Attualità


Ognuno di noi ha le proprie fissazioni.
Le mie un po’ le conoscete: nel calcio appena sento parlare Corvino mi si intasa la vena, e lui ogni volta che parla conferma la deriva in cui è caduto dal 2010 ad oggi, se vedo Baggio di persona e qualche suo vecchio filmato in maglia viola mi sciolgo, i gol di Antognoni mi rapiscono ancora.
Guai a chi mi tocca Guccini e, tutto in altro campo, Isabella Ferrari, Nanni Moretti lo vado sempre a vedere (ma può anche non piacermi), le immagini in bianco e nero mi inchiodano alla televisione.
Il mio amico Aurelio Virgili ora ha la fissazione in negativo con Neto, Piero Ceccatelli, che è un ottimo giornalista e profondo conoscitore di calcio, quella di Balotelli.
Ecco spiegato il titolo: possibile che sui due maggiori giornali sportivi italiani si titoli in prima pagina sul “cuore di Balotelli” solo perché ha visto dopo un anno la figlia?
Via, non è possibile perdersi ancora così, per vicende di questo livello.
Ho cercato di resistere alla sistematica demozione di Piero, ma alla fine devo ammettere che l’attaccante del Milan è molto chiacchiere e distintivo: se cominciasse a segnare (per l’Italia) quanto alcuni suoi predecessori forse riusciremmo a digerire meglio certe esagerazioni.

Cresciuto inesorabilmente a pane e “Malizia”, prigionero negli anni dell’adolescenza di una mai purtroppo realizzata fantasia di seduzione da parte di qualche bella (ma anche meno bella…) e attempata (cioè, sui 40/45, pensa te ora…) signora, ho sempre un’enorme ammirazione per le donne dai 35 in su.
Ieri per esempio mi sono entusiasmato per la galleria fotografica di Isabella Ferrari, che ha toccato i cinquanta e che trovo molto più attraente oggi di quando amoreggiava con Ciavarro in “Sapore di mare 2″.
Mi dicevano: sei fissato, cambierai idea quando avrai quarant’anni e ti piaceranno le ventenni.
Si sbagliavano, non sono cambiato affatto, il problema è che sono cambiate loro, le signore, che si sono rotte le scatole.
Giustamente, secondo me, perché per decenni noi maschietti, e generalizzo sapendo di non essere corretto, ci siamo baloccati con l’idea di poter puntare sulle ragazze giovani, forti del fascino dell’uomo che ha una sua posizione e dell’esperienza accumulata in decenni di battaglie amorose, come se poi in certe cose si contassero le presenze, neanche fossimo in serie A…
Sono state trascurate mogli, compagne, qualche volta perfino amanti silenziosamente devote, per l’idea di inseguire il meglio, che per molti è associato a più giovane.
Da qualche anno però si sono scatenate loro, le quaranta/cianquanta/sessantenni, direi finalmente consapevoli della loro forza, che è sempre stata molto più dirompente della nostra: bastava solo azionarla.
E adesso?
E adesso sono cavoli acidi, ma forse alla fine di un percorso molto doloroso (i pazzi e i mentecatti usano la forza per provare ad uscire da un problema che è solo loro) non è detto che tutto questo non migliori la già traballante specie maschile.

Piccolo quiz: non si vince niente, però mi piacerebbe che qualcuno provasse lo stesso fare un pronostico.
Quanti deputati e senatori del democratico Movimento Cinque Stelle resteranno nel dialettico gruppo di Grillo al termine della legislatura, qualunque sia la sua durata?
Attendo risposte.
Pregasi astenersi logorroici e portatori di insulti, anche se democratici.

