Una parata, Pioli e i giornalisti
Un po’ di domande e di considerazioni: se De Gea non avesse parato alla grande l’ultimo tiro di Esposito, cosa si sarebbe detto di Vanoli e dei suoi cambi?
La mia considerazione è che il tecnico abbia preparato molto bene la partita e che il cambio di Kean fosse sbagliato e forse pure quello di Fagioli, anche se il discorso di Fabbian sugli angoli ha una sua logica
La domanda di Scanagatta invece era corretta, semmai era la premessa che c’entrava poco, ricordo però che spesso i giornalisti vengono accusati di non fare domande scomode ai protagonisti
Ho pubblicato l’intervento di Ubaldo, non in sua difesa, ma perché era un contributo interessante
E veniamo proprio alla mia categoria e, credetemi, dove davvero sbagliate, e parecchio, è sul fatto che io sia un difensore dell’insopportabile corporativismo di chi ha una tessera di pubblicista o professionista, non fosse altro che per la mia storia personale
Ho cominciato ad andare agli allenamenti con un registratorino nel 1978 per una radio che nemmeno si sentiva in via Paisiello, zona Piazza Puccini, dove abitavo: per oltre sette anni, dico sette anni, mi scansavano tutti.
Era un circolo chiuso, con la puzza sotto il naso, diversi figli di giornalisti, molti raccomandati, mai un invito da nessuno, solo rimproveri se mi infilavo in mezzo per registrare, ma io me ne fregavo ed ero sempre in prima fila
Poi hanno cominciato a considerarmi: è successo quando ho iniziato a proporre collaborazioni a pagamento a chi contava e poi qualcuno si è accorto che parlare alla radio lo rendeva più popolare che una firma sul quotidiano, ma il mio distacco emotivo nei loro confronti non è mai cambiato
E non so se è corretto definirmi un giornalista perché in 48 anni di fatica ho creato una situazione che oggi dà lavoro a tempo indeterminato a dieci persone, più altre quattro che godono di qualcosa che assomiglia ad uno stipendio
Sono quindi più un imprenditore che un giornalista, anche se amo da morire questo lavoro, l’ho sempre amato e niente mi fa fatica, solo che non essendo figlio di giornalisti, non avendo genitori ricchi e potenti e non essendomi mai iscritto a nessun partito, a me il giornalista e basta non l’hanno mai permesso di fare, perché mi sarebbe bastato il ruolo di cronista sportivo a La Nazione o a Repubblica per vivere felice e tranquillo
Invece è andata in un altro modo ed è andata benissimo: scrivo sulla cronaca toscana del più importante giornale italiano e non soffro da anni della sindrome dell’impostore, so di essermi meritato tutto questo e ringrazio il cielo di avere sempre avuto il bene più prezioso che si può chiedere alla vita, la salute
Quindi, per favore, evitate di mettermi nel mucchio e criticatemi senza problemi, ma solo per quello che dico o scrivo, lasciate perdere i discorsi sulla categoria
E infine Pioli: mi spiegate perché continuate a fare i paragoni con lui? Che senso hanno?
Non lo sento da una vita e abbiamo sbagliato in tanti sul suo conto, il suo secondo atto a Firenze è stato disastroso, ma non può essere posto come paragone con Vanoli, per me molto negativo fino a quaranta giorni fa, o con altri
E comunque adesso siamo/siete tutti con Vanoli: e se De Gea non avesse parato?

















