Bella la conferma di quanto promesso in estate: venerdì allenamenti a porte aperte e finalmente i tifosi potranno abbracciare la squadra.
Sono gesti importanti, che danno un valore aggiunto all’ambiente e magari serviranno anche per smorzare le polemiche.
Sousa ha in questo senso un passo diverso da Montella, che avrà avuto certamente le sue buone ragioni a creare le barriere intorno alla Fiorentina, ma che ha comunque creato un distacco incomprensibile tra i tifosi e la squadra.
Vediamo se è qualcosa di occasionale oppure se ci sarà un seguito sistematico alla decisione di questa settimana, resta il fatto che quanto annunciato a luglio è stato poi realizzato.
E siccome siamo per definizione scettici e malfidati, la notizia va accolta con un sorriso largo così.

Quanto sbagliamo, quanto sbaglio nella loro educazione?
Me lo chiedo ogni volta che un pensiero, una decisone, mi porta come un riflesso condizionato a pensare al rovescio della medaglia: se avessi fatto nell’altro modo, forse sarebbe stato meglio e lui/lei avrebbe avuto quei vantaggi (e ovviamente degli svantaggi, ma quelli nella testa arrivano dopo).
Ho capito con un bel po’ di ritardo che educare i figli è un vero e proprio “lavoro”, nel senso che non puoi affidarti solo all’istinto e all’amore che ti scoppia dentro e che poi, almeno nel mio caso, declini quasi sempre nella tenerezza.
No, bisogna metterci la testa.
Non farsi travolgere emotivamente, perché i figli ti chiedono dei no, anche se non te lo dicono esplicitamente, anche se si incazzano di brutto quando li contraddici o metti dei divieti.
Vanno al muro contro muro, ma alla fine vogliono un genitore sopra di loro, non un loro pari, un amico con cui solo scherzare o, peggio ancora, confidarsi reciprocamente i segreti.
L’altro aspetto fondamentale è l’esempio: tu puoi raccontare loro ciò che vuoi, farti bello con le parole, ma se la tua vita trasuda di falsità, di disonestà intellettuale o materiale, se ti sei comportato come mai vorresti che i tuoi figli si comportassero, puoi essere certo di esserti giocato per sempre la loro stima.
L’amore no, è un’altra cosa, è fisiologico e dura: non si spiegherebbe altrimenti l’attaccamento di tanti figli a genitori che non meriterebbero niente per quello che hanno fatto e che invece sono cercati lo stesso.
E’ durissima, una battaglia che almeno personalmente vivo con grande dispendio di energie e con molti conflitti interiori, ma è anche la cosa migliore che ti poteva capitare da quando sei nato.

E se fosse stato Ilicic, quello dell’anno scorso, o Cerci qualche stagione fa ad imbastire tutto questo casino?
Sinceramente mi sarei già divertito nel sentire mischiare in un guazzabuglio senza arte né parte quattrini e richiami del cuore.
La Fiorentina non capisce i sussulti dell’anima di Joaquin?
Povera stella, ma si sta parlando di 125.000 euro netti al mese o di chi si deve preparare alla recita di Pasqua?
Nel secondo caso non vedrei male Macia nella parte di Ponzio Pilato: lui se ne lava le mani, che si arrangi il giocatore a venire via gratis o quasi dalla Fiorentina.
Mi ricorda, al contrario, la storia di Baggio: “ma che ve lo devo scrivere sui muri che non voglio andare via, tantomeno alla Juve?”.
No Robertino, bastava non mettere la firma sul contratto ed eravamo tutti molto più felici.
Allo stesso modo Joaquin ci implora: “ma che ve lo devo dire su internet (Firenze viola, bravissima!) che a Siviglia sarei molto più felice che da voi?”.
Bene caro, ora che ce l’hai fatto sommessamente capire vai da Macia, ti fai firmare un assegnino di almeno 3 milioni di euro, torni dalle parti dello stadio a prenderti la tua borsa e te ne vai pure velocemente, dopo aver dilapidato quel carico di simpatia che avevi costruito in questi anni.

Io non me la ricordo una partenza così della Fiorentina, contro un avversario di questo livello.
Da stropicciarsi gli occhi, da mettere i pesi stamani per poi non farsi male se e quando si dovesse atterrare.
Una partita perfetta, in cui ci siamo anche presi il lusso di sbagliare due gol davanti al portiere, esercizio di sado-masochismo calcistico che mi piacerebbe non venisse ripetuto troppo spesso.
Non beatifichiamo Sousa (non dimentico di essere stato tra gli scettici al momento dell’annuncio), però era una Fiorentina diversa, più cattiva e concreta: se dura ci divertiremo certamente.
Se poi pensiamo che dalla formazione iniziale erano esclusi per svariati motivi Rossi, Suarez, Joaquin e Babacar, mi viene il fondato sospetto che con un difensore ed un centrocampista importanti (e sempre nell’ipotesi che Pepito giochi almeno la metà delle partite) si possa puntare parecchio in alto.

