Valentina, vent’anni, tifosa viola e un po’ conoscitrice del calcio, sintetizza in una domanda lo spirito fiorentino applicato al pallone: “Babbo, ma ci hanno fatto vincere, vero?”.
Ecco, perchè ci sembra incredibile che la Fiorentina, questa Fiorentina, possa battere il Barcellona.
Eh sì, perchè a loro mancavano Messi e Neymar, come se Suarez e Pedro fossero delle pippe.
Il fatto è che abbiamo vinto con un pizzico di fortuna, come ho spiegato alla Vale, ma giocando bene.
Una partita sorprendente, che non vuol dire niente, ma che potrebbe calmarci un po’, fermo restando che comprerei un fdifensore, un centrocampista ed un ottimo attaccante a giocarsela con Babacar.
E se Rossi giocherà almeno metà dele partite, allora ci divertiremo davvero.

Nostalgia di quando la prima a Firenze era una festa, ricordo un Maradona ragazzino e molte altre partite in cui rivedersi allo stadio era un piacere.
Ora, io capisco il logorio della vita modena, i tanti problemi inutili che ci creiamo solo per il gusto di vedere se li risolviamo, ma è possibile che in giro ci sia tutta questa incazzatura?
E che cavolo!
Viene il Barcellona a Firenze, magari perdiamo, ma godiamoci lo spettacolo, vediamo Mario Suarez, emozionamoci con Pepito, ridiamo con Joaquin.
E’ calcio, ragazzi, solo calcio.
A me non piace assolutamente come comunica la Fiorentina, questo modo di fare sempre un po’ snob, questo far sembrare che il calcio a Firenze sia nato solo nel 2002.
Pero c’ero già professionalmente, anche se ero poco più che un ragazzo, ai tempi di Melloni, uomo straordinariamente innamorato della viola.
E alla prima allo stadio i giocatori che vedrò scendere in campo stasera io me li sarei sognati la notte.

A 25 anni nel calcio é come a 40 nella vita: o si è o non si è.
Conosco l’obiezione: c’e gente che a oltre 50 perde completamente il capo e quindi non si puó mai dire, così come qualcuno (sto pensando a Massaro) matura molto tardi, ma io mi e vi chiedo cosa abbiamo fatto di male per dover correre il rischio di avere Balotelli a Firenze?
Al di là della mostruositá dell’ingaggio (o non ci siamo da un quarto d’ora alleggeriti di Gomez?), non riesco che ad immaginare casini su casini, con molti ditini sul naso del nostro eroe, bolge dantesche sui siti e nelle radio sul concetto di razzismo, gestori di locali notturni ingolositi dal nuovo arrivo.
Senza contare un aspetto fondamentale: io non ho ancora capito il livello qualitativo di Balotelli, al di lá del fatto che sappia battere molto bene i rigori.
Se poi dovesse davvero per qualche strana congiunzione astrale esserci recapitato, consegno per tre giorni questo blog al mio amico Piero Ceccatelli, gran giornalista e penna finissima, perchè sia lui a fare una minuziosa descrizione minuto per minuto dello sbarco del presunto fenomeno in Piazza Signoria.

A me spiace molto che diversi di voi continuino a pensare che questo sia uno spazio professionale e che quindi se non parlo di calcio ho da difendere chissà quali interessi.
L’ho già detto altre volte e lo ripeto: qui scrivo solo quando mi va e degli argomenti di cui ho voglia di parlare.
Ho passato mesi molto difficili che solo a guardarli ora, col distacco regalatomi dal tempo e da chi mi vuole bene davvero, mi sembrano ancora più incredibili.
Per questo non ho ancora la voglia di discutere con voi di Fiorentina con la leggerezza che ci ha accompagnato in questi dieci anni insieme.
Però, nonostante vari tentativi…, non mi hanno ancora “ammazzato”, sto molto meglio e tra breve tutto tornerà come prima anche sul blog, basta farsi passare la nausea.

Strepitosa cena di pesce di qualche settimana fa, compagnia giusta, serata incantevole, poi il punto di non ritorno: quel gran genio di mio cugino Daniele (amatissimo dai miei figli in quanto portatore sano delle ultime diavolerie su praticamente tutto) decide che…forse sì, forse sul mio cellulare preistorico con i tasti si può mettere whatsapp (si scriverà così? Boh).
Prova che ti riprova, alla fine ci riesce e…nulla fu più uguale.
Scopro quasi subito che con il marchingegno Valentina e Camilla rispondono molto di più e molto più velocemente rispetto agli sms.
Dopo qualche giorno mi accorgo per caso che accanto ai numeri ci sono pure le facce delle persone (di qualcuno in verità avrei pure fatto a meno), oppure qualcosa di strambo, tanto per voler essere originale a tutti i costi.
A quel punto compio il passo di non ritorno e mi compro l’Iphone tre l’incredulità delle ragazze: per tre-giorni-tre lo guardo preoccupato nella scatola, avvicinandomi ogni tanto con circospezione e rispetto, quindi decido per una serie di lezioni che mi avrebbe dato Camilla.
E così è andata, in un crescendo abbastanza penoso per i miei interlocutori/interlocutrici comincio a scattare foto e piccoli filmati la cui utilità è piuttosto oscura al resto dell’umanità, ma che mi hanno fatto e fanno sentire partecipe del nuovo mondo.
In un paio di casi azzardo pure il messaggio audio, vergognandomi un po’.
E oggi finalmente compio un altro passo verso la mia totale evoluzione tecnologica, manco fossi un Pokemon: per la prima volta in vita mia arrivo in fondo da solo e “appena” al sesto tentativo al check-in on line.
Come Fantozzi con l’autobus da prendere al volo: non l’avevo mai fatto, ma l’avevo sognato per anni.
Domani però vi dico se io e Cosimo siamo partiti oppure no…

