Ho sentito troppo disfattismo in giro, troppa voglia di dare addosso ad una squadra ed una società che avrà certamente commesso degli errori, ma che mi pare sia al quinto posto in classifica e alla vigilia di un possibile traguardo storico.
La partita l’abbiamo vinta bene, senza discussioni, con le solite occasioni da gol sbagliate per la troppa voglia di manovra.
Ci siamo dunque messi in linea di volo e succede anche alle altre di fermarsi in casa, vedi alla voce Inter.
Il migliore è stato certamente Ilicic e converrà soffermarsi sulle capacità di Montella di recuperare i giocatori ormai dati per persi o addirittura venduti, come nel caso dello sloveno.
Ci riposiamo un giorno e poi ci buttiamo su Siviglia dove non siamo favoriti e non è affatto male che sia così.

Secondo me hanno le idee non proprio chiarissime neanche dalle parti di viale Manfredo Fanti.
Ed è pure normale che sia così, perché Siviglia è veramente una svolta e se riesci ad arrivare a Varsavia vorrei proprio vedere chi può affermare che questa annata sia stata fallimentare.
Certo, prima c’è il Cesena e qui occorre davvero uno sforzo mentale enorme da parte di tutti, magari facendoci aiutare dagli ultimi due precedenti molto tristi contro Verona e Cagliari.
In Europa bisogna arrivarci in tutti i modi anche partendo dal pesantissimo sesto posto, che vuol dire condizionare la prossima stagione, ma non sono del partito “guardate la Lazio cosa ha fatto non avendo le Coppe”.
Tornando al futuro, mi pare un po’ troppo sbrigativo parlare di mini ciclo terminato, semmai starei più attento agli umori di Montella, al suo confronto con le ambizioni societarie, anche se in giro non mi sembra ci siano squadra più quotate della Fiorentina ad offrirgli una panchina importante.
Comunque sia, intanto ricominciamo a vincere e poi ci distendiamo un po’ tutti mentalmente.

Visto il precedente con il Cagliari si pensava e si temeva peggio, anche se ovviamente perdere un’altra volta contro la Juve non è una di quelle cose che ti fanno passare bene le serate.
Per alcuni tratti siamo stati alla pari, ci hanno condannato gli episodi e quante altre volte abbiamo sentito la stessa cosa nel calcio?
Montella alla fine era secondo me un po’ troppo soddisfatto, bleffava certamente ed è un suo compito specifico tenere tranquilla la piazza, ma per esempio su Gomez penso che non ne possa più nemmeno lui.
Siamo in questo momento fuori dall’Europa e mi pare non sia mai successo con la sua gestione.
Ci siamo avvitati in classifica e un po’ nella testa e se domenica ci mettiamo a pensare a Siviglia (difficile non farlo) finisce che non vinciamo neanche contro il Cesena.

Qui bisogna salvare l’Europa e la faccia.
Ricordo serate tremende allo Juventus Stadium, partite in cui non l’abbiamo proprio mai vista e va bene che c’è stata la splendida notte della Coppa Italia, ma io ho paura della brutta figura.
Inutile fare calcoli, a Siviglia manca ancora molto e sarà bene smettere di perdere per ritrovare un minimo di identità.
Non ho capito tutta questa polemica sul ritiro: non mi pare una questione essenziale, senza contare che manca sempre la controprova e quindi, comunque vada, avranno tutti ragione.
Sento che giocheà la migliore formazione possibile ed è giusto così, bisognerà vedere se basterà e soprattutto controlleremo se ci sarà stato un cambiamento nella testa dei giocatori.

Partita orribile, comunque la si guardi e non abbiamo scusanti: abbiamo meritato di perdere.
Al Franchi, e contro la penultima in classifica.
Montella deve delle spiegazioni, i giocatori pure, perché non è possibile passare dalla prestazione di giovedì a quella di ieri pomeriggio, a meno che davvero tutti pensino solo all’Europa e questo sarebbe un errore clamoroso.
Ci sono giocatori affidabili come Savic che hanno commesso errori da Pizzeria San Gallo (mitica squadra di inizio anni ottanta dove…ho dato spettacolo), gente come Badelj che ha fatto dieci passi indietro, altri che dovrebbero essere i trascinatori e che invece si sono trasformati in comparse.
Non sono d’accordo per il ritiro anticipato, secondo me non serve a niente, soprattutto perché gli impegni sono così ravvicinati e aggiungerebbe pressione ad un ambiente che ha già dimostrato di non essere troppo forte psicologicamente perché quando è arrivato il momento di spiccare il volo ha avuto paura di aprire le ali.

