Senza categoria


Minimo sindacale e vittoria che regala ancora maggiore fiducia nei propri mezzi.

Niente di eccezionale, ma si vedeva che esiste uno spartito da seguire, poi dipende dallo stato di forma e dalla bravura dei suonatori.

La prova di Kokorin è stata sconfortante e non tanto per il gol sbagliato o per l’inesistenza di azioni pericolose, quanto piuttosto per l’immagine che regala ad ogni contrasto perso o in ogni mancato movimento.

Dovrebbe prendere esempio da Benassi, un altro che non gioca mai e che invece ci ha messo molto del suo perché sapeva che le occasioni per uscire dalla zona grigia sono veramente poche. Kokorin invece pare precipitato in una sorta di narcosi agonistica la cui spiegazione è demandata ai posteri.

Molto bravo Rosati, su cui avevo delle perplessità, e in crescita Sottil: sicuramente un nuovo esterno serve molto meno di un centravanti vero, che faccia da supporto a Vlahovic.

La prima è ovviamente quella di Italiano, questa squadra ha un’anima vincente e sono stati bravi quelli che lo pensavano prima che la stagione iniziasse. Io non ero tra quelli, mi sbagliavo e ne sono felicissimo.

Il secondo autografo è di Vlahovic: senza di lui tutto questo non sarebbe possibile, anche sommando Guardiola a Italiano, a meno di non prendere Benzema o qualcuno dello stesso livello.

In quanti adesso lo vorrebbero in tribuna? A me invece piacerebbe vederlo in campo con la maglia viola per un altro anno e mezzo, pensa in po’…

E la Juve due punti sotto mi fa tornare in mente l’immenso Lucio Battisti: che sensazione di leggera follia…

Ve lo devo dire con la massima sincerità: la storia dei procuratori di Vlahovic non mi appassiona, la trovo stucchevole e sicuramente sbaglio io.

Cosa stiamo cercando? Il motivo per cui Dusan non ci vuole più? Non fa parte del mio modo di pensare: chi non mi ama non mi merita e sarà peggio per lui o per lei.

Giornalisticamente sono in difetto lo so, ma per fortuna non faccio il mercato e neanche giornalismo investigativo, settori in cui avrei diverse difficoltà.

Sono un direttore d’orchestra a cui piacciono le cose semplici e se esistono motivazioni o complotti per l’addio di Vlahovic, va bene così.

Sono perfettamente in linea con Firenze, città d’arte, che va in culo (scusate il francesismo) a chi arriva e a chi parte.

Il successo della consapevolezza: siamo forti e abbiamo vinto una partita molto complessa, dimostrando di essere superiori.

È l vittoria di Italiano, che entrato nella testa dei giocatori in tempi così rapidi da risultare quasi miracolosi.

Il gol più bello è quello di Biraghi, la certificazione più importante di come le cose siano cambiate rispetto alle ultime stagioni.

Dobbiamo e vogliamo pensare all’Europa, è nella storia di questa squadra e nelle potenzialità del presidente Commisso, che non sta bene e ci ha messo dentro soldi ed energie di ogni tipo.

Sarà una settimana difficile per i giocatori: il martellamento di Italiano sarà incessante e profondi. Guai a calare di concentrazione contro la Salernitana.

Nulla è rimasto uguale a quando ho iniziato in quel dicembre 2005, ma proprio nulla.

La mia vita è stata rovesciata come un calzino e io, che non sopportavo i cambiamenti, mi sono trovato come su una tavola da surf in mezzo al mare.

A volte le onde mi hanno sommerso, ma alla fine devo ringraziare il mio carattere volitivo che mi ha sempre permesso di rimontare sopra la tavola e continuare ad andare.

Ho cambiato moglie e radio, ho un terzo figlio, ho creato una società con otto persone assunte (proprio io che fino ai 35 anni cercavo disperatamente un giornale che mi assumesse…), vivo con tre cani dopo averne avuto paura per più di mezzo secolo, sono diventato molto paziente e dopo decenni di egocentrismo esasperato, da tempo ascolto gli altri.

Non mi sembra di avere 61 anni, almeno per come li intendevo quando ero giovane, eppure ci sono tutti. Così come c’è questo blog, a cui non dedico il tempo che vorrei, ma che alla fine è il filo conduttore del mio ultimo quarto di vita.

La miglior partita dell’anno, considerata la difficoltà psicologica. Doppia dopo il vantaggio di Gabbiadini.

Non a caso arriva insieme alla più convincente prestazione delle due ali, come si diceva una volta: Callejon e Sottil.

Tre punti che cementano il gruppo, che fanno crescere la consapevolezza che potrebbe essere una stagione di riscatto e i meriti di Italiano sono così evidenti da aprire banali.

Avanti così, con Vlahovic da tenere il più a lungo possibile…

Deve essere il segno dei tempi e del destino, un nome che entra nella testa della gente e poi diventa un simbolo: Greta.

Va benissimo che Greta, la giornalista, sia sulle prime pagine dei giornali, nei titoli di ogni TG, che per lei scorrano fiumi di parole: sdegno e consigli di ogni genere ed è giusto che per il tipo autore dell’idiozia (non mi viene altro termine, scusate) sia applicata la legge.

