Attualità


Qui ci vorrebbe Gaber e una versione aggiornata di “Qualcuno era comunista”.

Io non lo sono mai stato comunista, ma ho sempre votato quel partito, tranne un inizio da radicale, e l’ho seguito nelle sue infinite e(in)voluzioni.

Da anni mi chiedo perché l’ho fatto e perché persevero ancora.

A dire il vero la risposta più convincente, si fa per dire, è quella per cui se mi guardo in giro non trovo di meglio, e allora tanto vale tenermi stretti quei concetti di solidarietà e di aiuto a chi sta peggio di me che mi porto dentro fin dall’adolescenza.

Quello che da tempo non sopporto più della sinistra è la presunta, molto presunta, superiorità morale, quel voler essere sempre dalla parte giusta, senza se e senza ma.

Noi siamo i più bravi, i più buoni, quelli dalle frasi ad effetto che fanno tanto fumo e niente arrosto, noi non sbagliamo mai, e se per caso lo facciamo è sempre per colpa degli altri.

E non è solo un vizio italiano, basta vedere cosa accade in queste ore in America: ma se avesse vinto Hilary, i repubblicani o quelli che la pensano al contrario della signora Clinton sarebbero scesi in piazza per delegittimare il voto popolare?

Non credo proprio.

In democrazia, come nella vita, le sconfitte si accettano e si riparte, ma si vede che per alcuni illuminati di sinistra questo è un concetto troppo reazionario da accettare.

“Sono incazzato nero e tutto questo non lo accetterò più”: quella frase di “Quinto potere” mi è sempre rimasta impressa e da un po’ di tempo è stata elevata a manifesto vincente di ogni cosiddetta consultazione democratica.

Scrivo mentre buona parte dei destini del mondo occidentale stanno per essere affidati ad un signore che visto da fuori fa paura e che per i sondaggi non avrebbe avuto la minima possibilità di vincere.

Già, ma i sondaggi vengono fatti con gente che ragiona, ma poi nel segreto dell’urna si vota di pancia ed ecco allora i 5 Stelle, la Brexit, Trump.

Perché la gente è veramente incazzata nera e in attesa di “non accettare” quello che passa il convento va contro, non importa con chi.

E’ ovviamente per quelli come me una grande delusione, ma…è la democrazia bellezza e non ci puoi fare niente, se non provare a chiedersi come abbiamo fatto a ridurre il mondo così.

Immagino che  l’accostamento 5 Stelle/Trump/Brexit provocherà polemiche e voglio spiegarmi meglio: non è un giudizio sull’operato, ma una semplice constatazione. O qualcuno mi vuol dire che il foto del 2013 non è stato contro?

I primi due ricordi della mia vita “pubblica” sono abbastanza confusi: quando il 22 novembre 1963 ammazzarono John Kennedy e quasi tre anni dopo, quando l’Italia venne eliminata dalla Corea ai Mondiali in Inghilterra.

Il terzo è molto più esteso e riguarda l’alluvione, vissuta con l’eccitazione di un bambino di sei anni che da un mese andava in prima elementare.

Eravamo fortunati perché abitavamo nell’unico palazzo alto di via Paisiello, al quarto piano, e dunque dalla finestra potevamo vedere quello che sarebbe stato uno scenario unico.

Ricordo una grande solidarietà tra i condomini, le famiglie che abitavano al primo piano vennero ospitate in quelli più alti perché la zona delle Cascine fu una di quelle più colpite.

E gli elicotteri, visti per la prima volta, o almeno così mi sembra.

Ci sono voluti molti anni perché mi rendessi conto che quella vacanza non programmata, quello stare tutti insieme, non fosse un gioco, ma una tragedia, tanto che ad un certo punto, come se fossi stato colto alla sprovvista, mi sono messo a rileggere tutto quello che accadde in quei giorni, quasi incredulo che l’alluvione potesse aver causato dei morti.

