E a dire il vero non lo ero io, nonostante le mille beghe della vita, che in queste settimane sembrano purtroppo essere diventate almeno il triplo.
E’ stata una buona Fiorentina, che ha vinto in scioltezza non rischiando assolutamente niente e scoprendo di avere un centrocampista in più, Kurtic.
Poco pubblico presente, appena 15 mila spettatori: sinceramente mi aspettavo qualcosa di diverso, anche se capisco come il Guingamp non stimoli particolarmente la fantasia dei tifosi.
Gran gol di Bernardeschi, gran partita di Pizarro, solito Cuadrado incontenibile a tratti e ottimo pure Tatarusanu, nell’unica parata difficile e decisiva della gara.
E veniamo a Gomez: non sembra lui e non sembra nemmeno tedesco, là dove si intenda un certo modo di reagire ai momenti contrari.
Gli ultimi venti minuti li ha giocati da rassegnato, un atteggiamento assurdo ed impensabile per un calciatore del suo livello e direi pure anche per chiunque scenda in un campo di calcio.
Difficile dire cosa abbia, certo la condizione atletica è sconcertante, ma a questo punto ho l’impressione che sia soprattutto una questione di testa e lì dovrà essere molto bravo Montella a tirare fuori il baco.

Non c’è niente da fare: la partita di domani sera non ci entra in testa.
Sono il primo ad essere in difficoltà perché ho già rimandato un paio di volte l’inizio dello studio degli avversari, ora mi ci butto, lo giuro…
Che differenza rispetto alla passata stagione, quando dopo Ovrebo e tre anni ritrovammo l’Europa: adesso è come se fosse una partita qualsiasi, anzi peggio.
Certo, il poco prestigio, per usare un eufemismo, degli avversari ha la sua importanza e però credo che si bene darsi una svegliata perché ci vuole un attimo a complicarci la vita e rischiare la qualificazione.
Senza contare il “reparto mugugni” sempre più ricco di adepti, quelli del tanto peggio tanto meglio, i contestatori a prescindere di Montella e, quelli sì in perenne attività, dei Della Valle.
Ve lo immaginate cosa potrebbe succedere se per sfortuna domani sera non riuscissimo a vincere?

Qui bisogna che si mettano d’accordo: siamo da terzo o da sesto posto?
ADV dice una cosa, Montella ribatte con una battuta che proprio battuta non sembra.
Anzi, pare convinto che raggiungere l’ultima posizione utile per l’Europa sia un traguardo eccellente, il massimo per la Fiorentina.
Capisco l’uno e capisco l’altro: la società ha speso molto, ma forse non ha speso come e quanto credeva e sperava l’allenatore.
Tutto alla fine gira sempre su Pepito: con lui in campo anche Montella si avvicinerebbe molto al suo presidente, così invece la Champions è obiettivamente un traguardo al limite dell’impossibile.
Personalmente mi astengo da ogni previsione, avevo immaginato (e ci sono le prove) una stagione non facile per una serie di motivi che sullo sfondo avevamo purtroppo anche la condizione fisica di quelli più bravi.
Ora però è arrivato il momento di rimboccarsi le maniche, perché tra terzo e sesto posto domenica pomeriggio, se non vinciamo, ci troviamo nelle zone bassissime della classifica.

Non siamo la solita Fiorentina brillante, ma meritavamo di vincere.
Dateci due attaccanti importanti, anche uno, perché Babacar alla fine la sua parte l’ha fatta e non saremmo qui a leccarci le ferite pensando alla misera classifica che ci accompagnerà fino a domenica prossima.
Il problema adesso è Mario Gomez, non può essere quello vero e fatico a comprendere il perché di una condizione che è al limite dell’imbarazzante.
Ho contato almeno cinque occasioni da gol contro una del Genoa, ai punti non ci sarebbe stata storia, ma in questo giochino conta metterla dentro e se non lo fai dopo piangi.
Stiamo uniti e tranquilli, anche se ci girano vorticosamente e comunque Perin è veramente un ottimo portiere.

Scusate, mi sbaglio o avevamo preso un difensore argentino che per poco non gioca la finale degli ultimi Mondiali?
Che fine ha fatto?
Non mi pare che sia infortunato, eppure nessuno lo mette tra i possibili titolari di domenica pomeriggio.
Può essere che mi sia distratto, ma è come se fosse scomparso senza una plausibile spiegazione dal radar dell’universo viola, come se fosse un giocatorino qualsiasi e non un difensore che, tanto per dire, è stato preferito a Gonzalo per la spedizione brasiliana.
E’ uno di quei misteri anche mediatici su cui ogni tanto vale la pena di riflettere, in attesa, speriamo, di vederlo in campo per capire quanto sia bravo.

