Attualità


Sono fuori Italia per qualche giorno ed e’ bello vedere come il nostro Paese sia in questo periodo molto gettonato.
La CNN per esempio ci ha messo al secondo posto del suo notiziario, che non sara’ importante come il TG4, ma qualcosa conta.
E cosi’, anche a migliaia di chilometri di distanza, ho visto il nostro Presidente del Consiglio un po’ corrucciato ed io, che capisco poco l’inglese (studiatelo, voi che siete in tempo), ho creduto che fosse per la disastrosa situazione dei nostri conti pubblici.
Ed invece no: dopo Berlusconi, si é parlato della signorina D’Addario, che io trovo in verita’ di aspetto molto gradevole, ma che mai nella vita, penso, avrebbe immaginato di finire sulla CNN.
E’ il solito complotto della sinistrra!
Ribadisco il concetto: Fini, Tremonti, Casini, salvateci voi, se proprio non vogliamo consegnare l’Italia a quei comunistacci di Franceschini e compagni (noti ex agitatori politici al soldo della fu Unione Sovietica).

Tre ore a fare da collegamento periferico nello speciale elezioni di Rtv 38, con lo stupore degli interlocutori nel vedere un giornalista sportivo impegnato a fare domande di politica.
Ed invece a me piace molto differenziare, considerare l’attività giornalistica un insieme di vasi comunicanti che possono anche interagire.
Sono ovviamente soddisfatto della vittoria di Matteo Renzi e lui sa benissimo che ora viene il difficile.
Givanni Galli ha giocato una splendida partita, penso che prima o poi glielo riconoscerà pure il nuovo sindaco, e più di così davvero non poteva fare.
Credo che a Renzi non verrà concessa nemmeno la luna di miele post insediamento: qui c’è molto da fare, da fare bene ed in fretta.
Auguri.

Se questo blog è lo specchio di una fetta della nostra vita sociale, che tristezza amici miei per quello che viene fuori quando tiro fuori argomenti che esulano dal pallone.
A parte gli imbecilli (sì, gli imbecilli, perché non trovo altri modi per definire quelli che mi invitano ad occuparmi solo delle gambe dei calciatori), qui c’è la netta sensazione che si scenda dal letto la mattina col “tifo” in testa, con l’idea cioè di giocare sempre e comunque “contro” qualcuno.
Esempio classico, l’ultimo post dedicato alle sciocchezze (tante) dette ultimamente dal nostro Presidente del Consiglio: battute, pensieri in libertà, un po’ troppo in libertà.
Ebbene, ditemi voi su una settantina di messaggi in quanti hanno affrontato l’argomento, che era, appunto, quello delle cose dette da Berlusconi.
Macché, da destra il ghigno di chi mi dà di comunista (a me…) e con rabbia mi ricorda che “ho” perso le elezioni, e poi giù bordate su Franceschini, D’Alema e Prodi.
Da sinistra quasi il rifiuto di riconoscere questo Governo, come se non fosse invece stato eletto dalla maggioranza degli italiani.
Ognuno scende in campo con la sua bandiera, come se fosse una partita di calcio.
Purtroppo però è la vita e se continua così non solo non andremo da nessuna parte, ma torneremo sempre più indietro.

Incontenibile, irrefrenabile, ormai chiaramente senza controllo.
Ogni giorno almeno un paio di uscite perlomeno inopportune, certamente discutibili.
Se poi esagera, ecco puntuale la smentita due ore dopo, anche quando c’è la registrazione.
Sto parlando, ovviamente, del nostro Presidente del Consiglio.
Ecco le ultime due perle: “parto per l’America bello e abbronzato” e “ora manca solo che dicano che sono gay”.
Utilità delle suddette frasi? Boh.
Posso pure accettare che ci governi la destra, anzi mi sento prima un italiano che un elettore progressista e quindi vorrei sempre che il Governo facesse il massimo e ottenesse il massimo, ma di questo cabaret non se ne può sinceramente più.
Fini, Tremonti e Casini, salvateci voi.

