Il mito di Repubblica
“A vent’anni si è stupidi davvero, quante balle si ha in testa a quell’età”, beh io di anni nel 1988 ne avevo quasi 28 ed ero veramente pronto a tutto pur di scrivere su Repubblica, anche a guadagnare 200.000 lire al mese da abusivo, lasciando un lavoro ottimo e ben retribuito pur di sedermi molto di lato al tavolo del mio giornale-mito
Apriva la redazione di Firenze, Mario Sconcerti ascoltava le mie radiocronache, feci un colloquio, mi impegnai allo spasimo per un servizio sulle piscine, saltai un passaggio procedurale decisivo e mi ritrovai con la cornetta del telefono in mano (non esistevano i cellulari) “vaffanculato” dallo stesso Sconcerti a cui avevo accoratamente fatto le mie rimostranze per come ero stato ignorato
Ricordo ancora quei cinque minuti di stordimento nella cabina, quello sprofondare nella delusione più profonda e da quel momento per me Repubblica è diventata una porta chiusa, prima con dolore e vent’anni dopo con la soddisfazione di poter scrivere sull’edizione fiorentina del più importante giornale italiano, il Corriere della Sera. Insomma, il meglio del meglio: in qualche modo ce l’avevo fatta.
Ho acquistato il primo numero di Repubblica nel 1976, così come acquistai il primo numero del Giornale di Montanelli due anni prima e se ci penso oggi credo di essere stato una ragazzo strano, molto fissato con il giornalismo, un giovane nato vecchio, come mi ricordano spesso i figli, e la strepitosa invenzione di Scalfari è stata la mia stella polare dell’adolescenza
Poi le cose sono cambiate, i giornali purtroppo non li legge quasi più nessuno, l’indipendenza di Repubblica è ormai finita da un pezzo e con quella forse anche la presunzione di una classe giornalistica che spesso guardava i colleghi “che non scrivevano su Repubblica” dall’alto in basso, ma oggi che compie mezzo secolo di vita è perlomeno doveroso fare gli auguri a cui ha scritto pagine importanti della nostra storia
Gennaio 15th, 2026 alle 09:31
Beh…non sarà più la repubblica di una volta, ma c’è sicuramente di moooolto peggio!
Gennaio 15th, 2026 alle 10:49
ciao david
bel post e che ricordi.
Parlando solo delle pagine sportive chi erano per te quelli che andavi velocemente a vedere se avevano scritto qualcosa ???
Per me 2 Gianni: Mura e Clerici.
Certo che qualunque attivita’ che tocca jaki …. quasi come Commisso!!
Ciao
David
Risposta
Aggiungerei Sconcerti Audisio e Crosetti
Gennaio 15th, 2026 alle 11:19
@ Monica: peggio di repubblica mi viene in mente solo il fatto quotidiano, ma siamo li..
Gennaio 15th, 2026 alle 11:48
Repubblica 🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣
Gennaio 15th, 2026 alle 13:19
David bel ricordo. Forse non era arrivato ancora il tuo momento, ma su cosa eri inciampato lato procedurale?
Ci hai mai riparlato con soncerti della tua breve esperienza a repubblica?
Risposta
Tutto dimenticato…
Gennaio 15th, 2026 alle 14:13
Capisco perfettamente la tua delusione e, quindi, è molto umano il tuo distacco da Repubblica.
Anche io ricordo di aver comprato la prima edizione di Repubblica (se non erro il 14 gennaio 1976).
Premesso che non esistono giornali politicamente indipendenti, devo riconosce che sia Corriere della Sera e sia Repubblica, non erano partitici ne di editore e nè di contenuti. Il primo rappresentava il punto di vista della destra moderata e classicamente liberale, il secondo, per dichiarazione del fondatore, era di orientamento di centro sinistra (socialdemocratico di orientamento).
Certo ho notato anche io che con la cessione della proprietà, la Repubblica attuale, ha perso parte del suo spirito e, ora si dimena, tra posizioni liberali e di centro sinistra.
