Una gran bella vittoria, con una squadra che si sta ritrovando, non troppo tardi per la stagione, abbastanza temo per il campionato

Siamo tornati al 4-3-3 e le cose funzionano, ma poi contano quelli che stanno davanti perché finalmente abbiamo una percentuale accettabile tra occasioni create e gol fatti: 2 su 6. A volte siamo andati a zero su 8/9

Poi ci ha fatto un regalo la Cremonese ed eviterei di fare troppi distingui: molto meglio loro della Roma in semifinale, non scherziamo

Dopo la partita sono arrivate le bordate di Commisso che in una categoria permalosa e irascibile come la nostra provocheranno una reazione uguale e contraria.

Al di là delle ragioni giuste o non giuste di quelle parole, e qui ognuno si faccia la sua opinione più che legittima e rispettabile, e fermo restando il diritto di ognuno di rispondere come crede a critiche e attacchi io mi chiedo una cosa: cui prodest?

Penso e temo a nessuno, ma ormai la strada è quella e difficilmente si tornerà indietro da una parte e dall’altra

Ottima partita, se avessimo pure un centravanti vero e non un’ipotesi di attaccante che appare una volta a tempo l’avremmo quasi certamente vinta.

La qualità di Gonzalez ha fatto molto, ma anche, soprattutto nel secondo tempo, è contata la tecnica di Bonaventura, in parte di Barak e di un Saponara sorprendente: per fortuna il calcio non è ancora solo un fatto di muscoli, ma conta di più saper trattare bene il pallone, dribblare, giocare con la testa alta.

Siamo ripartiti? Difficile dirlo, questa è una stagione che procede a strappi, in alto e in basso.

Il pareggio alla vigilia era da sottoscrivere e alla fine ci sta pure stretto perché la Lazio ha tirato nello specchio della porta una sola volta e ha fatto gol.

Ora ci vorrebbe continuità e…un centravanti

Breve annotazione personale: 40 anni fa a quest’ora partivo per Udine in treno, allora andava così, ci volevano circa sei ore, per provare a fare la prima radiocronaca della mia vita

Un’avventura nata quasi per caso e che dura da una vita, in un modo o in un altro

Mi ritengo un fortunato, ho ricevuto in ogni senso molto più di quanto mi aspettassi quando sbattevo la faccia contro porte sbarrate facendomi molto male, vedevo assumere o far carriera gente che valeva poco o era figlia di questo e di quello o si iscriveva per convenienza a qualche partito politico

Ero molto arrabbiato, ma avevo dentro una carica che a vederla oggi mi pare incredibile: sono andato avanti nonostante molti ostacoli e commettendo diversi errori, ma alla fine sono ancora qui

Per quanto tempo non lo so, ma intanto ci sono arrivato e quindi grazie a tutti voi che mi seguite facendoci reciprocamente compagnia

Senza trionfalismi, si può essere davvero soddisfatti della prestazione e del successo di ieri della Primavera, con ipotesi futuribili per la prima squadra se davvero questo grigiore in campionato non sarà dissolto

Perché, se davvero non riusciamo a cavare il classico ragno dal buco per risultati e gioco, tanto vale vedere se c’è qualcuno in casa non peggiore di quelli che giocano adesso e che comunque viaggiano, è sempre bene ricordarlo, con ingaggi dal milione di euro in su

Difficile giudicare il lavoro di Aquilani, che potrebbe anche diventare un tecnico sorprendente, che è molto giovane, ma a cui farebbe bene a questo punto un’esperienza con quelli più grandi, non necessariamente in serie A per evitare bruciature dolorose

Glisserei infine sulle dichiarazioni di Barone prima della Supercoppa perché mi auguro vivamente che sia tutta pretattica e che l’attaccante stia per arrivare

Il primo, il più importante, è aver fatto delle scommesse sui due ruoli dove invece c’è da sempre bisogno di certezze: chi fa gol e chi non li prende.

Gollini e Jovic, tra l’altro arrivati in prestito, con tutte le controindicazioni del caso, sono stati due fallimenti e i risultati li vediamo tutti

Poi, l’esaltazione fuori misura di Italiano, ad un certo punto considerato un incrocio tra Conte, Guardiola, Klopp e Ancelotti.

