Attualità


Poi, ad un certo punto, ti accorgi che sono importanti le piccole cose di tutti i giorni, quelle che non hai mai considerato nel modo giusto, le perle preziose che potresti perdere da un momento all’altro: le ragazze che scherzano e si becchettano, Cosimo che elabora un concetto nuovo, un abbraccio.
La tanto disprezzata quotidianità, termine che a qualcuno evoca tristezza solo perché non la sa vivere nel giusto modo.
Maturità?
Forse.
O magari più semplicemente il riposo dopo viaggi difficili e tormentati, fatti di combattimenti in tutti i campi della vita, contro chi subdolamente ha cercato e cerca di ferirti.
E’ successo a tutti, penso.
E allora forse è bene fermarsi un attimo e riflettere sul perché si corra così tanto e provare a trovare la risposta dentro di noi.

Un bonus di produzione da 7100 euro lordi, assolutamente meritato: “Ho meritato il premio. Voi siete degli sciacalli senza dignità”: è questo lo sfogo di Monica Bocchiardo, responsabile della Protezione Civile del Comune di Genova alla trasmissione “Mattino 5”, sotto accusa insieme agli altri dirigenti comunali che hanno percepito bonus. ”
Ma poi il premio non lo valuto io ma chi me lo dà, quindi dovete chiederlo a loro”.
Poi non trattiene la rabbia e sbotta: “Siete degli sciacalli, mi fate schifo! Io ho una dignità, ma voi ce l’avete?”, chiede ai giornalisti.

Io sì, ce l’ho: posso esprimere qualche ragionevole dubbio sulla signora?

Voterei ancora Matteo Renzi perché mi pare l’unica possibilità per uscire dall’immobilismo della politica.
Perché sta cercando davvero di cambiare l’Italia, anche se ha esagerato nella creazioni di aspettative che per ragioni oggettive non potevano essere poi rispettate.
Credo che ci sia un vizio di fondo nel come in Italia si guardi alla politica e cioè che la si consideri come se fosse un continuo campionato di calcio, in cui esiste il tifo a favore e ancora di più il tifo contro.
Sto con Renzi e contro Grillo (per esempio), come se si giocasse Fiorentina-Juventus, mentre invece la politica è ben altro, è la sintesi dei rispettivi interessi e dei rispettivi ideali, la sommatoria delle esigenze di chi deve essere governato.
Anche per questo sono profondamente disinteressato alla querelle tra Diego Della Valle e Matteo Renzi che invece pare tanto turbare il popolo viola, come se assistesse ad un doloros bisticcio in famiglia che imbarazza.
Non conosco l’eventuale programma politico del patron della Fiorentina, ma personalmente lascio sempre aperto il cervello: se ci saranno cose interessanti, dirò la mia da cittadino.
Per ora seguo con preoccupazione gli sforzi di Renzi, sottolineandone anche gli errori di percorso, alcuni dei quali erano evitabili, se solo ci fosse stato meno voglia di stupire e di dare spazio soprattutto a determinati ministri (io ancora non ho capito perché a recuperare in Congo i bambini da adottare sia andata la Boschi, che cura i rapporti con il Parlamento).
Per ora lo rivoterei e credo che pensino come me la maggioranza delle italiane e degli italiani che ancora si sforzano di entrare nel seggio.

Ne avevo già intravisto le potenzialità per non diventare un secondo Lippi o un secondo Mazzarri, fate voi.
Era successo al Franchi con la storia delle parrucche e poi quando aveva mimato la direzione d’orchestra sugli insulti cantati, anche se dopo, a partita persa, era scivolato nel vittimismo.
Ora poi che è diventato allenatore della Nazionale pare essere molto sopra le parti, non facendo sconti a nessuno.
Sto parlando ovviamente di Antonio Conte, che ha pubblicamente cazziato il suo ex pupillo Bonucci per il post da ultrà contro la Roma, che non convoca Balotelli per manifesta incapacità tecnica, che alla fine avrà con Firenze, sede della Nazionale, un rapporto migliore di quello che aveva Prandelli.
Perché si è posto nel modo giusto quando è andato a trovare Montella, perché ha spesso la parola giusta per i viola, che si tratti di tirare su il morale a Rossi o parlare di Aquilani.
Per ora sta transitando dalla casella neutralità, ma chissà come andrà a finire se continua così.

