Attualità


Continua la mia personale battaglia con questa schiena che da oltre una settimana mi sta facendo diventare matto e quindi domani non sarò a Verona.

Ho quindi un bel po’ di tempo per riflettere e guardare le immagini che arrivano dalle zone terremotate e oltraggiate della nostra meravigliosa Italia.

La riflessione mi induce a relativizzare i miei piccoli guai personali, perché veramente (e questo l’ho sempre pensato) c’è gente che sta molto, ma molto peggio di me, che continuo a ritenermi molto fortunato nonostante i diversi giorni all’ingiù che uno può passare.

C’è l’ammirazione per come queste persone flagellate dalla morte e dalla paura stanno affrontando questa che è un’autentica catastrofe, ancora più devastante sul piano psicologico, perché si può ricostruire una casa, ma dalla paura ci si riprende malissimo.

Ascolti le interviste, guardi i volti di chi sta là e ti chiedi: ma io riuscirei ad essere così?

E ancora: cosa potrei fare per aiutare chi sento molto vicino a me in questo momento?

Poco, se non qualcosa di materiale e certamente non basta, ma alla fine è meglio che niente.

 

Esiste poi un’altra emergenza, grave, e riguarda gli animali delle zone terremotate

Chi li ha in casa può capire lo straziante disagio di cani, gatti e di chi in questo momento è ancora più indifeso degli altri

Monica Senso, una volontaria fiorentina, sta raccogliendo le adesioni di chi vuole dare una mano per dare stallo o adozione ai cani, il suo numero di cellulare è 331 3121217

E chiunque può fare qualcosa, lo faccia, grazie

Clima ancora di festa, in città la mattina si scorre che è una bellezza, i ragazzi ancora non pensano con troppa angoscia alla scuola.

Il dopo sosta ci ha quasi sempre fregato, sto pensando a quanto accadde 24 anni fa in questi giorni, con il licenziamento di Radice e la caduta verso la B.

Ci ha fregato anche il Pescara nel 2013, quando sembrava impossibile anche solo pareggiarla quella partita.

Il perché la Fiorentina faccia così fatica dopo la pausa invernale non si è mai capito fino in fondo, anche perché non esiste una logica in tutto questo.

E’ chiaro che sosta o non sosta a Pescara dobbiamo solo vincere, non esistono scuse e sarebbe anche un gran modo di celebrare sul campo il ritorno di Antognoni.

E’ stato un percorso lungo, cominciato nel dicembre 2012, ma alla fine ci siamo arrivati: Renza Ciuffi non avrà nessun problema abitativo fino a quando (si spera il più tardi possibile) raggiungerà il suo amato Mario.

E avrà anche una situazione confortevole grazie alla Madonnina del Grappa, ma soprattutto grazie a tutti voi che avete contribuito con le vostre offerte a raccogliere una somma che è poi servita a regalare a Renza tranquillità e serenità

Scrivo queste righe anche per liberarmi di un senso di colpa che mi ha accompagnato per un certo periodo nella strada che il Comitato amici di Mario Ciuffi ha faticosamente attraversato: le mie vicende personali degli ultimi due anni non mi hanno infatti permesso di seguire come avrei voluto tutto quello che accadeva.

E’ il momento dei ringraziamenti, doverosi e assolutamente non retorici.

I nomi che state per leggere vi diranno poco, a parte uno, ma sono stati loro i veri protagonisti di questa avventura: Mario Tintori, Paolo Piazzini, Antonello Vannucci, Maurizio Nencini, Marco Galletti, Matteo Lucherini, Lucia Benvenuti e Sara Lupo.

Uomini e donne di grande generosità, che hanno speso per affetto verso Mario qualcosa che va oltre il denaro: il proprio tempo.

E un grazie va anche a Mario Tenerani: per quindici anni ci siamo fronteggiati in campo aperto con punte di asprezza di cui oggi mi pento, ma sapevo bene come fosse l’unico che mancava nella squadra del Pentasport e che quindi avrei preso volentieri.

Infatti gli chiesi a sorpresa (per lui) di diventare uno dei responsabili della nascente Radio Sportiva, ma sia pure a manlincuore Mario rifiutò per questioni di…cuore professionale.

Da lì è nato un rapporto vero, sincero, che è molto servito alla creazione del Comitato, che ora si scioglierà, e poi nei contatti con la Madonnina del Grappa, fino ad arrivare oggi finalmente alla chiusura del cerchio.

Classico bilancio di fine anno, ovviamente personale: il 2016 rientra certamente tra le stagioni buone della vita.

Sono stati dodici mesi importanti, direi decisivi per capire chi e cosa conta e chi e cosa invece no, ma soprattutto il 2016 mi ha restituito quella serenità che avevo smarrito nel biennio precedente.

Sono tornato ad abitare a Firenze ed è bellissimo, d’altra parte ci sarà pure un motivo per cui la ritengo (e non solo io) la città più bella del mondo.

Certo, sulla Fiorentina il discorso è profondamente diverso: chi se lo aspettava un 2016 così deludente dopo il girone di andata dello scorso campionato?

La colpa è di tutti, con responsabilità ovviamente decrescenti a seconda del ruoolo occupato, ma nessuno si può tirare fuori.

Buon 2017 a tutti, divertitevi, amate chi vi ama e non buttate via il vostro tempo con gli stupidi, i superficiali e chi non sa voler bene.

Comincia lo scatto finale per regalare a chi ci vuole bene qualcosa che faccia capire il nostro affetto.

Le ultime vicende della vita mi hanno portato ad aprire gli occhi su tanti aspetti su cui prima sorvolavo, per esempio l’inutilità di certi gesti o anche sprecare il mio (preziosissimo) tempo con persone o in situazioni marce.

