Senza categoria


Ci serve moltissimo un centrocampista titolare e anche un attaccante di cui Montella si fidi, visto che pare che a Verona Vlahovic ri mette nuovamente a sedere in panchina.

Florenzi non è né l’uno né l’altro, eppure lo andrei a prendere di corsa perché alzerebbe sensibilmente la qualità di una squadra che non mi pare così straordinaria dal punto di vista tecnico.

Siccome non lo paghiamo noi, lasciamo a Commisso il compito di decidere se sia un’operazione finanziariamente corretta e vorrei ricordare che dal punto di vista strettamente economico è stata una mezza follia pensare di dare 16 milioni lordi in due stagioni ad un giocatore che ha già 36 anni.

Florenzi al posto di Lirola o di Dalbert, oppure anche in mezzo al posto dell’irriconoscibile Badelj, pensate davvero che si vada a peggiorare?

E poi chi ha detto che debba essere l’unico acquisto viola di gennaio?  

L’Italia non ha mai avuto un Presidente del Consiglio donna e neanche un Presidente della Repubblica.

Non solo: scorrendo i nomi dei direttori dei tre principali quotidiani nazionali (Corriere, Repubblica, Stampa) si scoprirà che sono  stati tutti maschi.

Sempre e solo uomini.

Non mi piacciono le quote rosa e mi piace ancora meno l’ostentazione di essere qualcosa per reclamare diritti, che questo qualcosa sia l’appartenenza ad un genere umano (vedi appunto alla voce donna) o ad un orientamento sessuale, però non si può che essere soddisfatti di quello che è accaduto al Financial Times, la bibbia dell’editoria economica mondiale.

Dopo 130 anni di regno maschile, è arrivata al vertice del giornale Roula Khalaf, che era alla vice direzione dal 2011 e che, come si capisce dal nome e dal cognome, non è neppure nata in Inghilterra, ma a Beirut.

Uno su mille ce la fa, cantava Morandi, se invece sei nata femmina facciamo pure una su centomila…

Il risultato è ingannevole, perché meritavano di perdere con uno scarto più ampio.

Siamo stati ridicolizzati dal Cagliari, umiliati sotto ogni punto di vista e mi spiace soprattutto per i 400 che sono andati in Sardegna, che non meritavano una giornata del genere.

Non lo meritava nessuno per carità, ma loro meno degli altri.

Si impone una riflessione su tutta la linea, abbandonando il buonismo che sembra abbondare ogni volta che analizziamo ciò che da giugno in poi accade intorno e nella Fiorentina.

Da salvare c’è veramente poco, direi solo il portiere, Vlahovic, forse Dalbert e Sottil, che deve smettere di buttarsi.

Non possiamo restare aggrappati a Ribery e tutti, a cominciare da Montella, sono sotto esame.

Lo avevo già scritto un po’ di tempo fa: sono ebreo per caso, solo perché nato in una famiglia di origine ebraica e sono da almeno quaranta anni molto critico nei confronti della mia Comunità di origine.

Non ho mai creduto alla storia del Popolo eletto e non sopporto la chiusura ebraica fiorentina (ma credo che riguardi un po’ tutto il mondo) verso il mondo esterno, tipo la storia che sia meglio sposarsi tra correligionari.

Per non parlare poi della politica israeliana, che a volte mi ha fatto vergognare: da decenni credo e spero nella creazione di uno Stato Palestinese che affianchi pacificamente Israele.

Fatte queste premesse, trovo vergognoso quello che sta accadendo con Liliana Segre e comincio ad essere seriamente preoccupato per il rigurgito di antisemitismo che esonda dal web, e non solo da quello.

Lei è straordinaria nella sua pacatezza, noi dovremmo riflettere sullo stereotipo degli “italiani brava gente”, perché forse tanto bravi e buoni non siamo, se costringiamo una signora di 89 anni che ha passato l’infero dei campi di concentramento a girare con la scorta.

L’avesse fatto Boateng, che comunque l’ha già fatto, ci sarebbe stata più empatia dalle nostre parti?

Invece l’ha fatto Balotelli, personaggio e uomo discusso e discutibile, e quindi pare valere meno, quasi che avessimo ormai assorbito mentalmente l’idea che si possa fare buu ad un essere umano col diverso colore della pelle.

Al di là dello schifo e la rabbia che provo verso ogni forma di razzismo, andando un po’ più in là e sforzandomi per l’ennesima volta di entrare nella testa di chi fa queste cose una domanda mi è venuta spontanea.

Cari imbecilli di qualsiasi razza, sesso, religione, appartenenza geografica e politica, ceto sociale o carica politica che fate buu allo stadio, che rivendicate la supremazia dell’uomo bianco, cattolico e meglio ancora se del nord, o al massimo del centro, ma non vi siete rotti le scatole?

Non vi sentite mai scarichi psicologicamente e mentalmente?

