ottavi, che non è proprio quello che i tifosi sognano.
Se invece si pensa che l’organico base di Prandelli fosse da quinto, sesto posto (e io sono tra quelli), allora si può cercare di capire con serenità cosa c’è che non va.

Via streaming e con tutte le distrazioni della diretta radiofonica a me sono sembrati preoccupanti, ma è calcio ingannevole di metà agosto.
Su Felipe credo sia inutile aggiungere niente: 4 errori in due partie, speriamo abbia esaurito il bonus perché sarebbe ora che questo ragazzo si desse una mossa e fornisse un rendimento che assomigliasse anche solo vagamente alla propria quotazione di mercato.
Ma è l’assenza di cattiveria/creatività in attacco a spaventarmi di più, quei graffi che erano la firma del Catania di Mihajilovic e che qui sembrano morbide carezze per gli avversari.
La foto di Gilardino è sbiadita come quella di tre mesi fa, però come si fa a sapere se è colpa sua o della quasi disperata solitudine a cui è costretto da un anno, sprazzi di Mutu a parte?
Siamo in compenso a posto per i portieri e mi piacerebbe sapere se davvero le due amichevoli perse abbiano contato qualcosa nella scelta: io non credo, visto che sono andati entrambi bene.
Vediamo se i due schiaffi di Valencia inducono il tecnico ad un briciolo di prudenza in più nella dichiarazioni, ma questo è oggi l’ultimo dei problemi perché riguarda la gestione mediatica della Fiorentina.
Interessa molto di più quella tecnica e, al momento, non c’è da essere troppo allegri.

A me dispiace per Boruc, che non conosco e che è giustamente molto quotato, ma non esiste nessuna ragione al mondo per cui Frey debba andare in panchina.
Ha fatto cinque anni ottimi, con punte di rendimento straordinarie, è stato complessivamente il migliore dell’era Prandelli, ha giocato con un ginocchio mezzo rotto pur di non mettere in difficoltà la squadra, non ha mai fatto casino quando arrivavano offerte importanti da squadre più forti della Fiorentina: mi spiegate perché dovrebbe essere retrocesso a riserva un giocatore così?
Per delle parole in libertà pronunciate in Canada nello scorso maggio?
Va bene, applichiamo questa regola per tutti e poi vediamo alla fine chi gioca.
No, davvero non ci siamo e io spero che questa storia del portiere titolare finisca presto.
E se poi, come qualche corvo sussurra malignamente da mesi, Frey è davvero rotto, beh allora non ci saranno problemi a metterlo fuori.
Ma se sta bene, il titolare è lui.

Piccole soddisfazioni della vita: molte persone in Versilia mi hanno rimproverato perché non abbiamo trasmesso le amichevoli della scorsa settimana.
Sbagliando, ho risposto che pure l’anno scorso era stato così, ma facevo confusione, perché mi ero scordato che una mattina alle 6.30 chiesi un ultimo strappo ai ragazzi e alla fine trasmettemmo tutto.
Questa volta no, abbiamo staccato…addirittura una settimana e, posso dirlo?, il Pentasport, l’Anteprima Pentasport, Viola nel cuore e le Pillole mi sono mancati.
Malato di lavoro?
Può darsi, anzi via siamo sinceri: sono certamente malato di lavoro, che è poi la mia passione e a sei settimane dai 50 anni sarà bene essere onesti con se stessi e con le proprie debolezze.
A casa Guetta sono ormai rassegnati, mi lasciano fare, anche se palesano ogni tanto una più che giustificata preoccupazione.
Perché onestamente al momento lo scenario futuro più probabile è quello di vedermi settantenne chiedere a qualche misericordiosa testata di scrivere ancora venti righe sull’amichevole della Fiorentina, oppure ansimare in qualche commento radiofonico con ritmi alla Socrates.
Io replico convinto che non sarà così, esattamente come costruisco ipotetici e invalicabili ostacoli mentali davanti all’idea di perdere il capo, lasciando tutto e tutti, per qualche fanciulla più giovane di almeno una ventina d’anni, sport che pare ultimamente vada molto di moda tra i miei coetanei.
Vedremo come andrà a finire, ma spero vivamente di avere ragione io e prego sempre le persone che mi vogliono bene di avvertirmi dell’eventuale scadimento generale.
Comunque sia, si riparte con lo stesso entusiasmo del 1 settembre 1979, quando andò in onda la sigla del primo Pentasport.

