aprile 2019


Si è visto giocare bene a calcio almeno per un tempo, il problema è che lo abbiamo fatto in contropiede, tattica che sarà difficile da utilizzare a Bergamo.

Il secondo problema, ormai cronico, è che ormai giochiamo senza centravanti e qui rivolgo un pensiero sincero a Fantini, attaccante normalissimo, per niente votato al gol, che ci portò in serie A con un paio di reti decisive nello spareggio contro il Perugia.

Speriamo che la dea Eupalla si ricordi di lui e illumini nella notte tra il 24 e il 25 l’ormai rassegnato Simeone, che in campionato sta toccando medie gol degne di Pagliari.

Abbiamo ritrovato Chiesa, al momento giusto, non abbiamo più da tempo Veretout, perso in chissà quali irritanti pensieri, speriamo nell’estro di Muriel.

A Torino comunque avremmo meritato il pareggio e qualcosa si vede sul piano del gioco, peccato di essere ormai alle ultime scene del film, ma se il finale fosse a sorpresa?

Dopo aver parecchio pensato a quello che dico, alla fine dico quello che penso: non riesco ad appassionarmi a questa gara di solidarietà in favore di Notre Dame.

E ancora peggio, ho (pericolosamente) lo stesso pensiero di Di Battista e mi pare anche di altri illustri pensatori come Saviano: questa gara ad essere giusti, buoni e alla fine illuminati dovrebbe coinvolgere vite umane e non chiese, moschee o tempi.

Senza contare che la Francia è uno dei Paesi più ricchi al mondo e non mi pare proprio che abbia bisogno del soccorso internazionale.

Dice: sì, ma a Firenze nel 1966?

A Firenze nel 1966 fu una tragedia che spazzò via vite umane e coinvolse un’intera città e un intero ed inestimabile patrimonio artistico e letterario.

Gli angeli del fango ripulirono la città supportando la nostra straordinaria forza interiore: si trattava di salvare una città e non di ricostruire una chiesa, anche se tra le più belle al mondo.

Non c’era internet e non c’erano gli annunci spot per donazioni più o meno grosse, tanto che di molte si seppe solo dopo decenni.

Qualcosa si è visto, tutti si sono impegnati a seguire le idee di Montella, anche se le caratteristiche tecniche dei giocatori sono parecchio lontane dell’idea di gioco dell’allenatore.

Manca soprattutto il regista, nella precedente esperienza e dal 2013 Montella ne aveva addirittura due, Pizarro e la sua riserva Badelj, qui si deve adattare Veretout, che era sfinito e che ha completamente sbagliato gli ultimi cinque minuti.

Chiesa allunga meno e passa di più il pallone e, fino a quando è possibile, tutti corrono parecchio per dettare il passaggio.

Avremmo meritato di vincere, come era successo in stagione, ma non abbiamo un centravanti, ormai è certificato da tempo e se non la butti dentro al massimo pareggi.

Tra dieci giorni arriva finalmente la partita di Bergamo, bisogna sbrigarsi a cambiare strada tatticamente.

Questa notte qualche idiota ha appiccicato dei fogli contro i Della Valle sopra la targhetta della nostra sede di Firenze e sopra la cassetta delle lettere.

Basta essere in due o tre, o forse uno solo, per compiere gesti da deficienti di cui si parla il giorno dopo, molto dipende dai neuroni di cui ogni individuo dispone, non tutti ne sono dotati in normal misura.

Trovo questo gesto prima di tutto vile perché anonimo e soprattutto offensivo nei confronti di una quindicina di persone che lavora con  grande onestà quotidianamente.

Vedremo quali saranno i passi da fare in sede legale.

A questi idioti, che pensano di parlare a nome di Firenze, dico: prendetevela con me, fatemi i cori e gli striscioni contro, cantate, dopo l’Heysel, la canzoncina su Mathausen che vi qualifica per quello che siete, sputate il veleno che avete dentro contro chi ai vostri occhi rappresenta il servo dei padroni, ma lasciate stare la redazione e chiunque lavori nella nostra sede.

In caso contrario, ve ne pentirete amaramente.