Tira una brutta aria tra Aquilani e la Fiorentina, un silenzio pieno di cattivi pensieri che non promettono nulla di buono.
E’ chiaro a questo punto che non esiste la volontà di proseguire il rapporto e non può essere solo una questione di soldi e se lo fosse sarebbe davvero molto triste.
Se la Fiorentina crede in Aquilani (ed io ci crederei), dovrebbe proporre un biennale, perché il giocatore ha “solo” 30 anni.
Così come se Aquilani davvero vuole restare, dovrebbe rinunciare a qualcosa anche di significativo sullo stipendio, che è attualmente tra i più alti della rosa.
Magari non avrà mantenuto le speranze di inizio carriera, ma esistono in Italia e nel calcio italiano molti centrocampisti più forti di lui?
Tra l’altro non ha più avuto grossi problemi di salute, il suo impiego è stato continuo e forse mancano all’attivo un po’ di gol, forse a causa dell’arretramento della posizione e di una interpretazione molto più “virile” della gara.
Se Aquilani non rinnova, secondo me, ci perdono in due: lui e la Fiorentina.

E puntiamoci su Babacar titolare!
Proviamo a dargli cinque, sei partite tranquille, senza l’ossessione dell’esame e vediamo come va a finire.
Lo scrivo senza conoscere bene Bernardeschi, che però evidentemente nelle gerarchie di Montella arriva dopo.
E comunque questi due giovani vanno lanciati: li abbiamo in casa, sono bravi e non mi pare che in vista ci siano spareggi per la salvezza per cui non si possa rischiare qualcosa.
Mettiamoci alla finestra con una certa serenità d’animo e non con in mano la matita rossa per segnalare il minimo errore, perché i giovani possono sbagliare, a patto che capiscano i loro errori e forse Babacar, grazie a Novellino, è cresciuto di testa allontanando il fantasma di Balotelli.
L’avvertimento è anche un promemoria per il sottoscritto, sempre così stretto nei giudizi e così poco indulgente con chi indossa la maglia viola.

Propongo una moratoria mediatica su Pepito, sperando di potermi attenere il più possibile al mio desiderio.
Leggo e sento di tutto, ma non ho ancora ascoltato la sua voce e neanche avuto notizia di un suo tweet, cosa che preoccupa parecchio vista la predisposizione ai social network del ragazzo, il migliore del gruppo anche in questo.
Hanno, abbiamo parlato in tanti, ognuno di noi con la propria previsione e l’analisi personale del recente passato di Rossi.
Adesso, stop.
Basta speculazioni sui tempi di recupero, sulla carriera, sulla Nazionale, su tutto.
Aspettiamo le sue parole e poi notizie più o meno certe.

Era nell’aria, ma fa male lo stesso: fuori per cinque mesi, che è molto peggio dello scorso campionato.
Temo si debba realisticamente parlare di carriera a rischio, qui ci vuole veramente un miracolo per vedere tornare a giocare Pepito con una certa continuità.
Per una volta il pensiero non va alla Fiorentina, che certamente esce molto indebolita dall’esito del responso americano, ma al ragazzo, ormai uomo.
Una sfortuna colossale, che lui non merita in alcun modo: nel penoso panorama del calcio italiano Pepito è una persona quasi inimmaginabile nella sua modestia, cortesia e disponibilità.
Non so chi gli darà la forza per tornare a soffrire, ma so che lo farà ancora una volta mettendo dentro tutto se stesso.
Noi non possiamo che osservarlo e ammirarlo da lontano, con un magone grosso così.

Leggo sul resoconto di gazzetta.it della “disastrosa prova di Mario Gomez”, che contro l’Argentina si sarebbe mangiato tre gol.
Non ho visto la partita e sarà andata senz’altro così, ma non sono per niente allarmato.
Partiamo dal presupposto che la Germania Campione del Mondo non deve alcun favore a Gomez e quindi, se lo ha rimesso titolare, evidentemente si deve fidare molto delle sue qualità.
Ecco, fidiamoci anche noi, perché intanto Supermario è arrivato tre volte vicino a far gol e questo vuol dire che la condizione atletica sta migliorando.
E poi c’è il passato che parla: Gomez i gol li ha sempre fatti, per quale misteriosa congiunzione astrale dovrebbe aver smesso proprio ora nel pieno della carriera, perché a 29 anni si è pieno della carriera?
Stiamo tranquilli e piuttosto preoccupiamoci di fargli avere un po’ di palloni giocabili.

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