Sette mesi fa pareva che non potessimo iscriverci al campionato se non gli si raddoppiava lo stipendio per un contratto in cui la Fiorentina aveva il coltello dalla parte del manico. Stipendio raddoppiato, scadenza allungata e risultati scarsi

Se non è colpa sua se non fanno gol (e da un anno non gli prendono un attaccante degno di questo nome), sarà stato tutto merito suo l’approdo europeo della passata stagione. Si è ripetuta la storia di 15 anni fa: se la Fiorentina vinceva era merito di Prandelli, se perdeva colpa di Corvino e Della Valle.

Certo, la società ha le sue responsabilità, prima di tutto sulla scelta dei giocatori (non ce ce n’è uno sufficiente negli acquisti estivi, forse Barak, ma siamo al limite) e anche nella determinazione del clima intorno alla squadra: prova ora a chiedere all’ambiente di restare unito quando hai sparato sempre e comunque a palle incatenate contro tutti e soprattutto hai fatto casino quando non ce n’era bisogno?

I giornalisti e gli opinionisti sono un male necessario, bisogna confrontarcisi, anche con spirito combattivo, non fare la guerra

La situazione è seria, ma non del tutto compromessa per via delle Coppe e dello spirito del popolo viola e di Commisso, che non credo sia molto contento della mediocrità per niente aurea in cui siamo precipitati.

Senza scordare un dato fondamentale, non per la classifica, ma per una valutazione generale e più approfondita: in mezzo al marciume di falsi in bilancio, plusvalenze, debiti vergognosamente spalmati siamo tra le pochissime società serie tra A e B e questo va rivendicato con orgoglio, anche se Jovic e Cabral rimangono tristemente a quota tre gol dopo un intero girone e a vedere la Fiorentina dalla ripresa del campionato non si capisce bene se in panchina ci sia Italiano o il buon vecchio e caro Beppe Iachini

L’orgoglio riguarda la decisione viola di non vendere contro ogni logica di mercato Gonzalez, che attualmente non vale la cifra proposta e che è molto meno importante di quanto lo siano stati in passato Chiesa e Vlahovic, che però ricattavano la società con la storia del contratto in scadenza

Lo stesso vale per Amrabat, sicuramente molto meno decisivo di Gonzalez, o almeno di come si spera possa diventare decisivo un giorno l’argentino, e che comunque resta qui per preciso volere di Commisso

La tristezza è per vedere come ci siamo ridotti a livello di attaccanti, in rosa e da cercare

Petagna? Via, non scherziamo, e come lui altri nomi che potrebbero essere equiparati ai Bonazzoli o ai Carmine Esposito di un po’ di tempo fa, gente che da queste parti era riserve delle riserve.

Ad un anno dalla partenza di un centravanti fortissimo siamo ancora alla ricerca di qualcuno che la metta dentro, dopo essere passati da scommessa a scommessa, ognuna persa con grave danno per la Fiorentina.

L’ultima delle trovate è Kouame centravanti, mi auguro che funzioni, ma non si era detto per mesi e anni che era un esterno o al massimo una seconda punta?

Vabbeh, continuiamo così e facciamoci del male

7 giocatori: Cabral, Jovic, Kouame, Saponara, Sottil, Ikone, Gonzalez

13 gol in 18 partite di campionato tra tutti e sette i giocatori d’attacco

Senza che nessuno se la prenda a male, non è che per caso dal gennaio scorso ci servirebbe qualcuno là davanti che la mette dentro?

Faceva giustamente notare un ascoltatore nel Pentasport del dopo-partita che nelle ultime nove gare la Fiorentina ha vinto sette volte, ne ha pareggiata una e persa solo quella di Milano e sappiamo tutti come

E allora perché questo strisciante malcontento, che coinvolge anche il sottoscritto?

Faccio fatica a trovare una spiegazione: forse siamo troppo polemici oppure ci piaceva il gioco dello scorso anno, ora disperso, o ancora perché siamo stati reduci da un paio di mesi imbarazzanti

Comunque sia, il passaggio di Coppa Italia è andato bene, la partita è stata alquanto brutta, ma la vittoria assolutamente meritata, con un certo rammarico per il secondo gol che non è arrivato

Contro la Roma sarà certamente più dura e bisognerà rifarsi alla partita di due mesi fa a San Siro per trovare una prestazione che ci permetta di uscire almeno imbattuti: difficile, ma non impossibile.

