C’è una canzone della mia adolescenza, “American Horse” dei Cult: parla dell’uomo, e del tentativo di domare quel cavallo selvaggio, quella idea di libertà e di conoscenza di sé stessi.
Da ieri pomeriggio la ascolto in loop, a fuoco nelle orecchie come il pischello sbarbato che ero, e in me resterò.
Da ieri quella canzone per me è legata a un uomo.
E quello scatto che fece anni fa, con la tuta da pista seduto lì a Imola (già, Imola, il I Maggio, mi ricorda qualcosa……..) nel richiamo eterno di quel film in bianco e nero. Io che in quel momento piangevo la scomparsa di Marco, e mi affidavo alle parole di Claudio Costa, Dottor Costa per i suoi Figli, lui un vero rabdomante di cuori che vanno oltre, oltre quello che pensiamo sia un limite e invece il limite è più in là, è nella testa.
Dottor Costa gli chiese, proprio a lui, quello scatto, quella trasposizione: per un libro, “La Vittoria di Marco”, che già parlava di giganti…
Riporto una frase del pensiero di questo Dottore dell’anima:
“Chi, nello sport, inseguendo i suoi sogni, insegue contemporaneamente la sua tragedia, esce dal mondo dell’umanità per entrare nel mondo del divino, cruento, violento, ma pur sempre divino. […] L’alpinista sorride alla vertigine dell’altezza, il subacqueo sorride all’inquietudine degli abissi, il motociclista sorride all’ebbrezza della velocità. Lo sport è il palcoscenico, dove il corpo e la mente celebrano la loro potenza in quella fase della vita che è la gioventù.[…]Un tenue confine tracciato dal pericolo, dove la vita, per cercare la vittoria, si spinge fino al brivido del suo eccesso.
Oggi, Marco, hai provato quel brivido.
Ti voglio bene. E non ti dimenticherò mai.”
Questa frase raccoglie perfettamente lo “spiritus” di Alessandro Zanardi.
Ti voglio bene. E non ti dimenticherò mai.
danik ha scritto:
Maggio 3rd, 2026 alle 08:04
Campione vero in tutto.
Esempio di umanità assoluta.
Più cadeva e più si rialzava, fino all’impatto fatale.
Era nel suo DNA: vivere con la V maiuscola fino ed oltre i confini del possibile.
E lui lo ha fatto, fino in fondo!
Monica ha scritto:
Maggio 3rd, 2026 alle 08:16
Un ♥️ per Zanardi,che sapeva vivere con ironia.
“Mi tremano le gambe” cit.
Umberto ha scritto:
Maggio 3rd, 2026 alle 08:28
Indomito guerriero…vero esempio di come affrontare la Vita…fai buon viaggio Alex..
Umberto Alessandria
Sangiovese in purezza ha scritto:
Maggio 3rd, 2026 alle 09:34
La notizia che non avrei voluto leggere ….
Un U O M O ci ha lasciato.
Buon viaggio Alex e grazie
Maggio 3rd, 2026 alle 07:46
C’è una canzone della mia adolescenza, “American Horse” dei Cult: parla dell’uomo, e del tentativo di domare quel cavallo selvaggio, quella idea di libertà e di conoscenza di sé stessi.
Da ieri pomeriggio la ascolto in loop, a fuoco nelle orecchie come il pischello sbarbato che ero, e in me resterò.
Da ieri quella canzone per me è legata a un uomo.
E quello scatto che fece anni fa, con la tuta da pista seduto lì a Imola (già, Imola, il I Maggio, mi ricorda qualcosa……..) nel richiamo eterno di quel film in bianco e nero. Io che in quel momento piangevo la scomparsa di Marco, e mi affidavo alle parole di Claudio Costa, Dottor Costa per i suoi Figli, lui un vero rabdomante di cuori che vanno oltre, oltre quello che pensiamo sia un limite e invece il limite è più in là, è nella testa.
Dottor Costa gli chiese, proprio a lui, quello scatto, quella trasposizione: per un libro, “La Vittoria di Marco”, che già parlava di giganti…
Riporto una frase del pensiero di questo Dottore dell’anima:
“Chi, nello sport, inseguendo i suoi sogni, insegue contemporaneamente la sua tragedia, esce dal mondo dell’umanità per entrare nel mondo del divino, cruento, violento, ma pur sempre divino. […] L’alpinista sorride alla vertigine dell’altezza, il subacqueo sorride all’inquietudine degli abissi, il motociclista sorride all’ebbrezza della velocità. Lo sport è il palcoscenico, dove il corpo e la mente celebrano la loro potenza in quella fase della vita che è la gioventù.[…]Un tenue confine tracciato dal pericolo, dove la vita, per cercare la vittoria, si spinge fino al brivido del suo eccesso.
Oggi, Marco, hai provato quel brivido.
Ti voglio bene. E non ti dimenticherò mai.”
Questa frase raccoglie perfettamente lo “spiritus” di Alessandro Zanardi.
Ti voglio bene. E non ti dimenticherò mai.
Maggio 3rd, 2026 alle 08:04
Campione vero in tutto.
Esempio di umanità assoluta.
Più cadeva e più si rialzava, fino all’impatto fatale.
Era nel suo DNA: vivere con la V maiuscola fino ed oltre i confini del possibile.
E lui lo ha fatto, fino in fondo!
Maggio 3rd, 2026 alle 08:16
Un ♥️ per Zanardi,che sapeva vivere con ironia.
“Mi tremano le gambe” cit.
Maggio 3rd, 2026 alle 08:28
Indomito guerriero…vero esempio di come affrontare la Vita…fai buon viaggio Alex..
Umberto Alessandria
Maggio 3rd, 2026 alle 09:34
La notizia che non avrei voluto leggere ….
Un U O M O ci ha lasciato.
Buon viaggio Alex e grazie