Molto triste che partendo dal Meyer si sia arrivati alla discussione Brovarone-Bucchioni, con tanti a fare le verginelle.
Voglio dire che in molti si dicono scandalizzati e poi si divertono un sacco a sentire volare gli stracci, io ne avrei fatto volentieri a meno, ma era obbligatorio dare il diritto di replica a Bucchioni.
Così come era doveroso il mio intervento contro chi aveva usato parole che si potevano tranquillamente equivocare, magari potevo essere meno duro, ma la sostanza non cambia perché su certe cose, come la violenza verbale e non, non transigo.
Ora sono in un bell’albergo di Minsk, in questa Nazione dove tutto sembra molto ordinato, fin troppo direi.
Stare così lontani da casa farà bene a molti, aiuterà a recuperare un pizzico di serenità, che in questo momento ci serve come il pane.
Meno isteria e più gol, la mia ricetta per domani è tutta qui.

Era la prima volta che provavo da utente il Meyer: niente di grave, anche se la minima cosa, peraltro programmata, su un figlio di sette anni ti fa stare sempre in pensiero.
E’ stata un’esperienza unica, perché io e Letizia siamo stati letteralmente avvolti in un’atmosfera familiare che riesci a percepire solo se ci sei veramente dentro e quindi spero che per voi non succeda mai.
Ti portano dolcemente e col sorriso sulle labbra al punto dove devi arrivare e ti senti protetto, Cosimo ad un certo punto ha detto: “via, non perdiamo altro tempo e addormentatemi”.
Perché tutto è stato vissuto come un gioco, prima e dopo, e noi genitori lì, molto meno angosciati soprattutto per merito loro.
Si può fare il proprio mestiere in tanti modi diversi, ma chi sta nelle strutture ospedaliere ha molte responsabilità in più perché un suo sorriso tranquillizza, una parola giusta regala forza a chi soffre.
Il giorno dopo non posso che dire grazie a questi gentili sconosciuti che mi fanno sentire ancora più orgoglioso di essere fiorentino.

Alla fine non è stata una prestazione pessima, ma siamo un po’ mosci e con un Borja Valero quasi impresentabile.
Facendo bene i conti, ci mancano 4 uomini fondamentali (Rossi, Gomez, Cuadrado e appunto Borja Valero) e allora è un po’ difficile pensare di creare gioco con Ilicic e Badelj.
Io la scelta di tenere fuori insieme Aquilani e Pizarro non l’ho propria capita, ma forse dipende da me che non ci arrivo.
Ci resta la nuova B2 e quel gol che è una perla da incastonare nella fase di preparazione e conclusione.
Il pareggio è stato il risultato più giusto, solo che la classifica è di un anonimo sconfortante, però siamo solo alla quinta di campionato e non mi pare il caso di sputare già sentenze definitive.

Se mi avessero detto che il giorno del mio compleanno avrei scritto un post in difesa del direttore generale della Juve non ci avrei mai creduto.
Credo che qualsiasi persona dotata di neuroni nel cervello debba difendere Marotta dalla vergognosa battuta di Lotito a proposito del problema agli occhi del dirigente bianconero.
Sono intervenuto anche con il grande Ciuffi e con i ragazzi di Viola nel cuore quando in qualche occasione è stato sottolineato il suo problema, è una forma pesantemente infelice di deridere chi ha un difetto fisico e per questo inammissibile.
Passasse il concetto che si può dire di tutto, saremmo nel far west quando invece credo che si debbano rispettare ovunque le elementari regole dell’educazione e del vivere civile.
La vergognose parole di Lotito sono ancora più gravi perché pronunciate da un presidente e dirigente federale, un uomo che si presume, molto probabilmente a torto, che abbia un cervello per pensare e quindi dire o non dire certe boiate.

Alla vigilia dei miei 54 anni cerco di capire cosa ho imparato davvero dai dodici mesi più difficili della mia vita, che sarebbero stati poi quasi nove, cioè dall’inizio del 2014, ma siccome voglio essere ottimista, ecco che spero davvero che tutto quello che ho passato appartenga… al passato.
Intanto ho capito che non si finisce mai di cambiare e quindi, se non vuoi soccombere, devi cercare di adattarti a queste modifiche, piccole o grandi che siano: non ci sono alternative, anche se è spesso doloroso.
Ho poi imparato che le risorse di cui disponiamo sono molto maggiori di quanto noi stessi si possa pensare, che per quanto tu sia convinto di essere a terra, di essere sottoposto ad un bombardamento di situazioni pesanti e di non farcela più, alla fine provi sempre a risollevarti: a volte ci riesci, a volte no, ma almeno hai tentato.
Ho anche capito che ti devi conquistare tutto, ma che i prezzi da pagare devono avere un limite oltre il quale puoi tranquillamente lasciare perdere.
E’ tanto?
E’ poco?
Non saprei dire, so solo che oggi sono molto diverso rispetto ad un anno fa.