I regali di Natale sono una conseguenza di quanto sopra: pochi e molto pensati, non un tanto al chilo, tanto per capirci.

Voi potreste però fare qualcosa per me e questo è un messaggio promozionale, come quelli che lancio in radio.

Guardate alla destra del blog, ci sono dei bei rettangoli su cui magari vi siete poco soffermati perché eravate troppo impegnati su Sousa o Bernardeschi.

Ecco, cliccateci sopra e poi decidete cosa fare: sono le associazioni e i gruppi che in qualche modo sorreggono il “nostro” blog  e ogni tanto meritano una vostra visita e un vostro aiuto, grazie

Continuo a pensare che Matteo Renzi fosse e possa essere la migliore soluzione possibile per provare davvero a cambiare verso, come recitava un suo slogan.

Nei suoi mille giorni alla guida di questo Paese, che per me resta il posto migliore dove vivere, non mi sono piaciute molte cose, com’è normale che sia: l’alleanza con Verdini, certe nomine che sapevano davvero troppo di Giglio magico, parecchia confusione sulle banche e altro ancora.

Così come non mi è piaciuta una certa inclinazione al compiacimento da potere, cominciata da quando in una scuola mi pare siciliana innocenti bambini gli cantarono una canzoncina di benvenuto che sapeva molto di visita mussoliniana durante il ventennio, per poi arrivare alla personalizzazione-boomerang del referendum.

Con lui però avevi (avevo) la sensazione che qualcosa si stesse muovendo, la sua energia di quarantenne ambizioso e anche spregiudicato è stato un motore per un cambiamento che si è visto solo in parte.

E ora?

Vediamo cosa succede, non sono ottimista e neanche pessimista, ma la fine di questo Governo non mi pare una bella notizia.

 

 

Eh sì, ci vuole classe per lasciare quando sei in cima al mondo come ha fatto Rosberg e come pochi altri hanno fatto in passato: Borg, Platini, Stoner, un po’ Antognoni e non è che me ne vengano in mente tanti altri.

Ci sono varie teorie sull’argomento: hai fatto tanta fatica per conquistarti il posto al sole, e sto parlando di casi meno eclatanti della conquista di un titolo mondiale, che nemmeno riesci ad immaginare di dover abbandonare proprio ora che puoi finalmente godere in tutti i sensi del frutto del tuo lavoro.

Oppure: non hai più stimoli perché tanto più in là di così non ti potrai spingere e allora tanto vale che ti ricordino quando eri in cima alle scale e non quando sei sceso, per non mollare l’osso, ai gradini più bassi elemosinando attenzione e ingaggi.

Personalmente ho sempre avuto un’ammirazione sconfinata per la seconda categoria e su questo sono passato sopra anche alla juventinità di Platini, tralasciando ovviamente le vibrazioni del cuore per Giancarlo.

E anche per i giornalisti è la stessa cosa.

Ad un certo punto devi mollare e non continuare a scrivere lenzuolate a 90 anni e passa, o occupare l’etere quando saresti già dovuto essere in pensione da almeno un decennio: state certi che io non seguirò quella strada.

 

 

Per non so quanto tempo, certamente decenni, ho preteso da me stesso il massimo in tutto e se non raggiungevo l’obiettivo ecco profilarsi immancabilmente la macerazione interiore.

Da un po’ di tempo in qua sto invece coltivando la dolcezza dell’imperfezione.

Non riesco più a fare tutte le radiocronache? Pazienza, ho creato un bel gruppo in grado di sostituirmi quando non ci sono.

Da padre separato cucino come posso e non sempre ottengo il massimo del gradimento? Vorrà dire che andremo a mangiarci una pizza fuori.

Arrivo in fondo alle giornata e mi rimangono inevase alcune cose che qualche anno fa avrei sicuramente fatto? Andranno a domani.

Sembra poco, ma è una rivoluzione copernicana

Oggi NON è la giornata dedicata alla violenza sulle donne, oggi è solo uno dei tanti giorni in cui dobbiamo avere paura e speranza.

Paura che salga il conto di chi è vittima della insensata forza maschile, che poi è fragilità, ma sono arrivato ad un tale punto di nausea per quello che sento e leggo che mi sono pure stancato di cercare spiegazioni socio/psicologiche a comportamenti criminali.

Speranza che l’educazione delle generazioni future (la nostra ormai è andata) attenui questo schifo e si avvicini al traguardo dell’uguaglianza nella diversità.

Perché uomini e donne non sono uguali, assolutamente no, ed è su questa differenza che si giocano le mille sfaccettature della nostra vita di coppia.

Sono però uguali i diritti e i doveri di ogni essere umano, e noi che abbiamo  avuto la grandissima fortuna di nascere, crescere e riprodurci nel libero mondo occidentale dovremmo davvero ricordarcelo ogni giorno.

Tutti i giorni.

Andiamo a prendere una pizza? Aspettiamo cosa succede il 4 dicembre e poi decidiamo.

E che palle!

Possibile che questo referendum sia stato innalzato al livello di quelli molto, ma molto più importanti del divorzio e dell’aborto?

Il CNEL e la nuova formazione del Senato, con relativi poteri, allo stesso livello di diritti per me inalienabili dei cittadini?

Siamo chiaramente entrati in un corto circuito mediatico/politico in cui ognuno recita a soggetto la propria parte ed essendo in Italia non si va di testa, ma di pancia.

Cioè si tifa, meglio contro: Renzi versus Grillo, esattamente come Fiorentina-Juventus.

Meno male che ormai mancano solo dodici giorni…

 

« Pagina precedentePagina successiva »