Attualità


Tanto per cominciare, gli orari.

Sono ottimi, soprattutto nel fine settimana: una partita alle 14, una alle 17 e una alle 20.

Volendo, per coloro che hanno una resistenza fisica superiore alla mia, c’entrerebbe pure un film o una puntata registrata di qualche serie televisiva da vedere a titolo compensativo insieme alla paziente  moglie/fidanzata/compagna.

E poi il livello, che pare obiettivamente alto, anche perchè sembra di essere in un film la cui sceneggiatura prevede che il meglio stia sempre per arrivare, leggi alle voci Messi, Neymar, Germania.

Insomma, pensavo peggio.

Pensavo che i miei primi Mondiali senza l’Italia per cui ho sempre tifato incondizionatamente fossero qualcosa di non troppo distante da una Coppa America o altri tornei internazionali di buon livelli e invece mi sto divertendo.

Matteo Salvini sta mediaticamente esagerando, almeno secondo la mia modesta opinione.

Vi aggiorno: stamani ci sono due sue interviste diverse su Messaggero e Giornale, poi stasera lo vedremo certamente nei vari TG, ieri mi ci sono imbattuto per caso con Giletti, ma dubito, anzi escludo, che fosse la sola uscita televisiva.

Non è passato un giorno dal 4 marzo in cui non si sia affacciato via video nelle nostre case per informarci e commentare su tutto.

Roba che l’altro Matteo, Renzi, al suo cospetto sembra un politico timido e poco propenso ad utilizzare i media.

Possibile che Salvini abbia tutti i giorni qualcosa di folgorante ed interessante su cui farci partecipi?

 

Un abbraccio particolare a Fax1940

Due storie molto diverse che prendono alla bocca dello stomaco e non ti mollano più.

Il ricordo più nitido di Oscar Tabarez era quello di un tecnico spazzato via da Batistuta il 26 agosto 1996, nella Supercoppa vinta contro il Milan nel giorno del compleanno viola.

Da ieri pomeriggio ne ho uno molto più forte: la sua esultanza dopo il gol al novantesimo dell’Uruguay.

Lui e la sua stampella, un messaggio di enorme potenza per chi soffre e anche per chi pensa di soffrire per cose di poco conto.

L’altra immagine mi accompagnerà a lungo ed è quella di Messina, di Francesco Filippo che già salvo muore a 13 anni per cercare di salavate il fratello Raniero di 10 rimasto intrappolato nella casa che stava bruciando.

Mi è venuto in mente Cuore, solo che quando l’ho letto ero un bambino e tutto mi sembrava molto lontano.

Oggi, da padre, sento un grande groppo in gola che non se ne va.

Ci stiamo allargando, forse ve ne siete già accorti seguendo la normale programmazione di Radio Bruno.

Da oltre un mese alle 16 va in onda il notiziario fiorentino a cura della redazione del Pentasport, da lunedì raddoppiamo con l’edizione delle 12 e dal primo settembre ci saranno anche quelle delle 9 e delle 10.

Ma non finisce qui, perché il nostro impegno sarà ancora più ampio, sia a livello di Fiorentina sia per la parte che comunemente viene definita cronaca e che comprende economia, politica, spettacolo e altro.

Vi racconteremo tutte le novità via radio, in questo nostro spazio voglio condividere la grande soddisfazione di dirigere una redazione che, come avevo ampiamente previsto, sa destreggiarsi benissimo in temi che vanno al di là del calcio e della Fiorentina.

E personalmente è bello a quasi 58 anni sentire ancora dentro l’entusiasmo e la voglia di quando sono andato per la prima volta nel 1977 a Radio Sesto International a portare un articolo sulla Rondinella che altri avrebbero letto.

Era scritto che si arrivasse ad una prova di forza con l’Europa, siamo (sono) combattutto tra la pena per queste persone che hanno avuto la sfortuna di nascere dalla parte sbagliata del mondo e il desiderio di vivibilità nelle nostre città che passa attraverso le misure di restrizione, secondo me più che necessarie.

Cosa ci aspettavamo che facesse Salvini se non dire basta alla situazione precedente?

La tensione crescerà esponenzialmente ora dopo ora, si sprecheranno gli appelli e non so proprio come andrà a finire, però era tutto ampiamente previsto.

Capri è bellissima, ma accidenti…avessi trovato un bar sintonizzato sul Roland Garros!

L’albergo è di ottimo livello, ma misteriosamente non ha Eurosport e Cristina è stata molto paziente nel vedermi mulinare come un matto alla ricerca di uno schermo dal secondo set in poi.

Niente da fare.

Solo un continuo compulsare sul cellulare alla ricerca di aggiornamenti, neanche avessi una relazione clandestina travolgente da vivere intensamente in un pomeriggio.

Cosa mi sono perso!

Non solo la partita di Cecchinato, ma la magia di una storia quasi troppo bela per essere vera.