Cinquanta anni dopo è molto bello ascoltare le testimonianze di chi partì da ogni parte del mondo per venire a casa nostra ad aiutarci, ancora più bello in questi giorni di grande dolore per l’Italia intera.

Italiani, brava gente: consunto luogo comune che necessiterebbe di una profonda revisione a partire dagli anni della seconda guerra mondiale per finire ai giorni nostri.

Ma non si può che essere colpiti dai resoconti sui giornali dalle zone devastate dal terremoto e fatemi dire che per una volta la carta stampata sta facendo un lavoro molto importante, diverso da quello delle immagini e dell’audio, però attento nella misura e nei contenuti.

La dignità, soprattutto la dignità.

E’ questo ciò che traspare dalle decina di migliaia di senza tetto che si sono visti rivoluzionare la vita in due mesi, una settimana, un giorno.

E la voglia di ricostruire, si spera meglio, ma là dove è la loro vita, non altrove e anche la scelta di stare nelle tende invece che in albergo è significativa.

Che possiamo fare noi che stiamo dall’altra parte?

Dare un aiuto concreto, meglio se economico e provare a stare davvero uniti senza speculazioni politiche o di mero interesse.

Ayoub Kara, vice ministro della cooperazione israeliano, ha detto che «il terremoto in Italia è avvenuto» per punizione divina per l’astensione italiana all’Unesco nel voto sulla Città Vecchia di Gerusalemme

Ecco il classico caso in cui è dimostrato che si può essere ebrei, cattolici o musulmani, italiani, cinesi o israeliani, ma quando non tutto ti gira nella testa nel modo giusto non c’è niente da fare, spari delle idiozie senza senso, anche se sei (non si sa come) vice ministro.

Come per i vignettisti francesi, condannerei il signore in questione a fare almeno un paio di settimane di volontariato per vedere se poi ha altre brillanti idee che gli attraversano il deserto della mente.

P.S. Per la Fiorentina, Sousa e il resto appuntamento a dopo la partita

Dovete scusarmi: da qualche giorno sono assediato dallo spam e come se non bastasse sono stato hackerato, come si dice in questi casi, con la pubblicazione di un post che non avevo scritto io e che ho logicamente rimosso.

Sto perdendo un bel po’ di tempo a cambiare le cose, ma per il blog vale la pena…

 

Uno lo conosco piuttosto bene, avendo condiviso con lui un po’ di scuola e parecchio percorso radiofonico.
Un altro è sempre stato disponibile qualsiasi cosa gli avessi chiesto e non posso che essergliene riconoscente, personalmente lo trovo un fuoriclasse della risata.
Col terzo ho avuto meno occasioni di frequentazioni, ma una volta mi salvò letteralmente, perché facendo il grosso dissi all’allora undicenne figlia che conoscevo bene il conduttore del festival di Sanremo che era nel nostro stesso albergo.
Ci trovammo in piscina, arrivarono in contemporanea lui e la figlia ed io pensai terrorizzato: ecco, adesso mi sputtano chissà per quanto perché lui neanche mi saluta e invece andò tutto benissimo.
Grato a vita.
Insieme sono straordinari.
Sto parlando di Carlo Conti, Leonardo Pieraccioni e Giorgio Panariello: oltre due ore di divertimento purissimo, infarcito dalla maturità dell’artista.
Splendidi cinquantenni, rimasti amici, roba da noi e per noi fiorentini e lo dico con orgoglio perché spesso abbiamo davvero una marcia in più.
Basta solo ricordarsi di inserirla… (la battuta non è mia, ma di Pieraccioni a proposito della velocità e la bravura di Matteo Renzi)

