AGGIORNAMENTO DELLE ORE 12.15
DE BONIS MI HA CHIAMATO E INTERVERRA’ NEL PENTASPORT DEL DOPOPARTITA ALLE 17.45, PER SCUSARSI, GUARDIAMO QUELLO CHE SUCCEDE

STAMANI HO FATTO UN PASSO PIUTTOSTO IMPORTANTE SULLA VIA DEL RIPRISTINO DELLA VERITA’
NON POSSO ANTICIPARE NIENTE PER QUESTIONI DI RISERVATEZZA, MA SI STA MUOVENDO QUALCOSA E DOMANI, SPERO, NE SAPRETE DI PIU’

Abbiamo provato durante il Pentasport a metterci in contatto con il signor Nicola De Bonis.
Inutilmente, perché non ha mai risposto, ed è un vero peccato.
Avremmo voluto chiedegli serenamente e pacatamente, come diceva un leader politico oggi in disgrazia, il perché di alcune affermazioni deliranti che possono tranquillamente portare alla denuncia, oltre che alzare in maniera insopportabile la tensione di Juve-Fiorentina in programma tra due settimane.
Il signor Nicola De Bonis, che non sappiamo ancora se iscritto o meno all’ordine dei giornalisti, ha affermato durante la trasmissione “La Juve è sempre la Juve” (purtroppo, potrebbe aggiungere qualche buontempone…) in onda sull’emittente umbro-laziale T9 le seguenti cose:
1) il gemellaggio tra i tifosi viola e quelli del Liverpool è stato fatto perché nell’80% dei casi il fattore che ha spinto a questa unione è stato il massacro dell’Hysel (quindi il ragionamento successivo e automatico è che l’80% dei tifosi della Fiorentina era contento per i 39 morti), una sorta di ringraziamento per ciò che accadde quella sera
2) in alcuni luoghi pubblici fiorentini sarebbe vietato con appositi cartelli l’ingresso “ai cani e agli juventini”.
Come se non bastasse nella stessa trasmissione, che meriterebbe una visione da parte della competente autorità giudiziaria, l’ex calciatore juventino Alessio, famoso nel mondo per la sua intelligenza, per calmare gli animi, ha raccontato che un dentista fiorentino non voleva curare la figlia perché la stessa si era presentata allo studio medico con una sciarpa bianconera.
Non contento, ha anche ricordato che ancora a Firenze alla stessa ragazzina non volevano dare il gelato a causa della medesima sciarpa.
Ora, se Nicola De Bonis è un giornalista io prima di tutto mi vergogno di essere un suo collega e chiedo ufficialmente all’Ordine che venga preso un provvedimento perché affermazioni del genere sono prima di tutto false, mi offendono come fiorentino e rappresentano un precedente di una gravità e di una pericolosità assoluta.
Se invece non fosse iscritto, chiedo che venga accertata la responsabilità di una televisione, e quindi del suo direttore responsabile, che manda in onda scempiaggini del genere senza che nessuno si senta in dovere di rettificare.
Chiederei però lo stesso all’esimio signor Nicola De Bonis di rispondere al telefono e ripetere, se ha il coraggio delle proprie azioni, le stesse cose a Radio Blu.
Qui siamo tra gente civile, caro Nick, non ti preoccupare.
Figurati che io ero contro il gemellaggio perché mi sembrava eccessivo, forzato, anche se poi i fatti hanno dimostrato che tutto è andato bene.
Le balle che hai raccontato sono nauseanti.
Vieni a Firenze, magari con quel gigante del pensiero del tuo amico Alessio, e facciamoci un bel giro in centro o anche dalle parti dello stadio.
Se mi trovi anche solo due bar con la scritta “vietato l’ingresso agli juventini” io pago una confezione gigantesca di gelati alla figlia di Alessio e promuovo pure tra i tifosi viola una colletta per le sue cure dentali.
Ti aspetto fiducioso, signor Nicola De Bonis, magari qui sul blog, ma fatti sentire, non parlare solo su facebook.

P.S. Cari amiche e amici mi spiace per i tagli da bacchettone che ho fatto e farò ai vostri post.
Questo blog è nato col solo fine di dialogare con voi e ci spendo (volentieri) molto tempo senza alcun tipo di ritorno di economico perché, come sapete, ho sempre rifiutato di metterci pubblicità a pagamento.
Succede però che non solo non guadagni niente, cosa peraltro giustissima, ma che debba anche difendermi giuridicamente da situazioni che mai avrei creduto di affrontare.
Ecco perché, oltre ad invitarvi ad essere cauti e corretti, non vedrete pubblicato nulla che possa offrire la possibilità di intentare una causa.