Attualità


Boeri non può criticare la manovra di Governo sulle pensioni perché, pur essendo il presidente dell’INPS, non è stato eletto.

Chi mandò l’avviso di garanzia a Salvini per Acquarius si prese una grave responsabilità perché il malcapitato magistrato non era stato eletto.

Sinceramente era più originale Berlusconi, che nel 1994 si chiese chi mai fosse quel tale Spaventa che concorreva contro di lui per un seggio alla Camera e che “non aveva mai vinto una Coppa dei Campioni”, non fosse altro perché vincerla è certamente più difficile di occupare un posto in Parlamento.

E comunque, estremizzando il concetto così caro al nostro Governo, è deputato a parlare solo chi è stato votato e comanda:  ma chi poi esce dalla cabina di regia, promette di tacere fino a quando non tocca di nuovo a lui?

…rivedo tutta la mia vita e sono soddisfatto.

Errori, scelte sbagliate per superficialità, i miei difetti a cui da un po’ di tempo cerco di porre seriamente rimedio: tutto vero e tutto giusto, ma la vita è altro.

Anzi, è soprattutto altro: è l’empatia delle persone che ti vogliono bene, è l’amore della donna che ha deciso di condividere la sua vita  con te, sono i figli per cui sei costantemente in ascolto, è la creazione sul lavoro di qualcosa che ogni giorno si realizza attraverso quella magnifica invenzione che è la radio.

Essere diversamente giovane, avere 58 anni,  alla fine è proprio questo: saper assaporare il bello e il buono di ogni giorno, anche in mezzo alle battaglie e facendo rosicare chi prova a farti del male.

Si è alazato il livello dello scontro dialettico, ma soprattutto si è alzato a dismisura lo spread, che alla fine ci costerà più di una manovra.

Siamo sul Titanic e non ce ne accorgiamo?

Eppure se oggi si andasse a votare, credo che i partiti di governo uscirebbero ancora più forti del 4 marzo, pur non essendo accaduto nulla di quanto promesso e senza che nessuno sappia davvero cosa potrebbe succedere se accadesse quanto ampiamente reclamizzato (reddito di cittadinanza, flat tax, abolizione della Fornero).

La Lega che appoggia il reddito di cittadinanza mi sembra un ossimoro politico, ma a questo siamo arrivati e non certo per un colpo di Stato.

I Toninelli e anche i Casalino sulla cabina di comando li abbiamo mandati noi e ci si possiamo anche prendercela con chi c’era prima, ma almeno per me  è una ben magra consolazione.

Quanti anni mi sento davvero?

Sicuramente meno di 58, che mi pare in assoluto un bel numero, anche se un po’ troppo vicino ai 60….

L’energia è la stessa dei tempi migliori, temprata dall’esperienza e dal relativizzare (finalmente) quello che mi sembrava spesso impossibile da affrontare o superare.

Più che altro mi pare incredibile che siano passati decenni da alcuni momenti che invece spuntano dentro di me come se fossero accaduti la scorsa settimana.

Per esempio 42 anni di radio, olre 15000 giorni, roba da non credere.

Se penso a quanto non sopportavo le attese, a quanto contassi le ore che mi separavano da una data, da un evento o da un appuntamento mi pare di raccontare di un’altra persona: quanto vivevo male e quanta energia, tempo e vita ho sprecato per cose e situazioni inutili e idiote.

So anche a chi devo in gran parte questo cambiamento e alla fine di un faticoso percorso durato più o meno mille giorni sono tornato al punto di partenza, cioè a quello che pensavo prima che la giostra cominciasse a girare vorticosamente: sono un uomo fortunato.

 

Sembra incredibile, ma si può vivere (meglio) anche a ritmi più bassi.

Arrivo da quattro giorni da favola e mi sento particolarmente ispirato sull’argomento.

E’ proprio vero che quello che non ti ammazza ti fa crescere, i detti comuni saranno pure intrisi di retorica, ma qualche verità la contengono.

Comunque sì, ho ormai definitivamente interiorizzato due verità assolute: non importa essere frenetici e/o angosciati per le problematiche giornaliere e (soprattutto) nessuno è indispensabile.

Vedi per esempio la nostra rassegna stampa alle 6 del mattino, quando l’ho pensata e poi costruita credevo che la mia presenza fosse fondamentale per chissà quanto.

E invece no, vanno benissimo pure da soli e io mi diverto con grande soddisfazione ad ascoltarli per poi intervenire alla fine: molto più rilassante….

Al quarto giorno di rassegna stampa su temi nazionali e locali extra calcio alle sei del mattino un po’ di stanchezza si sente, ma è poca cosa rispetto alla grande soddisfazione di aver creato un programma che era da tempo nella mia testa.

La magia della radio è questa: si riesce a trasformare in tempi brevi un’idea in qualcosa di concreto, a patto ovviamente di essere solidi economicamente e avere una buona diffusione, altrimenti potremmo trasmettere via citofono…

Spero che qualcuno di voi la mattina cominci a seguirci e, rimanendo al palinsesto, ho recepito le vostre lamentele e “Viola nel cuore” parte alle 20.15, con una durata complessiva di due ore e un quarto, che è di più di quando partì questa bellissima avventura nel settembre del 2009.

