Fiorentina


Qui bisogna salvare l’Europa e la faccia.
Ricordo serate tremende allo Juventus Stadium, partite in cui non l’abbiamo proprio mai vista e va bene che c’è stata la splendida notte della Coppa Italia, ma io ho paura della brutta figura.
Inutile fare calcoli, a Siviglia manca ancora molto e sarà bene smettere di perdere per ritrovare un minimo di identità.
Non ho capito tutta questa polemica sul ritiro: non mi pare una questione essenziale, senza contare che manca sempre la controprova e quindi, comunque vada, avranno tutti ragione.
Sento che giocheà la migliore formazione possibile ed è giusto così, bisognerà vedere se basterà e se soprattutto controlleremo se ci sarà stato un cambiamento nella testa dei giocatori.

Partita orribile, comunque la si guardi e non abbiamo scusanti: abbiamo meritato di perdere.
Al Franchi, e contro la penultima in classifica.
Montella deve delle spiegazioni, i giocatori pure, perché non è possibile passare dalla prestazione di giovedì a quella di ieri pomeriggio, a meno che davvero tutti pensino solo all’Europa e questo sarebbe un errore clamoroso.
Ci sono giocatori affidabili come Savic che hanno commesso errori da Pizzeria San Gallo (mitica squadra di inizio anni ottanta dove…ho dato spettacolo), gente come Badelj che ha fatto dieci passi indietro, altri che dovrebbero essere i trascinatori e che invece si sono trasformati in comparse.
Non sono d’accordo per il ritiro anticipato, secondo me non serve a niente, soprattutto perché gli impegni sono così ravvicinati e aggiungerebbe pressione ad un ambiente che ha già dimostrato di non essere troppo forte psicologicamente perché quando è arrivato il momento di spiccare il volo ha avuto paura di aprire le ali.

Credo di dovervi una spiegazione sul perché questo blog è stato meno seguito del solito: sto attraversando un periodo molto particolare, niente a che vedere con la salute e quindi niente di drammatico, solo che non sempre ho la serenità di spirito per dialogare con voi.
Questo spazio è un piacere per me e farlo controvoglia vorrebbe dire snaturare l’anima del blog e le motivazioni per cui è nato.

Il dubbio del titolo si riferisce alle prossime tre gare di campionato che precedono la sfida di Siviglia.
Quale squadra mandiamo in campo?
Il terzo posto è molto lontano, esattamente come la possibilità che ci risucchino in classifica: dover giocare i preliminari a luglio vuol dire condizionare pesantemente la prossima stagione.
Rimane l’alternativa affascinante e pericolosa della vittoria in Europa, ipotesi niente affatto impossibile, ma allo stesso tempo piuttosto rischiosa.
Mi fido di Montella e ricordo che la tanto contesta formazione di lunedì scorso avrebbe vinto contro il Verona se Diamanti avesse buttato dentro il rigore e comunque non è stata una partita così terribile.
Quella di domani contro il Cagliari è più o meno sullo stesso piano e vedremo il livello di maturità e di concentrazione della squadra.

Ci mettiamo a sedere anche noi al tavolo dei grandi d’Europa ed è una sensazione bellissima, specialmente se pensiamo a come è iniziata questa stagione.
Come nel 2008 non mi sembra che nessuna delle altre tre sia superiore alla Fiorentina, neanche il Napoli.
Abbiamo giocato una gara con il cuore e con la testa, proprio come si chiedeva ai giocatori e a Montella, forse qualcuno oggi capirà l’esagerazione critica nei confronti dell’allenatore.
Il risultato è bugiardo, il divario poteva essere più ampio, molta è stata sfortuna e qualcosa imprecisione, ma io direi di godercela in pieno ed aspettare con serenità (non quella di Renzi con Letta, of course…) il responso dell’ora di pranzo.
Personalmente temo il ritorno per la quinta volta nella vita in Ucraina, ma capisco che sarebbe l’avversario più abbordabile e allora vorrà dire che mi sacrificherò…

Via ragazzi (e ragazze), per una sera, almeno per una sera?
Come avrebbe detto un vecchio redattore di Radio Blu, è un passaggio davvero importante, che vale una stagione e lascerei quindi stare i particolari, preferendo piuttosto puntare albersaglio grosso, che sarebbe la semifinale.
Non mi interessa la formazione, mi interessa lo spirito, voglio vedere la Fiorentina che gioca con la testa e con il cuore.
E vorrei sentire lo stadio che segue la Fiesole senza se e senza ma.
Riuscirò ad essere accontentato?

