Attualità


Eh sì, stavolta ci provo davvero a staccare la spina, addirittura per una settimana, in concomitanza con la sospensione del Pentasport.
A proposito, a parte la replica notturna, tutte le altre novità annunciate nello scorso gennaio hanno avuto il loro corso.
Parlo dello sport, ovviamente, il settore che a Radio Blu è sotto la mia responsabilità: andiamo in streaming, abbiamo dato più spazio alla Fiorentina con le tre pillole e lavoriamo ad agosto, con una sosta di soli sette giorni.
Tra breve saranno completati degli studi di trasmissione bellissimi e completamente rifatti e…insomma queste saranno ferie più serene rispetto a quelle del 2006, quando tante incognite lavorative dovevano ancora essere sciolte.
In più c’è Cosimo, che lo scorso anno di questi tempi era solo un’ipotesi ancora lontana ed invece è fantastico come le sue sorelle (concedetemi questa scivolata sentimentale da perfetto padre italiano…).
Mi porto dietro in questa breve vacanza il vostro affetto (mi auguro ci sia) ed una speranza/convinzione: tra pochi mesi ritroverò Leonardo a guidare il suo Pentasport, quello del lunedì.
A lui e a tutte le persone che stanno lottando e soffrendo andrà almeno una volta al giorno il mio pensiero.

Nessuno di noi che fa questo mestiere è sfuggito alla regola della marchetta, che sia di tipo commerciale o fin di bene, nel senso di amici a cui dare una mano.
Si faccia avanti chi non le ha mai fatte e comunque non c’è nulla di male, basta ammetterle e non pensare poi di essere i depositari del verbo giornalistico, come accade invece per tanti colleghi.
Ecco perché stamani mi ha colpito quella pubblicata a pagina 6 di Repubblica, come dire una delle massime autorità del settore, sempre molto attenta a fustigare le altrui malefatte.
Protagonista addirittura il nostro Presidente del Consiglio, immortalato in foto mentre sta per partire con la moglie per le vacanze.
Bagagli già caricati in macchina, sorriso da italiano medio soddisfatto e… cosa tiene in mano la signora Flavia?
La copia del romanzo giallo di Gianni Mura (per me, per inciso, con Sandro Picchi il numero uno in Italia tra i giornalisti sportivi)!
Ora vi sembra possibile che una normale famiglia che parte per il mare carichi tutti le valige in auto e lasci (casualmente) fuori proprio il libro del grande inviato di Repubblica?
Non sarà che il fotografo, approfittando del fatto che Prodi ha davvero acquistato il lavoro di Mura, abbia chiesto di “smarchettare” il tutto, con tanto di foto e pubblicità a costo zero?
Riamaniamo nel dubbio più che legittimo e leggiamoci il libro (che avrei comprato lo stesso anche senza il consiglio del nostro Presidente del Consiglio).

Eccoli arrivati i tanto attesi dati Audiradio del terzo bimestre: Radio Blu conta 120.000 ascoltatori nel giorno medio, con un incremento di oltre il 35% rispetto al bimestre precedente.
Nel primo semstre 2007 raggiungiamo quota 99.000 (nel 2006 eravamo a 91.000).
Non voglio fare polemiche con nessuno, ma solo ringraziarvi dell’affetto con cui ci seguite ed il discorso non riguarda ovviamente solo lo sport, ma tutta quella che da 28 anni è la mia famiglia lavorativa.
Grazie davvero, con tutto il cuore, cercheremo ancora di migliorare e..tranquilli che non ci esaltiamo adesso che siamo in piena crescita come non ci deprimeremo domani se i dati dovessero essere più bassi.

