Una piccola rivincita personale: chi aveva ragione sul reale valore di Cuadrado, quando venivo accusato di non volere il bene della Fiorentina nel valutare ottimistica la quotazione di 40 milioni?
Al di là di questo, tutto è bene quel che finisce bene, il contratto è stato prolungato con cifre che in tutta onestà Cuadrado deve ancora dimostrare di valere.
E’ stata una bella apertura di credito e di fiducia della Fiorentina nei confronti del giocatore, per ora troppo discontinuo per valere quei soldi in una squadra che non è ai vertici europei.
Lo scrivo con la massima simpatia nei confronti del ragazzo, ma voglio e devo essere onesto con chi mi segue: adesso dunque tocca a lui, noi non aspettiamo altro che vederlo entrare nei grandi della storia viola.

Converrà considerare di più la sicurezza con cui la Fiorentina si impone in Europa rispettando sempre il pronostico e non è sempre detto che sia così, come possono ben testimoniare i tifosi del Napoli e dell’Inter.
Ci siamo ripresi dagli schiaffi di domenica scorsa?
Ci andrei cauto, perché il campionato è un’altra cosa e comunque, come a Minsk, la squadra ha risposto alle sollecitazioni di ogni genere che arrivavano dentro e fuori Firenze.
L’abbiamo vinta bene, sprecando il giusto e questo ci farà comodo a San Siro, dove ci temono e non ci daranno spazi, quelli dobbiamo prenderceli da soli e chissà che non sia l’occasione giusta per ritrovare il Borja Valero scintillante delle ultime due vittorie.

Non vado in Grecia per vari motivi, nessuno per fortuna legato alla salute, e quindi non potrò rendermi conto da vicino dello stato dell’arte.
Di quanto cioè sia coesa la Fiorentina, dentro e fuori dal campo.
L’impressione è che ci siano delle frizioni, delle situazioni sospese da risolvere e non parlo solo dei contratti da fare o rivedere.
Siamo una squadra a cui negli ultimi due campionati è sempre piaciuto divertire divertendosi e ora l’idea è invece che invece purtroppo il clima sia diventato piuttosto pesante.
Qui deve fare molto Montella e, se le cose dovessero continuare così, anche ADV, che mi è parso sinceramente sorpreso ed irritato per la piega che sta prendendo la stagione.
Siamo però ancora in tempo ad invertire il percorso, basta pensare da gruppo e non da singolo.

Poi, ad un certo punto, ti accorgi che sono importanti le piccole cose di tutti i giorni, quelle che non hai mai considerato nel modo giusto, le perle preziose che potresti perdere da un momento all’altro: le ragazze che scherzano e si becchettano, Cosimo che elabora un concetto nuovo, un abbraccio.
La tanto disprezzata quotidianità, termine che a qualcuno evoca tristezza solo perché non la sa vivere nel giusto modo.
Maturità?
Forse.
O magari più semplicemente il riposo dopo viaggi difficili e tormentati, fatti di combattimenti in tutti i campi della vita, contro chi subdolamente ha cercato e cerca di ferirti.
E’ successo a tutti, penso.
E allora forse è bene fermarsi un attimo e riflettere sul perché si corra così tanto e provare a trovare la risposta dentro di noi.

E più di tutti Montella.
Lo dico col massimo rispetto e non scordando ciò che è avvenuto negli ultimi due anni, ma non si può giocare un primo tempo così e non si può togliere Babacar per dare ancora una chance a Ilicic.
Dopo quel cambio, secondo me insensato, ci siamo appiattiti, dopo venti minuti iniziali del secondo tempo che lasciavano sperare bagliori e azioni da gol.
Sconfitta meritata, anche se con un po’ di fortuna potevamo pareggiarla con Aquilani, ma eravamo senza anima e anche senza idee.
Un po’ poco per sperare di battere una buona squadra come la Lazio, che ha fatto il minimo indispensabile per portare via i tre punti: quarantacinque minuti di possesso palla neanche troppo asfissiante e poi mille mezzucci per rallentare l’eventuale rincorsa viola.
Ma ci hanno dato otto minuti di recupero e non ci possiamo lamentare e neanche possiamo pretendere che fischino fallo a nostro favore ogni volta che Cuadrado cade a terra: lo fa troppe volte e perde troppe palloni, chissà a chi si riferiva ADV parlando di gente che pensa più al contratto che alla partita…

Stavolta Montella conta più che in altre partite.
Non sarà infatti facile scegliere chi far giocare domani contro la Lazio.
Cuadrado e Bernardeschi in attacco sono le due incertezze più grandi: come sta fiicamente il colombiano?
E’ il caso di sfruttare il momento magico del ragazzino?
Altro quesito classico: Pasqual od Alonso?
Chi domani azzeccherà la formazione sui giornali o sui siti internet sarà veramente bravo.

