Luglio 2018


Nell’estate del 1982 la Juve aveva appena rubato lo scudetto alla Fiorentina, era infarcita di Campioni del Mondo, aveva in pratica riacquistato lo squalificato Rossi e, come se non bastasse, aveva preso i due giocatori europei più forti del momento: Platini e Boniek.

Allora come oggi sullo scudetto nessuno aveva dei dubbi: l’avrebbero rivinto loro per il terzo anno consecutivo, per una volta perfino regolarmente, dopo averlo scippato prima alla Roma (il famoso gol in fuorigioco di Turone) e poi a noi.

Il campionato era dunque una pratica già chiusa, tutti erano concentrati sulla Coppa dei Campioni, mai vinta nella storia e infatti persa ancora in finale ad Atene contro l’Amburgo.

Qualcuno vada a rivedersi come finì quella stagione in Italia, perchè nel calcio, ed è il suo bello, non esistono certezze assolute.

Neanche con Cristiano Ronaldo.

Oggi no, domani forse, ma dopodomani certamente.

Come per la rivoluzione di Gaber.

Ma quando comincia il nuovo corso dell’Italia?

E me lo chiedo senza nessun retropensiero perchè adesso quelli che ho sempre votato stanno facendo peggio di prima delle elezioni, che è un po’ come dire che Falcinelli segnerà di meno…

Solo che tra un hamburger azzannato da Salvini e una promessa di Di Maio qui stiamo ancora aspettando un primo passo verso la triplice direzione: abolizione della legge Fornero, flat tax e reddito di cittadinanza.

Personalmente mi pare vagamente possibile solo la prima, trovo (pur guadagnandoci) profondamente iniqua la seconda e completamente folle la terza, ma intanto è per quello che hanno vinto il 4 marzo.

Si decidano quindi a farci vedere se sono in grado di rispettare l’impegno con i loro elettori.

Si dice che un bravo direttore sportivo si veda soprattutto quando deve vendere, esercizio molto più difficile dell’acquisto.

E se negli anni le famose corvinate sono state obiettivamente inferiori al previsto, sul piano delle cessioni credo che Pantaleo abbia fatto veramente il massimo perchè alcuni giocatori erano veramente solo per amatori.

In questa estate dovrà però superarsi perché da Saponara in giù a me pare che pensare di ricavare, come scrivono alcuni giornali, una ventina di milioni con i cosiddetti esuberi, cioè con i vari Maxi Olivera, Cristoforo, Thereau, Eysseric sia un’impresa al limite dell’impossibile.

Se poi ci riesce, e se Rebic domani ci regala una gioia con una decina di milioni di plusvalenza, ecco pronto qualcosa di più del tesoretto e tutto sempre stando dentro il triste auto-finanziamento.

…non si prendeva noi.

Variazioni umorali sulla vicenda portiere.

Forse arriva Meret, poche partirte in serie A, ma un futuro da possibile Donnarumma: ma che sarà bravo? Perchè si spendono tanti soldi per uno che non ha fatto neanche un campionato intero? Giocava nella Spal? Vaia, vaia.

Non si prende Meret: e ti pareva? Figuriamoci se riescono a fare qualcosa di buono. Corvino è bollito, i Della Valle hanno le vipere in tasca, siamo sempre alle solite. Speriamo di salvarci.

Forse arriva Lafont, classe 1999, un centinaio di partite nella serie A francese, cioè in un campionato che almeno economicamente vale quello italiano: non ce lo daranno mai, ma ti immagini? Si farà come sempre, stiamo lì sull’albero a cantare e poi arriva qualcuno con i soldi e ce lo porta via. Quanto ci chiedono? 15 milioni? Nemmeno se lo vedo a Firenze, ci credo.

Compriamo Lafont. O che si piglia uno di neanche vent’anni? Ma sarà bono? Ho visto che nelle uscite non è un granché. Mah…

E poi i portieri francesi, che te ne ricordi uno bravo? Io no. Speriamo bene.

Ma siamo sicuri che Sportiello abbia firmato col Frosinone? No, perché semmai…

Smettere di avere paura dei cani e dormire con due nella stessa stanza.

Ritrovare magicamente l’amore dei miei sedici anni e costruirci insieme una vita nuova.

Avere tre figli e due ex mogli.

Fare il giornalista e dirigere una redazione con dieci persone.

Giocare una dozzina di volte al Franchi, un paio delle quali con lo stadio pieno (ma non certo per vedere me).

Fregarmene completamente di aver perso i capelli.

Imparare a sciare e fare il Sellaronda in meno di quattro ore.

Diventare ordinato.

Tifare per la Croazia ai Mondiali per sperare di prendere più replicas de reloj soldi dalla cessione di un ex giocatore della Fiorentina a qualche squadrone europeo.

 

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