Dunque domani torno a Copenaghen, luogo cult dei miei vent’anni.
Estate 1980, partiamo in tre e a Stoccarda parte il motore della macchina di mio cugino, ci vogliono tre giorni per avere quello nuovo e così viviamo accampati vicino alle mucche in una tenda montata così e così.
Poi arriviamo a Copenaghen ed è come essere nel Paese delle Meraviglie, con la particolarità di non avere una lira (o una corona) e quindi si razionava tutto, in pratica si mangiava solo la sera, ma non ci pesava per niente.
Clima fresco, il giorno partite su partite di calcio e la sera via a Tivoli dove…vabbeh, sembrava di essere in un luogo incantato, con queste bellissime ragazze bionde che ti guardavano ammirate perché eri moro, con un sacco di capelli e pure magro.
Al ritorno dissi che ero in grado di guidare dopo una notte di baldoria, mi addormentai in trenta minuti, sbattemmo nella foresta nera tedesca, facemmo un paio di testa-coda, ci mancò di poco un tir, rischiammo seriamente la vita e distrussi la Golf di mio cugino, ma la vacanza resta memorabile.
Giuro che mi ci sono volute un paio di settimane per riprendermi in Italia, per accorgermi che non eravamo più in Danimarca.
Due anni dopo cercammo di ripetere l’incanto ad Ibiza, più o meno nella stessa formazione e fu un fallimento: si viveva di notte e al secondo giorno avevo già voglia di tornare in Italia.
Ho quasi paura a tornarci a Copenaghen, ovviamente è tutto diverso, ho 53 anni, sono un’altra persona e fisicamente mi sento ancora parecchio acciaccato e forse non si dovrebbe mai rivedere i posti dove si è stati veramente felici.
Sarà perché a vent’anni “si è stupidi davvero, quante balle si ha in testa a quell’età”, ma è stato tutto bellissimo.

Tivoli è chiuso…lo aprono da fine aprile, ma è stato emozionante lo stesso.
Attraverso i cancelli, su quei vialetti, era come se vedessi passeggiare il ragazzo che ero allora, con tutti i miei sogni, la mia irruenza, le mie speranze.
Copenaghen continua ad essere bellissima, anche 34 anni dopo, senza capelli e qualche chilo in più.

O la va o la spacca per Matteo Renzi e per il bene di tutti io mi auguro proprio che vada.
Ognuna delle due soluzioni aveva ampi margini negativi: farsi rosolare a fuoco lento dai giochetti della politica, piccoli passi di Letta compresi, o contraddire quello che aveva sempre detto e cioè di voler passare dagli elettori per un’eventuale scalata a Palazzo Chigi?
Ha scelto la seconda strada, convinto che con il “fare” ci si dimenticherà in fretta della teoria.
Già, ma “fare” cosa?
Ed è lì che Renzi si gioca tutto.
Deve smuovere davvero l’economia reale, non quella artificiale dello spread e della borsa, deve far partire l’idea della ripresa, ridare speranza, cercando di allontanare il pessimismo assoluto che domina (purtroppo con qualche ragione) ogni nostra azione quotidiana sociale.
Ce la farà a “fare”?
Ci conviene tifare per lui perchè le alternative sono scarse e molto pericolose.

Questo mestiere ha i suoi vantaggi.
Per esempio quando il fantastico anestesista di Villa Donatello si dichiara tuo ascoltatore e ti convice a fare quella totale, dandoti ampie rassicurazioni che ti sveglierai.
Ed eccomi qui, quasi alle quattro del mattino, niente angosce e niente vino, solo grandi dolori, ma sollievo dopo due giorni da incubo.
Tra un po’ passerà, intanto stasera torna Sardelli in radiocronaca, se ce la faccio rientro con l’Udinese.
Un abbraccio a tutti.

Com’era prevedibile mi sono arrivati addosso insulti di ogni genere e ha pubblicato quasi tutto.
C’è però un aspetto che ancora riesce a farmi arrabbiare e forse è un bene perché vuol dire che non sono ancora assorbito completamente dal vivere quotidiano.
Perchè tirare in ballo tutto lo sterco esterno per provare a giustificare ciò che giustificabile non è?
Mi spiego meglio: le battute penose sulla Cafagna e la Gelmini, le porcate fatte in Parlamento, lo spintone del questore di Scelta Civica alla deputata 5 stelle, il femminicidio quotidiano, il dramma economico che vivono tanti di voi sono cose reali, oggettive, che non mi sogno assolutamente di disconoscere e che spesso ho sottolineato su questo blog.
Ma vorrei sapere cosa c’entri tutto questo con i due episodi che ho evidenziato.
A me pare un atteggiamento infantile, che potrebbe avere Cosimo che sta per compiere sette anni: ok, hanno sbagliato, ma anche loro però…
E se provassimo un po’ di più ad ascoltare le ragione degli altri, o, tanto per cominciare, delle persone che abbiamo accanto?

