Quando De Gea è stato ammonito per aver perso tempo, sull’uno a uno a Lecce, con la Fiorentina quasi salva ho capito che non ne potevo più e forse non ero il solo a pensarla così

Perché non si può giocare così male, non si può rinunciare ad avere un minimo di continuità nelle azioni offensive, non si possono sbagliare decine di passaggi a cinque metri: è la Fiorentina, che diamine.

La Fiorentina di Julinho, Montuori, De Sisti, Merlo, Chiarugi, Antognoni, Batistuta, Rui Costa,Toldo, Toni, Mutu, Borja Valero e di almeno un’altra ventina di altri grandi giocatori che hanno vestito la maglia viola

Una stagione terrificante, che per fortuna sta finendo bene perché ci sarà la salvezza ma non ci si può rassegnare alla mediocrità: se ci va bene Vanoli, se ci vanno bene questi giocatori, se proprietà e dirigenza sono soddisfatti del vuoto cosmico allora vuol dire che si è scelto davvero il modo peggiore di festeggiare i cento anni di quella bambina che ci portiamo nel cuore e che si chiama Fiorentina

Ad un certo punto, dopo un quarto d’ora della ripresa, il miracolo calcistico della rimonta sembrava possibile, ma non avendo un centravanti e con Solomon ormai chiaramente in riserva la Fiorentina si è progressivamente sgonfiata fino alla giusta eliminazione

Perché il Crystal Palace ha giocatori con maggiore personalità e schemi che quest’anno nessuno ha visto a Firenze e poi senza Fagioli costruire gioco diventa quasi impossibile

Ci hanno messo il cuore e qualche buona azione personale, il pubblico è stato fantastico, ma non è bastato

Gudmundsson non andava tolto, ma sono dettagli, anche se Vanoli ha iniziato, giustamente dal suo punto di vista, la campagna per la riconferma

E invece no, la Fiorentina va rifondata, facendo tesoro del poco o nulla visto in questa terrificante stagione che per fortuna finirà tra quaranta giorni

Premessa: non ho assolutamente niente contro Paolo Vanoli, anzi ero tra i più forti sostenitori nei giorni del suo arrivo a Firenze: gli ho mandato l’audio del suo gol al Parma nel 2001, lui ha gradito, e ho scambiato un paio di messaggi improntati alla massima cordialità

Poi, lo confesso, ho perso un po’ di lucidità, la Fiorentina arrancava, lui ci metteva troppo tempo a capire come far funzionare una squadra disastrata dalla gestione Pioli, non vedevo troppe vie di uscita e avevo una tremenda paura di finire in B

Dopo la doppia sconfitta contro Sassuolo e Verona ho lanciato l’SOS: andava cambiato anche lui e mi sbagliavo, non ho difficoltà ad ammetterlo e a scusarmi , il fatto che fossi accompagnato dalla maggioranza dei tifosi non conta niente

Vanoli è stato bravo nel 2026 a salvarci e gliene sarò sempre grato, ma ripartire da lui sarebbe un po’ come ripetere l’errore con Iachini: bisogna rifondare tutto e alla fine a farne le spese sarà un tecnico che comunque sarà ricordato benissimo a Firenze

Bisogna dire grazie a Vanoli e lo scrive chi, come il sottoscritto, lo avrebbe esonerato a dicembre, dopo la sconfitta interna col Verona.

Evidentemente mi sbagliavo e non ho difficoltà ad ammetterlo, poi c’è la Fiorentina che va rifondata e non si può pensare di farlo con questo allenatore e con gran parte di questi giocatori perché sono convinto che il metro di paragone con Pioli, disastroso in tutti i sensi, sia fuorviante

La squadra gioca male, ma almeno ha capito in tempo utile di rischiare grosso e finalmente lotta su ogni pallone, come si è visto negli ultimi tre minuti di recupero in una gara  in cui si è vista la grinta che per mesi è mancata

Adesso la Conference, con pochissime possibilità, ma almeno proviamoci

Bisogna accertarsi della presenza a Londra del tecnico viola Paolo Vanoli, perché non si può credere alle sue dichiarazioni del dopo partita, dobbiamo capire fosse davvero lui, ma non può essere.