Dobbiamo rivalutare sul piano umano Marcello Lippi perché ha capito tutto godendosi il successo del Mondiale come mai avevano fatto gli allenatori che lo avevano preceduto.
Lo so che c’entrano le disavventure giudiziarie del figlio Davide, ma non sono certo che abbia tutta questa voglia di rimettersi in gioco.
Quando tra sei mesi o un anno tornerà in panchina rivedremo quasi certamente il Lippi di sempre, quello quasi arrogante che faceva baruffe con i giornalisti o che diceva ad Agroppi quando perdeva che non aveva tempo per rispondere alle sue domande perché partiva il pullman della Juve, ma per adesso è un grande perché ha dilatato all’infinito la gioia del Mondiale vinto.
Ci riflettevo oggi leggendo l’intervista di Bucchioni su La Nazione: convegni, feste, master, gite in barca, testimonial, ma che vuoi di più dalla vita dopo aver toccato il massimo?
Ripenso a Bearzot, che un anno dopo era fuori dalle qualifucazioni all’Europeo e da mesi sulla graticola perché troppo affezionato ai suoi senatori.
Meglio, molto meglio la pineta di Viareggio ed il ruolo di Padre Nobile del calcio italiano.

Stamani stavo pensando di scrivere qualcosa su Pazzini e sulle difficoltà della manovra quando si pensa che invece di lui in mezzo ci sia Toni (ma Prandelli è perfettamente a conoscenza della cosa), quando sono andato come sempre a moderare i commenti.
Sono rimasto di stucco, sono rimasto cioè piacevolmente raggelato dal vedere come il blog sia una specie di messaggio in bottiglia che tu lanci in mare aperto e che poi in tanti raccolgono.
A distanza di qualche giorno qualcuno era infatti tornato a parlare di Ivan Rossi, il trentenne morto per salvare non so bene se tre o cinque ragazzi (mamma mia come siamo cialtroni noi giornalisti in questi racconti…), mentre pare che qualche demente (scusate, ma non saprei trovare altre parole per definirli) filmava il tutto con il suo bel telefonino.
Devo anche confessare di essere rimasto un po’ deluso dal fatto che il post sull’argomento ricevesse così pochi commenti, perché mi sembrava molto più importante della cessione di Liverani o dell’acquisto di Barzagli.
Ma non è tutto: tra i messaggi arrivati in nottata c’era pure quello della famiglia di Ivan, che ovviamente non conosco (ma lo vorrei fare, almeno telefonicamente) e che chissà come è venuta a conoscenza di quanto avevo e avevamo scritto.
Non credo sia necessario aggiungere nient’altro.

Non importerebbe fare tanti dibattiti sui mali del calcio italiano e/o sulla disaffezione del pubblico negli stadi.
Sarebbe bastato che i vari Abete, Galliani, Matarrese, Moratti e compagnia cantante si fossero messi stasera davanti al televisore, sintonizzati sul canale 205 di Sky.
Qualcuno, per esempio, mi e ci dovrà spiegare cosa avevano in più o in meno i giocatori del Maiorca, che hanno tolto un possibile scudetto al Siviglia, rispetto a quelli del Milan, Lazio e di tutte quelle squadre che all’ultima giornata di campionato hanno considerato normale far vincere chi doveva lottare per la salvezza.
Ma io penso che i vari Abete, Galliani, Matarrese, Moratti e compagnia cantante nemmeno sappiano quale fosse la classifica della Liga spagnola prima e dopo la penultima giornata di campionato.

Leggo su Repubblica l’intervista denuncia del mio amico Paolo Marcheschi (Forza Italia), lo chiamo al telefono e gli faccio la solita battuta-tormentone, ormai vecchia di anni: “ma uno come te che ci sta a fare in un partito a sovranità limitata?”.
Marcheschi, da cui comprerei certamente un’auto usata, aveva chiesto le primarie all’interno del suo partito, per contarsi e per vedere chi fosse il caso di candidare come sindaco.
In passato si era battuto contro l’abolizione del voto di preferenza, che ha di fatto reso i partiti padroni di decidere chi mandare o meno al Parlamento, spalleggiato in questo da Graziano Cioni (DS), un altro di cui mi fido per istinto, pur conoscendolo meno.
Ecco, questi due sono dei guastatori della politica e certamente non andranno lontano, non faranno carriera negli organismi nazionali dei rispettivi partiti perché davvero troppo attenti alla realtà che li circonda.
E poi D’Alema si dice preoccupato della crisi della politica, ormai avulsa dalla società civile.
Lo dice alzando severo il sopracciglio e tre giorni dopo vola a Valencia a vievere estasiato le imprese di una barca griffata con il nome di una borsa che partecipa alla regata sponsorizzata da una valigia.
Nel pomeriggio vado a sentire cosa ne pensano alla Casa del Popolo di Grassina…