Perchè non hanno scritto sulla loro massima espressione mediatica, cioè il blog di Grillo: “Cosa fareste in macchina con Pietro?”, che sarebbe Grasso e che rappresenta le istituzioni democratiche italiane allo stesso livello di Laura Boldrini?
Perchè non hanno inveito contro i deputati maschi del PD accusandoli di fornire prestazioni sessuali di svariato genere invece di ricorrere con le signore del medesimo partito all’evocazione dei pompini?
Perché hanno un’anima maschilista e violenta, perlomeno quella parte di loro che ha dato vita alle ignobili scene degli ultimi giorni.
E saranno pure una minoranza, ma gli altri (e le altre!!!, che non dicono niente) sono responsabili allo stesso modo perché, salvo casi isolati, non ho visto prese di distanza.
Stiamo andando alla deriva dialettica ed è pericolosissimo: speriamo che la smettano di alzare il tiro per farsi ascoltare altrimenti deve in tutti i modi intervenire la magistratura perché l’Italia è uno Stato di diritto e certe cose non sono ammissibili.

Mi ricordo della raccomandazione che i miei genitori facevano spesso a mia sorella negli anni della nostra prima adolescenza: “controlla la coda di David, ha sempre la camicia fuori dai pantaloni”.
Avvertimento inutile: ho continuato a girare per anni con la coda, non attribuendo in verità alcun nesso tra questo particolare e lo scarsissimo successo che ho avuto con le ragazze fino ai 16 anni, sempre ammesso che un nesso sia esistito.
Quarant’anni dopo non sono cambiato, resto il solito trasandato, anche se il mio guardaroba è vertiginosamente migliorato grazie soprattutto alla presenza delle tre donne che ho in casa.
Non porto mai la cravatta (tranne che in rarissime occasioni, quando sono in pratica costretto), anzi non la porto da almeno una decina di anni e non esiste una vera spiegazione al mio stop, cioè non c’è niente di “sociale” in tutto questo, semplicemente non mi piace più.
Ci sono dei momenti in cui ho delle folgorazioni del tipo: certo mi piacerebbe essere sempre in punto e virgola come x o come y e me lo potrei pure permettere, ma sono attimi di follia, che come arrivano passano e così torno al mio stile, che può piacere o meno senza che questo turbi i miei pensieri.
Una cosa però tengo a dirla: non ho nel mio guardaroba ne’ calzini corti ne’ calzini bianchi, li sopporto meno della cravatta e l’immagine molto particolare di ieri con Anderson e Mencucci è legata solo al mio agitarmi, nonostante il calcolo che non se ne va.
Un po’ come la coda di quando avevo 14 anni…

La vergogna peggiore di questi giorni è la vergogna di Stefano Fassina.
Vice ministro di un Governo formato con Berlusconi, sempre lì ancorato alla poltrona anche dopo il passaggio al rango di pregiudicato del predetto Berlusconi, e adesso sconvolto dal fatto che il segretario del suo partito provi a fare una legge elettorale dialogando nientepopodimeno che con Berlusconi.
Viene fuori il peggio del peggio della sinistra dalla levata di scudi isterica della minoranza.
Esce ancora una volta quel senso di superiorità che non ho mai capito e che ricordo bene fin dagli anni degli attivi e delle assemblee: noi conosciamo la verità dei fatti, noi siamo culturalmente di un’altra estrazione, noi non ci confondiamo con chi ha la nostra preparazione e la nostra storia.
E bravi Cuperlo, Fassina, D’Alema e compagnia cantante: continuate pure a farvi del male con i vostri giochetti dialettici, i vostri “tavoli di lavoro” e le vostre “piattaformme programmatiche”.
Potreste pure riesumare le “convergenze parallele” di Moro, che in fondo non vi dispiacevano poi tanto, visto che vi permettevano di occupare il potere senza metterci provando a governare.
Basta che vi leviate dai tre passi, che lasciate ad altri almeno la possibilità di provare a resuscitare questo Paese moribondo anche per colpa vostra.
Vi sembra poca cosa una legge elettorale che consente di governare, l’abolizione del Senato e dell’ormai inutile bicameralismo perfetto, il risparmio di un miliardo di euro tra indennità a senatori e riduzione dei vergognosi compensi regionali?
Ma voi, scusate, cosa avete fatto e proposto in questi nove mesi di equilibrismi tattici e di governo con Bungasconi, oltre a partorire la follia del calcolo dell’IMU ridotta, non ridotta, o alla carta?

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