Ricordando Kiev
Dicono che faccia freddo in Polonia e allora la mente corre con nostalgia al dicembre di 36 anni fa, quando c’era Baggio ed eravamo in Ucraina a meno venti, non tanto peggio dei miei ragazzi oggi quasi assiderati
Che pomeriggio fantastico a Kiev: erano le 5 e partivamo battuti contro la grande Dinamo Kiev, ero accanto ad Enrico Ameri che qualche ora prima aveva bevuto solo del brodo per non sciupare la voce, mentre io come sempre mi ero abbuffato su tutto quello che la generosa delegazione russa ci aveva messo a disposizione
Mi avevano avvertito che la linea telefonica sarebbe spesso saltata, ma che saremmo stati assistiti da funzionari della gloriosa Unione Sovietica: arrivai allo stadio con un pacchetto di banconote da dieci dollari che passai ogni quarto d’ora alla robusta signora che avevo al mio fianco
Radio Blu fece la diretta integrale, senza mai perder un colpo, Ameri accanto a me era arrabbiatissimo per i continui salti di linea e il resto lo fece il sublime pattinatore Baggio, imprendibile sul ghiaccio di Kiev….

















