Aprile 2007


Non so se ve ne siete accorti, ma grazie alla tanto contestata trasmissione di Rtv38 (comunque la più vista in assoluto) siamo riusciti a dire qualcosa all’Italia intera nel programma di Odeon.
Era già successo in passato di difendere la Fiorentina, ma ancora di più ieri, quando mi hanno chiesto cosa ne pensassi del derby di Roma.
Ho risposto che erano una vergogna i feriti del pomeriggio e soprattutto erano allucinanti le dichiarazioni di Achille Serra, che aveva parlato di striscioni che potevano essere esposti all’Olimpico, quasi che quello lo stadio non fosse ubicato in Italia.
Scrivo questo perché molti di voi in estate, e anche recentemente, avevano fatto presente l’assoluta mancanza di voci fiorentine sull’etere nazionale, anche se non credo che queste più che giustificate lamentazioni portino un solo punto in più in classifica.
Però, incoerentemente con quanto appena detto, mi sto imbarcando in qualcosa che potrebbe dare i suoi frutti mediatici a breve scadenza…

Con la p minuscola, quella con la maiuscola è un buon giocatore, ma non un titolare fisso, almeno per ora.
Sì, ci vuole pazienza, soprattutto con Pazzini, anche perché credo che l’ultimo Toni non avrebbe fatto molto di più contro una difesa molto fisica come quella del Chievo.
Bisogna dare a Pazzini un girone di continuità e poi misurarlo a livello di grande pascolscenico.
Ed invece sento già sibilare qualche polemicuccia, qualche mugugno se non segna sempre.
Itanto abbiamo vinto anche questa: non siamo belli, fatichiamo, ma troviamo sempre il colpo giusto.
Una volta Mutu, una volta Reginaldo, magari la prossima volta proprio Pazzini…

Guardiamo quanto siamo pronti noi e quanto è pronto lui.
Sto parlando di Giampaolo Pazzini, che mi dà comunque più fiducia della nostra voglia di vederlo già al posto di Toni, con la stessa sua efficacia.
Diaciamocela tutta: se Pazzini avesse fatto gli ultimi due campionati di Toni, ci sarebbe molto più affetto nei suoi confronti di quanto non ve ne sia nei confronti del Campione del Mondo.
Questione di pelle, di appartenenza geografica e di qualche entrata proprio fuori luogo dell’estate 2006.
E però adesso ci siamo: magari va benissimo contro il Chievo e così Pazzini va a scuola un anno prima, cioè supera il rodaggio post Toni già nelle ultime partite di questo campionato.
Sempre ammesso che Toni se ne vada, perché io, lo ripeto e mi sbaglierò, ma non sono mica tanto convinto che ci portino la vagonata di soldi che ci offrivano giusto dodici mesi fa.

Un quesito che mi sta ronzando in testa da un mese: che voto dare al campionato di Toni?
Premesso che si è allenato poco e male non per colpa sua, ma degli infortuni vari che lo affliggono da settembre, che la stagione post Mondiale è storicamente difficile per chi quel Mondiale l’ha vinto e che non ha più due esterni che giocano tutti per lui, ecco, premesso tutto questo, siamo proprio sicuri che la sua sia stata una grande stagione?
A me pare che il rendimento di Toni sfiori il 7, che è sempre un bel vedere e sentire, solo che sono due punti meno del 9 del 2005/2006 e sinceramente mi chiedo se per caso qualcun’altro si stia ponendo domande simili alle mie.
Tipo: ma vale davvero la pena di spendere 50 milioni di Euro per lui (25 di cartellino e 25 lordi per il suo ingaggio nei prossimi 3 anni)?
Sono 17 milioni l’anno e per quella cifra io vorrei essere sicuro di avere un rendimento da 8 ed è quello a cui forse sta pensando in questi giorni Paperon Moratti.