Piano con Montella, perché la partita l’abbiamopersa su due episodi: il rigore di Diamanti e la papera di Neto.
La formazione era troppo azzardata con tutte quelle riserve, ma davvero, in tutta onestà, qualcuno pensa che non abbiamo fatto di più del Verona?
E’ il contrario di quanto accaduto a Kiev, dove avrei voluto leggere tutte le valutazioni positive se non avessimopareggiato all’ultimo tuffo.
Naturalmente potevamo e dovevamo fare di più, però adesso feremerei qualsiasi processo e penserei solo a giovedì e anche, con molta preoccupazione, all’infortunio del troppo fragile Babacar.

Con tutto il rispetto per il Verona, domani sera bisogna giocare con il magggior numero di uomini che non andranno in campo giovedì contro la Dinamo.
Ormai il terzo posto è andato, la qualificazione in Europa non mi sembra in pericolo, anche se bisogna scongiurare il rischio delle partite a luglio, e quindi puntiamo dritti sull’Europa, dove abbiamo dimostrato di non essere inferiori a nessuno.
Salah assolutamente no, e neanche Borja Valero, Joaquin e Alonso, mentre in difesa lascerei a riposo certamente Savic.
E Gomez?
Qui il dibattito è aperto, alla fine penso che andrà in campo come se fosse una prova generale per verificarne le condizioni atletiche e mentali e comunque ci penserei parecchio prima di buttare dentro Babacar fin dall’inizio della sfida europea.

Una partita da grande squadra, che non perde mai la testa anche quando sembra che tutto le stia girando contro, dall’arbitraggio a soprattutto la sfortuna.
Senza Pizarro, ma finalmente con Borja Valero e soprattutto un Salah incredibile, assolutamente il migliore in campo anche se oggi siamo tutti a celebrare Babacar.
Una gara col cuore e con il cervello, dove abbiamo dimostrato di essere superiori alla Dinamo, come peraltro era abbastanza chiaro fin dal sorteggio.
Ovviamente non siamo in semifinale perché al Franchi abbiamo purtroppo dimostrato più volte di essere capaci di complicarci la vita, però ci godiamo l’ennesima bella serata europea.
In molti, compreso il sottoscritto, se la sono presa con Gomez, che pare un corpo estraneo per quanto la squadra abbia messo in mezzo diversi palloni interessanti.
Ora, con un po’ più di distacco, penserei che non è questo un argomento di cui ci dobbiamo occupare troppo, il discorso è semmai rimandato ad una valutazione complessiva a fine stagione.
Adesso pensiamo al presente e a chi cambiare lunedì sera contro il Verona.

Tommaso ha appena finito di rilasciare un’intervista in inglese, io lo guardo e penso a quanto è cambiato il mondo da quando venni qui nel 1989.
E a quanto sono cambiato io, specialmente in questi mesi così speciali per me.
Non ci fermiamo mai, corriamo sempre, dovremmo invece avere bisogno di un po’ più di tempo per decomprimere, per capire meglio.
La città in quei giorni non la vedemmo mai, nevicava sempre.
Ricordo un’uscita di venti minuti nel gelo di dicembre ed un veloce ritorno infreddoliti in quell’albergo dove vidi Ameri prendere solo qualcosa da bere prima della radiocronaca perché “per la voce va bene così”, e io accanto che mi buttavo sul salmone…
Nostalgia?
Certo, anche, perché negarlo?
Non è vero però che si stava meglio, piuttosto si immaginava il futuro molto diversamente da come lo si progetta oggi che quel futuro è diventato passato, a volte doloroso.
Ieri Baggio, domani Salah, ognuno faccia le sue scelte, alla fine comunque è sempre Fiorentina.

Se non ci riprendiamo a Kiev avremo sbagliato i calcoli sulla tenuta mentale di questa squadra.
E’ un doppio confronto decisivo per il futuro del gruppo: chi è da Fiorentina e chi no.
Non sono ammessi cuori pavidi, gambe molli, cadute di concentrazione.
Spiace dirlo, ma quello che è sembrato più in linea con le ambizioni della società e del popolo viola è Norberto Neto: magari avessero fornito un rendimento così Borja Valero, Gomez, Savic.
Adesso basta con le giustificazioni, niente pressioni eccessive, ma un giusto modo di affrontare un impegno tanto prestigioso quanto importante per il voto finale della stagione.
Prestazioni come quelle contro Juve e Napoli non sono più tollerate.

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