Un conto è pensare che siamo indietro nel mercato, un altro è lanciarsi sempre e comunque contro la società qualsiasi siano le circostanze di ogni evento.
Mi spiegate cosa avrebbe dovuto fare la Fiorentina se non porre stop alla sceneggiata di un presuntuoso ventenne che si é comportato più o meno come Figo nel1995, solo che lui era…appunto Figo (aveva firmato due contratti in contemporanea per Parma e Juve), mentre questo é solo Milinkovic-Savic?
Ma se il prsunto fenomeno dice “va bene, vengo in sede per chiudere” e poi gioca al rialzo, come avrebbe dovuto comportarsi la Fiorentina?
L’uscita di Pradè è stata inappuntabile e semmai sarebbe da chiedersi perché sia sempre
lui a metterci la faccia, pur non avendo condotto la trattativa, ma questo è un altro discorso e sinceramente la mia stima verso l’uomo cresce sempre di più.
Resta il fatto che ci mancano giocatori in difesa, a centrocampo e con la partenza di Gomez pure in attacco, e sarebbe il caso di velocizzare le operazioni.
Non per gli abbonamenti, ma per Paulo Sousa, che ha sempre meno tempo per assemblare la squadra.

Mi viene in mente Fantozzi, che alla fine…si incazza.
Ecco, forse alla Fiorentina é successa la stessa cosa, si sono incazzati a fare sempre quelli super corretti.
Meglio qualche spallata in più, al diavolo qualche volta lo stile: se esiste il varco giusto uno si infila e prova a giovarsela.
La trattativa per Astori ne é una dimostrazione ed io sono molto curioso di vedere come andrà a finire, in tutti i sensi, la vicenda Salah.
In questo momento abbiamo bisogno di fare molta prosa e poca poesia, perchè tra meno di un mese comincia il campionato e non mi pare proprio che la Fiorentina abbia oggi una sua precisa fisionomia.

Post minimalista, come é avvenuto con una certa frequenza negli ultimi mesi che sono stati di grandi cambiamenti, anche privati.
D’altra parte questo blog l’ho pensato per dialogare idealmente con chi ha la bontà di seguirmi da anni e non ha nulla di “professionale”, nel senso che professionalmente per quanto mi è possibile scrivo e parlo di calcio sul Corriere, in radio e in tv.
Dunque, Grassina, e lo spunto me lo ha dato un’intervista col sottoscritto sul Gazettino del Chianti via web, firmata da Silvia Rabatti, abile scrittrice, gran donna, con una splendida famiglia da prendere ad esempio per tutti.
Ci abito da ventuno anni abbondanti, dopo esserci capitato per caso e me la sento addosso come un vestito su misura, perchè ha una caratteristica speciale, che a me piace moltissimo: la solidarietà.
Chi è indietro non viene lasciato solo.
Sei a dieci minuti da Firenze, che mi pare comunque più ospitale di tante altre città, eppure tutto è più a dimensione del cittadino, dalla raccolta differnziata alle iniziative per sensibilizzare l’attenzione del mondo su chi sta peggio di noi.
Può anche darsi che un giorno me ne vada, ma mi resterà sempre nel cuore.

Ci girano un po’ a tutti, inutile negarlo.
Stiamo aspettando, ma i nostri borbottii, in alcuni casi urla d’allarme, non aiutano nelle trattative.
E’ chiaro che molto deve essere ancora fatto ed io ancora non ho capito se in questa estate esiste la volontà di mettere qualcosa che vada oltre quello che si incassa dalla cessione dei pezzi pregiati o presunti tali.
Insomma, se siamo all’autofinanziamento puro oppure no.
In questo sarebbe bene che ci fosse un pronuniciamento chiaro da parte di Andrea Della Valle: si dicono esattamente come stanno le cose e poi ognuno si regola come crede, compreso fare o non fare l’abbonamento

Arrivi ad un certo punto della tua vita in cui devi per forza fare i conti con quello che sei, pregi e difetti.
Per esempio, invecchiando, io sono diventato di un sentimentalismo inimmaginabile verso i miei figli, e dopo aver montato un blanda resistenza per qualche tempo adesso vado giù dritto senza ritegno.
Roba da far impazzire ogni indicatore di glucosio…
A volte penso che dipenda dal fatto di aver contribuito alla loro nascita (perché i meriti, diciamo la verità, sono all’80% della mamma: se dipendesse da noi maschi il mondo si estinguerebbe in fretta…) in età non più giovane e tralascio Cosimo perché lì ero quasi fuori tempo massimo.
Comunque sia, ieri sera rientrava Camilla dopo 15 giorni in Inghilterra e ho “costretto” il pargolo di casa ad aspettarla all’aeroporto con un bouquet floreale che a Peretola si distingueva molto bene in mezzo alla piccola folla perché era l’unico.
Gli altri trenta genitori erano tranquillamente in attesa, o almeno così sembravano, del ritorno di quell’essere strano e multiforme chiamato adolescente.
Io no, ero veramente emozionato, nemmeno Camilla fosse andata al fronte durante la prima guerra mondiale e tornasse viva da anni di battaglie in trincea.
Non oso immaginare il giorno in cui diventerò nonno, ma almeno lì si gode di un vantaggio inestimabile: si potranno viziare i nipoti senza ritegno, tanto poi toccherà ai lor genitori la durissima arte del recupero.

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