Sta un po’ succedendo quello che temevo sarebbe successo.
Passata l’onda emotiva di quell’evento bellissimo e terribile dell’otto ottobre scorso, da un po’ di tempo ci staimo tutti dimenticando di Stefano Borgonovo.
Io per primo a livello mediatico, perché se è vero che privatamente ho dei contatti, è altrettanto certo che non sto dando alla sua battaglia nel Pentasport quella visibilità che vorrei e che in qualche modo avevo promesso.
Ed invece Stefano ha bisogno che l’amore della “sua” gente ci sia sempre, ha bisogno di sentirsi vivo.
Mi piacerebbe che la Gazzetta dello Sport riprisitinasse la sua rubrica soppressa dopo pochi articoli e che noi tutti facessimo qualcosa per non stare con le mani in mano a vedere i danni che combina la “stronza”.
Intanto, in questa domenica di pieno agosto, nel pieno della nostra fortunata condizione di uomini e donne “normali” potremmo andare a dare un’occhiara al sito della Fondazione (www.fondazionestefanoborgonovo.it) e vedere come si fa per dare un contributo tangibile.