C’è qualcosa di sinistramente ripetitivo nei falliti tentativi economici viola di spiccare il volo verso mete più alte

Nel 2005 Andrea Della Valle mise personalmente 7 milioni di euro per arrivare a prendere Bojinov, diciannovenne che aveva spadroneggiato nel girone di andata e non andò male, ma malissimo

Otto anni più tardi, dopo la prima splendida stagione di Montella, ecco il grandissimo colpo: Mario Gomez, uno dei più forti attaccanti europei, nel fiore dell’età, che avrebbe dovuto fare sfracelli in coppia con Pepito Rossi, un altro fortissimo, ma purtroppo fragile

Sappiamo bene come andò a finire e, soprattutto oggi, sappiamo dove siano finiti i 60 milioni investiti un’estate fa nella più faraonica campagna di rafforzamento dell’era Commisso, con la ciliegiona del maxi ingaggio a Pioli

Spero veramente di sbagliare, ma ho come l’impressione che figlio e signora Commisso staranno nel presente e nel futuro molto più attenti ai numeri di quanto lo sia stato Rocco, che non solo ha dato un ingaggio da 10 milioni lordi a Kean, ma aveva offerto la stessa cifra nel 2021 a Vlahovic e 8 a Chiesa nove mesi prima, ricevendo solo sdegnosi rifiuti

Certo, tutti noi vorremmo avere un Moratti viola, uno che per l’Inter in sedici anni ha speso un miliardo di euro, ma siccome i soldi non sono nostri, anche se ci piacerebbe moltissimo, converrà attrezzarci mentalmente per ogni futuro scenario societario