Fiorentina


Sarebbe interessante fare un sondaggio per verificare quanta parte del popolo viola sia effettivamente contenta di veder vincere domenica il Napoli per andare contro la Juve.

A me sinceramente pare una grande stupidaggine, qualcosa di molto simile al tipo della barzelletta per fare un dispetto alla moglie eccetera eccetera.

Avrei delle perplessità anche se fosse il Torino e potrei fare un’eccezione granata solo se fosse per noi una gara inutile, ma il Napoli…

Chiariamoci: nella corsa scudetto tifo per Sarri e non per Allegri, ma nella vita tifo solo e soprattutto per la Fiorentina e non esiste ragione al mondo per cui mi debba augurare una sconfitta.

Voi che ne pensate?

Non si può giocare così, senza testa, ne’  cuore.

Una partita orribile sul piano spettacolare in cui nel primo tempo non abbiamo fatto un tiro, cosa che mi pare non sia mai successa in questa stagione.

Siamo stanchi?

Probabilmente sì, ma non basta a spiegare come non si sia riusciti a vincere un duello individuale.

Mai uno spunto, mai un’idea, a parte l’assist di Gil Dias che Simeone ha sprecato, ma almeno lui ha provato a tirare, Falcinelli invece era come se non ci fosse.

E non era purtroppo il solo, se il migliore alla fine è stato Dragowski…

Il disastro che non ti aspetti.

Prima la folle uscita di Sportiello, poi la seratacca di Dragowski, che sembrava un estraneo, uno qualsiasi buttato lì a difendere la porta viola.

Accetto tutte le critiche di chi pensa che abbia esagerato nelle valutazioni  sul portiere polacco, che farà certamente meglio in futuro (peggio è obiettivamente dura), ma devo sempre dire quello che sento e vi assicuro che dal vivo la sensazione era che giocassimo davvero come se in porta ci fosse il primo che passava di lì.

Oltre a tre gol assolutamente evitabili, c’è stata la paura con cui si muovevano quelli davanti a lui.

Peccato, perché grazie ad uno straordinario Veretout e a un Chiesa scintillante l’avevamo giocata alla pari contro chi punta alla Champions, pur senza Gil Dias, un fantasma, e il Simeone di un mese fa: generoso, ma sterile.

A portieri invertiti avremmo vinto noi, ma non si poteva fare.

La Lazio è più forte, noi dovremo essere più motivati.

Ci aiuterà il pubblico, ma molto conterà l’applicazione che ci metteranno, soprattutto in copertura, per l’intera partita.

Mi pare che sia la squadra più “brasiliana” del campionato, con talenti eccellenti che a volte giocano per se stessi, al contrario di quello che succede nella Juve e soprattutto nel Napoli: quando accade, come nel secondo tempo dell’andata, smarriscono il filo e prendono gol.

Speriamo di aver pagato la scarsa vena di Simeone e la scellerata vocazione a sprecare sotto porta, perché stavolta non tireremo ventiquattro volte e quindi converrà metterla dentro il prima possibile.

Una gran bella partita, da vivere con una serenità impensabile un mese fa.

Se la vogliamo vedere le cose oggettivamente, dovevamo pareggiare a Roma e battere la Spal, ma penso che non ci avrebbe dato la stessa soddisfazione.

Alla fine, infatti,  sono sempre quattro punti in due partite, con la difesa che non prende gol e si avvia ad essere una delle migliori del campionato e un attacco che fatica parecchio a decollare.

Sarà anche vero che Simeone ha una valutazione di trenta milioni sul mercato internazionale, ma a me pare che la strada perchè diventi un attaccante che valga questa cifra sia ancora abbastanza lunga.

Abbiamo fallito occasioni facili in quantità industriali e fatico a ripescare nella memoria recente qualcosa del genere, mentre a Roma avevamo fatto due gol con tre tiri: è il calcio, bellezza e tu non puoi farci niente.

La classifica è rimasta la stessa con una giornata in meno, con il Milan sempre a portata di mano e la Samp che si sta sgonfiando partita dopo partita.

Noi invece siamo in piena salute e sono molto curioso di verificarlo tra due giorni contro la Lazio.