Nell’ultima settimana Babacar ha preso uno sganassone mediatico da Mihajilovic, ribadito ieri da una bella scrollata di Montolivo, il suo capitano.
Non so di quali delitti si sia macchiato questo diciassettenne nelle partite di allenamento e nelle sedute quotidiane di lavoro, ma sinceramente mi è venuto il dubbio che nei suoi confronti forse si stia un po’ esagerando nella severità, e lo dice uno che martella da sempre i propri figli con la massima “prima il dovere e poi il piacere”.
Ho l’impressione che nella testa della gente Babacar sia ormai diventato il nuovo Balotelli, ma per ora purtroppo solo per le bischerate fuori dal campo, di cui non si hanno per fortuna notizie, se si eccettuano un paio di pur deplorevoli ritardi agli allenamenti.
Certo, il fatto che anche Prandelli avesse sussurrato qualcosa al riguardo della disciplina (Cesare sussurra, Sinisa urla…) non depone proprio a favore di Baba, ma forse sarebbe il caso di essere un po’ più inulgenti.
Almeno fino a quando il campionato non comincia.

A poco più di due settimane dalla fine del mercato credo che sia arrivato il momento di evidenziare le nostre lacune di organico.
Ci manca un esterno sinistro difensivo che sia un titolare o almeno un forte concorrente a Pasqual, a meno di non riportare Vargas dietro, un vice Gilardino e (forse) una soluzione tampone fino a novembre per il fantasista.
Non moltissimo, ma neanche poco, se si considera che siamo economicamente incartati, perché dopo D’Agostino e Boruc (che per me continua a venire dopo Frey) davvero Corvino non può permettersi altri “splafonamenti”.
Restano le perplessità sulla coppia centrale difensiva per via della fragilità di Gamberini e delle amnesie di Felipe, ma lì sul piano numerico siamo messi più che bene.
C’è chi sta peggio di noi e chi sulla carta sembra aver coperto con le migliori soluzioni tutti i ruoli, ma ad agosto è sempre stato così.
Tutto, appunto, molto sulla carta.

So di rischiare, ma non importa: a me tutta questa grande squadra il Genoa non mi pare, e dare 4 milioni netti all’anno a Toni mi sembra una follia.
Per questo son pronto ad accettare scommesse (simboliche): chi ci sta, si mette in coda.
Se perdo pago un’abbondante colazione (tetto massimo 6 euro) a chi mi sfida sull’argomento del post, così magari è pure l’occasione per conoscerci da vicino.
E se invece vinco io, vi impegnate a versare i pochi soldi della contesa a chi ne ha bisogno (e voglio la testimonianza della donazione).
Chi vuole rischiare?

Almeno sul pareggio ci avevo fatto la bocca, e perdere fa sempre male.
Il problema è la difesa, che deve imparare a stare alte e soprattutto concentrata perché non si può prendere un gol come il terzo, con Felipe che fa passare una “pelletta” dalla loro metà campo.
La bischerata di Comotto è fuori concorso, talmente è stata grossa e mi auguro non ripetibile
Di buono ci prendiamo il gol di Gila, la prova di Papa-Waigo, i progressi di Gulan e l’aggressività di una squadra che sta mutando pelle.
Come prestazione è stata superiore a quella contro l’Aston Villa lo scorso anno, ma siamo appena all’inizio e in tanti, a cominciare da D’Agostino e Montolivo, devono crescere e magari, come ha detto Mihajilovic di Ljajic, diventare più coraggiosi.

Scusate, ma Rossi, Jovetic e Gilardino possono giocare insieme?
Se la risposta (di Mihajlovic, non la mia o la vostra) è sì, beh allora buttiamoci senza esitazioni sul talento (espresso a tratti) del Villareal, anche a costo di cedere Vargas per fare cassa.
Ma se esistono dei dubbi culla convivenza tattica dei tre, senza contare Mutu e il ragazzino, non capisco perché si debba fare l’investimento più importante della stagionare per tamponare un’assenza di sei mesi.
Cassano all’ultimo tuffo dopo la bischerata di Mutu aveva un senso, anche perché veniva in prestito.
Rossi, preso di pancia sull’onda emotiva del dispiacere dell’infortunio a Jo-Jo, sinceramente no.

Scusate il francesismo, ma peggio di così non poteva andare.
Come lui c’erano solo Gilardino e Montolivo come gravità, una cosa del genere è veramente una tegola che si abbatte senza colpa di nessuno sulla Fiorentina e adesso si aprono scenari molto difficili.
Comprare un surrogato?
Cambiare modulo?
Puntare tutto sul ragazzino, col rischio però di bruciarlo?
Forse la soluzione tattica è la migliore, ma si tratta di sensazioni personali, senza alcuna pretesa tecnica.
Intanto un augurio davvero speciale a Jo-Jo.

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