Agosto 2007


Eh sì, stavolta ci provo davvero a staccare la spina, addirittura per una settimana, in concomitanza con la sospensione del Pentasport.
A proposito, a parte la replica notturna, tutte le altre novità annunciate nello scorso gennaio hanno avuto il loro corso.
Parlo dello sport, ovviamente, il settore che a Radio Blu è sotto la mia responsabilità: andiamo in streaming, abbiamo dato più spazio alla Fiorentina con le tre pillole e lavoriamo ad agosto, con una sosta di soli sette giorni.
Tra breve saranno completati degli studi di trasmissione bellissimi e completamente rifatti e…insomma queste saranno ferie più serene rispetto a quelle del 2006, quando tante incognite lavorative dovevano ancora essere sciolte.
In più c’è Cosimo, che lo scorso anno di questi tempi era solo un’ipotesi ancora lontana ed invece è fantastico come le sue sorelle (concedetemi questa scivolata sentimentale da perfetto padre italiano…).
Mi porto dietro in questa breve vacanza il vostro affetto (mi auguro ci sia) ed una speranza/convinzione: tra pochi mesi ritroverò Leonardo a guidare il suo Pentasport, quello del lunedì.
A lui e a tutte le persone che stanno lottando e soffrendo andrà almeno una volta al giorno il mio pensiero.

Mi hanno chiamato almeno in sette al telefonino per sapere come aveva “davvero” giocato Vieri, ma non ho saputo dare risposta perché il test a quel punto non era probante e anche perché sappiamo che siamo ancora lontani dalle condizioni atletiche ideali.
E’ stato molto umile, questo sì, giocando sempre o quasi di sponda e parlando spesso e volentieri con i compagni, quasi cercasse di entrare in sintonia con loro.
Firenze, o almeno quei tifosi che erano a prendersi la tremenda grandinata di San Piero a Sieve, è pronta a voler bene a Vieri, questo lo si è intuito perfettamente.
E forse lui, come gli ha suggerito l’ascoltatore di Radio Blu nonno Enzo, sta cominciando a lasciarsi andare.
Per il resto abbiamo capito una volta di più che siamo legati a filo doppio a Mutu, nel senso che ogni volta che lui ha il pallone ci aspettiamo qualcosa: che la dea del calcio ce lo conservi in salute e con pochi cartellini gialli sulle spalle.

Ma ne trovate molte di squadre che per un’amichevole contro una squadra come la Figlinese richiamano in una domenica di inizio agosto in un piccolo stadio a venti chilometri da Firenze cinquemila persone?
No, dico cinquemila persone, che hanno pure pagato più o meno quanto andare al cinema.
Questa è la Fiorentina e va presa nella sua completezza, quindi pure con l’apprensione che si riserva alle cose che si amano.
E allora viene spontaneo il paragone con i settemila di cinque anni fa, più o meno di questi tempi, ma allo stadio (dove è più facile e comodo andare) per vedere una ventina di ragazzotti di buone speranze guidati da Di Livio allenarsi in fruit bianca.
Ecco perché da queste parti si discute sempre di tutto quello che riguarda i viola e anche perché non si è mai contenti fino in fondo di niente.
Esagerati? Certamente sì, ma in quanti vorebbero essere al posto nostro.

Nessuno di noi che fa questo mestiere è sfuggito alla regola della marchetta, che sia di tipo commerciale o fin di bene, nel senso di amici a cui dare una mano.
Si faccia avanti chi non le ha mai fatte e comunque non c’è nulla di male, basta ammetterle e non pensare poi di essere i depositari del verbo giornalistico, come accade invece per tanti colleghi.
Ecco perché stamani mi ha colpito quella pubblicata a pagina 6 di Repubblica, come dire una delle massime autorità del settore, sempre molto attenta a fustigare le altrui malefatte.
Protagonista addirittura il nostro Presidente del Consiglio, immortalato in foto mentre sta per partire con la moglie per le vacanze.
Bagagli già caricati in macchina, sorriso da italiano medio soddisfatto e… cosa tiene in mano la signora Flavia?
La copia del romanzo giallo di Gianni Mura (per me, per inciso, con Sandro Picchi il numero uno in Italia tra i giornalisti sportivi)!
Ora vi sembra possibile che una normale famiglia che parte per il mare carichi tutti le valige in auto e lasci (casualmente) fuori proprio il libro del grande inviato di Repubblica?
Non sarà che il fotografo, approfittando del fatto che Prodi ha davvero acquistato il lavoro di Mura, abbia chiesto di “smarchettare” il tutto, con tanto di foto e pubblicità a costo zero?
Riamaniamo nel dubbio più che legittimo e leggiamoci il libro (che avrei comprato lo stesso anche senza il consiglio del nostro Presidente del Consiglio).