Dai, che comincia il campionato ed è sempre una festa.
Sarà perché ho la nausea per certe mie vicende del passato, sarà perché ho finalmente imparato a guardare avanti (ed avere tre figli aiuta moltissimo…), fatto sta che con il prossimo inizio delle partite vere sto ritrovando sensazioni quasi fanciullesche.
Certo, se giocassero tutti alla stessa ora la domenica pomeriggio sarebbe una gran cosa, ma questi sono discorsi da nostalgico del calcio che fu, e poi non è affatto male mettermi con Cosimo a vedere qualche bell’anticipo.
E’ cambiato molto anche nella Fiorentina ed il nuovo allenatore si è speso con intelligenza per far capire che un’altra vita senza Montella era possibile e non è neanche detto che sia peggiore della precedente.
La mia più grande speranza è che Pepito giochi almeno la metà delle gare: se questo avvenisse potremmo pure stazionare in zona terzo/quinto posto anche senza (per ora) assegnino di ADV per rinforzi che mi parrebbero necessari.
Il più grande acquisto della Fiorentina è lui, Rossi: tre sue giocate e torna pure l’entusiasmo tra i più scettici.

Non ho capito perché dovremmo vendere Joaquin.
Per un fatto economico?
Ti immagini quanto potremmo ricavare dalla sua cessione, a 34 anni?
Per fare un piacere a lui?
Perché non vuole rinnovare per un solo anno o due e vuole un triennale come gli ha offerto il Betis?
E allora?
Se davvero non vuole rinnovare, gli facciamo concludere la sua esperienza in viola e lo salutiamo con simpatia, la stessa che lui ha dimostrato in queste stagioni fiorentine.
No, scusate, io proprio non ci arrivo, ma sono umilmente pronto ad ascoltare chi me lo spiega, magari con dovizia di particolari.

Naturalmente stavo parlando dell’Iphone 6…

Quando qualcuno o qualcosa riesci darti momenti unici, ispirarti fiducia, regalarti tante cose tra cui, perché no, quel senso del possesso che tanto piace a noi maschi, è giusto che riceva i ringraziamenti in una forma che vada oltre il privato.
Ecco perché uso questo spazio per il nostro primo compimese: di solito non festeggio queste ricorrenze, ma stavolta faccio un’eccezione.
Grazie, veramente grazie per tutto quello che di nuovo hai portato nella mia vita, sperando che duri il più a lungo possibile.

A questo punto non moltissimo, direi un centrcampista ed un difensore, ma bisgna andare sulla qualità perchè dovranno essere due possibili titolari.
Astori è una scommessa intelligente, ma già con Savic eravamo corti dietro e non mi riferisco al numero dei giocaori a disposizione di Sousa.
E anche là in mezzo ci vorrebbe un altro Mario Suarez, più facile, molto piú facile, a dirsi che a farsi.
Non due scommesse o usati sicuri, ma due uomini che non sarà facile trovare sul mercato e che costeranno diversi milioni, ma spero che i Della Valle siano consapevoli che, come avrebbe detto il grande Mario Ciuffi, bisogna preparare assegnino.

Allora: ci sta che io abbia esagerato nel mio commento su quella frase peraltro infelice di Gomez e comunque nel vostro giudizio così duro nei miei confronti c’è tanto della successiva bella lettera dell’ormai ex Supermario.
Quello che però fatico a capire è questo innamoramento mediatico per il più grande pacco mai arrivato a Firenze da Socrates in poi e sto parlando naturalmente del rapporto prezzo/prestazioni.
Ora, nessuno discute che Mario Gomez sia un signore nei modi, che abbia scritto ai tifosi delle belle lettere su facebook e non solo, peccato però che lui fosse stato acquistato per fare gol, per giocare proficuamente con continuità
Ed il riferimento alla donazione alla Fondazione Fiorentina era legato alla sua lunghissima e misteriosa assenza nella prima stagione: proprio perché ti comporti da signore fuori dal campo, sarebbe stato bello (non obbligatorio) un beau geste, qualcosa che andasse oltre le parole.
La storia del mancato riscaldamento durante Fiorentina-Siviglia per me rimane gravissima: è stato un ammutinamento ingiustificato.
Detto tutto questo, e ribadito che contro Gomez non proprio nulla di personale, voi continuate pure ad infamarmi e ad esaltare il tedesco, però vi invito a ripensare a come sia stato trattato Ilicic per quello che ha fatto: due gesti idioti dopo un gol ed una sostituzione.
Riprendete anche il rapporto prezzo/prestazioni di Ilicic, il migliore in assoluto nell’ultimo mese e mezzo, confrontate l’atteggiamento di molti di voi verso lo sloveno e verso Gomez e poi ditemi se davvero qui a volte non si vada a volte a fittonate (come peraltro succede anche a me, che sono fiorentino dalla testa ai piedi e dunque molto piccoso).

Piccolo giochino aggiuntivo, tanto qui stiamo parlando di calcio e il caldo giustifica molte intemperanze verbali che dovrebbero essere censurate e che invece passo perché è, appunto, un gioco.
Date per favore il vostro voto all’esperienza di Gomez a Firenze: il mio è 5 pieno, al di là di quanto sia stato pagato e, cosa ancora più importante, di quanto sia il suo ingaggio.
Ma ci sta che abbia preso un’altra fittonata, fate voi.

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