Sono molto soddisfatto delle risposte date a Repubblica di Matteo Renzi e Giovanni Galli a proposito della cittadella viola da 80/90 ettari ipotizzata a settembre dai Della Valle.
I due candidati alla poltrona di sindaco hanno detto che un progetto del genere non è fattibile nell’attuale situazione di Firenze.
Attenzione, non sono impazzito, è chiaro che avrei voluto che dal plastico di Fuskas si passasse ai fatti.
La mia soddisfazione è piuttosto legata all’onestà di Renzi e Galli, che conosco da anni (il secondo da più di trenta e per cinque stagioni è pure stato nostro opinionista) e da cui comprerei una macchina usata perché certo di non prendere una fregatura.
Purtroppo un’area così grande a Firenze non è disponibile, inutile girarci intorno, e loro lo hanno detto a costo di deludere le aspettative che inevitabilmente si dilatano nei momenti pre elettorali.
Ma invece di piangerci addosso, guardiamo di rimboccarci le maniche e trovare con i Della Valle una soluzione alternativa e soddisfacente.
Questo Giovanni e Matteo (mi permetto la confidenza) lo devono alla città e al loro amore per la Fiorentina.

Per la mia solita teoria di fondo che forse, se sto un po’ peggio io e stanno un po’ meglio gli altri tutti ci guadagniamo, ho votato ancora una volta, e con sempre più fatica, per il PD.
Ma confesso che mi ci sono voluti un paio di giorni per capire come mai, a sentire le dichiarazioni post elezioni, sembra che Franceschini abbia vinto le Europee e Berlusconi le abbia perse.
E per quanto mi sia sforzato non ho proprio capito.
Non ho capito come si possa essere contenti per aver smarrito sette punti percentuali (quattro, senza i radicali) rispetto all’ultima sconfitta, impostando tutta la strategia comunicativa sulla sparata del nostro Presidente del Consiglio, che puntava ad almeno il 40%, con annessa la barba tagliata di La Russa.
La verità è che la sinistra sta annaspando, che tra poco si alzeranno i fuochi del congresso e che la frammentazione aumenterà.
Se l’Italia è un Paese ingovernabile, con la sinistra italiana non c’è neanche da sperarlo.
Ieri sera mia moglie si chiedeva se potevamo farci “imprestare” Fini, un po’ come succede nel calcio.
Non per molto, diciamo per una legislatura, tanto per sistemare un po’ le cose ed invece ci siamo beccati anche la confluenza di AN in quel simulacro (o farsa) della politica che fino a quando ci sarà Berlusconi è il PDL.
E poi sto a chiedermi perché Valentina salta a pié pari tutte le pagine che parlano di politica, mentre io alla sua età me le divoravo.
Un conto erano Nenni, Pertini, Fanfani, Zaccagnini, Berlinguer, un altro questa compagnia cantante di nani (politici, per carità) e tante, ma proprio tante, ballerine.

E’ una di quelle sera in cui viene voglia di scappare da qua e non c’entrano niente i risultati elettorali, che ancora non conosco.
Follie mediatiche, scortano Noemi al seggio: ormai è una star, mi piacerebbe vedere cosa sarà di lei tra dieci anni.
Stiamo perdendo tutti la testa, anche i giornalisti.
In una classe di ragazzini di dieci anni qui a Grassina, quattro maschietti fanno il bello ed il cattivo tempo in classe con offese e parolacce, umiliando chi è più debole e costringendo forse qualcuno a cambiare scuola.
Ma i genitori difendono sempre i loro adorabili pargoletti, non osano mai dire niente e anzi si buttano contro chi subisce.
Ci provi a parlare, a spiegare, ma non rispondono.
Cerchi di coinvolgere i neutri, ma la maggior parte si gira dall’altra parte, facendo finta di non sentire.
Anche loro li voglio vedere tra dieci anni, soggiogati e travolti da una generazione sprezzante abituata ad avere tutto e subito e a cui oggi è troppo faticoso dire di no.
D’altra parte, se a Roma insultano Balotelli, che è Balotelli, con le banane, che vuoi sperare?
Poi cerchi faticosamente di far leggere il giornale a tua figlia, di spiegare il perché si festeggia il 2 giugno, di far capire a cosa servono le elezioni e perché sia giusto votare, ma lei apre un qualsiasi sito di informazione e la prima cosa che vede è Noemi vestita da star che va a votare.
Viene voglia di arrendersi alla legge del più forte (fra l’altro, grazie al calcio, sono stato fortunato e sarei collocato nella parte alta della forbice) ed invece bisogna trovare la forza di andare avanti.
Di provare a combattere per un mondo anche minimamente meno ingiusto.