Via, non scherziamo: un allenatore “normale” non può essere soddisfatto per quello che ha visto e che purtroppo hanno guardato inorriditi tutti i tifosi della Fiorentina

Una resa incondizionata, giocatori senza idee, senza grinta, una figuraccia epocale ed europea davanti ad un avversario discretamente forte, ma certamente non impossibile per una squadra almeno passabile

Eppure la testa doveva essere libera, eppure era l’occasione per girare in positivo un’annata straziante e invece niente, il nulla cosmico, con quei cambi assurdi nel finale, compreso quello fisso del difensore, ormai la specialità della casa

Una tristezza infinita, con l’unica consolazione che forse davvero quello in panchina non era l’allenatore della Fiorentina, ma un impostore, uno  che gli assomigliava fisicamente davvero tantissimo

Lamptey, Solomon sono solo gli ultimi esempi di tentativi di provare a portare a Firenze buoni giocatori a rischio, pagandoli meno di quanto varrebbero se non ci fossero problemi

Ecco, magari, visti i risultati, se la smettessimo con queste scommesse forse saremmo tutti più tranquilli

Ascoltando in radio i commenti dei tifosi dopo il furto di Verona mi è venuto in mente quello che il grande Picchio De Sisti disse a Federico Buffa in uno speciale dedicato al capitano del secondo scudetto viola: “A Roma si accontentano, basta poco per far girare l’umore della piazza, a Firenze no, sono molto più esigenti”

Nessuno meglio di lui poteva avere i titoli per entrare nel cuore della questione ed è vero: a Firenze non ci si accontenta mai, talvolta esagerando, ma ci piace, e parecchio, veder giocare bene a calcio

Ecco perché non mi sono sorpreso del tono delle considerazioni post gara: sembrava che la Fiorentina avesse perso e non conquistato tre punti fondamentali per la salvezza

Una pochezza tecnica così si era vista davvero poche volte, anche in questa disgraziata stagione, e se il Verona avesse avuto due attaccanti appena passabili sarebbe andata sul due a zero e buonanotte suonatori

Il calcio però è questo, nel male e ieri pomeriggio nel bene: due tiri, peraltro bellissimi, in porta, il niente cosmico per ottanta minuti su novanta, lo squallore spettacolare e vinci la partita, ma non chiedeteci  per favore di cambiare perché non lo faremo mai: da queste parti abbiamo il palato fino e siamo pure orgogliosi di averlo

Buona Pasqua a tutti

Ci siamo davvero abituati alla mediocrità e peggio della prestazione azzurra in Bosnia, peggio della vergognosa eliminazione in un futuro Mondiale a 48 squadre ci sono solo le dichiarazioni post partita di Gravina e Gattuso, così orgogliosi della prestazione dei ragazzi

La mente corre al 1994, al Mondiale americano a cui 32 anni dopo stavolta non parteciperemo: contro la Norvegia l’Italia era rimasta in dieci per l’espulsione di Pagliuca e rischiava seriamente l’eliminazione, Sacchi tolse Baggio, che gli dette del pazzo, ma poi vincemmo giocando una partita decente, con un gol dell’altro Baggio, quello più scarso

A fine partita era tutta una polemica sul cambio e anche sulla prestazione un po’ troppo difensiva, della vittoria interessava relativamente poco a tutti

Ieri sera invece, dopo 31 conclusioni bosniache, dopo almeno 3 salvataggi di Donnarumma, Gravina e Gattuso ringraziavano commossi i giocatori per la loro prestazione e quasi tutti inveivano per una mancata espulsione nei supplementari: roba da non credere, dichiarazioni lunari, che passano così, senza il minimo contraddittorio televisivo

Questa è l’Italia calcistica di oggi e ce la meritiamo tutta, anche se oggi mi girano fortemente le scatole

E’ possibile dopo Cabral, Jovic, Belotti, Nzola contestare Kean invece di essere orgogliosi che guidi l’Italia alla conquista del Mondiale?

Non ho mai visto Kean tirare indietro la gamba, lo si potrà accusare di un certo egoismo da bomber, ma questi sono aspetti tecnici e a quanto ne so avrebbe continuato a giocare con le infiltrazioni, se non lo avessero fermato i medici

E allora: perché questa diffidenza? Perché già pensare che tirerà indietro a maggio la gamba nell’auspicabile caso che stasera si batta la Bosnia?

In conclusione: perché Kean non piace pur essendo uno degli attaccanti più forti d’Italia?

Ribadisco il concetto, con il massimo rispetto, come sempre, per chi non la pensa come me; tifo Italia e voglio che vada al Mondiale

Non solo, ma vorrei pure vincerlo di nuovo il Mondiale, impresa che assomiglia molto, almeno per questa Nazionale, al futuro terzo scudetto viola

Messico 70, la delusione della Germania quattro anni dopo, Antognoni con la tarsalgia in Argentina, il trionfo del 1982, ma con Giancarlo fuori, le magie di Maradona, Baggio nel 90 e nel 94 e quei maledetti rigori anche in Francia, il Trap con l’acqua santa e la gioia del 2006.

Poi il buio: non sarebbe l’ora di tornare a godere un po’? La maglia azzurra si ama, almeno per me

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