Gianfranco Teotino sta antipatico a molti di voi e su questo non posso discutere e neanche mi interessa farlo.
Quando però l’antipatia diventa un pregiudizio per analizzare quello che dice, allora non ci sto, soprattutto quando vengo tirato in mezzo ad una polemica che per me non esiste.
Ha detto Teotino ieri sera a Forza Viola che nella sempre più ipertrofica classe giornalistica fiorentina (ma presumo anche italiana) si sta verificando da qualche anno un fenomeno nuovo: la mancanza di controllo su ciò che appare in rete.
Proliferano siti e improvvisati giornalisti che senza alcuna gavetta (e quindi senza alcuna attenzione a ciò che fanno) sparano sul web di tutto.
Io credo che Teotino avesse perfettamente ragione e queste cose le sto scrivendo e dicendo da anni.
Questo non toglie nulla alla professionalità di chi lavora correttamente e potrei citare l’esperienza personale di Pestuggia, Loreto e Ceccarelli, rispettivamente a Violanews, Firenze Viola e Fiorentina.it
Loro controllano, filtrano, cazziano se uno sbaglia, correggono.
Poi, tornando a ieri sera, in trasmissione interviene Loreto, che difende il suo lavoro: scelta legittima, che avrei probabilmente fatto anch’io, perché lui sa quanto e come si spende per far funzionare al meglio il suo sito.
Secondo alcuni di voi io sarei dovuto intervenire quando parlava Teotino per difendere la categoria e magari, se lo avessi fatto, le stesse persone mi avrebbero accusato di spirito corporativo.
Non ho detto una parola perché, come ho scritto prima, anch’io credo che il fenomeno internet abbia moltiplicato insieme alla democrazia e la libertà di pensiero anche la cialtroneria nell’approccio a questa professione.
Se le stesse cose di Teotino le avesse dette, non so Ferrara o Rialti (parlo di due tra i più amati tra i giornalisti), nessuno avrebbe avuto niente da obiettare.
Fatevi un bell’esame di coscienza voi che urlate allo scandalo “perché non ho difeso Loreto” (peraltro mai nominato da Teotino e comnque da me tutelato in tutte le sedi, chiedete un po’ all’interessato…) e poi ne riparliamo.