Premesse necessarie: Manor Solomon può dire e scrivere quello che vuole, ci mancherebbe altro, e quindi può anche sostenere le sue tesi assurde sulla terrificante politica israeliana a Gaza e se la Fiorentina lo ritiene, come tutti noi speriamo, un ottimo rinforzo ha fatto bene a prenderlo, tra l’altro con una tempistica abbastanza inusuale e da apprezzare

Detto questo, uno si chiede se ci fosse davvero bisogno di mettere squadra e società al centro di una polemica che nulla a che vedere col calcio, che si trascinerà in ogni stadio in cui giocherà Solomon, e che avrà al centro l’insopportabile faziosità delle due parti: i pro Pal senza se e senza ma, per cui si contesta qualsiasi ebreo a prescindere da quello che il suddetto ebreo pensa o fa, e i sostenitori dell’operato omicida di Netanyahu, quelli a cui Israele va sempre bene, qualsiasi sia la sua condotta, anche se ammazza decine di migliaia di civili, per un terzo bambini

E allora aspettiamoci cori e gesti antisemiti e conseguenti prese di posizione corrucciate dei politici di turno, il tutto condito dalla solita ipocrisia che accompagna da sempre il dibattito sulla Palestina

Nel frattempo speriamo almeno che Solomon sia tra i pochissimi a saltare l’uomo, segni qualche gol e aiuti la Fiorentina a salvarsi, impresa che al momento appare disperata appena un po’ meno dell’auspicio che i fanatici comincino finalmente a ragionare con la propria testa