Era la prima volta che provavo da utente il Meyer: niente di grave, anche se la minima cosa, peraltro programmata, su un figlio di sette anni ti fa stare sempre in pensiero.
E’ stata un’esperienza unica, perché io e Letizia siamo stati letteralmente avvolti in un’atmosfera familiare che riesci a percepire solo se ci sei veramente dentro e quindi spero che per voi non succeda mai.
Ti portano dolcemente e col sorriso sulle labbra al punto dove devi arrivare e ti senti protetto, Cosimo ad un certo punto ha detto: “via, non perdiamo altro tempo e addormentatemi”.
Perché tutto è stato vissuto come un gioco, prima e dopo, e noi genitori lì, molto meno angosciati soprattutto per merito loro.
Si può fare il proprio mestiere in tanti modi diversi, ma chi sta nelle strutture ospedaliere ha molte responsabilità in più perché un suo sorriso tranquillizza, una parola giusta regala forza a chi soffre.
Il giorno dopo non posso che dire grazie a questi gentili sconosciuti che mi fanno sentire ancora più orgoglioso di essere fiorentino.

Se mi avessero detto che il giorno del mio compleanno avrei scritto un post in difesa del direttore generale della Juve non ci avrei mai creduto.
Credo che qualsiasi persona dotata di neuroni nel cervello debba difendere Marotta dalla vergognosa battuta di Lotito a proposito del problema agli occhi del dirigente bianconero.
Sono intervenuto anche con il grande Ciuffi e con i ragazzi di Viola nel cuore quando in qualche occasione è stato sottolineato il suo problema, è una forma pesantemente infelice di deridere chi ha un difetto fisico e per questo inammissibile.
Passasse il concetto che si può dire di tutto, saremmo nel far west quando invece credo che si debbano rispettare ovunque le elementari regole dell’educazione e del vivere civile.
La vergognose parole di Lotito sono ancora più gravi perché pronunciate da un presidente e dirigente federale, un uomo che si presume, molto probabilmente a torto, che abbia un cervello per pensare e quindi dire o non dire certe boiate.

Alla vigilia dei miei 54 anni cerco di capire cosa ho imparato davvero dai dodici mesi più difficili della mia vita, che sarebbero stati poi quasi nove, cioè dall’inizio del 2014, ma siccome voglio essere ottimista, ecco che spero davvero che tutto quello che ho passato appartenga… al passato.
Intanto ho capito che non si finisce mai di cambiare e quindi, se non vuoi soccombere, devi cercare di adattarti a queste modifiche, piccole o grandi che siano: non ci sono alternative, anche se è spesso doloroso.
Ho poi imparato che le risorse di cui disponiamo sono molto maggiori di quanto noi stessi si possa pensare, che per quanto tu sia convinto di essere a terra, di essere sottoposto ad un bombardamento di situazioni pesanti e di non farcela più, alla fine provi sempre a risollevarti: a volte ci riesci, a volte no, ma almeno hai tentato.
Ho anche capito che ti devi conquistare tutto, ma che i prezzi da pagare devono avere un limite oltre il quale puoi tranquillamente lasciare perdere.
E’ tanto?
E’ poco?
Non saprei dire, so solo che oggi sono molto diverso rispetto ad un anno fa.

