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L’assordante silenzio della Fiorentina è preoccupante, il mancato ritiro e l’ennesimo giorno libero sono invece i sintomi di una pericolosa percezione della situazione.

Non mi pare che la squadra sia stata particolarmente stressata dall’ambiente e chi parla di responsabilità del tifo non ricorda evidentemente ciò che è accaduto negli ultimi quarant’anni in situazioni analoghe.

Le contestazioni non c’entrano nulla con i 40 punti in classifica, in altre piazze sarebbe successo molto di peggio.

I calciatori alla fine di questa terrificante stagione, comunque vadano le cose, dovrebbero restituire almeno una mensilità ai Della Valle, ringraziandoli di avere mediaticamente e gestionalmente sbagliato tutto consentendogli così di stare belli coperti, tanto i colpevoli non vivono a Firenze, ma nelle Marche.

Un bel cadeaux anche a Corvino, ritenuto giustamente tra i principali responsabili del fallimento  e inviso da tempo alla stragrande maggioranza del popolo viola: per questi giocatori che ci hanno portato sull’orlo del baratro un parafulmine così poco incline all’autocritica è un’autentica manna dal cielo.

E comunque avanti così: due parole paternalistiche nei comunicati, gli inviti a stringersi stretti intorno alla Fiorentina, lo stato di agitazione e di confusione di Montella, la latitanza dei Della Valle e di Corvino ed ecco servita la maionese viola nella settimana più difficile dell’anno.

Speriamo che non ci rimanga indigesta domenica sera.

Premessa necessaria: non ho scheletri nell’armadio, non devo favori a nessuno, non mi sono mai iscritto a nessun partito per entrare a lavorare, tutto quello che ho fatto nella vita, errori compresi, è frutto unicamente del mio lavoro e delle mie capacità.

Figuriamoci quindi se mi faccio intimidire da ciò che è successo nelle ultime ore nel variegato e per me incomprensibile popolo dei social.

Stanno circolando tra i tifosi i messaggi che mi sono scambiato con la redazione in occasione del flash mob precedente alla gara col Milan: sarebbero cose private e quindi è stata avviata un’indagine con la Polizia Postale, ma siccome, appunto, non ho niente da nascondere, ecco il racconto della vicenda.

La protesta era prevista alle 16, fuori quindi dal nostro orario classico di trasmissione, e ho deciso che non valesse la pena di fare una diretta fiume perché secondo me non ne esistevano i presupposti: dieci minuti di urla e rabbia contro i Della Valle si potevano raccontare in apertura del Pentasport alle 18, anche perché di Fiorentina quel giorno ci saremmo occupati già otto ore.

Tutto qui.

C’è poi stato un dibattito interno perché diversi redattori non erano d’accordo con me e io ho invitato tutti a comportarsi da giornalisti, valutando la reale portata della cosa, e ho chiesto non fare gli ultrà, ricordando inoltre come non mi sia mai andato bene il concetto del tanto peggio, tanto meglio.

Ergo: con la Fiorentina ci lavoriamo, nel senso che è l’argomento di cui ci occupiamo all’80% tutti i giorni, e se crolla il sistema Fiorentina “andiamo tutti a casa”, nel senso che viene meno ciò che interessa a chi ci ascolta.

Ho anche ricordato che spesso abbiamo preso posizioni scomode, che molti in società si sono arrabbiati per le nostre trasmissioni e che avremmo continuato a mantenere la nostra indipendenza, ma, nonostante le idee di alcuni, da direttore non ritenevo opportuno fare la diretta.

Personalmente poi, pur rispettando il parere di tutti se espresso senza offese o minacce,  non ero d’accordo con quel tipo di protesta e l’ho anche detto via radio, ma quella era una mia semplice valutazione.

Sbagliata o giusta che sia stata la mia decisione, rifarei tutto, messaggi “rubati” compresi.

P.S. Sui nostri social sono andati in tempo reale e sono ancora presenti i video della contestazione

Se avessi voluto censurare, come scrive qualche idiota, li avrei fatti inserire?

La vostra rabbia è la mia e ci sarà da chiedere conto dello scempio fatto da febbraio ad oggi.

E sarà giusto valutare la negatività degli ultimi tre anni, ma tutto questo un minuto dopo la fine del campionato.

Dobbiamo salvarci, solo a questo dobbiamo pensare fino a domenica prossima.

Lo so che è un discorso che assomiglia sinistramente a quanto detto prima di Bergamo, ma onestamente non trovo altre parole.

La squadra dovrebbe andare in ritiro e i Della Valle, o almeno Andrea, stare a Firenze in seduta permanente.

Qui ci giochiamo la pelle, io in B ci sono già andato due volte e mi è bastato.

Un minuto dopo la fine del campionato tengo le linee del Pentasport aperte ad oltranza per sfogarvi e sfogarci, ma ora no.

Sarebbe giusto, ma non va bene.

Che ce ne facciamo di due DS?

Ci sono cose che fatico a capire, perché alla fine il calcio rimane qualcosa di semplice in cui meno confusione c’è e meglio è per tutti.

Leggo di Sabatini, Marino e altri che dovrebbero affiancare Corvino, che quindi continuerebbe la sua avventura in viola nonostante l’evidente negatività delle ultime tre stagioni, che è diventata fallimento nell’ultima.

Il motivo di questa (eventuale) scelta mi sfugge.

Vuoi continuare con Corvino contro tutto e tutti? Fallo, ma senza palliativi.

Se fossi un comunicatore viola, una volta preso atto della scelta della dirigenza, convocherei una conferenza plenaria in cui con molta umiltà Pantaleo prenda atto che il saldo dei primi tre anni è stato negativo, ammetta diversi errori e tiri una bella riga che metta un punto fermo per ripartire.

Ma affiancargli un DS, dopo aver già riconosciuto il potere di Montella, nettamente superiore a quello di Pioli, mi sa tanto di gabbia di controllo.

Mi ricordo ancora quando nella Fiorentina operavano insieme Corsi e Allodi: fu un disastro e anche se era un altro calcio penso che Corvino sappia sbagliare o azzeccarci (speriamo) da solo.

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