Fiorentina


E’ stata una notte storica per Radio Blu, non potete neanche immaginare l’orgoglio di sentire quello che stava facendo la squadra, come “giocava” nelle quasi dodici ore no stop di diretta.
Ci deve essere qualcosa di particolare perché nella notte del Canada mi svegliai, accesi la radio alle quattro e un quarto e beccai in diretta le ultime parole di Prandelli allenatore della Fiorentina.
Stavolta mi alzo più o meno alla stessa ora e mi metto all’ascolto proprio quando Pepito va in campo.
Giocatore stratosferico, che in pochi minuti ha ribaltato i dubbi sull’efficacia della scelta di non portarlo in Brasile.
Forse bastavano davvero venti minuti di Rossi per mascherare il niente della Nazionale, ma comunque è un discorso chiuso.
Abbiamo perso, è vero, però usciamo più forti rispetto alla vittoria argentina perché la formazione iniziale era palesemente un falso e non starei troppo a disquisire sulle troppe note stonate.
Ho una voglia pazzesca di vedere insieme Cuadrado-Rosso-Gomez e non credo di essere il solo…

E chi se l’aspettava una Fiorentina così, dopo il lungo viaggio e con meno preparazione rispetto all’Estudiantes?
Sono in un luogo dove non si vede SI e dopo un quarto d’ora di battaglia col tablet ho perso la battaglia con il collegamento di Firenzeviola (complimenti ad entrambi per l’investimento) e quindi me la sono sentita in radio.
Vincere fa bene, in questo modo ancora di più, perché mi pare sia stato un successo meritato, il gol di Gomez è poi la ciliegina.
Se pensiamo agli affanni spagnoli e portoghesi del 2013, pur senza farla troppo lunga, mi pare si sia cominciato molto meglio.
Complimenti ad Andrea Chiavacci che da giorni ci sta raccontando magnificamente in esclusiva dal Sudamerica la Fiorentina su Radio Blu e che ha effettuato una radiocronaca impeccabile.

…che è sacrosanta, per carità, e che però per onestà intellettuale ci deve far pensare alle convocazioni per i Mondiali e a quanto ci siamo arrabbiati, io per primo.
Prandelli ha sbagliato l’approccio e soprattutto ha illuso ed evidentemente rischiato senza senso la partecipazione di Pepito nell’ultima amichevole importante contro l’Irlanda: se non era pronto, se aveva già deciso, come ha detto poi, di non portarlo in Brasile, che senso aveva mandarlo in campo?
Ovvio che il ragazzo abbia pensato di potercela fare e poi, in un’ottica di squadra, a quel punto era meglio mettere Insigne e così si vedeva che proprio non era all’altezza e magari veniva convocato Destro.
Detto tutto questo, e aggiungendo che le parole di Cesare dalla Turchia su Rossi erano intrise di un veleno assolutamente incomprensibile, bisogna riflettere sul fatto che Rossi non vada (giustamente) in campo neanche domani sera a Buenos Aires.
Sono al 100% con Montella per come gestisce il ragazzo, che è il diamante più puro che abbiamo in rosa, perché manca ancora più di un mese all’inizio del campionato, però mi pare corretto pensare che forse davvero cinquanta giorni fa non fosse in grado di reggere lo stress e soprattutto le botte di un Mondiale.

E’ la cosa più bella di questo lavoro: crei qualcosa che si vede, anzi si sente, subito.
La radio è unica, continua ad avere per me un fascino che è un misto di fantasia, impegno, intuizione.
Questa avventura in Argentina e in Brasile di Radio Blu è stata fantastica nella sua fase teorica, cioè quando l’ho pensata, peccato che ora scatti nella mia testa quel maledetto vizio del perfezionismo che mi accompagna da sempre.
Per questo arrivo negli stadi due ore prima della partita, per questo controllo tutto fino all’ultimo secondo: si potrebbe anche intravedere una sorta di insicurezza di fondo, io preferisco chiamarlo rispetto verso chi ci ascolta e che ha fatto sì che potessi costruire qualcosa.
Il problema è che stavolta io non ci sono in Sudamerica, e non ci sono neanche Sardelli e Loreto che avrei massacrato di chiamate, e quindi una SIM argentina che non si attiva già ti rovina metà pomeriggio.
Ora però sto ascoltando l’ottimo Andrea Chiavacci e quindi un po’ mi rilasso, ma solo un po’, fino alla conferenza di stasera…

A conferma del fatto che siamo tutti molto bravi con i soldi degli altri, la fantastica offerta per Cuadrado, quella come minimo da 40 milioni, ancora non è arrivata.
Dieci giorni e poi considererei chiusa la questione, magari con qualche riflessione in più che ci porta a dire che forse non giocare la Champions non aiuta il lievitare di prezzo di calciatori che evidentemente a certi livelli non sono ancora evidentemente considerati della sicurezze.
Comunque sia, l’asta per Cuadrado non c’è stata, credo che l’unica squadra pronta a tirare fuori quei soldi (cioè i 40 milioni per cui sono stato sbertucciato appena un mese fa) possa essere il Barcellona, però prima deve sistemare diverse cose in casa propria.
Ma Cuadrado non è Jovetic, che era inimmaginabile trattenere con tutte le boccucce e i mal di pancia del 2012/2013, Cuadrado il meglio lo deve ancora dare e se lo farà per la Fiorentina noi stapperemo bottiglie di champagne.