Tanto affascinante quanto inaspettata e non dico nulla su venerdì, intanto continuo a cercare un televisore anche se sono scaramantico e quasi quasi ripeto il rito e torno a congiungermi carnalmente con l’Iphone.

Non li ho votati e sarà difficile che lo faccia la prossima volta, pur riservandomi la possibilità di appoggiarli se faranno bene.

E spero per tutti che vada proprio così, nell’interesse generale.

E però…non si è mai visto un fuoco di fila di questo livello, uno sbarramento senza se e senza ma prima ancora che esca il primo provvedimento.

Mi pare sinceramente eccessivo, aspettiamo e giudichiamo, tanto ormai i giochi sono fatti: e se le cose migliorassero?

Avvertenza: qui si salta da un campo all’altro, senza nessun collegamento tra i due argomenti.

Perché Cottarelli dovrebbe formare un Governo che non avrà mai la maggioranza in Parlamento? Che senso hanno politicamente questi giorni che stiamo vivendo?

Perchè tra due, tre, quattro mesi gli italiani, con questo schifo di legge elettorale, dovrebbero modificare il loro giudizio sulle forze politiche rispetto alle elezioni dello scorso 4 marzo? Magari cambierebbero un po’ i rapporti di forza ma sempre lì siamo: ad un’alleanza tra Lega e 5 Stelle e quelli a cui non piace se ne dovranno fare una ragione, perché questa è la democrazia.

Perché, se Badelj era così fondamentale per Pioli e in giro non c’è molto di meglio per le cifre del bilancio viola, non ci siamo sforzati un po’ di più nell’offerta, sapendo che essendo il croato a parametro zero gli sarebbero piovute offerte molto più alte del milione e mezzo netto per 4 stagioni? Badelj ha 29 anni, non 33…

Mi sbaglierò, ma la mia impressione è che la società non sia così disperata per il no: può darsi che abbiano ragione e che si peschi di meglio, ma siamo sempre lì, alla scommessa.

E sinceramente pensavo e speravo in qualcosa di più concreto per la prossima stagione.

Siamo ancora senza Governo e non so cosa pensare o augurarmi.

Sono tra gli italiani a cui con l’accoppiata Di Maio-Salvini è sembrato di entrare nel paese dei Balocchi, quasi troppo bello per essere vero: un bel po’ di soldi risparmiati di tasse, in pensione in anticipo e via andare.

Poichè la vita mi ha insegnato a guadagnarmi quello che ho lottando centimetro dopo centimetro, ho una naturale diffidenza verso il tutto facile, però confesso che è stato bello lasciarsi cullare dall’illusione di un mondo così, tutto in discesa.

Poi arriva Mattarella e rovina tutto e io mi sto chiedendo se alla fine non sia stato un bene perché poi il risveglio dal sogno sarebbe stato terribile, ma giuro che non ho risposta.

Certo, Savona tutto mi sembra meno che un sovversivo e soprattutto non capisco che differenze ci saranno a settembre o a ottobre negli equilibri politici, se non una maggiore forza di Salvini, il migliore degli ultimi tre mesi tra i politici.

Non so cosa voterò, se andremo alle urne, e mi infastidisce che siano stati i poteri forti europei a decidere in casa nostra, però non ho capito, pur applicandomi molto, dove andrebbero a prendere quel centinaio di miliardi necessari euro per applicare tutte insieme flat tax, reddito di cittadinanza e la fatidica quota cento nel sistema pensionistico.

E forse non lo ha capito bene neanche Mattarella…

Sono sempre stato severo con me stesso e di conseguenza anche con le persone che mi sono state e mi sono accanto: prima il dovere e poi il piacere è da una quarantina d’anni il mio pensiero di riferimento.

Ho sempre sperato che chi sta dalla mia parte fosse migliore degli altri: più corretto, più leale, più intelligente.

E’ per questo che a volte mi lancio in battaglie assolutamente anacronistiche e autolesionistiche con i “miei” tifosi a proposito di cori e striscioni, ma il calcio è ben altra cosa rispetto alla vita e alla morte.

Il mio rapporto con la religione con cui casualmente sono nato è tendente allo zero: non sono credente, non seguo nessuna delle oltre 600 regole dell’ebraismo, rimango iscritto alla Counità di Firenze solo per non recidere completamente il filo che mi lega ai miei primi quattordici anni di vita.

Mi sento profondamente italiano, ma, appunto, contano anche le mie radici ed è per questo che da decenni tengo a precisare con tutti che l’essere ebreo non vuol dire automaticamente essere israeliano o filo-israeliano.

E’ da tanto che provo un profondo imbarazzo, e a volte anche rabbia, per quello che sta succedendo a Gaza, per i morti palestinesi che pesano meno di quelli israeliani,  per questa poltica dell’odio inestinguibile adottata da entrambe le parti.

Si può morire nel 2018 per un cambio di ambasciata di cui nessuno sentiva il bisogno?

 

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