ROMA – Sei persone sono state arrestate dai carabinieri di Bracciano, in provincia di Roma, con l’accusa di aver narcotizzato e drogato alcuni bambini tra i 5 e i 10 anni e di averli costretti a partecipare a giochi erotici. Gli arrestati sono tre maestre di una scuola materna ed elementare di Rignano Flaminio, vicino Roma, il marito di una di loro (noto autore televisivo), una bidella e un extracomunitario addetto a un distributore di benzina del paese.
L’indagine è partita alcuni mesi fa. Gli indagati si sono sempre dichiarati innocenti. I dottori avrebbero accertato in almeno due casi una violenza sessuale.
Secondo i carabinieri che hanno condotto le immagini una quindicina di bambini sarebbero stati condotti con un pulmino in orario scolastico in un locale privato, secondo indiscrezioni di proprietà di una delle maestre indagate, e filmati mentre venivano sottoposti a abusi.
Le indagini erano cominciate durante l’estate 2006, a seguito della denuncia di alcuni genitori che avevano notato strani comportamenti nei figli.
Alcuni, in diverse occasioni, sarebbero tornati a casa in stato quasi confusionale, altri avrebbero avuto crisi di pianto prima di essere accompagnati a scuola, altri ancora avrebbero disegnato organi genitali maschili e femminili e figure assolutamente anomale per la loro età.
I nomi degli arrestati. Gianfranco Scancarello di 56
anni, autore televisivo, noto per aver creato importanti programmi per ragazzi come ‘Solletico’, e ‘Uno per Uno’, la moglie Patrizia del Meglio 57 anni, maestra della scuola; le colleghe Marisa Pucci e Silvana Magalotti, la bidella Cristina Lunerti e Kelum De Silva, cittadino dello Sri Lanka.

Fino a quando la sentenza non passa in giudicato si è innocenti per la giustizia e quindi la strada è ancora lunga, ma questa vicenda dobbiamo seguirla molto più di Cogne.

Non si possono paragonare le accertate nefandezze juventine (il doping farmacologico, Moggiopoli) ai sospetti che gravano sull’Inter per la totale assenza di intercettazioni che la riguardano.
Questi ultimi sono solo sospetti e comunque, una volta accertati, certificherebbero magari un tentativo di difesa o di protezione.
La Juve per per dodici anni ha vinto barando, l’Inter ha vinto contro nessuno.
Una sola volta, ma in modo pulito, sporcando semmai il suo scudetto vero con l’accettazione di quello di cartone che persone dotate di vera sportività mai avrebbero dovuto esibire.
Per vincere contro nessuno Moratti ha speso di più di mille miliardi di vecchie lire, ma sono fatti suoi, o al massimo degli azionisti della Saras, buggerati da fantasmagoriche valutazioni di mercato nella fase di collocamento delle azioni dell’azienda di famiglia.
Sono diventati molto più antipatici, ma è assurdo tentare un paragone tra i due poteri: uno si basa sui soldi e sull’ inevitabile arroganza che il tanto, troppo denaro comporta; l’altro è figlio dell’inganno e ha prosperato solo grazie all’omertà del sistema.

Spero che qualcuno si ricordi dei miei commenti post Parma.
Ora, non è che siamo diventati dei fenomeni, anzi siamo parecchio stanchi e lo si vede, ma abbiamo personalità.
Abbiamo retto in qualche modo nel primo tempo, quando davvero visto dal vivo Rocchi faceva paura, e poi abbiamo colpito nella ripresa.
Cinici come contro il Siena, adesso proviamo divertirci contro il Chievo e pensiamo all’Uefa, a come cercare di arrivare il più lontanno possibile.
E quelli che volevano buttare via tutto dopo la scoppola di Parma, adesso dove sono finiti?

