Firenze


E va bene: Gilardino la porta l’avrebbe presa con quel colpo di testa, e anch’io ci sono rimasto male, ma è mai possibile che con Giampaolo Pazzini ci sia sempre questa situazione da ultima spiaggia?
Per dire: non mi pare che Osvaldo abbia fatto meglio di lui, che si era anche procurato un rigore non dato, eppure tutti guardano all’argentino come a una risorsa e qualcuno pensa a Pazzini come ad una sciagura.
Finirà che se ne andrà a gennaio, usurato dalle tante polemiche, e io non ci credo che non legga i giornali durante la settimana.
Li legge e si amareggia.
Ha una media gol più bassa dei grandi bomber (speriamo che diventi uno di loro, ma ho dei dubbi), solo che bisogna tenere conto che tante presenze sono solo spezzoni di partite.
E’ più una seconda punta che un centravanti classico e vedrete cosa combinerà acccanto ad un attaccante di peso.
A questo punto proviamo a considerare cosa fatta il divorzio e cominciamo a non essere prevenuti su di lui, a non confrontarlo sempre con i fenomeni, da Toni a Gilardino.
E ricordiamoci che qui a Firenze abbiamo visto molto, ma molto di peggio.

Me le sono lette le nuove intercettazioni e forse avrò gli occhi foderati di viola, ma non mi pare che aggiungano molto a quanto già sapevamo.
E’ Bergamo che dice a Mazzini “era tutto pilotato”, non è Della Valle che chiama Lotito per mettersi d’accordo.
Voglio dire che è evidente come ad un certo punto, non sapendo più a quale santo votarsi per evitare di retrocedere, i dirigenti viola si siano messi nelle mani di Mazzini.
Da lì a quelle di Moggi il passaggio è stato rapido e per niente indolore.
Ritorno sul concetto iniziale: come mai siamo arrivati a questo punto?
Possibile che non conti niente quello che la Fiorentina ha subito per almeno sei mesi?
E’ anche onesto dire che mi pare impossibile cavarcela senza danni, ma dobbiamo scongiurare in tutti i modi la B, che sarebbe un colpo quasi mortale.