Settembre 2020


Niente illusioni, ma è stata la migliore Fiorentina da quasi un anno a questa parte.

Bei cambi di gioco, corsia di sinistra sontuosa, qualche buona idea offensiva e tutto questo con il limitato apporto dei tre più bravi: Chiesa, Ribery e Castrovilli.

Certo, i due ragazzi hanno confezionato il gol decisivo, che nel calcio è il succo della partita, ma non si può certo dire che fossero particolarmente ispirati.

Pensavo fossimo più indietro o più in difficoltà e se ci mettiamo anche le assenze di Pezzella e Amrabat possiamo pensare di passare una domenica di sano ottimismo, anche se l’attaccante da 15/20 gol continuerei a cercarlo lo stesso.

Se davvero partiamo con questo lotto di attaccanti, la vedo dura lottare per l’Europa.

Spero con tutto il cuore di avere torto, mi auguro che Vlahovic sbocci a vent’anni, che sono niente per una punta, e che Cutrone torni quello del primo anno al Milan, ma i dubbi me li tengo tutti.

Siamo incartati su Chiesa, visto che non arrivano offerte degne delle pretese viola, e comunque non è che se abbiamo tutta questa possibilità di scelta.

Prevedo sofferenze assortite per fare gol, ma ne ho sbagliate tante di previsioni che una in più o in meno cambia poco.

Abbiamo tre cani, esperienza che non avrei pensato di provare perché fino a cinque anni fa avevo paura di loro, anche se mi erano sempre piaciuti.

Ho imparato ad apprezzarne le doti uniche e sono sempre più convinto che commettiamo un grave errore quando etichettiamo come bestie chi si tende autore di efferati delitti, vedi ultimamente alla voce Colleferro.

No, gli animali non uccidono per sadismo o noia, ma solo per bisogno alimentare o per difendere i propri cuccioli.

Le bestie non stuprano e non picchiano per affermare il proprio ego o per citarne le ferite.

Se ci fosse un tribunale universale sarebbe giusto che facessero causa a chi usa a sproposito questo termine.

E noi che credevamo di essere conosciuti nel mondo per quelle due bischerate di Michelangelo, Leonardo e altre figure minori del nostro Rinascimento.

Macché, tutto sbagliato, il vero vanto di Firenze è lo stadio, costruito nel 1931 e assurto a bene di interesse storico solo nel 1984 perché da perfetti ignoranti ci sono voluti 53 anni per capire che non aveva proprio niente da invidiare al Colosseo.

Ora mi spiego perché Diego Della Valle ha scelto Roma per la sua sponsorizzazione da 25 milioni di euro: non poteva farlo col Franchi ed è dovuto scendere di livello.

Eppure era semplice, bastava scorrere il passaporto, operazione comune a tutti i fiorentini (pare che qualcuno lo faccia due volte al giorno, prima dei pasti) e a pagina 31 eccolo lì: lo stadio, così come è stato costruito e che nessuno osi toccarlo, meno che mai quel cattivone di Commisso.

Non lamentatevi più per le code in curva o in maratona per andare nei bagni, che chiamarli così è un esercizio ardimentoso, o per la pioggia (eh sì, pare piova anche sui capolavori architettonici) che vi riduce a stracci da strizzare dopo tre ore passate in questo miracolo dell’era moderna.

E’ lo stadio Franchi, non sei su scherzi a parte, e se te lo dice Pessina ci puoi credere.

Fra i danni dei social il più evidente, come diceva Eco, c’è quello di dare voce e risonanza a chi prima al massimo poteva essere popolare come “lo scemo del quartiere”, o del paese.

Poi ci sono gli odiatori di professione, tra loro anche laureati e stimati professionisti che davanti al computer si esibiscono nel peggio del peggio.

Come quelli che si accaniscono in questi giorni contro Berlusconi e affidano al Covid il compito di riparare a chissà quali torti.

Non So a voi, ma a me fanno venire il voltastomaco.

Ieri è stato un giorno speciale e non credevo che saremmo arrivati a sbloccare la situazione.

FIrenze e la Fiorentina hanno unito le forze politiche e sinceramente non me ne importa niente della primogenitura dello “sbloccastadi”.

Mettiamola così: Renzi è stato il centravanti che ci mancava, il PD ha giocato benissimo a centrocampo costruendo il gioco, la Lega e FDI in difesa hanno chiuso ogni varco, per questo abbiamo vinto la partita pur partendo da sfavoriti.

Se non ci fosse stato il ciclone Commisso, oggi parleremo d’altro, anzi forse non ne parleremo affatto perché lo stadio era diventato un tormentone che interessava poco o niente.

Nel nome di Firenze e della Fiorentina i nostri parlamentari hanno giocato una gran partita, adesso la palla passa a Rocco e Nardella perché nella gara di ritorno entrano in campo loro, ma stavolta partiamo favoriti.