I pochi neuroni che circolano nella vostra testolina non si prendono mai un bel periodo di riposo impedendovi di reiterare gesti imbecilli che vi mettono ai margini di ogni società civile?

In attesa di risposte che non arriveranno, leggetevi il fondo di un mio ex ragazzo, Ernesto Poesio, sul Corriere Fiorentino di oggi.

La terza partita in una settimana è sempre la più difficile e Montella ci aveva pure provato a mettere forze nuove in squadra, con risultati abbastanza scarsi.

Primo tempo brutto, secondo leggermente meglio, ma siamo stati troppo lenti, un tic e toc senza mai affondare.

Se Chiesa aveva la febbre, magari si poteva anche togliere dopo un primo tempo sconcertante per le sue potenzialità e a centrocampo Badelj continua ad andare con una marcia in meno.

Il centravanti?

Un optional e può darsi che il tecnico non sia convinto di cosa abbia a disposizione e allora qui si torna al punto di partenza: come si fa a cercare l’Europa senza avere un attaccante da almeno 15 gol?

Siamo lì, in mezzo alla classifica e in mezzo al guado, né troppo bene e neanche troppo male, con la sola stella di Castrovilli da esibire. 

Che belle le cartoline che arrivano da Reggio Emilia.

Il 7 indicato da Castrovilli a Ribery, ormai leader conclamato dello spogliatoio, la foto del francese al migliore in campo, la commozione di Commisso, il bacio di Pradè al presidente e la felicità piena viola nello spogliatoio.

Castrovilli incredibile, sono dieci partite che non sbaglia un colpo, mai visto uno così all’esordio in serie A.

Continuo a pensare che si debba giocare con l’attaccante centrale anche se Boateng non è andato male, solo che manca profondità-

Sorridiamo e sorride la classifica: siamo davanti a Torino e Milan, due in teoria molto più forti di noi.

Mi sono divertito, che è cosa rara per me in televisione.

Ho ceduto alle richieste di Italia 7 e ho iniziato una collaborazione che spero incontri il favore di chi segue le trasmissioni viola: clima amichevole, un interlocutore di livello come Brovarone, una conduttrice, Veronica Maffei, che sa di cosa si parla e via alle chiacchiere.

Ingredienti semplici, senza troppi voli pindarici e soprattutto senza avere la pretesa di inventare chissà cosa perché alla fine solo di pallone si parla, cercando comunque di tenere alta la qualità del dibattito.

Appuntamento un lunedì sì e uno no alle 21.20 e, come direbbe Bucchioni…vi aspetto numerosi.  

Il pareggio sarebbe stato il risultato più giusto, abbiamo giocato alla pari cin la Lazio ed il gol di Immobile è viziato dal fallo su Sottil: questi sono i fatti, incontrovertibili.

Viene però il dubbio che se Lukaku fosse stato della Fiorentina e avesse messo il pallone in mezzo, quasi certamente non avrebbe trovato nessuno, perché i viola non hanno centravanti.

Una precisa scelta tecnica, che ormai non paga più e non si capisce  l’esigenza di mandare spesso in campo Boateng per cercare di sparigliare le carte, con due potenziali numeri nove in panchina.

Certo, ci sono altre cose che non vanno, a cominciare da Badelj, che da agosto ha giocato una sola partita a Milano, per finire a Lirola, davvero troppo discontinuo ed evanescente.

Infine Ribery: non vorrei sciupare il processo di beatificazione di questo straordinario giocatore, ma forse a 36 anni sarebbe il caso di metterci la testa, specialmente se sei in panchina e quindi neanche preso dal furore agonistico.

Un  errore che rischiamo di pagare caro. 

Ci piacciono molto quelli che raccontano ciò che ci fa piacere sentire, quelli che solleticano le nostre pance con frasi e comportamenti ad effetto.

Federico Chiesa non è proprio niente di tutto questo, questione anche di cromosomi, basta pensare al padre, che nei tristissimi mesi pre fallimento viola nel 2002 fece esattamente le stesse cose di Di Livio, ma niente delle sue azioni è rimasto nella memoria dei tifosi proprio per la mancanza di ostentazione.

Sul ragazzo da agosto sta piovendo di tutto, dai cartellini gialli fuori luogo alle accuse, peraltro reiterate, di essere un cascatore, fino ad arrivare agli spifferi fiorentini: non passa mai la palla, tira troppo, si lamenta con i compagni, si è montato la testa.

A me sembrano cose da matti e stiamo partecipando da protagonisti  al concorso Tafazzi 2019, con buone possibilità di vincere l’ambito premio. 

Federico Chiesa è esattamente quello dello scorso anno, con i suoi strappi laceranti (do you remember la partita di Milano?), la sua generosità e la sua poca precisione nel tiro.

Ma, come avrebbe detto il grande Nanni Moretti, “continuiamo così, facciamoci del  male”.

« Pagina precedentePagina successiva »