Fiorentina


Sono sempre stato parco nei voti e con le parole, non mi sono mai piaciuti gli eccessi, ma quella di ieri a Milano è stata davvero un’impresa.
Qualcosa di esaltante da vivere sul posto, raccontandola a chi non c’era.
Vincere in nove a San Siro, contro una squadra data in grande forma fortifica la convinzione di essere un grande gruppo “dentro”, cioè come forza dello spogliatoio, che è poi componente essenziale per costruire i successi.
Stiamo vivendo una stagione incredibile, fotografata dalle prestazioni di Neto: una storia nella storia che meriterà di essere raccontata meglio quando tutto sarà finito.
Sembravamo in declino ed invece a marzo corriamo come treni.
Tiriamo un attimo il fiato e godiamocela almeno per oggi, poi da domani penseremo alla Juve.

Una serata da sogno, grazie Fiorentina.
Li abbiamo annientati, prima col secondo tempo di Londra e poi con una prestazione di grande autorevolezza in cui si vede la mano di Montella.
Sta diventando una stagione di belle soddisfazione: a marzo corriamo ancora su tre fronti, quante altre volte era successo nella storia viola?
Salah è straordinario, un colpo di mercato assolutamente impensabile, ma è la prestazione collettiva quella che entusiasma.
Si vede che questa è una “squadra”, che esiste uno spirito che accomuna tutti quelli che vanno in campo, in panchina e in tribuna.
Molto bene anche Neto, che si è dimostrato un ottimo portiere.
Prendiamoci un po’ di libertà dalle polemiche: tra poco si gioca a Milano e questa mattina è ancora più bello di sempre tifare viola.

Neto non va fischiato, ovviamente.
Me nemmeno esagererei con le mozioni di affetto, che suonerebbero palesemente false.
Niente applausi, dunque, anche perché non si capisce come mai lui debba essere diverso dagli altri dieci che domani sera andranno in campo.
L’indifferenza nei suoi confronti è l’atteggiamento più corretto: è pagato per fare il portiere?
Lo faccia dando il massimo delle proprie possibilità, altrimenti cosa parleremmo continuamente di professionismo?

Quella di ieri sera vale più o meno come la sconfitta di Parma: altro rigore sbagliato (e siamo a tre consecutivi, ma perché non ha tirato Diamanti?), occasioni buttate, con l’aggravante del vantaggio al momento giusto.
E invece ci siamo fatti rimontare stupidamente, beccando un gol evitabilissimo addirittura in contropiede.
Fa male perché potevamo essere davvero in corsa per il terzo posto, che a questo punto si allontana parecchio, anche se una fiche sul Sassuolo io stasera me la giocherei.
Le notizie buone arrivano da Salah e da Badelj, ma anche dal resuscitato Ilicic, che ci ha messo il cuore e parte del pubblico lo ha capito finendo con l’applaudirlo.
I cambi di Montella erano inevitabili se ci vogliamo giocare tutto giovedì sera, fanno tutti così, a cominciare dal Tottenham.

Vale la vittoria dell’Olimpico, per il contesto, per il diverso palcoscenico, perché secondo me il Tottenham contro la Roma non perde.
Alla fine ti rimane pure il dispiacere di non partire da Londra con la vittoria dopo un secondo tempo di rara intensità e la qualificazione èancora in bilico.
C’è mancato il centravanti, inutile girarci troppo intorno, perché il volume di gioco della ripresa è stato veramente notevole, solo che Gomez ha avuto un solo sussulto in tutta quella che doveva essere la sua partita.
Stare cinque metri sopra la panchina di Montella è stata un’esperienza goduriosa e calcisticamente parlando paragonabile al petting con Isabella Ferrari (e non commentate troppo perché è ormai noto che a me piacciono dai 35 anni in su e trovo fantastiche certe mie coetanee..).
Sono rimasto impressionato da Salah e non tanto per le qualità tecniche, che si conoscevano, ma per la corsa e la resistenza fisica, mentre Joaquin a me pare commovente: ragazzi, ma questo simpatico signore spagnolo di 34 anni sta facendo una stagione incredibile, peccato appunto che sia così in là con l’età.
Non c’era Cuadrado in tribuna e neanche in campo, eppure non se ne èaccorto nessuno…