Mi scoccia parlare in “calcese”, ma stavolta devo far mio il tormentone di ogni allenatore e cioè che la prossima partita è sempre la più difficile.

Stavolta lo è davvero e per tutta una serie di motivi psicologici che sono semplici da intuire.

Per questo ci vorrà molta testa, tanta pazienza e magari anche un pizzico di fortuna, che non guasta mai.

Questa striscia di vittorie vale almeno quanto il primo posto della gestione Sousa per una serie di motivi, il più importante dei quali è che la squadra è molto più debole.
Infatti “costa” quasi la metà di stipendi e siccome nel calcio, come nella vita, nessuno regala niente, il dato è oggettivo.
Si vede che giocano con qualcosa in più, che sanno di essere in qualche modo nella storia, purtroppo.
Due giocatori su tutti: Simeone e Sportiello, i più contestati appena un mese fa, ma questo è il bello del calcio: chi ha detto che si debba sempre e per forza essere coerenti?

Giochiamocela senza pensieri, se non quelli che accompagneranno a lungo i ragazzi viola e che non hanno nulla a che vedere col campo.
Non abbiamo nulla da perdere, siamo in ottima forma fisica e crediamo sempre di più nelle possibilità di centrare l’Europa.
Certamente la Roma è più forte, ci aiuta però il loro doppio impegno col Barcellona, che prosciuga energie mentali e fisiche.
Brutta cosa non avere Chiesa e Badelj, meglio Eysseric di Gil Dias, che mi pare ancora acerbo per certi livelli, di sicuro non andiamo all’Olimpico a fare la figura dei comprimari e già questa è una gran bella soddisfazione.

Stiamo giocando da squadra che pensa di andare in Europa e a questo punto ha anche tutte le possibilità di farcela.
Esiste anche un certo imbarazzo nel commentare ed essere soddisfatti per questi successi perché dentro di noi “sentiamo” che nascono da una tragedia, uno di quei momenti che resterà nella storia di tutti noi e davvero è difficile immaginare cosa sarebbe successo in campo se un mese fa fosse stato un giorno come gli altri.
Qui comunque c’è un uomo che ha annodato i fili e creato i presupposti perchè questi giorni diventassero speciali anche nelle partite, Stefano Pioli.
Avendolo stimato da sempre, sono orgoglioso di quello che fa.

A proposito di uomini veri, devo una precisazione sulla presa pubblica di posizione contro i cori dell’Hysel.
Avevo scritto che ero stato l’unico e non è vero.
Per una mia colpevole dimenticanza mi ero scordato della battaglia condotta da Stefano Prizio su fiorentina.it nel 2009, quando fummo sorteggiati nel girone di Champions con il Liverpool, con tutti gli annessi e i connessi del caso, gemellaggio compreso.
Sorridendoci amaramente ora, pensando cioè a quello che Stefano ha passato e sta passando, si può dire che all’epoca fosse una delle pochissime cose su cui andavamo d’accordo…

Ti sbatti per giorni, mesi, anni.
Ti arrabbi per cose idiote e ti angosci per sciocchezze, che a guardarle dallo specchietto retrovisore della vita quasi ti vergogni che ti abbiano portato via tempo ed energie.
Poi arriva lei: la livella secondo Totò, la “grande consolatrice” per il grande poeta musicante, e allora finalmente capisci, anche se poi l’effetto è limitato nel tempo perchè a volte torni a perderti in inutilità.
Capisci che nella vita devi scartare, selezionare, arrivare all’essenza delle cose e ancora più all’anima delle persone, dedicare il tuo amore a chi lo merita e capire chi ti vuole bene davvero e chi invece finge.
Essere uomini e donne veri/e, in un mondo pieno di ipocrisie.
In un mese se ne sono andati Davide Astori, Emiliano Mondonico e ieri Chiara Baglioni, che era addirittura più giovane di Davide, una delle molte ragazze che hanno provato e provano a vivere seguendo la propria passione.
Lo so che mediaticamente la rilevanza della sua morte è infinitesimale rispetto a quella del capitano, ma mi piacerebbe che oggi la Fiorentina vincesse e dedicasse il successo anche a lei.

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