Fiorentina


Sto parlando di Bernardeschi, che ha sicuramente giocato una partita al di sotto delle aspettative e delle sue possibilità, ma bisogna vedere il contesto.
Ed il contesto era una squadra messa in campo quasi tirando a caso con i dadi ruoli e giocatori, senza capo né coda e senza neanche dentro quella necessaria cattiveria che ci vuole in vetrine come queste.
Il leader, Bonucci, ha per sua stessa ammissione giocato frenato dal rischio squalifica e altri mi sono sembrato sullo stesso livello di Bernardeschi, oggi additato come il peggiore in campo.
Quasi certamente in questi Europei non lo rivedremo più ed è una delusione per tutti, ma non vorrei che si esagerasse, che si parlasse di bocciatura, perché quella di ieri era tutto tranne che una squadra di calcio.

Dopo la grande soddisfazione della vittoria di ieri, mi sono posto una domanda: ma non dovevano essere gli Europei del grande riscatto di Mario Gomez?
Per adesso c’è stata tanta panchina e una ventina di minuti giocati al minimo sindacale, l’Europeo è ancora lungo, speriamo di essere sorpresi da un gol importante.
Perchè dalla soluzione del suo caso passa molto del mercato viola di questo 2016 non esattamente semplice per Corvino, che deve far quadrare bilancio e (ipotetico) rafforzamento della rosa.
Tenerlo è quasi impossibile, venderlo senza squilli ed avendo il suo assenso per la nuova destinazione un’impresa temeraria.

Beppe Virgili non sembrava assolutamente un ex giocatore, meno che mai un signore che aveva vinto uno scudetto a Firenze e che con la maglia della Nazionale aveva segnato al Brasile.
Farlo parlare in radio era stata un’impresa perché non gli piaceva affatto raccontarsi, ma una volta rotto il muro della timidenza (e della diffidenza) diventava irresistibile.
Grazie a suo figlio Aurelio ero riuscito ad entrare nelle sue simpatie e bisognava vederlo in famiglia per capire il valore dell’uomo.
D’altra parte, non si tirano su in quel modo quattro figli se non si hanno dentro certi valori e certe convinzioni.
Colpevolmente non sapevo che stesse così male ed era tra i più giovani di “quella” Fiorentina, certamente mi e ci mancherà moltissimo.

Mi è piaciuto Pantaleo alla prima dopo il grande ritorno e mi ha emozionato la partenza, quando ha ricordato Mario Ciuffi.
E’ come ritrovare una fidanzata di qualche anno fa: se è rimasto il sentimento, ci sono dei vantaggi notevoli, perché ci conosciamo già e se ci diamo fiducia almeno la partenza è ottima.
Ecco, i sentimenti di Corvino ci sono tutti, quelli del popolo viola sono invece più misteriosi, e non certo per colpa dell’uomo di Vernole.
Si respira molto scetticismo in giro, perché ancora è nei cuori e nella mente di tutti il grande spreco di gennaio, quando bastava davvero poco per continuare almeno a sognare.
Passata l’ondata emotiva, c’è parecchio da lavorare ed è proprio qui che giudicheremo senza alcun preconcetto il Corvino bis.

Non so esattamente in che modo la Fiorentina possa convincere Rui Costa ad uscire dalla sua Lisbona e neanche quali possano essere gli spazi di una convivenza tecnica con Corvino, ma se davvero andasse così, questo sarebbe un colpo straordinario.
Rimetterebbe a posto molte cose sulpiano mediatico, abbatterebbe finalmente la barriera che divide la Fiorentina ante e post Della Valle, ci regalerebbe una dimesione internazionale che solo Antognoni e Batistuta avrebbero potuto dare.
E poi c’è l’uomo, di un’altra categoria fin da quando ventiduenne arrivò a Firenze, qualsiasi cosa faccia nelmondo del calcio è una garanzia.
Continuo a rimanere molto scettico, ma poichè ero uno tra quelli che non avrebbemai creduto all’arrivo di Gomez a Firenze, chissàche non debba ricredermi anche questa volta.