Spero che molti finiranno col rimangiarsi invettive e pesanti allusioni sul “bidone” che ci avrebbe rifiilato giusto un anno fa il Bayern.
Fatelo giocare Mario, fatelo giocare per almeno quaranta dei cinquanta e passa (speriamo) impegni ufficiali della Fiorentina e poi vediamo come va a finire.
Se è davvero peggio di Higuain, senza contare che c’era chi lo scorso anno aveva scomodato paragoni quasi offensivi per definire il suo valore tecnico.
Il ritiro di Gomez è stato perfetto, sotto ogni punto di vista, compreso quello mediatico.
L’uomo ha grande orgoglio e forse sarà bene dare una rispolveratina ai titoli del 2013, perché ancora secondo me la sua scelta di venire a Firenze ha del clamoroso, dopo la conquista del triplete e il corteggiamento del Real.
Diciamo che dopo un anno di stenti adesso siamo psicologicamente pari, ora cominciamo a divertirci.

Ho sempre pensato che vendere fosse molto più difficile che comprare.
Ci vuole abilità dialettica, costanza, intuito per capire quando è arrivato il momento che il possibile compratore sta per cedere.
Ecco, se Pradè e Macia riusciranno a piazzare tutti i viola in esubero, e sono tra una cosa e un’altra una ventina, io credo che meriterebbero di tenere una lezione di economia aziendale alla Bocconi.
Non credo sia un’impresa umanamente possibile perchè quei calciatori in più li hanno tutti e la Fiorentina non è neanche tra quelle messe peggio.
Il Milan, che deve cambiare molto più di noi, ha 52 calciatori…
Il fatto è che non li prendono neanche se li regali, perchè ormai conta solo l’ingaggio, che in alcuni casi a Firenze è veramente vergognoso.
In questo senso il tanto vituperato Vargas ha dato lo scorso anno una bella lezione di vita a tutti e quelli che dovrebbero dare un taglio netto ai propri emolumenti e che invece non arrossiscono di vergogna quando dalla sede viola partono i bonifici.

ADV non ha detto in pratica niente di decisivo, eppure la sua visita ha portato elettricità e ottimismo, merce non proprio abbondante in questo periodo.
Sulla vicenda Cuadrado sono d’accordo su quello che ha detto Mario Sconcerti al Pentasport, anch’io mi rifiuto di credere che la Fiorentina stia immobile ad aspettare il ritorno del colombiano tra oltre quindici giorni per poi chiedergli se ha piacere a restare a Firenze.
Dopo magari lui chiede qualche giorno per pensarci e così arriviamo sotto ferragosto…
Una grande società, oppure basterebbe dire una società guidata da grandi imprenditori, non ragiona così, in nessun campo, figuriamoci quando c’è da decidere un’operazione da cui dipende il futuro della squadra.
Esistono gli aerei ed esiste skype, ci sono i procuratori e i direttori generali: possibile che tutto sia immobilizzato fino a oltre inizio agosto?
Quello che non esiste, per ora, mi sa che sia l’offerta importante per la Fiorentina.
Magari c’è per Cuadrado, su cui viene scaricata anche giustamente la decisione, perché se vuoi andare a guadagnare almeno il doppio di quello che ti offriamo qui devi avere la correttezza di dirlo e saresti pure compreso, ma gli ormai 40 milioni non ha intenzione per ora di tirarli fuori nessuno.
Per ora.

E’ inutile, con ADV la pallina o cambia il giro o corre più veloce.
Un ritiro per adesso non trascendentale, questa è almeno l’idea che mi sono fatto io da lontano, viene elettrizzato dal suo arrivo e la giornata di domani non sarà certamente banale.
Secondo me queste sue incursioni sono troppo rare e capisco benissimo gli impegni del Gruppo e anche il rischio, peraltro molto relativo, di sovraesposizione, ma io lo scrivevo già nei due anni in cui la Fiorentina pareva dissolversi con le gestione one-man-show di Corvino (colpevolmente lasciato libero di muoversi come meglio gli pareva): rimaniamo aggrappati ad Andrea Della Valle, è l’unica possibilità di salvezza.
Ora quei tempi plumbei sono per fortuna finiti, la società si è molto più strutturata, però il calcio non è una normale azienda, anche se fattura milioni di euro.
Un errore arbitrale o un palo fa volare via milioni di euro, e su quello puoi fare poco, ma c’è soprattutto la componente emotiva e lì sì che puoi agire.
ADV potrà anche dire domani che Cuadrado non ce la facciamo a tenerlo (speriamo ovviamente di no) e la gente un po’ a fatica butterebbe giù, soprattutto se vedrà quella voglia di lottare degli ultimi 28 mesi.
ADV tornò veramente in campo nei tristi giorni dell’agonia di suo padre, era la primavera del 2012, perché si era finalmente reso conto che non aveva senso lasciare ancora la Fiorentina in quelle mani, da quei giorni non ha più staccato e i risultati si sono visti.

Niente mercato, ma stadio: incredibile, ma vero, forse qualcosa succede e pare che si vada al di là delle parole e delle dichiarazioni di facciata.
Dovrò vincere il mio naturale scetticismo, e sarà un piacere, perché sembra che ci siano le intenzioni di fare qualcosa di importante, che ovviamente non si limiterà all’impianto finalmente coperto, ma soprattutto a ciò che verrà costruito intorno e che dovrebbe dare utili importanti per la gestione della Fiorentina.
Ecco anche spiegato il motivo dell’ingresso delle nuove figure in società, per ora siamo ad uno “studio di fattibilità”, ma siamo anche tutti così sfiniti da questa vicenda che si trascina senza successo da quasi sei anni che quasi ci va bene tutto.
Vuoi vedere che forse stavolta ce la facciamo?
Ovvero ce la fanno, perché dubito di riuscire ad arrivare a fare la radiocronaca nel nuovo stadio, però non si sa mai, alle brutte magari mi chiameranno per dare radiofonicamente il calcio di inizio della prima partita ufficiale…

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