Per noi intendo la parte maschile dell’universo e mi riferisco solo agli umani, che comunque già faccio fatica a conoscere e spesso a comprendere.
Stavolta per fortuna la notizia non è cruenta, potrebbe perfino far sorridere e invece dovrebbe far indignare se solo pensassimo di essere al posto della ragazza che si è vista piombare addosso 20.000 sms in 8 mesi dall’ex fidanzato lasciato per gelosia o per quello che le sembrava più giusto fare.
Più la clonazione della chiave del condominio per infilare nella cassetta della lettere missive d’amore, più appostamenti, più tutte le altre cose che una mente malata può fare in queste situazioni.
E’ andata bene perché lo hanno arrestato prima che ci fosse un’altra Lucia Annibali.
Lui adesso dirà che era solo innamorato e a qualcuno parrà pure una giustificazione plausibile mentre invece non c’è proprio niente di giustificabile.
Il problema di fondo sono le emozioni e i sentimenti che nella maggior parte dei casi noi uomini maneggiamo più o meno allo stesso modo di come io potrei operare sul motore di una macchina, cioè malissimo.
Non so bene cosa sia successo nei milioni di anni che hanno preceduto il mio ed il vostro arrivo sulla terra, ma conosco bene l’imprinting che ha accompagnato da sempre il genere maschile: “devi essere forte, nascondere la tua debolezza, devi essere un vincente, sempre”.
Le conseguenze sono quelle del sotterramento delle emozioni e a seguire dell’affermazione di una doppia morale a cui mi sono sempre ribellato, ben prima (questo lo voglio dire con orgoglio) di avere delle figlie femmine.
Una doppia morale che ci porta a desiderare ed essere affascinati da donne intelligenti e libere, anche nella loro sessualità, ma che ci vanno bene fino a quando non diventano le “nostre” donne.
E’ divertente sentire una nostra amica fare apprezzamenti su un uomo, ma se lo fa nostra moglie ci piace già molto meno, mentre invece noi ci sentiamo autorizzati a dire più o meno tutto, battute grevi comprese, perché “tanto si sa, il maschio è cacciatore”.
Il concetto di “nostro” in tantissime situazione non è mai purtroppo il prologo del “noi”, cioè del tentativo di armonizzare insieme due vite attraverso i sentimenti che uomini e donne provano ognuno nella propria specificità.
No, il “nostro” diventa una forma di possesso, a volte veramente patologico, una deriva della vita a cui per troppo tempo le donne hanno detto sì per paura, vergogna e disperazione.
L’amore è un’altra cosa, ognuno ha la propria declinazione e ognuna è giusta a patto che comprenda il rispetto reciproco, ma certamente non si esprime con 20.000 sms in otto mesi.

Che assurdità questa polemica sulla Littizzetto, che ha donato “solo” cento euro nella lotta alla SLA: sono poche?
E chi lo stabilisce?
Meglio lei che ha dato o chi ha ignorato l’invito alla doccia con relativa e ben più importante donazione?
Con lo stesso metro di giudizio dovevate attaccare pure il sottoscritto, perché per fortuna potrei permettermi di più dei trenta euro del bonifico di ieri, ma chi decide il quanto?
A me pare che il mondo dei media, ed il web in particolare, sia diventato una gigantesca bolgia, in cui uno degli esercizi quotidiani più difficili sia cogliere il meglio, scansando lo sterco che viene distribuito a palate.
Sulla beneficenza bisognerebbe avere tutti una grande elasticità di pensiero, evitare facili moralismi da quattro soldi.
Ricordo ancora quando cominciò a stare male Mario Ciuffi le piccole miserie di alcuni per sottrarsi a qualsiasi forma di aiuto, la generosità nascosta (ma a distanza di venti mesi si può dire) di uomini come Pantaleo Corvino e Andrea Della Valle, ma soprattutto ricordo la partecipazione di tanta gente con piccole somme: ognuno dà quello che ritiene giusto dare e non sta a noi impartire lezioni.

Vai, tocca anche a me.
Forse, visti i guai più o meno piccoli che mi sono capitati in questo 2104, era decisamente meglio se la moda del secchio ghiacciato arrivava l’anno scorso, diciamo che sarei stato più pronto.
Mi ha nominato Francesco Selvi, giornalista di razza, “imprestato” dalle testate nazionali a Rtv38, che ha rivoltato come un calzino facendone una signora televisione, la più completa a livello toscano per l’informazione.
Tra un po’ mi preparo, con l’aiuto fondamentale di Valentina e Camilla che rovesceranno il secchio (ho pure un dito steccato per via di un’improvvida manata su un tavolo da ping pong in marmo) e riprenderanno la scena.
Vi anticipo, in esclusiva solo per voi utenti del blog, i miei nominati: Francesco Toldo, Giovanni Sardelli e Tommaso Loreto.
Avevo pensato anche a Pestuggia e Rialti, ma poi ho avuto un moto di umana solidarietà per le conseguenze che avrebbero dovuto sopportare sul piano fisico…
E domattina, come spero facciano in tanti, bonifico alla Fondazione Borgonovo, di cui non è male riportare gli estremi: IBAN: IT 53 M 08329 51610 000000202000
BCC ALTA BRIANZA – FILIALE DI OGGIONO

Alla fine ho nominato Pestuggia al posto di Loreto, che aveva già dato, e ho avvertito Toldo.
Tra poco il video, se riesce l’operazione invio a violanews.com, domani bonifico di 30 euro: seguitemi!

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