Negli ultimi dieci anni ricordo solo altre due copertine di Sport Week, il magazine della Gazzetta dello Sport, dedicate ad un giocatore viola: una per Batistuta e un’altra per Toni.
Oggi arriva la terza, per Vieri, con la differenza non proprio trascurabile che gli altri due avevano già segnato valanghe di gol con la maglia della Fiorentina, mentre Bobo deve ancora iniziare.
Mediaticamente dunque l’operazione Vieri sta funzionando alla grande: lui fa da ombrello alla crescita di Pazzini e non penso che nello spolgliatoio ci siano invidie particolari.
Chi fosse Vieri lo sapevano bene i suoi attuali compagni e quindi nessuno si stupirà se una sua battuta vale sui giornali più di una lunga intervista col magnifico Jorgensen.
Leggo poi da Calabrese su Repubblica che l’uomo è un gran professionista, in campo e fuori, e anche questa non è una gran sorpresa perché Vieri non è stato esattamente baciato dalla dea Eupalla come tecnica e, come Batistuta, deve la sua fortuna al continuo lavoro su se stesso.
Speriamo dunque che le mie perplessità (che rimangono e si basano sulla capacità di Vieri di reggere una stagione intera) siano spazzate via: nessuno, infatti, sarà più contento di me di poter dire “mi sono sbagliato”.

Prendiamo atto delle dichiarazioni che arrivano da Manchester su Rossi, parole che spiegano della possibilità per gli di riprendersi Rossi quando vogliono.
Così allora è stato davvero meglio non farne di nulla, perché poi sarebbe stato un tormentone: lo si valorizzava, magari ci innamoravamo calcisticamente e poi quello se ne tornava a Manchester.
Da San Piero a Sieve intanto arrivano notizie di un Andrea Della Valle caricato a mille: bene così, anche se qualche nostra trasmissione non gli è piaciuta, ma fa parte delle regole del gioco.
Meglio un presidente combattivo che depresso, con propositi di abbandoni della carica, com’era nella scorsa primavera.
Ricordiamoci dell’esperienza dei Pontello: il loro disimpegno nel 1986 è iniziato quando Ranieri ha lasciato il ruolo di presidente ad una persona molto qualificata (Pier Cesare Baretti) ma non della famiglia.

Sono d’accordo con Corvino, ma per motivi opposti ai suoi: la telefonate ai procuratori dovrebbero essere fatturate da Radio Blu ai procuratori stessi per pubblicità più o meno occulta dei propri assistiti.
Per questo cerco di limitarle nel Pentasport e personalmente mi sono quasi sempre astenuto.
La storia che così si allungano le trattative e che non si aiuta la Fiorentina spero sia un’ingenuità e non l’inizio di una guerra mediatica con chi non si allinea con il Corvino-pensiero, che ci vorrebbe tutti prontu solo a parlare sempre bene della viola, a prescindere.
Ma il nostro lavoro è un altro e (ahimé sì) comprende pure le telefonate ai procuratori e ai direttri sportivi delle altre squadre, altrimenti saremmo tutti dipendeti nell’Ufficio stampa della Fiorentina, che mi pare un po’ stretto per ospitare l’intera categoria.
Detto questo, se mi chiedessero chi vorresti come direttore sportivo io risponderei sempre e comunque Corvino, che in Italia è davvero uno dei più bravi (forse il più bravo, ma bisogna dirlo piano…) anche se su Giuseppe Rossi un sacrificio lo avrei fatto (lo so che la sua posizione in campo è molto simile a quella di Mutu, ma questo è un talento vero)
A meno che non sia stata colpa nostra se non è venuto, per via di quelle continue telefonate a Pastorello…

MI SCUSO CON CHI HA SCRITTO SENZA RICEVERE RISPOSTA: GIORNATA INTENSA, SPERO MI VOGLIATE PERDONARE, NON ERA, VI ASSICURO, MANCANZA DI RISPETTO NEI VOSTRI CONFRONTI.

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