Dopo 12 anni Linus molla il suo blog, certamente molto più popolare di quello che state leggendo e comunque evidentemente non proprio facile da gestire visto che ha affermato di non farcela più.
Qui siamo all’undicesimo anno insieme e se ripenso ai tempi in cui è iniziato (numero di figli, numero di mogli, proprietà di radio, cambio di radio, solo per dirne alcune) devo dire che mi si è rivoluzionato il mondo e che anch’io ho dato una bella mano a cambiarlo.
Gestire un blog è molto faticoso mentalmente, pur avendo il grande privilegio di non sottostare ad alcuna pressione economica, perché l’unico fine è quello di trasmettere il proprio pensiero e le proprie emozioni.
Ed è proprio qui che nascono i problemi e soprattutto i dubbi.
Come avrete certamente capito, per esempio, negli ultimi due anni ho attraversato tempeste fortissime e mi sono chiesto più volte come e quanto sarebbe stato giusto scriverne su una piattaforma accessibile a tutti, coinvolgendo la vita di altre persone peraltro già stravolta abbastanza senza bisogno di aggiungere niente.
Ho cercato di usare una certa misura, ma non sempre ci sono riuscito.
Ma non c’è solo questo.
A volte su certi argomenti che magari susciterebbero grande interesse non si hanno idee precise e, soprattutto, non è che tutti i giorni si possano scrivere cose intelligenti e infatti ho una sconfinata ammirazione per Serra e Gramellini che quotidianamente inanellano perle preziose sui loro giornali.
Col passare del tempo ho deciso che non è necessario scrivere sempre e comunque, che è meglio rallentare se non si ha nulla di significativo da proporre all’attenzione.
Diminuiscono i commenti, ma migliora la qualità della vita.

Meno male hanno cacciato dal guazzabuglio di idiozie assortite che è “Il grande fratello VIP” il maestro di pensiero, e a tempo perso pugile, Clemente Russo, quello che aveva teorizzato l’omicidio in caso di tradimento femminile.
Quello maschile invece no, con quello si è sempre dei ganzi, vedi alla voce Stefano Bettarini a cui penso Simona Ventura toglierà la sete col prosciutto.
E’ molto dura la strada per arrivare alla parità tra uomo e donna, ma c’è anche un’altra corsia all’incontrario, che riguarda i presunti diritti acquisiti da ex mogli nulla facenti che pretendono di essere mantenute dal marito vita natural durante, qualsiasi cosa loro o il coniuge abbia combinato durante il matrimonio, nonostante abbiano nella stragrande maggioranza dei casi testa, braccia e gambe per lavorare.
Ci sono ex mariti ridotti alla fame, uomini di una certa età che elemosinano assistenza da anziani genitori o alla Caritas perché costretti a passare soldi alle loro ex compagne per tutta la vita o almeno fino a quando le signore non si dovessero riaccompagnare (e chi lo farà mai? troppo conveniente vivere a carico di altri…).
In una società veramente civile bisognerebbe garantire tutta la sicurezza possibile ai figli e al tempo stesso imporre una scadenza per il famoso assegno di mantenimento all’ex coniuge che personalmente, se fossi una donna libera, capace di intendere e di volere, e quindi anche di lavorare, troverei non dignitoso percepire.

Quando Francesco Totti nasceva, stavo preparando la festa in casa per i miei 16 anni.
Ricordo tutto di quel giorno molto particolare e, per una serie di motivi, non proprio bello.
Ci pensavo nel leggere le giuste celebrazioni per un campione straordinario andando a scavare nella memoria, perché a me piace molto ricollocarmi nel tempo.
Ricordare cioè cosa stessi facendo e che persona fossi in quel determinato momento della mia esistenza: non so se è un tratto comune a molti altri, a volte aiuta a capire gli sbagli fatti.
Quello che ancora non sapevo in quel compleanno adolescenziale di quaranta anni fa (mamma mia, quanto è difficile essere adolescenti e poi ancora di più essere genitori di adolescenti!) è che una settimana più tardi avrei incontrato una ragazza molto carina che, quasi quattro decenni dopo, attraverso gli imperscrutabili mutamenti del cuore sarebbe poi diventata la compagna della mia vita.
E’ a lei che dedico questi miei “primi” 56 anni.
E anche a tutte le persone che mi vogliono bene, compresi (spero) tanti di voi che ogni mattina si prendono la briga di leggere questo blog.

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