Come contro il Genoa avremmo meritato di vincere, però stavolta c’è stata meno intensità e oltre ai due pali, che comunque sono il segno inequivocabile della sfiga, ho visto poco altro.
Fatichiamo ad arrivare al tiro, siamo piuttosto lenti e alla fine inevitabilmente prevedibili e io credo che queste difficoltà si spieghino soprattutto con la partenza lenta di due simboli della Fiorentina spumeggiante di Montella: Borja Valero e Cuadrado.
Sulla mia passione calcistica verso lo spagnolo sono state disegnate perfino vignette e quindi mi costa scriverlo, però da almeno sei mesi Borja non è più lui.
E, aggiungo, se si fosse chiamato Aquilani, se fosse stato romano ed ex romanista ed avesse giocato in quel modo, beh l’allarme rosso sarebbe già scattato da tempo.
Cuadrado invece pare non divertirsi più, e noi con lui, perché non è proprio esaltante vedergli fare una partita nella partita e perdere diversi palloni.
E’ turbato dal mancato adeguamento del contratto promesso da tempo?
Se fosse così, dubiterei della sua intelligenza perché, premesso che ogni promessa è un debito, non mi pare che giochi gratis.
Dice: sì, ma sono stati proprio Cuadrado e Borja a prendere due pali clamorosi.
Risposta: sì, ma hanno fatto solo quello e sinceramente mi pare troppo poco.

Ma quando si è fatto male Gomez?
Dalla tribuna non c’eravamo accorti di niente, ma questo conta relativamente perché adesso è veramente emergenza piena.
Sembra un incubo: un altro mese senza i due attaccanti che avrebbero dovuto fare la differenza, con l’aggravante che il più bravo dei due almeno lo avevi avuto per quasi metà dello scorso campionato.
La storia di Gomez a Firenze sta diventando troppo brutta per essere vera e se per Pepito potevamo immaginare il rischio dell’infortunio, e quindi accettarlo, per il quasi ex Supermario nessuno poteva ipotizzare questa fragilità molto poco tedesca.
Non rimane che sperare in una veloce crescita dei due ragazzi, chiamati ad un compito assolutamente impensabile appena un mese fa.
Ed invece è proprio così: siamo un’altra volta senza Gomez e Rossi.
E poi magari ci arrabbiamo pure con Montella se vinciamo senza divertirci troppo…

Ma che è questa puzza sotto il naso che pare avvelenare il clima dalle nostre parti?
Vinciamo una bella partita, magari senza meritarlo del tutto, ma giocando comunque una gara più che apprezzabile e molti sono a fare i professori: e s’è sbagliato quello, e Montella doveva cambiare modulo e via a seguire.
E che cavolo!
La formazione iniziale non piaceva neanche a me, l’ho detto all’inizio del collegamento, però dopo pochi minuti mi sono accorto che tutto funzionava bene e che se solo i due (in teoria) più bravi, cioè Gomez e Cuadrado, avessero giocato all’altezza delle loro possibilità noi avremmo vinto senza troppi problemi.
Abbiamo sofferto, è vero, ma Neto gioca nella Fiorentina oppure no?
Non dico che vada tutto bene, vedi alla voce Gomez, però respiriamo!
Godiamocela un po’, anche se Montella sta scendendo pericolosamente nelle preferenze dei tifosi.
Ricordo sommessamente che nel 2012 abbiamo seriamente corso il rischio di vedere incrinato il rapporto tra Firenze e la Fiorentina e che arriviamo da due quarti posti, un piazzamento che nella gestione Corvino-Prandelli c’è stato più volte venduto come uno scudetto vinto.

Situazione difficile: se pareggiamo, e non sarebbe un risultato pessimo, ci troviamo domani sera in fondo alla classifica.
Ergo: ci serve la vittoria e bisognerà pure rischiare qualcosa per conquistarla, sapendo che, appunto, ci potremmo sbilanciare e dare campo all’Atalanta in contropiede.
La partita però dovremmo farla noi, non aspettare come a Roma, dove l’avversario era di tutto un altro livello e magari quella di Montella non era neppure un’impostazione tattica, ma piuttosto una manifesta inferiorità davanti all’avversario.
Farei giocare Gomez per svariati motivi, non ultimo il suo orgoglio, al di là delle parole su facebook che molto assomigliano a quelle della passata stagione quando non rientrava mai.
Sul resto è una questione di forma e brillantezza, al di là dei nomi devono andare in campo i più freschi e tra questi ci metterei Aquilani che magari non resterà a Firenze ma che contro il Genoa era stato tra i migliori.

E a dire il vero non lo ero io, nonostante le mille beghe della vita, che in queste settimane sembrano purtroppo essere diventate almeno il triplo.
E’ stata una buona Fiorentina, che ha vinto in scioltezza non rischiando assolutamente niente e scoprendo di avere un centrocampista in più, Kurtic.
Poco pubblico presente, appena 15 mila spettatori: sinceramente mi aspettavo qualcosa di diverso, anche se capisco come il Guingamp non stimoli particolarmente la fantasia dei tifosi.
Gran gol di Bernardeschi, gran partita di Pizarro, solito Cuadrado incontenibile a tratti e ottimo pure Tatarusanu, nell’unica parata difficile e decisiva della gara.
E veniamo a Gomez: non sembra lui e non sembra nemmeno tedesco, là dove si intenda un certo modo di reagire ai momenti contrari.
Gli ultimi venti minuti li ha giocati da rassegnato, un atteggiamento assurdo ed impensabile per un calciatore del suo livello e direi pure anche per chiunque scenda in un campo di calcio.
Difficile dire cosa abbia, certo la condizione atletica è sconcertante, ma a questo punto ho l’impressione che sia soprattutto una questione di testa e lì dovrà essere molto bravo Montella a tirare fuori il baco.

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