Fiorentina


Lo immaginavo che perdevamo la gara per Antognoni team manager della Nazionale: troppo poco politico, troppo poco sponsorizzato dai nomi giusti, troppo “buono”, come sempre.
Sono rimasto semmai sorpreso dalla scelta di Lele Oriali, un altro che si muove non proprio a suo agio nei meandri del palazzo del potere.
Pensavo semmai a qualche ex juventino, di più o meno successo, forse a Maldini, da anni candidato a tutto e sempre in panchina.
Ma Giancarlo no, proprio non ci credevo, nonostante lo meritasse per gli anni passati in Federazione e perché se vai in giro nel mondo con Antognoni e Mario Gomez riconoscono prima lui del bomber tedesco.
Comprensibile e condivisibile dunque il suo sfogo, ma con due passaggi un po’ critici.
Il primo è quando ricorda di essere stato campione del mondo nel calcio: non lo doveva fare, perché uno come lui, col suo passato, non ha bisogno di sottolinearlo.
Il secondo è su Oriali, che avrebbe dovuto chiamarlo per dirgli della nomina: con questa logica l’ex mediano viola avrebbe dovuto avvertire tutti i suoi compagni del Mundial spagnolo in teoria candidati come lui a quel posto tanto ambito.

Non sarebbe certo stato Piccini a risolvere i problemi della fascia destra viola in caso di dolorosa partenza di Cuadrado, però ci avrebbe certamente dato una bella mano con o senza il colombiano.
Fiorentino, 22 anni, una gran voglia di crescere, umile, Piccini mi pareva una bella scommessa per la stagione che sta per cominciare ufficialmente.
Invece, dopo un anno di serie A in Italia, lo mandiamo nella B spagnola, dove speriamo gli venga data la possibilità di giocare con continuità, che sarebbe poi l’unico aspetto positivo della vicenda.
Ma alla sua età o si è o almeno si dovrebbe provare ad essere e da quel poco che si era visto mi sembrava che la scommessa Piccini ci potesse stare.
No, in tutta onestà questa mossa io non l’ho proprio capita.

Voglio proprio vedere se qualche altra squadra italiana ricomprerà Balotelli tra un paio di stagioni, cioè quando a Liverpool si saranno stufati del suo atteggiamento e delle sue bravate e avranno fatto un rapido calcolo di come sono stati impiegati i 12 milioni di euro di ingaggio lordi annui, per tacere dei 20 del prezioso cartellino.
Un caso che ha dell’incredibile quello del presunto Supermario, un eccellente attaccante (e qui il mio amico Piero non sarà d’accordo, ma secondo me stava nella media alta del campionato italiano) che vede ad ogni suo incontrovertibile fallimento moltiplicare i soldi che guadagna.
Dice: merito di Raiola, e va bene, ma fino ad un certo punto.
Deve infatti esistere nel mondo del calcio una sorta di incantesimo per cui le grandi squadre vengono a turno folgorate dall’idea di “fare esplodere il formidabile talento” che vive nascosto fin troppo bene in Balotelli.
Era già successo con Cassano, tra Roma, Real, Milan, Inter e con i risultati che tutti conosciamo.
Intanto al Milan sono affranti dal dolore: Galliani piange di nascosto, Inzaghi ha le convulsioni e i tifosi sono disperati pensando di non vedere più con la maglia rossonera quel raro esempio di abnegazione che per un anno e mezzo è stato Balotelli.
Più o meno quello che successe all’Inter nel 2010…

Conte che viene a Firenze da CT per sincerarsi delle condizioni di Rossi è una notizia ch fa riflettere, al di là dei doveri istituzionali di quello che secondo me è davvero un grande allenatore.
Per questo vi chiedo di stilare una classifica di antipatia tra tutti i recenti ex tecnici azzurri, partendo proprio dal presupposto che molti li abbiamo sbertucciati dagli spalti per il loro passato bianconero: Trapattoni, Zoff, Lippi e ora Conte, tanto per non fare nomi.
Ne salvereste qualcuno o li fischiereste a prescindere?
Il dibattito è aperto.

Lo siamo tutti per Pepito, però per favore non si venga a dire che la Fiorentina ha sbagliato a prenderlo un anno e mezzo fa.
Cerchiamo di essere logici e coerenti: secondo voi, se Rossi non avesse mai avuto un infortunio grave, chi vale di più tra lui e Cuadrado?
Io dico Pepito senza esitazioni, ma il dibattito è aperto e comunque le differenze sarebbero minime.
E allora, se pensiamo che per il colombiano ci vogliano quaranta milioni (c’era chi ne sognava cinquanta, ma mi pare sia stato smentito dai fatti), come si può immaginare che prelevando Rossi dal Villareal per 15 non ci fossero dei rischi?
A chi dice che era meglio lasciarlo lì, e ce ne sono, vorrei ricordare i 16 gol in 21 gare, il godimento contro la Juve, la rete di Reggio Emilia col Sassuolo e altre perle assortite.
Cerchiamo di non essere autolesionisti: preoccupati sì, ma senza eccedere nel pessimismo, che non aiuta mai.
E aspettiamo notizie confortanti: se il 14 va in campo contro il Genoa, io sarei già molto contento.