Stasera poi inizia alle 20.25 qualcosa di indefinito ed intrigante,  “Ditelo a Furio”, rubrica di varia umanità viola e fiorentina con un uomo solo al comando: Furio Valcareggi.

Insomma, non ci annoiamo mai e spero neanche voi.

La definizione non è mia, ma l’ho trovata perfetta per raccontare un certo modo di essere del mondo maschile, a cui appartengo con soddisfazione da quasi 58 anni.

Ci vogliono anni di introspezione e di sportellate prese in faccia  per “saper scegliere il tempo, non arrivarci per contrarietà”, per capire insomma cosa voglia dire veramente stare insieme ad una donna.

C’è chi ci arriva presto e chi non ci arriva mai.

A volte, mi verrebbe da dire spesso, dipende anche dal fatto di incontrare la donna giusta che ti spinge ad iniziare questo viaggio molto faticoso.

Il single con la fede al dito è chi pensa di fare e dire cose da famiglia, tipo “mi sacrifico tanto per voi lavorando ogni giorno come un matto”, “siete l’unica mia ragione di vita”,  e invece ragiona sempre in modo autoreferenziale, assolvendosi inevitabilmente per le proprie mancanze o tradimenti. Non inizia mai il processo, dando semmai sempre la colpa agli altri.

Ci vuole testa, cuore e molta pazienza per condividere la vita con chi viene da Venere mentre è ormai chiaro che noi discendiamo da Marte: non è facile per loro, ma è ancora più difficile per noi che abbiamo uno scarso senso dell’accudimento e una sensibilità che ad essere generosi potremmo definire completamente diversa da quella femminile.

Comunque sia, se dopo notti passate in bianco e molti mal di stomaco si è convinti di aver trovato la persona giusta, vale la pena di provarci con tutto l’impegno possibile, perché poi la vita comincia a colorarsi come neanche potevi immaginare.

L’imbarazzo colpevole dei vertici di Atlantia e la scena fantozziana di loro che si rimettono a sedere quando sentono l’urlo dei cameramen, rivolto però ai giornalisti.

Il tweet di Rocco Casalino che informa in diretta la stampa degli applausi genovesi ai rappresentanti del Governo.

Le proteste di “autorevoli dirigenti del PD” per il suddetto messaggio, invece di spiegare cosa è successo con i precedenti governi.

I selfie di Salvini.

La cena dei Benetton a Cortina.

La promessa di Di Maio a un bambino sul fatto che Atlantia pagherà per quello che è accaduto.

Tristezza infinita.

Contraddizioni di un sedicenne più o meno a metà degli anni settanta, di uno che leggeva molto e parlava il giusto, anche se a vedere cosa poi ha fatto nella vita si stenta a crederlo.

Cantavo Claudio Lolli, soprattutto “vecchia e piccola borghesia, per piccina che tu sia non so dirti se fai più rabbia, pena, schifo o malinconia”.

Non che ne fossi davvero convinto, ma mi piaceva la musicalità delle parole, insieme alla denuncia di ciò che vedevo o leggevo e proprio non digerivo

La contraddizione era che nell’anima non ero certo un rivoluzionario e che  ad ogni notte tra il 5 e il 6 gennaio sognavo la fantastica vincita di 150 milioni di lire alla Lotteria di Capodanno per comprare quello che mi sarebbe piaciuto avere e per regalare tanto a molti, per vederli contenti.

Oggi che sono un borghese in tutto e per tutto e  che ho molto di più di quello che nemmeno avrei immaginato di avere, ho un po’ di inevitabile nostalgia per quell’albim stampato con la banconota delle cinquemila lire che ascoltavo e riascoltavo fino allo sfinimento di chi abitava con me.

Nostalgia per come eravamo (ingenui, molto ingenui), ma credo che sia normale e quindi… ho ancora tante cose da raccontare per chi vuole ascoltare  e a culo tutto il resto.

Quando ho iniziato questo blog, ero in un’altra radio, avevo un’altra moglie e “solo” due figli.

Berlusconi era al potere, Renzi un più che normale Presidente di Provincia, Salvini aveva da poco smesso di lanciare le uova ai comizi avversari e Di Maio stava pensando all’esame di maturità.

Questo blog nato per l’insistenza del mio “fratello” giornalistico Saverio mi ha tenuto compagnia nella fase più difficile della mia vita.

Tra poco compie tredici anni, un’età ragguardevole nell’era mediatica del mordi e fuggi.

Questo blog ha raccontato momenti per me belli e dolorosi, gli sono molto affezionato e in qualche modo gli sono anche grato perché è stato ed è qualcosa di vero, senza alcun coinvolgimento commerciale,  una specie di diario pubblico.

Ho fatto questa lunga premessa perché proprio non arrivo a capire la deriva che a volte  leggo nei commenti tra voi: ma davvero vi scannate per Della Valle o Corvino fino ad offendervi e minacciarvi?

A me pare folle, certe espressioni non andrebbero mai usate, figuriamoci poi per qualcosa come il calcio che dovrebbe emozionare e divertire.

Il mio grado di tolleranza e il mio senso di democrazia hanno certamente permesso che alcune cose venissero pubblicate lo stesso e probabilmente ho sbagliato, ma voi che vi offendete, nella vostra “cameretta” siete proprio sicuri di avere la coscienza a posto?

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