Finalmente una buona notizia: squalifica del campo confermata alla Juve per i cori razzisti a Balotelli.
E non c’entra niente la corsa per il terzo posto, tanto che non so nemmeno se sia un vantaggio o uno svantaggio non avere allo stadio un pubblico che contesta come quello bianconero.
C’entra invece la dignità umana, il fatto di avere tutti gli stessi diritti e gli stessi doveri.
Adesso guardiamo se qualche imbecille che si veste di viola e che fischia o fa buu all’avversario solo per il colore della pelle ha capito la lezione.
Dubito, ma bisogna sempre essere ottimisti nella vita.

Scrivo da una postazione vergognosa, in piedi, a Fiumicino, dove la nostra amata compagnia Alitalia mi fa attendere 4 ore a causa di un volo che non c’e’ piu’ ma che io ho regolarmente registrato sul mio biglietto elettronico stampato stamani e che era annunciato in pompa magna, per l’esattezza al termina A05.
In pratica ho perso l’ intera giornata, mentre ho vaghe notizie del bagaglio che a questo punto potrebbe avere tre destinazioni possibili: 1) essere arrivato prima di me, perche’ esisteva una coincidenza, che ovviamente era tenuta nascosta, nel qual caso perdero’ almeno un’ora a Catania per ritrovarlo; 2) arrivare con me, che e’ l’ipotesi miracolosa piu’ favorevole; 3) arrivare dopo di me e quindi farmi chiudere la giornata di viaggio verso le 20, quasi dieci ore dopo essere arrivato a Peretola.
Piu’ o meno il tempo che occorre per andare a New York, attesa all’aeroporto compresa.
Ma comunque tutto e’ in linea con i prezzi (parlo di New York), visto che il volo andata e ritorno e’ costato quasi 300 euro (quello a Brindisi tra quindici giorni 386 euro)…
Strano che la nostra compagnia di bandiera abbia vuto tutti quei problemi negli ultimi anni, non l’avrei mai detto…

E’ un passaggio di una vecchia canzone di Morandi dedicata ai figli che fanno impazzire, ma “in fondo a modo loro, ti tengono nel cuore”.
Speriamo.
Questi ricordi di Guccini e di Gaber venuti fuori dai vostri post mi hanno portato ad essere un po’ nostalgico: ieri sera a mezzanotte sono stato cinque minuti fermo nel corridoio a vedere la foto di Valentina e Camilla abbracciate, una foto di cinque anni fa e pare che sia passato un secolo.
Ora c’è l’adolescenza, che lotta, che mistero.
Credo che miei ricordi siano falsi, nel senso che li ho selezionati e magari conservati solo per quello che oggi mi fa piacere ricordare.
O magari renderli funzionali nell’insegnamento a Valentina.
Certo che è una battaglia: una testa che comincia pensare da grande, emozioni che non sai dominare ed una tenerezza ancora da bambina.
Mi sforzo a dirle di non sprecare il tempo: troppo computer, troppo Disney Channel, troppe bischerate, ma io, tornando al quesito iniziale, com’ero?
A volte ripercorro certi passaggi, ho dei rimpianti (non molti, a dire il vero, e tutti legati alle ragazze), però non sono mica tanto sicuro di non averlo sprecato pure io il tempo.
Si pensava e si sospirava di più nel 1974, eravamo tutti meno sfrontati ed la conquista era enormemente più difficile.
Io poi ero di una timidezza sconvolgente, tanto che il primo bacio vero (non avrei saputo neanche da che parte cominciare e avevo già da un pezzo passato i 14 anni…) me lo ha stampato una ragazzina molto sveglia che oggi è una bellissima donna, protagonista della jet-set commerciale italiana.
Una che va al Bilionare, tanto per intendersi.
Scusate per questi ricordi, ma tra Guccini, appunto, Gaber e qualche canzone anni settanta, stasera mi è presa così.
Se avete voglia, raccontate qualcosa anche voi.

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