Qui ci vuole uno sforzo collettivo in nome della Fiorentina che tutti noi diciamo di amare calcisticamente.

Partiamo dai tifosi cosiddetti normali, cioè quelli che non vanno nel cuore della Fiesole, che non seguono ovunque la squadra, che non si sentono di essere “la Fiorentina”, una categoria del popolo viola alla quale apparterrei certamente se non avessi avuto la grande fortuna di svolgere questo lavoro.

Bisogna fare uno sforzo non impossibile e tornare a ragionare sull’immediato perché il calcio è qualcosa di cotto e mangiato sul posto: basta con i retropensieri su ciò che accadrà tra dodici mesi, se venderanno Chiesa o la Juve riprenderà Piaca, conta il presente e in base a quello decido il mio stato d’animo. Per esempio dopo un 6 a 1 alla prima di campionato sto molto bene.

Godiamo e/o soffriamo per quello che oggi la Fiorentina ci offre, sapendo che seguire la squadra è qualcosa di emozionale e che non è compito nostro (parlo stavolta da tifoso) fare troppi calcoli.

Passiamo alla categoria più difficile, cioè i ragazzi o i meno ragazzi che per loro scelta non appaiono mai mediaticamente, salvo però spuntare sui social con offese varie più o meno distribuite su tutto il versante giornalistico e dirigenziale.

Se ci sono stati dei soprusi nella gestione dei daspo, se sono state perpetrate delle ingiustizie nella gestione del loro tifo in curva, leggi alla voce tamburi o altro da portare o non portare, io mi metto a disposizione  per dare il massimo risalto a queste ingiustizie e a questi soprusi e lo farò per tutto il tempo che è necessario perchè si intervenga a ripristinare ciò che è giusto.

Ma il contenzioso tra loro e le forze dell’ordine non dovrebbe secondo me coinvolgere la Fiorentina. E se venisse dimostrato che da parte della società c’è stata una volontà di colpire qualcuno, il Pentasport è lì a raccogliere la denuncia e a seguire lo svolgimento dei fatti.

Quanto alla richiesta di un loro incontro con Andrea Della Valle (Diego mi pare fuori da quest’ottica), mi pare che abbiano ragione a volerlo, ma si sbagliano parecchio se pensano di poter dettare la linea alla proprietà imponendo la defenestrazione di Cognigni o di altri dirigenti, perchè una cosa del genere renderebbe poco credibile la Fiorentina stessa.

Espongano i fatti visti dalla loro prospettiva e lascino ad Andrea le valutazioni del caso, senza alcuna forma di ricatto, tipo “la contestazione finisce solo se Cognigni se ne va”.

Per loro, come per noi tifosi normali,  valga la regola che il calcio è il regno delle promesse non mantenute e delle parole che rimangono sospese nell’aria. E’ quindi assurdo continuare a rifarsi a ciò che è stato detto o promesso nel passato.

La stessa cosa valga per i Della Valle, che dopo 16 anni in questo mondo così diverso dalle logiche delle loro aziende dovrebbero aver finalmente capito che il vaffa di oggi può diventare l’applauso di domani, se solo si riuscisse a stabilire un rapporto più empatico con la città e in generale i tifosi.

Stare sull’Aventino è un danno per tutti, ma più ancora per loro che tacendo da marzo ad oggi, salvo la solita uscita a Moena, hanno perso una colossale occasione per cucire lo strappo che loro stessi hanno in parte contribuito a creare negli ultimi anni.