Ho cominciato più di un mese fa a chiedere a Ranieri se fosse possibile averlo nel Pentasport.
Ieri mi aveva detto che era in volo e che quindi non sapeva se ce l’avrebbe fatta.
Questa del viaggio in aereo è spesso una scusa usata dall’interlocutore che ancora non ha deciso se sia o meno il caso di intervenire in radio, ma non valeva per Claudio e lo sapevo bene.
Abbiamo così cominciato a chiamare alle 18: sempre staccato e mi sono detto che anche per questa volta bisognava rimandare l’intervista con l’uomo mondialmente più celebrato dal pianeta calcio.
Poi, guarda caso proprio mentre avevamo in collegamento l’antico compare Luciano Dati, ecco che mi squilla il cellulare ed è lui che chiama perché è appena atterrato e quindi è disponibile.
Al di là del colpo giornalistico, che come tutte le cose domani sarà giustamente già dimenticato, mi chiedo in quanti si sarebbero comportati così.
E in queste cose vincere o perdere un campionato non c’entra niente.

L’idea Guerini fu ottima, anche se è stato ed è molto difficile spiegare a chi ama la Fiorentina perché nel viale Fanti non ci sia posto per Antognoni.
Adesso si tratta di scegliere un altro ex e tenendo conto che i due più grandi per un motivo o per l’altro non ci possono essere (dubito che Bati accetti di lasciare tutto per un ruolo di rappresentanza) non rimane che pensare ad un vecchio cuore viola.
A me pare che Celeste Pin possa essere una buona scelta, in seconda battuta Riganò, a seguire Orlando e Mareggini.
Tutti ex ragazzi con la testa sulle spalle, che sanno parlare e che sono indissolubilmente legati a questa maglia.
Dite la vostra, sono curioso.

Ancora tu?
Ma non dovevamo rivederci più?
Sono molto curioso di ascoltare la prima conferenza del secondo atto del Corvino viola.
Quattro anni sono un tempo sufficiente per metabolizzare gli eccessi del quotidiano, cambia molto la prospettiva su eventi e persone.
Come lo ritroveremo?
Quanto litigheremo, semmai litigheremo?
Ma, soprattutto, quanti mezzi avrà per provare a fare meglio degli ultimi anni, impresa niente affatto facile per tutti, Corvino compreso.

Ho avuto momenti di grande difficoltà, lo ammetto: quando il Milan attaccava speravo che facessero gol, era una specie di riflesso condizionato, sapevo che ci avremmo rimesso, ma era più forte di me.
Ai supplementari ho pensato che sarebbe andata in quel modo, non lo meritavano, ma avrebbero vinto loro e così è stato.
Gran partita del Milan, come avremmo dovuto fare noi due anni fa all’Olimpico e sconfitta beffarda, assolutamente non meritata.
Per una volta il c… della Juve ci ha fatto comodo e credo sia un evento epocale, che chissà quando mai si ripeterà.
Bene, adesso possiamo cominciare a programmare la stagione e forse sarebbe pure il caso di cominciare a farlo…

Gran vittoria davvero, peccato non serva a niente per la classifica, ma va e fa bene lo stesso.
Al gol di Lulic ho rivisto fantasmi zemaniani e invece abbiamo tirato fuori una signora prestazione senza Ilicic, Kalinic e Borja Valero.
Merito del centrocampo a tre?
Potrebbe essere una chiave di lettura, ma non l’unica e neanche la più importante perché i suonatori contano molto più dello spartito.
Bello uscire dall’Olimpico in quel modo, a patto che un successo così non faccia da specchietto per le allodole perché c’è molto da fare sul mercato e magari bisognerebbe prima o poi decidere chi sarà il nuovo direttore sportivo.
Intanto sappiamo che abbiamo un’ottima prospettiva come portiere, un ragazzo che deve giocare e che comunque ha carattere perché prendere una rete dopo due minuti e in quel modo a Roma avrebbe demoralizzato giocatori molto più esperti di Lezzerini e invece alla fine è andata benissimo, complimenti.

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