Oggi pomeriggio ho capito perché Prandelli non lancia nessuno della Primavera in prima squadra: sono troppo acerbi.
Era un test importante quello contro il Palermo e sono andato a vedermelo di persona, approfittando del fatto che era vicino a casa mia e che Camilla, la più piccola, sta dimostrando un minimo di interesse verso il calcio.
Ora, io non so a quale partita abbia assistito Cadregari, che a fine gara ha parlato di buona prova dei suoi, ma io mi aspettavo di più, molto di più.
Non c’entra il risultato, perché Di Carmine ha sbagliato il rigore del pareggio, c’entra la personalità di quelli che ogni tanto vengono lanciati mediaticamente in orbita per un futuro radioso in maglia viola.
Mi auguro con tutto il cuore che sia così, il fatto è che, almeno per quanto ho visto oggi, non c’è proprio nessuno che faccia la differenza.
Non è una bocciatura definitiva, ma solo una riflessione per capire come siamo a volte prigionieri degli stereotipi: “ah, ma perché Prandelli non prende nessuno dal settore giovanile?”.
Ci ritroviamo dopo la gara con la Lazio, io un po’ di paura ce l’ho…

Troppa umoralità, amici miei.
Lo penso e lo scrivo a 24 ore di distanza dalla bruttissima prova di ieri, ma l’ho pensato e l’avrei voluto scrivere mentre rispondevo alle domande nel Pentasport del dopo partita.
E a proposito di domande e risposte, scusatemi, ma proprio non ce la faccio ad accontentarvi e quindi i vostri quesiti rimangono sospesi.
Spero non me ne vogliate, però sono giornate molto intense, a volte troppo.
Ma torniamo alla nostra amata viola.
Stiamo perdendo giri e ce ne eravamo già accorti con il Siena, adesso va mantenuta la linea di volo, adesso è il momento di dimostrare che siamo veramente cresciuti come ambiente.
Ho sentito e letto di tutto, qualcuno è arrivato perfino a disconoscere il lavoro di Prandelli, altri se la prendono con Toni perché segna la metà dell’anno scorso, sulla difesa piove che pare il giorno del castigo.
Però mi pare sia la minoranza, un po’ rumorosa, ma pur sempre una minoranza.
Se ce la facciamo a non uscire battuti da Roma, potremo affrontare serenamente la volata Uefa, ma non sarà affatto facile.
Cerchiamo di ricordarcene, invece di volere tutto e subito.

UN AUGURIO A CHIARA E NICOLA: ASPETTIAMO SOLO BUONE NOTIZIE!

E così comani sera ci ritroviamo Ranieri da avversario.
Dieci anni dopo che qualcuno gli chiese di fare l’ultima magia, sparire.
Un rapporto strano con lui, e non solo da parte mia.
Credo fosse arrivato a Firenze molto prevenuto per i casini successi nel 92/93 e per questo mostrò subito il ghigno a tutti, giornalisti e giocatori.
Forse solo Trapattoni ha saputo gestire così bene il rapporto con Cecchi Gori e certamente le squadre che ha avuto a disposizione hanno dato il massimo.
Quando andò via ci sentimmo in tanti sollevati perché il rapporto era ormai logoro e quattro anni a Firenze valgono per esempio otto a Milano, sponda rossonera, dove tutto viene ovattato da una stampa molto, ma molto amica.
Io credo che Ranieri abbia cominciato ad amare veramente Firenze solo quando è partito, quando cioè gli è mancato quel calore unico, un calore che a volte lo faceva bruciare un po’ trppo.
Come quella volta, stagione 95/96, in cui in un’intervista televisiva mai andata in onda dette a me la colpa per un tre a zero preso proprio a Parma…
Perché? Era esasperato dalle mie critiche e da quelle di Ciuffi al Ring dei Tifosi a Canale Dieci, il cui editore era pure il suo presidente.
Firenze e la Fiorentina hanno migliorato Ranieri, che oggi trovo molto più dolce di un tempo, ma anche lui ha fatto bene a noi.
Con qualche scudisciata di troppo (ricordate la nefasta profezia “vi ci vorrebbero dieci anni di B”…) ci ha insegnato ad essere un po’ meno narcisi.
Ci ci ha provato prima di lui, o ha fallito in pochi mesi o ha preferito rinunciare in gran velocità.

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