Inizio di trasferta veramente eccellente: ho scoperto che ora Valentina sa l’inglese meglio di me (sai che sforzo!) e quindi è assicurato il minimo di interazione con questa fantastica città e pure il ritorno a casa.
Sono completamente ostaggio delle ragazze: ieri sera mi hanno fatto provare l’emozione del sushi a Covent Garden, se solo me lo avessero detto un anno fa mi sarei messo a ridere, ma si vive anche per cambiare, no?
Fra l’altro non era affatto male, anche se temevo di digerire tutto solo questa sera all’ingresso in campo delle squadre.
E invece eccomi qui, sano, pronto per la mia corsetta mattutina e (con un pizzico di auto-indulgente generosità) perfino discretamente lucido.
C’è in giro un po’ di viola e pure una certa fiducia motivata dai fati: loro sono molto forti, ma anche noi non scherziamo e siamo nel miglior periodo di forma della stagione.
Questo, counque vada a finre, è un preciso merito di Montella che non credo proprio rinuncerà a Salah, qualunque sia il metodo tattico da usare.
Abbiamo pescato il jolly e scartarlo prima di giocare la mano sarebbe veramente stupido.

Che bella vittoria, senza molti titolari e con una personalità già esibita altre volte in trasferta.
Salah è destinato a fare innamorare i tifosi e Babacar ha dato le risposte che tutti, a comincire da Montella, cercavano.
Tre punti strameritati in un campo dove avevano perso in tanti e contro una squadra che sa giocare a calcio.
Nessun rischio di prensare troppo a Londra e classifica (scrivo prima di Palermo-Napoli) che tende al bello e anche al rimpianto per i tanti punti sprecati.
Ci siamo dimenticati molto velocemente di Cuadrado e siamo in corsa su tre fronti a febbraio, ora comincia il bello.
Intanto vado a ripassare la geografia, materia che non ho mai sopportato, perché l’Egitto è davvero in Africa, come diceva Saverio…

E’ la classica partita in cui forse sacrificheremo qualcosa all’Europa e non può essere altrimenti.
Non è infatti possibile giocare con la stessa migliore formazione a Reggio Emilia e a Londra e se così fosse faremmo un gran piacere al Tottenham.
Gomez fuori domani è quasi una necessità, ripetendo quanto visto a Roma e anche Pizarro non può reggere il doppio impegno.
Non vedo invece grandi problemi di concentrazione, ormai Montella sa come la testa dei giocatori, che non sono certo di primo pelo e hanno fatol’abitudine a certe sollecitazioni.
Il Sassuolo è un’ottima squadra, che gioca bene al calcio e questo ci va bene perché non si chiudono e sugli spazi un po’ più aperti noi andiamo molto meglio.

Piccolo consiglio non richiesto: potrebbe essere questo il momento giusto per far firmare il contratto a Babacar.
Un modo concreto per dimostrargli grande fiducia, perché è lui il futuro della Fiorentina, se solo mette a posto alcuni aspetti caratteriali che ancora non sono compatibili col grande giocatore e che sono invece giustificabili solo per l’età.
E’ ovviamente soprattutto una questione di soldi, ma anche di tempi, e stavolta bisogna scegliere quelli giusti per evitare un Neto bis (a proposito, ma sarà davvero convinto di aver fatto bene ad arrugginire in panchina per mesi?).
Babacar mi sembra discretamente attaccato a Firenze e questo è già un punto a favore per l’inizio di una trattativa che dovrebbe essere la più veloce possibile.
Una specie di blitz, con argomenti solidi per portare a casa la firma, altrimenti va ceduto nel prossimo giugno e sarebbe una sconfitta per tutti.

Un flash, estremamente importante perché è stata la sensazione provata in diretta: ho rivisto Baggio in maglia viola.
Solo che era più alto di una decina di centimetri, più biondo e con il numero 18 sulle spalle: quel gol del due a uno di Diamanti mi ha ringiovanito di 25 anni, un gesto bellissimo, nella preparazione e nella conclusione.
Una rete straordinaria che solo i calciatori di gran talento possono provare ad immaginare
Gara divertente, se la vinci, altrimenti ti mangi le mani per gli errori difensivi, che non sono stati pochi.
Però alcuni hanno veramente giocato una gran partita: Savic, Basanta, Mati Fernandez, Pasqual e naturalmente il “pratese” che sembra esserci sempre stato al Franchi e che sta conquistando l’ambiente.
Siamo in corsa su tre fronti e ora abbiamo anche ottime riserve: e se ce la godessimo un po’?

P.S. Il riferimento a Baggio era limitato all’azione del gol, mi sembrava pacifico, ma preferisco specificarlo per non essere accusato di bestemmia calcistica

Pagina successiva »