Nel passato (attività lavorativa anti pensionamento) per lavoro leggevo entrambi i giornali citati, oltre ai due giornali economici e al Mattino, per cui non vedevo la supremazia del Corriere della Sera, certo ne riconoscevo la storia ed il valore.
Oggi leggo solo Repubblica con la quale ho un abbonamento per l’edizione telematica.
Quindi, non posso nè sostenere e nè avversare la tua affermazione della superiorità del Corriere della Sera, avendo smesso di leggerlo.
Ti sono sincero, sono molto interessato alle notizie, piuttosto che ai commenti dei giornalisti. Certo li leggo. Ma sono molto più attento ai commenti dei lettori di Repubblica.
Ho perso (perchè non più viventi) i miei riferimenti giornalistici, tra cui anche Montanelli.
Un saluto.
Gennaio 15th, 2026 alle 14:50
Iniziai a comprare Repubblica per il suo formato, comodo e leggibile… e i primi anni non era male… poi quando è diventato un giornale poco credibile e di partito (oltre che delle grandi aziende come Fiat) ho abbandonato subito.
Vdz
Gennaio 15th, 2026 alle 15:01
Leggevo Repubblica negli anni 80 da quando iniziarono con le pagine sportive.
Aprivo il giornale al contrario leggendo Sconcerti, Beha, Mura, Brera, Clerici e mi sono sicuramente dimenticato di qualcuno.
I migliori che raccontavano sport.
Gennaio 15th, 2026 alle 15:03
Sono un lettore abituale di notizie, ma ancora più di approfondimenti. Ho l’abbonamento a 2 quotidiani: Repubblica e Corriere della Sera. In più leggo con frequenza anche Linkiesta ed Il Post.
Nel mondo del cosiddetto “Information Overload” la cosa più importante oggi è riuscire a selezionare le fonti. E questo sta diventando un vero e proprio cas.no, tra fake news, giornalisti schierati e stampa che cerca più il clickbait che la qualità per cercare di sopravvivere.
E ormai sono arrivato a selezionare più che le testate, i singoli giornalisti di cui fido. Per la verità ormai molto pochi.
Purtroppo duole ammettere che Repubblica con la gestione Gedi-Elkann, ha perso molte penne importanti e delle poche rimaste sono in troppi a fare solo da amplificatore per le idee dell’opposizione.
Ormai la polarizzazione paga anche in termini di vendite e quindi meglio schierati che oggettivi (sic).
Tra i pochi che salvo, il tifoso viola Stefano Cappellini e l’ormai ultranoventenne Natalia Aspesi. Non mi piacciono granché Giannini, Di Gregorio e a fasi alterne Michele Serra.
Mentre la perdita maggiore (purtroppo dovuta alla sua scomparsa) è stata quella di Gianni Mura. Per me appassionato di ciclismo, le sue cronache dal Tour de France o dal Giro d’Italia restano inarrivabili.
Oggi, devo ammettere che mi piace molto di più il Corriere della Sera del tanto vituperato Cairo. Se si esclude un po’ troppo gossip (ma basta non leggerlo), ha una “raccolta” di editorialisti molto più in gamba e (a mio parere) molto più liberi di esprimere il proprio giudizio senza troppi diktat politici (si va da sinistra a destra senza troppi problemi).
Con la ciliegina (almeno per me) di un Walter Veltroni che regala articoli di ottimo giornalismo imperniati su temi come comunicazione del web e democrazia, l’impatto tecnologico sulla società, intelligenza artificiale e lavoro … materie fondamentali al giorno d’oggi, ma di cui inspiegabilmente non parla quasi nessun giornalista, né tantomeno nessun politico.
Tornando a Repubblica, ricordo ancora la domenica mattina quando aspettavo l’immancabile editoriale di Eugenio Scalfari. Oppure gli editoriali di Giorgio Bocca o Enzo Biagi. Una qualità di scrittura e analisi che oggi non riscontro più da nessuna parte.
Auguri per i 50 anni, ma spero che la cessione da parte di Gedi porti una ventata di aria nuova per il morente giornalismo italiano.