Va bene tutto, anche se per quelli che sono i miei parametri il troppo stroppia, ma è una valutazione del tutto personale che non pretende di avere proseliti.

Ho però la sensazione che sul versante maschile tutta questa melassa di buoni sentimenti e di buoni propositi sia un po’ come la carità pelosa, quella che si fa e si racconta solo per il sottile piacere di sentirsi e apparire più buoni di quanto lo si sia effettivamente.

E’ come se indignandosi, scrivendo e parlando, in tanti scarichino la propria coscienza e poi ricomincino, chi più chi meno, ad avere quel senso di superiorità e di impunità che ha permesso per secoli con chi appartiene al sesso femminile atteggiamenti e consuetudini non lontani dalla pacca sul fondo schiena di Greta.

Tralasciando i femminicidi, un numero imprecisato e vergognoso di donne e di ragazze subisce quotidianamente violenza verbale o fisica, che sia esplicita o sottile, ma nessuno di loro lavora in televisione, nessuna di loro va in diretta e soprattutto a nessuno importa niente di quello che subiscono.

E’ la violenza della porta accanto, quella che vediamo, ma ci voltiamo dall’altra parte, però in compenso siamo così pronti ad indignarsi per Greta che alla fine sembriamo quasi veri. 

Ci siamo chiusi in difesa dopo aver segnato? No, anzi abbiamo avuto almeno altre due occasioni

Ce la possiamo prendere con i soliti Biraghi e Callejon? No, anzi lo spagnolo ha giocato la sua miglior partita da quando è a Firenze.

L’Empoli del giochista Andreazzoli ci ha messo sotto sul piano della manovra? Ma quando mai: abbiamo dominato per almeno due terzi della gara in modo netto ed inequivocabile.

Italiano ha sbagliato la formazione? Non direi proprio, perché Duncan era da confermare e Castrovilli è scomparso dai radar

E allora: come diavolo abbiamo fatto a perdere una partita come quella di Empoli? Boh

Non ci sono risposte, ma solo tantissima amarezza

P.S. Chi è l’imbecille che ha molestato la giornalista di Toscana TV?

Ci sono le immagini, non dovrebbe essere difficile rintracciare questo idiota. E chi minimizza aiuta la violenza sulle donne.

Denuncia e tolleranza zero con questa gente.

Quando vennero al funerale di Astori, ero sincero: provai qualcosa dentro di struggente ed ero veramente ammirato per quello che Buffon e altri avevano fatto dormendo quattro ore e partendo da Londra all’alba pur di esserci.

Feci il fioretto, per riconoscenza, di non tifare contro la Juve in Europa e davvero un po’ di dispiacque quando qualche settimana più tardi Ronaldo col Real segnò il rigore che li scaraventava (ancora una volta) fuori dalla Champions.

E’ però durata pochi mesi: come nell’indimenticabile scena di In e Out, quella dove Kevin Kline prova a non ballare e poi esplode lanciandosi in una danza sfrenata, allo stesso modo già nel 2019 ero già diventato neutro, per poi  tornare inevitabilmente al passato, cioè al totale godimento quando la Juve perde.

Perché? Possibile che sia contento quasi allo stesso modo (ma a volte forse anche di più) come quando vince la Fiorentina?

Va bene, ho raccontato Cagliari ed Avellino, ma se proprio vogliamo essere sinceri era così anche prima: non li ho mai sportivamente sopportati. Li tollero solo con la maglia azzurra, che per me viene dopo quella viola e granata.

E sono tra l’altro uno dei pochissimi giornalisti fiorentini che ha ripetutamente preso una pubblica posizione contro la vergogna dei cori inneggianti all’Heysel pagando questa mia posizione a caro prezzo in Curva.

E quindi, ribadisco, perché? Cosa mi e ci smuove dentro questo viscerale odio sportivo da Palio senese, in cui si è quasi più contenti se perde la Contrada nemica di quanto lo si possa essere per un nostro trionfo?

Io non ho spiegazioni e forse non ce ne sono, so solo che stamani sorrido di più dopo i quattro gol del Chelsea.

Dopo la seconda serata più bella dell’era Commisso, davanti c’è solo il 3 a 0 alla Juve, torno sul concetto di un mese fa: perché non ci godiamo Vlahovic fino al termine del suo contratto?

Facendo bene i conti tra quello che la Fiorentina incasserebbe e quello che risparmierebbe sull’ingaggio di un attaccante che lo valga (e sappiamo tutti quanto è difficile pescare il nome giusto) quanto rimarrebbe in cassa? Trenta milioni? Forse.

E se noi l’anno prossimo con Vlahovic, questo Vlahovic, puntassimo alla Champions? Senza contare il neanche troppo sottile piacere di pagare appena un milione di euro chi non ne ha accettato cinque.

Detto questo, serata magica, da sorseggiare per un paio di giorni godendosi i gol del serbo, la furbate di un magnifico Duncan e la magia di Saponara.

E soprattutto bisogna applaudire a scena aperta Italiano: ha incartato il Milan con il fuorigioco, provato e riprovato in allenamento per l’assenza della difesa.

Abbiamo gli stessi punti di Juve e Lazio dopo 13 giornate, io non ci avrei creduto e sono molto contento di aver avuto torto col mio scetticismo.

« Pagina precedentePagina successiva »