Una serata da sogno, grazie Fiorentina.
Li abbiamo annientati, prima col secondo tempo di Londra e poi con una prestazione di grande autorevolezza in cui si vede la mano di Montella.
Sta diventando una stagione di belle soddisfazione: a marzo corriamo ancora su tre fronti, quante altre volte era successo nella storia viola?
Salah è straordinario, un colpo di mercato assolutamente impensabile, ma è la prestazione collettiva quella che entusiasma.
Si vede che questa è una “squadra”, che esiste uno spirito che accomuna tutti quelli che vanno in campo, in panchina e in tribuna.
Molto bene anche Neto, che si è dimostrato un ottimo portiere.
Prendiamoci un po’ di libertà dalle polemiche: tra poco si gioca a Milano e questa mattina è ancora più bello di sempre tifare viola.

E ci andrei quasi certamente, se non fosse che in contemporanea ho la grande fortuna di commentare la Fiorentina contro il Tottenham.
Succede che in pratica a casa mia, non so perché, viene a parlare l’altro Matteo, di cui non condivido niente e anzi provo pure un certo imbarazzo nel sapere che rappresenta una consistente fetta dell’elettorato italiano, fra l’altro (purtroppo) in ascesa di consensi.
Salvini nella roccaforte rossa di Bagno a Ripoli è un ossimoro politico, non ci sono dubbi, ma è altrettanto certo che in un Paese democratico un leader di un partito sia libero di andare dove gli pare a raccontare le proprie idee, per quanto queste siano opinabili o detestabili.
E invece no.
Alcuni miei concittadini, che girano con la patente di illuminati democratici a giorni alterni (e oggi se la devono essere evidentemente dimenticata a casa), hanno deciso che Salvini a Bagno a Ripoli non può e non deve parlare, né nel ristorante dove aveva fissato il comizio e neanche dentro la biblioteca comunale.
Renzi, Alfano, Grillo, (forse) Berluconi sì, lui no.
Intimidazioni di vario genere, stamani un vergognoso volantino a Grassina e via andare.
Ovviamente Salvini gongola e i suoi pretoriani gonfiano il petto: poteva nel giorno di Fiorentina-Tottenham riuscire meglio una simile operazione mediatica?
Complimenti a questi geni della propaganda rossa: io li manderei tutti a vendere l’Unità porta a porta, se solo l’Unità fosse ancora in edicola.

Neto non va fischiato, ovviamente.
Me nemmeno esagererei con le mozioni di affetto, che suonerebbero palesemente false.
Niente applausi, dunque, anche perché non si capisce come mai lui debba essere diverso dagli altri dieci che domani sera andranno in campo.
L’indifferenza nei suoi confronti è l’atteggiamento più corretto: è pagato per fare il portiere?
Lo faccia dando il massimo delle proprie possibilità, altrimenti cosa parleremmo continuamente di professionismo?

Quella di ieri sera vale più o meno come la sconfitta di Parma: altro rigore sbagliato (e siamo a tre consecutivi, ma perché non ha tirato Diamanti?), occasioni buttate, con l’aggravante del vantaggio al momento giusto.
E invece ci siamo fatti rimontare stupidamente, beccando un gol evitabilissimo addirittura in contropiede.
Fa male perché potevamo essere davvero in corsa per il terzo posto, che a questo punto si allontana parecchio, anche se una fiche sul Sassuolo io stasera me la giocherei.
Le notizie buone arrivano da Salah e da Badelj, ma anche dal resuscitato Ilicic, che ci ha messo il cuore e parte del pubblico lo ha capito finendo con l’applaudirlo.
I cambi di Montella erano inevitabili se ci vogliamo giocare tutto giovedì sera, fanno tutti così, a cominciare dal Tottenham.

E va bene, lo confesso: anche a me è un po’ dispiaciuto quando nel maggio scorso Cerci sagliò il rigore.
Il Toro è una fede, alimentata dalla lontananza geografica e innescata da quella fantastica rimonta sulla Juve nel 1976.
la Fiorentina è ovviamnete un’altra cosa e per questo stasera sarà una partita “quasi” normale, una gara da vincere in tutti i modi per sognare quello che fino a qualche settimana fa sembrava impossibile.
Abbiamo tutte le possibilità per farlo,magari con Babacar con cui non esagererei nella durezza per la “bischerata” della patente.
A Firenze ne abbiamo viste e sentite di peggio, basta fare una rapida carrella nel tristissimo biennio 2010-2012 per diventare subito più indulgenti.

