Maggio 2008


Qui bisogna essere coerenti nella cocente delusione e allora non si può abbaiare alla luna e fare processi sommari a Corvino, Della Valle, alla squadra e/o perfino a Prandelli.
All’inizio della stagione avevo scritto che eravamo da sesto posto, non avendo alcuna idea precisa di dove si potesse arrivare in uefa.
Con una logica stringente ed amara, se arriviamo quinti ed abbiamo sfiorato la finale Uefa, non possiamo che essere soddisfatti.
Il problema è come (forse) arriveremo quinti e come abbiamo sfiorato la finale Uefa.
Ci sentiamo beffati.
Diciamo la verità: abbiamo tutti una gran voglia di prendercela con qualcuno per sfogare l’enorme delusione accumulata negli ultimi quattro giorni.
Il fatto è che siamo proprio cotti, più mentalmente che fisicamente, come si è potuto vedere nell’ultima mezz’ora di Cagliari, dove una squadra in liquidazione atletica non avrebbe esercitato il pressing dei viola.
Ho fatto molta attenzione alla partita nella partita di Prandelli.
Cesare sembrava Trapattoni: parlava più alla sua panchina che agli undici in campo, evidentemente perché aveva capito che poco poteva trasmettere, la squadra non era in grado di sentirlo.
Ha provato a dialogare con Mutu, quando evidentemente non ce la faceva più a sopportare gli sbagli del fuoriclasse rumeno, ma forse lo ha ancora più innervosito.
Peccato, sarebbe bastato davvero poco (io dico soprattutto uno più forte di Pazienza a centrocampo da far girare con i quattro che giocano sempre) per far diventare da 10 questa stagione.
Che comunque, lo ribadisco dopo averlo detto ieri a Golden Gol, rimane da 7,5.

Dunque ho vinto la scommessa su Vieri, ma penso che mi crediate davvero tutti se dico che avrei preferito perderla, come del resto ho ripetuto fino alla noia durante tutta la stagione.
Adesso aspetto che Pantaleo mi comunichi quando andremo a fare questa cena con i tifosi e Ciuffi e semmai vi terrò informati.
Ma sul piano tecnico ha avuto ragione Corvino, perché Vieri ha fatto molto di più di quanto mi aspettassi e penso molto di più anche di quanto vi aspettavate voi.
Da gennaio deve essere entrato in corto circuito nervoso e però ne ha messi dentro altri due, fra l’altro pesanti perché erano i pareggi di Udine e contro la Samp.
Penso che si possa ringraziare Vieri per quello che ha dato, per come si è comportato dentro e fuori dal campo e tutto sommato per il ricordo che lascia a Firenze.

Cosa vuoi dire ad una squadra che ha dato tutto, che meriterebbe di passare, che per quattro quinti dei 210 minuti delle due gare tiene i Rangers nelle propria metà campo?
Le dici grazie, accumuli rabbia, la butti giù e pensi che tra due giorni ti giochi la Champions.
Ho dormito male stanotte, come da anni non mi capitava col calcio.
Sensazioni ai rigori: male subito per vederli battere sotto la Ferrovia, ondata di entusiasmo su Frey, tremori su Liverani, per come si era messo sul pallone, certezza che Bobone non avrebbe sbagliato.
Si è visto…
Però, adesso sarebbe ingeneroso mettergli sulle spalle le colpe di non andare a Manchester.
Tra l’altro, sinceramente, ha tirato in porta il doppio di Pazzini, pur stando in campo la metà del tempo.
No, è il calcio, affascinante e crudele e per piacere risparmiatemi i commenti sul mio pronostico, che, come quello di Eindhoven, era dettato dal cuore.
Che fosse dure lo avevo scritto e detto, quando hai davanti una squadra che si difende in dieci per passare ci vorrebbe un’invenzione e nelle due partite Mutu ha perso il cappello da prestigiatore.
Siamo stremati, ma vivi, dobbiamo continuare a crederci.

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