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Arbitrava Ovrebo?

 

http://video.corriere.it/ronaldo-gol-fuorigioco-l-aiutone-real/b49e4d62-24c2-11e7-a8eb-9de3cd2120df

È la pace interiore quella che conta di più, naturalmente se si ha la fortuna di godere di buona salute.

Tutto il resto viene dopo, se si è a posto con la propria coscienza, se non abbiamo mai tradito la fiducia chi ci vuole bene, prima o poi i conti tornano anche se la strada è lunga e in salita.

Auguro a tutti voi questa pace interiore: se vi sentirete uomini e donne migliori rispetto a un anno fa, vedrete  che lo capirà anche chi vi accompagna.

Buon Natale a tutti.

Guardiamo come va col Napoli e poi converrà trarre delle conclusioni

Perché è come se stessimo giocando due campionati, uno reale con tanto di sconfitte e classifica, è uno virtuale, che sarebbe poi quello raccontato da Sousa prima e dopo le partite

Il problema è che da giovedì scorso alle 20 questi due tornei non coincidono e a me piacerebbe tanto seguire con “emozion” il nostro tecnico e invece mi tocca raccontare di Tello in campo sempre e, pensa un po’, perfino commentare il nostro ottavo posto

Dai ragazzi, stasera godiamocela e basta

Ci siamo divertiti tutti e abbiamo rimesso in pista il campionato

Tra poco pagherò pegno e sono ovviamente contento, il ragazzo “gioca davvero bene” e forse andrà in doppia cifra

Votrei ricordare Tatarussnu, senza la sua super parata su Maccarone come sarebbe finita?

E comunque ripeto: godiamocela, ce lo meritiamo

 

E ad Antognoni?
E Baggio?
A me pare che il calcio sia impazzito e ricordo con nostalgia quell’estate del 1975 in cui gli italiani si indignarono per i 2 miliardi pagati dal Napoli per Savoldi
A me non piace abusare degli aggettivi, ma l’ingaggio di Pellè è immorale e senza alcuna logica tecnica
Poi ognuno spende i soldi come meglio crede, ma così non ha proprio senso.

A me spiace molto che diversi di voi continuino a pensare che questo sia uno spazio professionale e che quindi se non parlo di calcio ho da difendere chissà quali interessi.
L’ho già detto altre volte e lo ripeto: qui scrivo solo quando mi va e degli argomenti di cui ho voglia di parlare.
Ho passato mesi molto difficili che solo a guardarli ora, col distacco regalatomi dal tempo e da chi mi vuole bene davvero, mi sembrano ancora più incredibili.
Per questo non ho ancora la voglia di discutere con voi di Fiorentina con la leggerezza che ci ha accompagnato in questi dieci anni insieme.
Però, nonostante vari tentativi…, non mi hanno ancora “ammazzato”, sto molto meglio e tra breve tutto tornerà come prima anche sul blog, basta farsi passare la nausea.

Mi viene in mente Fantozzi, che alla fine…si incazza.
Ecco, forse alla Fiorentina é successa la stessa cosa, si sono incazzati a fare sempre quelli super corretti.
Meglio qualche spallata in più, al diavolo qualche volta lo stile: se esiste il varco giusto uno si infila e prova a giovarsela.
La trattativa per Astori ne é una dimostrazione ed io sono molto curioso di vedere come andrà a finire, in tutti i sensi, la vicenda Salah.
In questo momento abbiamo bisogno di fare molta prosa e poca poesia, perchè tra meno di un mese comincia il campionato e non mi pare proprio che la Fiorentina abbia oggi una sua precisa fisionomia.

Post minimalista, come é avvenuto con una certa frequenza negli ultimi mesi che sono stati di grandi cambiamenti, anche privati.
D’altra parte questo blog l’ho pensato per dialogare idealmente con chi ha la bontà di seguirmi da anni e non ha nulla di “professionale”, nel senso che professionalmente per quanto mi è possibile scrivo e parlo di calcio sul Corriere, in radio e in tv.
Dunque, Grassina, e lo spunto me lo ha dato un’intervista col sottoscritto sul Gazettino del Chianti via web, firmata da Silvia Rabatti, abile scrittrice, gran donna, con una splendida famiglia da prendere ad esempio per tutti.
Ci abito da ventuno anni abbondanti, dopo esserci capitato per caso e me la sento addosso come un vestito su misura, perchè ha una caratteristica speciale, che a me piace moltissimo: la solidarietà.
Chi è indietro non viene lasciato solo.
Sei a dieci minuti da Firenze, che mi pare comunque più ospitale di tante altre città, eppure tutto è più a dimensione del cittadino, dalla raccolta differnziata alle iniziative per sensibilizzare l’attenzione del mondo su chi sta peggio di noi.
Può anche darsi che un giorno me ne vada, ma mi resterà sempre nel cuore.

Ci girano un po’ a tutti, inutile negarlo.
Stiamo aspettando, ma i nostri borbottii, in alcuni casi urla d’allarme, non aiutano nelle trattative.
E’ chiaro che molto deve essere ancora fatto ed io ancora non ho capito se in questa estate esiste la volontà di mettere qualcosa che vada oltre quello che si incassa dalla cessione dei pezzi pregiati o presunti tali.
Insomma, se siamo all’autofinanziamento puro oppure no.
In questo sarebbe bene che ci fosse un pronuniciamento chiaro da parte di Andrea Della Valle: si dicono esattamente come stanno le cose e poi ognuno si regola come crede, compreso fare o non fare l’abbonamento

E va bene, lo confesso: anche a me è un po’ dispiaciuto quando nel maggio scorso Cerci sagliò il rigore.
Il Toro è una fede, alimentata dalla lontananza geografica e innescata da quella fantastica rimonta sulla Juve nel 1976.
la Fiorentina è ovviamnete un’altra cosa e per questo stasera sarà una partita “quasi” normale, una gara da vincere in tutti i modi per sognare quello che fino a qualche settimana fa sembrava impossibile.
Abbiamo tutte le possibilità per farlo,magari con Babacar con cui non esagererei nella durezza per la “bischerata” della patente.
A Firenze ne abbiamo viste e sentite di peggio, basta fare una rapida carrella nel tristissimo biennio 2010-2012 per diventare subito più indulgenti.

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