Credo di dovervi una spiegazione sul perché questo blog è stato meno seguito del solito: sto attraversando un periodo molto particolare, niente a che vedere con la salute e quindi niente di drammatico, solo che non sempre ho la serenità di spirito per dialogare con voi.
Questo spazio è un piacere per me e farlo controvoglia vorrebbe dire snaturare l’anima del blog e le motivazioni per cui è nato.

Il dubbio del titolo si riferisce alle prossime tre gare di campionato che precedono la sfida di Siviglia.
Quale squadra mandiamo in campo?
Il terzo posto è molto lontano, esattamente come la possibilità che ci risucchino in classifica: dover giocare i preliminari a luglio vuol dire condizionare pesantemente la prossima stagione.
Rimane l’alternativa affascinante e pericolosa della vittoria in Europa, ipotesi niente affatto impossibile, ma allo stesso tempo piuttosto rischiosa.
Mi fido di Montella e ricordo che la tanto contesta formazione di lunedì scorso avrebbe vinto contro il Verona se Diamanti avesse buttato dentro il rigore e comunque non è stata una partita così terribile.
Quella di domani contro il Cagliari è più o meno sullo stesso piano e vedremo il livello di maturità e di concentrazione della squadra.

Ci mettiamo a sedere anche noi al tavolo dei grandi d’Europa ed è una sensazione bellissima, specialmente se pensiamo a come è iniziata questa stagione.
Come nel 2008 non mi sembra che nessuna delle altre tre sia superiore alla Fiorentina, neanche il Napoli.
Abbiamo giocato una gara con il cuore e con la testa, proprio come si chiedeva ai giocatori e a Montella, forse qualcuno oggi capirà l’esagerazione critica nei confronti dell’allenatore.
Il risultato è bugiardo, il divario poteva essere più ampio, molta è stata sfortuna e qualcosa imprecisione, ma io direi di godercela in pieno ed aspettare con serenità (non quella di Renzi con Letta, of course…) il responso dell’ora di pranzo.
Personalmente temo il ritorno per la quinta volta nella vita in Ucraina, ma capisco che sarebbe l’avversario più abbordabile e allora vorrà dire che mi sacrificherò…

Via ragazzi (e ragazze), per una sera, almeno per una sera?
Come avrebbe detto un vecchio redattore di Radio Blu, è un passaggio davvero importante, che vale una stagione e lascerei quindi stare i particolari, preferendo piuttosto puntare albersaglio grosso, che sarebbe la semifinale.
Non mi interessa la formazione, mi interessa lo spirito, voglio vedere la Fiorentina che gioca con la testa e con il cuore.
E vorrei sentire lo stadio che segue la Fiesole senza se e senza ma.
Riuscirò ad essere accontentato?

Piano con Montella, perché la partita l’abbiamopersa su due episodi: il rigore di Diamanti e la papera di Neto.
La formazione era troppo azzardata con tutte quelle riserve, ma davvero, in tutta onestà, qualcuno pensa che non abbiamo fatto di più del Verona?
E’ il contrario di quanto accaduto a Kiev, dove avrei voluto leggere tutte le valutazioni positive se non avessimopareggiato all’ultimo tuffo.
Naturalmente potevamo e dovevamo fare di più, però adesso feremerei qualsiasi processo e penserei solo a giovedì e anche, con molta preoccupazione, all’infortunio del troppo fragile Babacar.

Con tutto il rispetto per il Verona, domani sera bisogna giocare con il magggior numero di uomini che non andranno in campo giovedì contro la Dinamo.
Ormai il terzo posto è andato, la qualificazione in Europa non mi sembra in pericolo, anche se bisogna scongiurare il rischio delle partite a luglio, e quindi puntiamo dritti sull’Europa, dove abbiamo dimostrato di non essere inferiori a nessuno.
Salah assolutamente no, e neanche Borja Valero, Joaquin e Alonso, mentre in difesa lascerei a riposo certamente Savic.
E Gomez?
Qui il dibattito è aperto, alla fine penso che andrà in campo come se fosse una prova generale per verificarne le condizioni atletiche e mentali e comunque ci penserei parecchio prima di buttare dentro Babacar fin dall’inizio della sfida europea.

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