Gennaio 15th, 2026 alle 15:45
David non condivido che a vent’anni si sia stupidi e con tante balle in testa. Conosco ragazzi di vent’anni molto ma molto con la testa sgombra di balle. Io ad esempio mi sposai a 20 anni e a 23 diventai mamma del primo figlio e a distanza di decenni, nonostante le varie difficoltà della vita, sono ancora contenta della scelta fatta.
La gente non compra più giornali? Domandiamoci perché. In realtà ci sono anche giornali che aumentano le vendite.
Risposta
Rosetta cara, ma una cosa che scrivono o dico ti piacerà mai?
Gennaio 15th, 2026 alle 16:39
In casa mia entravano tutti i giorni “La Nazione” e la domenica “L’Avanti”.
Poi il babbo una sera rientrò a casa con “La Repubblica” e fu un colpo di fulmine.
Ci sono cresciuto con il giornale di Scalfari (ma la domenica L’Avanti ha continuato ad essere presente almeno fino all’implosione colpa del brigante Craxi).
Dopo Scalfari la direzione passò a Mauro, le firme continuavano ad essere prestigiose, da Bocca a Mura, da Valentini alla Aspesi, da Biagi a Michele Serra.
Poi, la direzione di Calabresi svoltò verso il renzismo, Scalfari prese la fissa di Dio e da allora rallentai con la frequenza del quotidiano.
Con il giornale diretto da Molinari ho chiuso con “La Repubblica” a malincuore, ma con la certezza che gli ideali che io condividevo da sempre non apparivano più sull’ex amato giornale.
Gennaio 15th, 2026 alle 16:43
Ho sempre letto tantissimo sui quotidiani e non ho mai fatto preferenze sulla base delle mie idee politiche.
Purtroppo Repubblica degli ultimi anni per me è divenuta illeggibile da quando si è trasformata da organi di informazione a organo di partito (esattamente come dall’altra parte Il Giornale e Libero).
Gennaio 15th, 2026 alle 18:23
Doveva finire così e così è finita.
Questo è un grande paese. Per capirlo mi sa che devo ripassare. Fra due o tre vite, magari.
A volte lo immagino Stivale, Elmo di Scipio, e petto gonfio. Quel gagliardetto così pieno di promesse… Altre no. Altre volte, molte altre volte, io lo immagino un immenso organo sessuale, spero femminile, eternamente eccitato, vezzeggiato… menato!!
Repubblica non era, non poteva essere, uno specchio minimamente passabile della società del dopoguerra e del 3.0
Gennaio 15th, 2026 alle 18:23
Non entro nel merito ma c’è stata un’ epoca molto lunga dove le tessere di partito contavano ovunque…forse ti mancava la tessera giusta?
Gennaio 15th, 2026 alle 19:08
@ Viola1946
Faccio esattamente il contrario di quello che fai te. 🙂
Certo, le notizie le leggo, ma ormai le puoi assorbire ovunque tra tg, web, social … ognuno la racconterà tirando acqua al suo mulino, ma il fatto accaduto resta quello.
Però gli editoriali, i commenti, il punto di vista, le analisi sono il vero motivo che mi ha sempre fatto comprare i giornali, specialmente ora che le notizie ti arrivano da tutte le direzioni.
Per me ha un valore immenso sentire il parere di persone che ne sanno più di me. Mi aiuta a capire. E ovviamente il valore è doppio se leggi opinioni contrastanti (altrimenti entri nella tua bolla, le “echo chamber” come le chiamano ora nel mondo filtrato dagli algoritmi, e non ne esci più).
Nella mia “scala di valori” di lettura però:
1) Libri (meglio i romanzi dei saggi, anche se leggo più saggi)
2) Editoriali/Commenti
3) Notizie/Informazione
Gennaio 15th, 2026 alle 20:00
Omino di Ferro,
ho solo scritto che ritengo più importanti le notizie, rispetto ai commenti che oggi si possono leggere sui quotidiani.