Mi sto chiedendo da qualche ora: se Pioli non fosse andato via in quel modo, il peggio che si potesse immaginare, i tifosi entrerebbero in curva subito?

E gli striscioni a Firenze ci sarebbero stati lo stesso?

Se, per esempio, la squadra fosse andata in ritiro, com’era giusto che fosse, con Pioli alla guida, cosa sarebbe successo?

E’ quindi per difendere Pioli che sta succedendo tutto questo?

Confesso comunque di non avere risposte

Dunque, Corvino e Montella.

Accoppiata improbabile, ma può anche darsi che funzioni, chi lo sa.

Dotati di uno straordinario ego e di una certa propensione alla permalosità, sono certamente due uomini che conoscono benissimo il proprio lavoro.

Ventiquattro anni di differenza tra loro, che vogliono dire tanto, in tutti i sensi.

E dietro e sopra ad ogni cosa, come sempre, Mario Cognigni, a cui Montella ha reso omaggio in apertura di conferenza stampa con una dichiarazione inaspettata che intendeva sanare le ferite del passato: che piaccia o no è il terzo fratello e vigila su tutto e tutti.

Questa è la Fiorentina oggi, di cui è tornato ad occuparsi anche Diego Della Valle (Andrea non ha mai smesso) e questa non è affatto una brutta notizia.

Siccome io sono di quelli che all’inizio del campionato punto sempre al meglio del meglio, anche questa volta voglio essere positivo, sperando di rivedere il gioco di Montella e pensando con tristezza a come è andato via Stefano Pioli.

Quando si è cominciato a riparlare di Montella, a pelle ho pensato che fosse una soluzione intrigante, che contraddiceva quanto ho spesso pensato dei cavalli di ritorno.

Dispiace molto per come si è arrivati a tutto questo, si poteva evitare di parlare di serietà e competenza e personalmente avrei fatto la stessa cosa di Stefano: mi sarei dimesso, non poteva fare altrimenti.

Ci voleva la scossa, e prossimamente la rivoluzione, e sono curioso di vedere cosa succederà con Corvino, responsabile almeno quanto Pioli dell’attuale situazione, che non vedo assolutamente sinergico con Montella, ma nel calcio ci sta tutto e potrebbe anche darsi che nasca una nuova coppia esplosiva, che funzionerà benissimo per il bene della Fiorentina.

Per Stefano Pioli resta l’affetto e la stima personale, condivisa immagino e spero dalla maggioranza dei tifosi viola.

Continuiamo con Pioli?

E se non continuiamo con Pioli, con chi lo cambiamo?

Abbia comunque perso la faccia e anche l’umiltà ed è certificato il fallimento della stagione, la terza consecutiva.

Ai Della Valle il compito di invertire la tendenza: hanno il dovere di agire, per la Fiorentina e anche per il loro buon nome.

Sono sempre molto prudente con i giovani, non bisogna caricarli di aspettative e avere molta pazienza.

Ora però è arrivato il momento di osare qualcosa in più, col Frosinone e col Bologna.

Non esiste momento più favorevole perché, purtroppo senza problemi di classifica, si può anche concedere a loro il diritto/dovere di sbagliare.

Sarei veramente sorpreso se non riuscissi domani sera a dare dei voti ad almeno un paio dei giovanotti viola.

Se le gare con Torino e Roma si fossero svolte all’inizio della stagione, oggi avremmo tutto un altro stato d’animo perché le occasioni da gol nelle due gare sono state almeno dieci e qualcosa di buono si è visto.

In questa valle di lacrime che è diventata la classifica della Fiorentina siamo invece a commentare l’ennesima occasione mancata per arrivare non si sa dove, ma per regalarci almeno una sera tranquilla e soddisfacente.

Prendersela sempre con Pioli è un esercizio ripetitivo e inutile, non può essere merito degli altri quando le cose funzionano e al contrario colpa solo del tecnico se non vinciamo più.

Queste gare devono servire a capire chi è da Fiorentina e chi no, perché bisogna rovesciare il concetto: non sono i giocatori a farci un piacere a vestire la maglia viola, ma è esattamente il contrario.

Speriamo che lo capiscano in questi ultimi cinquanta giorni della stagione.

Pagina successiva »