Sì, abbiamo vinto contro il Real e senza rubare niente.
Abbiamo rischiato di prendere dei gol, ma ne potevamo fare altri, siamo stati alla pari della squadra più forte delmondo e non mi sembrava davvero che loro snobbassero l’impegno.
Li conosco a memoria i discorsi di domani: non esaltiamoci, è calcio d’agosto, il difficile deve venire.
E va bene, è tutto giusto, ma io godo di questa vittoria che ci lancia sulle prime pagine dei giornali di tutto il mondo e in fondo si vive anche di queste cose.
Tutti sono stati all’altezza della situazione, con Babacar sorprendente e Aquilani strepitoso, ma è a Gomez che vanno i nostri pensieri più proibiti: non doveva essere un bidone rifilatoci dal Bayern?
Abbiamo giocato con una sfrontatezza ed una personalità che sono figli di Montella a cui non possiamo che dire bravo.

E’ un grande momento anche per le nascite.
In questo blog Zachini e Omino di ferro, tra i miei “ragazzi” qualche settimana fa Ernesto Poesio e poche ore fa il grande Leo Bardazzi diventato babbo di Mattia.
A lui e Laura un grande abbraccio, e tra non molto toccherà a Tommaso Loreto.

Battuta ricorrente da parte di chi mi incrociava ieri sulla spiaggia e aveva la bontà di riconoscermi: “si è rotto un’altra volta”.
Il riferimento è ovvaimente a Pepito ed io capisco la paura che lo circonda, perchè anch’io aspetto sempre con un po’ di tremore che si rialzi ogni volta che lo falciano, però non esageriamo.
Rossi ha avuto una contrattura dovuta forse a carichi di lavoro molto pesanti, ma è un normale stop da preparazione estiva mica un forfait lungo.
Stiamo sereni e non certo come suggeriva Renzi a Letta, ma davvero più distesi perchè se rimane Cuadrado (difficile, ma non impossibile), quest’anno ci divertiamo.

Nessuna nuova, buona nuova.
In questo Ferragosto così anomalo per l’assenza del caldo torrido, e guai chi si lamenta, siamo tutti lì in attea di notizie che tardano ad arrivare.
Diciamo la verità, la firma sulla maglia del Barcellona Cuadrado se la poteva anche evitare, ma consideriamolo un peccatuccio di poco conto, davvero niente rispetto ai mal di pancia di Jovetic e alle bizze di Ljajic, tanto per citare i casi degli ultimi due anni.
Il tempo gioca a nostro favore anche se non ho capito bene quale sia la dead line, mi pare che portarla avanti fino al 20 agosto sia penalizzante per la Fiorentina e direi stop a dopo la partita di Varsavia, solo che qui sono in ballo una quarantina di milioni di euro e allora può essere che l’elasticità sia estesa ai massimi livelli.
Chiudo con un’informazione di servizio per tutti coloro che l’hanno chiesto: il 16 saremo in radiocronaca da Varsavia e il 18 ripartiamo con la normale programmazione, in più la sera Sardelli trasmetterà l’amichevole di Arezzo.
So che alcuni si sono lamentati, ma alla fine abbiamo fatto uno stop di appena quattro giorni, non proprio come le ferie dei deputati della Regione Sicilia, che si sono concessi cinque settimane piene di vacanze, ma tanto lì, come in gran parte dell’Italia, tutto funziona alla perfezione, o no?

Un’altra bella prova in giro per il mondo e siamo a quattro e mezza, dove per mezza intendo il secondo tempo brasiliano, quello con la Fiorentina vera.
Per carità, gli annali del calcio sono strapieni di delusioni post estati travolgenti e non ci esalteremo certo per queste vittorie, ma lo scorso anno di questi tempi eravamo fortemente preoccupati da come stavano andando le cose.
Bellissimo vedere Cuadrado in campo, un ragazzo veramente speciale che non si è tirato indietro pur sapendo del particolare momento di mercato.
Intanto passano i giorni e questa benedetta (o maledetta, dipende dai punti di vista) offerta non arriva ed io ho quasi l’impressione che lui aspetti solo il Barcellona, ma è solo una mia sensazione.
Sulla fascia destra abbiamo trovato Piccini e in attacco ritrovato Babacar, che pare un altro rispetto al ragazzo un po’ scapestrato che lasciò Firenze per andare a Modena: forse dovremmo ringraziare Novellino che una quindicina di anni fa aveva già rimesso in sesto un certo Flachi.

Davvero un peccato che non serva a nulla salvo che portare a casa una coppa monumentale ed esagerata che Savic non riusciva a sollevare da sola.
Questo precampionato della Fiorentina è da leccarsi i baffi, ieri sera la squadra è arrivata a Malaga in mattinata, non ha risentito minimamente del viaggio e del gran caldo e ha giocato trenta minuti di ottimo calcio, con la gemma di Rossi a farci godere e preoccupare perché va veramente “tenuto nella teca”, come avrebbe detto il grande Mario.
Sentendo l’ottima cronaca di Tommaso Loreto e guardando con qualche stop le immagini su Viola Channel non potevo fare a meno di pensare a cosa sarebbe l’attacco viola con Cuadrado al posto di Ilicic, vedremo come si concluderà questa storia che un po’ ci avrebbe stufato…
Nel finale del primo tempo e per alcuni tratti del secondo abbiamo un po’ sofferto, ma era nella logica delle cose, così come ci sta che Gomez, con il fisico che ha, fosse imballato.
Stasera si replica a Siviglia e giocherà in pratica la Fiorentina B, sono curioso di vedere su Cuadrado entrerà in campo, ma intanto sarà una grande occasione per Babacar.

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