Non ho detto che non leggo i commenti,
ma ormai i commenti tendono più alla cronaca, che ad individuare i punti essenziali di sviluppo futuro.
Poi, tieni presente, che tutti i grandi giornalisti del passato, non solo hanno fatto la gavetta, ma moltissimi sono stati perseguitati o comunque trovavano mille ostacoli e vissuti in una società culturale sicuramente migliore dell’attuale.
Poi, tieni ancora presente che io compravo come settimanali Panorama e L’Espresso, trovando bellissimi articoli di commenti.
Fino a quando ho comprato i settimanali, preferivo leggere lì gli articoli di commento, piuttosto che sui quotidiani.
Poi, quando voglio una informazioni e commenti di livello, in materia economica, pesco direttamente dalle pubblicazioni della Banca d’Italia e della Confindustria.
In materia economica e di finanza, se non mi basta la mia cultura, come detto accedo alle migliori fonti presenti in Italia, con diffusione verso il pubblico.
Mi piace , invece, molto leggere i commenti dei lettori, a parte un certo numero di schierati, trovo commenti e domande molto interessanti.
Un saluto.
Gennaio 15th, 2026 alle 20:15
@Viola 1946:
Il Corriere all’epoca non era partitico, era della P2…
Un saluto.
Gennaio 15th, 2026 alle 20:44
David hai ragione negli ultimi mesi è difficile.
Gennaio 15th, 2026 alle 21:05
@raz
..e vabbè, per te. Per me ripeto c’è di mooolto peggio!
Ma FVS! 😜
Gennaio 15th, 2026 alle 21:16
un giornale che è sempre puzzato di supponenza, sembrava di leggere il vangelo. forse la parte migliore era quella sportiva. l’ho letto come diceva un commento, perché in coda in tangenziale a Milano lo tenevo sulle ginocchia molto meglio del corriere. ma è durata poco. molto meglio il corriere…
Anche le edizioni locali jon erano un granché. comunque saranno 20 anni che non la leggo. Corriere e la Nazione in digitale entrambi
Gennaio 15th, 2026 alle 23:59
Non mi permetto di giudica Repubblica dei tuoi tempi ma adesso se la gioca con fanpage o vernacoliere.
RIDICOLA IN MAIUSCOLO
Gennaio 16th, 2026 alle 11:31
Dani 21 dal Vernacoliere hanno da imparare in diversi…fanno satira di quella vera,.forte forte, senza mezze misure. Hanno un loro stile e sicuro non è quello di pulire il “cecce” al padrone con la lingua
Gennaio 16th, 2026 alle 12:31
Informazione in questo paese non esiste una vergogna non voglio utilizzare altri termini, telegiornali INGUARDABILI (non li guardo più da 25 anni) Poveri noi povera Itaglia
Gennaio 16th, 2026 alle 15:27
Intanto il Bologna ha battuto fuori casa il Verona. Ci ha fatto un piacere sempre che noi siamo in grado di fare risultato positivo domenica. La salvezza è ancora da conquistare. Beh questa stagione abbiamo un obiettivo per cui siamo tuttora in corsa: evitare la retrocessione!
Gennaio 16th, 2026 alle 19:16
Franz,
per lavoro ogni mattina trovavo sulla mia scrivania 5 giornali, come tutti gli altri addetti all’Ufficio Studi, che mi servivano soprattutto per avere un quadro informativo completo.
I giornali erano La Repubblica, Il corriere della sera, il Mattino, Sole 24 ore e Italia oggi.
Diciamo che la parte politica era quella meno importante per il mio lavoro. Soprattutto erano le notizie economiche in senso lato, che noi analizzavamo.
Poichè a me interessava la anche la parte politica di Repubblica, partivo da casa intorno alle 6,50, anche per evitare il traffico, grosso modo alle 7,30 parcheggiavo e dovendo iniziare la mia attività in Ufficio alle 8,15 facevo colazione e mi leggevo la Repubblica nella parte politica (a volte compravo il Corriere dello sport), ciò per fare in modo di avviare alla 8 e un quarto la lettura per lavoro.