Il delitto di Marsciano, paese a noi molto caro perché lì è nato Giancarlo Antognoni, mi ha istintivamente riportato in gola il groppo che sento da 32 anni, dal delitto del Circeo: la vergogna di essere maschio.
Leggi e non ci vuoi/puoi credere, non può esistere una situazione così.
Una schiavitù casalinga di queste proporzione, fatta di violenza verbale e fisica su una donna e sui figli.
Ma che diamine, siamo nel duemila, in Italia, nell’Umbria felix che ha fatto da sfondo agli spot del Mulino bianco.
Una bestia, e su questo siamo tutti d’accordo, ma come si fa a non ribellarsi e gli altri a non vedere, non sentire?
Ma in fondo al baratro ci siamo noi uomini, con la nostra incapacità di gestire emozioni e pulsioni.
E quando non assomigliamo nemmeno alle bestie (perché le bestie queste cose non le fanno) io provo una rabbia furente e una vergogna da cui non riesco ad allontanarmi.

Succede nella vita che passi un tornado all’improvviso, che rischia di travolgerti proprio quando tutto volge al sereno.
Scrivo e penso queste cose senza esserci passato ed è una visione parziale della situazione, direi molto fortunata.
In mezzo al tornado c’è in questo momento Leonardo Bardazzi, il “preferito”, come dice sempre mia figlia Valentina, perché quando c’è lui a condurre il Pentasport non telefono quasi mai e mi arrabbio pochissimo.
Non so se sia davvero il mio coccolino (anche con Ceccarini in verità chiamo poche volte), certamente è una persona a cui voglio molto bene da dieci anni.
Lo sentii fare una radiocronaca della primavera viola su un’altra radio, mi piacque, gli feci un’offerta che lui accettò al volo.
Poi l’ho conosciuto: schivo, ma dotato di grande personalità, ottimo senso giornalistico con equilibrio raro per un ragazzo di vent’anni.
Con lui mi sento sicuro, anche se dovessi saltare una radiocronaca, ed il suo modo di condurre il Penta a me piace moltissimo.
Non sta bene Leo, ma si rimetterà: ne siamo certo noi che gli siamo affezionati (e siamo in tanti) ed io sono sicuro che il primo prepartita della prossima stagione lo vedrà al microfono di Radio Blu e poi di nuovo in televisione.
Adesso c’è da lottare, ma non è certo da solo e lui lo sa.

Io, con molta moderazione, tiferò per il Milan e spiego il perché.
Ci fosse stata una squadra spagnola o portoghese magari inclinavo un po’ di più verso la neutralità, ma con gli inglesi, proprio questi inglesi che rimandano inevitabilmente ai teppisti che uccisero 39 nostri connazionali, no, non ce la faccio proprio.
Sono come i francesi, ci guardano sempre dall’alto in basso e poi il Milan è la squadra che in Europa non ha quasi mai rubato niente e l’ultima pessima figura l’ha fatta nel 1991, quando a Marsiglia a Galliani gli si spense la luce dell’intelletto.
Domanda d’pbbligo, prima di prendermi gli inevitabili insulti di qualche fondamentalista viola: e se ci fosse stata la Juve?
Beh, se ci fosso stata la Juve sarebbe stata tutta un’altra cosa.
Chiunque ami la Fiorentina e abbia più di 40 anni non può aver dimenticato il 1982 ed il 1990 e qualsiasi cosa accada è sempre contro.

P.S. Mi ero dimenticato che ci sarebbe pure la festa rovinata dell’Inter…

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