Vale la vittoria dell’Olimpico, per il contesto, per il diverso palcoscenico, perché secondo me il Tottenham contro la Roma non perde.
Alla fine ti rimane pure il dispiacere di non partire da Londra con la vittoria dopo un secondo tempo di rara intensità e la qualificazione èancora in bilico.
C’è mancato il centravanti, inutile girarci troppo intorno, perché il volume di gioco della ripresa è stato veramente notevole, solo che Gomez ha avuto un solo sussulto in tutta quella che doveva essere la sua partita.
Stare cinque metri sopra la panchina di Montella è stata un’esperienza goduriosa e calcisticamente parlando paragonabile al petting con Isabella Ferrari (e non commentate troppo perché è ormai noto che a me piacciono dai 35 anni in su e trovo fantastiche certe mie coetanee..).
Sono rimasto impressionato da Salah e non tanto per le qualità tecniche, che si conoscevano, ma per la corsa e la resistenza fisica, mentre Joaquin a me pare commovente: ragazzi, ma questo simpatico signore spagnolo di 34 anni sta facendo una stagione incredibile, peccato appunto che sia così in là con l’età.
Non c’era Cuadrado in tribuna e neanche in campo, eppure non se ne èaccorto nessuno…

Inizio di trasferta veramente eccellente: ho scoperto che ora Valentina sa l’inglese meglio di me (sai che sforzo!) e quindi è assicurato il minimo di interazione con questa fantastica città e pure il ritorno a casa.
Sono completamente ostaggio delle ragazze: ieri sera mi hanno fatto provare l’emozione del sushi a Covent Garden, se solo me lo avessero detto un anno fa mi sarei messo a ridere, ma si vive anche per cambiare, no?
Fra l’altro non era affatto male, anche se temevo di digerire tutto solo questa sera all’ingresso in campo delle squadre.
E invece eccomi qui, sano, pronto per la mia corsetta mattutina e (con un pizzico di auto-indulgente generosità) perfino discretamente lucido.
C’è in giro un po’ di viola e pure una certa fiducia motivata dai fati: loro sono molto forti, ma anche noi non scherziamo e siamo nel miglior periodo di forma della stagione.
Questo, counque vada a finre, è un preciso merito di Montella che non credo proprio rinuncerà a Salah, qualunque sia il metodo tattico da usare.
Abbiamo pescato il jolly e scartarlo prima di giocare la mano sarebbe veramente stupido.

Se un giorno mi smontassero pezzo per pezzo, secondo me troverebbero che c’è qualcosa di costruito alla rovescia e Londra ne è la dimostrazione più lampante.
Mi spiego: dato ormai per ufficiale che il mio senso dell’orientamento è molto pericolosamente (per gli altri) vicino allo zero e che di conseguenza la mia passione per la geografia (vedi alla voce Egitto) è contigua a quella di Salvini per gli immigrati, per uno dei misteri del cervello umano io a Londra mi oriento meglio che in qualsiasi città italiana, escluso Firenze, ma in alcuni giorni particolarmente stressanti non ne sarei neanche così sicuro di questa supremazia cittadina.
La spiegazione che mi sono dato è molto elementare: a Londra gira tutto all’incontrario rispetto a casa nostra ed avendo un infallibile fiuto per prendere nell’incertezza sempre la direzione sbagliata (ho una percentuale di realizzazione del 95%, meglio di Bob Morse nella vecchia Ignis), io in quella magnifica città mi trovo benissimo.
Forse è anche il fatto di esserci stato ormai almeno una dozzina di volte e devono essere questi i motivi per cui Valentina e Camilla che da domani mi accompagnano non sono troppo preoccupate e anche Letizia ha la fondata speranza che riconduca i tre quinti della famiglia a Grassina in tempi utili per la cena di sabato sera.
Certo, rimane sempre l’incognita della lingua e su questo punto dolente le mie figlie amano dilettare amici e conoscenti su delle perle del sottoscritto assolutamente uniche.
Io ribatto di aver perfino sostenuto un esame di inglese all’università, omettendo però il senso di pietà ed incredulità suscitato nel professore, che si trovò di fronte uno scritto strepitoso (tutto copiato), mischiato ahimè ad orripilanti strafalcioni nella conversazione: le va bene un 20, con annesso un metaforico calcio nel fondo schiena purché si levi subito da lì?
Preso, incartato, portato a casa e ringraziato per i decenni successivi.

Che bella vittoria, senza molti titolari e con una personalità già esibita altre volte in trasferta.
Salah è destinato a fare innamorare i tifosi e Babacar ha dato le risposte che tutti, a comincire da Montella, cercavano.
Tre punti strameritati in un campo dove avevano perso in tanti e contro una squadra che sa giocare a calcio.
Nessun rischio di prensare troppo a Londra e classifica (scrivo prima di Palermo-Napoli) che tende al bello e anche al rimpianto per i tanti punti sprecati.
Ci siamo dimenticati molto velocemente di Cuadrado e siamo in corsa su tre fronti a febbraio, ora comincia il bello.
Intanto vado a ripassare la geografia, materia che non ho mai sopportato, perché l’Egitto è davvero in Africa, come diceva Saverio…

E’ la classica partita in cui forse sacrificheremo qualcosa all’Europa e non può essere altrimenti.
Non è infatti possibile giocare con la stessa migliore formazione a Reggio Emilia e a Londra e se così fosse faremmo un gran piacere al Tottenham.
Gomez fuori domani è quasi una necessità, ripetendo quanto visto a Roma e anche Pizarro non può reggere il doppio impegno.
Non vedo invece grandi problemi di concentrazione, ormai Montella sa come la testa dei giocatori, che non sono certo di primo pelo e hanno fatol’abitudine a certe sollecitazioni.
Il Sassuolo è un’ottima squadra, che gioca bene al calcio e questo ci va bene perché non si chiudono e sugli spazi un po’ più aperti noi andiamo molto meglio.

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