Prendiamoci i tre punti, che sono alla fine la cosa più importante, e lasciamo perdere il resto perché la partita è stata piuttosto brutta e la Fiorentina ha giocato peggio del Sassuolo

Bello vincere così, non ci sono dubbi, forse perché sono figlio del calcio anni settanta, che derivava dal difensivismo, però i problemi di fondo ci sono e speriamo che bastino Nico e il progressi di Castrovilli a rendere più veloce la manovra

Nel prepartita mi si è un po’ intasata la vena in diretta e ora a freddo non sono affatto pentito, anzi ribadisco il concetto che vorrei spiegare meglio a “casa nostra”

Tu che ascolti o leggi mi puoi contestare tutto, dire che non capisco nulla di calcio, che le mie affermazioni su quella scelta di Italiano o sul tal giocatore sono sbagliate, ma devi argomentare le tue parole perché così funziona in un dialogo.

Puoi anche dire o scrivere che sono incompetente e stop e lo accetto, ma ci sono due cose che rispedisco al mittente, anche in malo modo

La prima, ormai lo sapete, è se mi si accusa di malafede, di essere al soldo di chissà chi perché in 45 anni di radio e giornalismo ho sempre sbagliato da solo, con la mia testa, pagando sempre il conto dei miei errori

La seconda è l’ottusità assoluta dell’affermazione “lo sa lui quello che fa”, che è l’anticamera della dittatura ideologica, perché “se lo sa lui quello che fa” perché discutiamo di qualcosa?

Dalle scelte di Italiano a quelle della Meloni o di un giudice inutile parlarne: lo sanno loro perché hanno preso certe decisioni, quindi tutti zitti e buoni

Chi siamo noi per avanzare dubbi? Mica siamo stati al Supercorso di Coverciano, abbiamo vinto le elezioni o un concorso in Magistratura?

Che ci volete fare? Già da giovane avevo un carattere abbastanza fumino e in tante cose penso e spero di essere migliorato ma davanti alla stupidità le mie difese immunitarie si sono abbassate fino quasi ad azzerarsi

Ognuno fa la sua parte e quindi posso anche comprendere il sorprendente commento di Italiano, che si è detto soddisfatto della prova di ieri, ma non credo che nella sua “cameretta” lo sia veramente

Abbiamo giocato un secondo tempo sconcertante, se messo a paragone col primo e tenendo conto dell’avversario, che si è limitato a prendere atto del nostro disinteresse alla gara

Cosa sia successo è veramente difficile da capire, si può solo ipotizzare un calo mentale, perché quello fisico non è immaginabile, e quindi qui ci sono delle responsabilità condivise tra chi va in campo e chi deve allenare anche (o forse soprattutto) la testa dei calciatori.

Comunque sia, è stata persa una buona occasione per provare a pensare alla rincorsa europea, adesso sempre più difficile, e questo è l’aspetto più amaro della prima partita del 2023

Impossibile pensare cosa avrebbe fatto vent’anni dopo o anche quaranta, a confronto con Maradona e Messi, gli unici che si potessero accostare a qualcosa che non si può descrivere compiutamente, specialmente dopo averlo visto giocare

Il calcio più atletico, e va bene.

Una velocità doppia, e siamo d’accordo, ma chi lo sa che non avrebbe fatto le stesse cose aumentando giri e potenza

Pelè era il calcio, l’unico paragone che mi viene in mente è quello di Federer col tennis ed era sempre sorridente, anche quando lo picchiavano

Uno dei primi dolori della vita è stato il suo colpo di testa nella finale del 1970, avevo 9 anni, ero ancora pieno di gioia per lo scudetto di un anno prima e mi sembrava “doveroso” vincere Mondiale e Rimet. Hai voglia te ad apprezzare il superbo gesto atletico del suo stacco aereo…

Mi ricordo della finta pazzesca con l’Uruguay e di quando segnò il millesimo gol con successiva invasione di campo

Tra i pochi rimpianti che ho in 62 anni ci sono tre punti fermi: aver venduto il numero 1 originale di Diabolik per arrivare ai soldi della Vespa, dopo poco quello di Alan Ford per il 125 e soprattutto aver perso chissà dove la maglia originale di Pelè, quando il Santos venne a giocare in amichevole a Firenze negli anni sessanta

Ha vissuto un’esistenza splendida e ci ha regalato tutto quello che il calcio può offrire, più di così non era possibile

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