Poi, che il Corriere della Sera fosse vicino o controllato dalla P2 è un altro discorso che poco mi riguardava, lavorativamente parlando.
Prima della nascita di Repubblica le opinioni le leggevo solo su Panorama e L’Espresso, ove avevo le mie firme preferite.
Un saluto.
Gennaio 16th, 2026 alle 22:36
Viola1946: Sì, certo, era solo una puntualizzazione rispetto al fatto che il Corriere fosse apartitico… Sarebbe stato il meno.
Ciao!
Gennaio 17th, 2026 alle 02:31
Repubblica? Un covo di comunisti
Gennaio 17th, 2026 alle 07:39
Buon viaggio Presidente…salutaci Joe e tuto quelli che hanno lottato e voluto bene alla Fiorentina come te…
Condoglianze alla famiglia
Umberto Alessandria
Gennaio 17th, 2026 alle 07:51
Per me è un grande dolore apprendere che Rocco Commisso, ci abbia lasciato e nel mio lungo e ricercato silenzio ho in questo periodo sempre pensato una cosa.
Contrapposizione
Negli ultimi 30 anni della storia della fiorentina, noi tifosi, non siamo stati capaci di parlare con nessun presidente in modo sereno, con il cuore in mano e con il desiderio di far comprendere il nostro vero amore per questi colori.
Ma sempre con pretese, puntando il dito e alla ricerca di un colpevole, che quasi sempre si è raffigurato nei presidenti.
Sentite condoglianze alla famiglia
Gennaio 17th, 2026 alle 10:44
Era un giornale “diverso”.
Ogni giornale è stato per decenni la finestra per affacciarsi al mondo poi con l’entrata delle radio e poi della televisione ha dovuto fare i conti con i tempi diversi sulla notizia per cambiare strategie e struttura.
Quindi oltre la notizia entra in campo l’approfondimento e la notazione quasi culturale affidata a firme importanti. Nel belpaese, complice la polarizzazione politica e l’esperienza liberticida del regime fascista (emblematico il caso dell’ Avanti che fin che non è stato soppresso usciva con interi settori in bianco censurati dall’ufficio preposto) si sviluppa una stampa organica alle formazioni politiche del tempo , dal Secolo all’Unità, sorretta dal finanziamento pubblico.
La nuova testata irrompe su un sistema statico. Lo fa rinunciando all’inizio a due caposaldi del lettore di quel tempo, la cronaca locale e lo sport. Approfondimento e firme ampio spazio alla politica internazionale sono novità. Inoltre si distacca dalla logica del padrone privato o del partito con una redazione che si riunisce al mattino per condividere notizie e pareri, esperimento innovativo che si distacca dal le gerarchie proprietà-direttore-giornalisti.
L’avvento di internet è una ulteriore mazzata al quotidiano, con testate online e inserzionisti che controllano economicamente l’accesso alle risorse e anche Repubblica si adeguerà
Resta solo la qualità come parametro ma la qualità non è molto popolare, visti i modelli di curiosità rivolti al gossip, al sensazionalismo e chi urla di più. E anche se nell’area di sinistra vi sono stati cedimenti la possibilità di trovare contenuti di qualità ci sono. D’altra parte la pigrizia e la curiosità sono un ossimoro.
Gennaio 17th, 2026 alle 11:52
Condoglianze alla famiglia Commisso.
Gennaio 17th, 2026 alle 12:49
In questo giorno di lutto per la Famiglia Commisso et per la Fiorentina per il decesso del suo Presidente,trovo indegno che le autorità sportive Italiane,non concedano il rinvio d bologna -Fiorentina! Una vergogna Italiana!
Gennaio 17th, 2026 alle 14:32
Scalfari ….un galantuomo.
Ma vaia , vaia…
Mangiafuoco ed un teatrino di marionette eterodirette
Gennaio 17th, 2026 alle 23:43
O Vibennal, ha chiesto di giocare la famiglia Commisso per onorare Rocco. Ma non hai mai di meglio da fare nella vita invece di fare polemica? A cinci, oltretutto.