Leggo su Stadio dell’intervista con Aquilani e della sua voglia di rimanere a Firenze.
Premesso che temporalmente viene prima il rinnovo di Neto, credo che con un duplice sacrificio sia possibile legare alla maglia viola uno dei migliori centrocampisti italiani.
Uno che può indossare senza troppi imbarazzi quella maglia numero 10 che in un passato purtroppo molto vicino è stata quasi sfregiata da calciatori palesemente non all’altezza.
A me Aquilani è sempre piaciuto in campo e anche nelle rare occasioni in cui è capitato di incontrarci, ma questo conta poco.
E’ importante invece valutare con attenzione quello che lui ha dato in questi suoi primi anni fiorentini ed il bilancio mi sembra largamente in attivo.

Un bonus di produzione da 7100 euro lordi, assolutamente meritato: “Ho meritato il premio. Voi siete degli sciacalli senza dignità”: è questo lo sfogo di Monica Bocchiardo, responsabile della Protezione Civile del Comune di Genova alla trasmissione “Mattino 5”, sotto accusa insieme agli altri dirigenti comunali che hanno percepito bonus. ”
Ma poi il premio non lo valuto io ma chi me lo dà, quindi dovete chiederlo a loro”.
Poi non trattiene la rabbia e sbotta: “Siete degli sciacalli, mi fate schifo! Io ho una dignità, ma voi ce l’avete?”, chiede ai giornalisti.

Io sì, ce l’ho: posso esprimere qualche ragionevole dubbio sulla signora?

Voterei ancora Matteo Renzi perché mi pare l’unica possibilità per uscire dall’immobilismo della politica.
Perché sta cercando davvero di cambiare l’Italia, anche se ha esagerato nella creazioni di aspettative che per ragioni oggettive non potevano essere poi rispettate.
Credo che ci sia un vizio di fondo nel come in Italia si guardi alla politica e cioè che la si consideri come se fosse un continuo campionato di calcio, in cui esiste il tifo a favore e ancora di più il tifo contro.
Sto con Renzi e contro Grillo (per esempio), come se si giocasse Fiorentina-Juventus, mentre invece la politica è ben altro, è la sintesi dei rispettivi interessi e dei rispettivi ideali, la sommatoria delle esigenze di chi deve essere governato.
Anche per questo sono profondamente disinteressato alla querelle tra Diego Della Valle e Matteo Renzi che invece pare tanto turbare il popolo viola, come se assistesse ad un doloros bisticcio in famiglia che imbarazza.
Non conosco l’eventuale programma politico del patron della Fiorentina, ma personalmente lascio sempre aperto il cervello: se ci saranno cose interessanti, dirò la mia da cittadino.
Per ora seguo con preoccupazione gli sforzi di Renzi, sottolineandone anche gli errori di percorso, alcuni dei quali erano evitabili, se solo ci fosse stato meno voglia di stupire e di dare spazio soprattutto a determinati ministri (io ancora non ho capito perché a recuperare in Congo i bambini da adottare sia andata la Boschi, che cura i rapporti con il Parlamento).
Per ora lo rivoterei e credo che pensino come me la maggioranza delle italiane e degli italiani che ancora si sforzano di entrare nel seggio.

Capisco che interessi più vincere qualcosa, anche una nuova Coppa Italia, però dopo quello che abbiamo passato nel 2002 la notizia dovrebbe rallegrarci: siamo finanziariamente la società più solida in Italia.
Non la più ricca, ma quella che dà maggiori garanzie per il futuro.
Sarebbe bella questa licenza poetica in più in fase di mercato, e magari potremmo pure concedercela, però l’idea di essere i più affidabili a me non dispiace affatto.
E qui, come si diceva nei lontani anni settanta, si apre il dibattito: siete soddisfatti anche voi?

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