novembre 2017


Andrò a Viola nel cuore lunedì per confrontarmi con Vonci e Vuturo sulla Fiorentina, a cui certamente vogliamo bene allo stesso modo pur declinando questo affetto in modo diverso.

Mettiamo bene le cose in chiaro: non sono il loro direttore e come succede da nove anni loro dicono quello che vogliono, però non sono d’accordo su certe prese di posizioni e così mi sono auto-invitato, ma non è il Pentasport e non esiste alcuna linea editoriale da seguire.

Parteciperò con divertimento, perché alla fine è questo che si chiede al calcio, e umiltà, ascoltando loro e i tanti (spero) ascoltatori che interverranno.

Nonostante le idiozie di certi fenomeni da radio o da web, non ho mai censurato nessuno, figuriamoci i tifosi, figuriamoci Vonci e Vuturo.

Non è comunque una sfida da mezzogiorno di fuoco, anche perché su molte loro critiche io sono d’accordo, quello che non mi piace è il continuare a ritornarci sopra, questo attribuire ogni negatività alla trimurti Della Valle-Cognigni-Corvino.

Vi aspetto al telefono.

 

Piccola postilla: scrivere o dire che Vuturo e Vonci hanno interessi o prendono soldi dalla Fiorentina è una di quelle idiozie che non hanno né capo né coda e ci metto la mano sul fuoco.

 

Un punto che non cambia niente della classifica, anzi ora siamo dalla parte destra della classifica, ma che credo servirà molto per far crescere l’autostima della squadra.

Come sempre ci sono state luci ed ombre, alcuni giocatori sono proprio da livello inferiore ad una Fiorentina che punti all’Europa, ma non mi accanirei perchè stanno facendo il possibile,

Sarebbe però importante prenderne atto e rimediare tra una quarantina di giorni.

Si è vista comunque un’idea di squadra, uno stare in campo con molta dignità ed una certa sicurezza che fa ben sperare perché davanti avevamo una formazione piena di talenti e considerata potenzialmente da Champions.

Nelle due trasferte consecutive abbiamo preso un punto in meno rispetto alle prevsioni e alle speranze, però abbiamo rimontato due volte e pareggiare in quel modo a Roma mi regala una grandissima soddisfazione.

Ho voglia di Fiorentina, di divertirmi con la squadra che ho sempre amato e ce l’ho ancora di più da quando ho rinunciato alle trasferte per prendermi un pezzo di vita.

Fate quello che volete, incazzatevi con Della Valle, Cognigni, Corvino, Pioli, tutti.

Rimpiangete i bei tempi di chiunque, ancora un po’ e qualcuno darà di venduto ad Antognoni.

Non vi sopporto più, anche se avrete sempre spazio su questo blog e in radio, ma alla Fiorentina si vuol bene in tutt’altro modo.

Rivendico il diritto-dovere di criticarla,!come faccio in radio da 40 anni, ma non affossarla con cattiveria.

Vi aspetto in diretta dopo la partita.

Ci ha fregato la progettualità, il lanciare proclami per future e sicure vittorie.

Nel nostro caso specifico, lo scudetto nel 2011 e soprattutto le troppe elucubrazioni sul bilancio, plusvalenze e bacini di utenza.

E’ chiaro che siamo sempre figli del nostro tempo e che ci portiamo dietro e dentro il vissuto dei nostri anni giovanili, ma anche al netto di nostalgie adolescenziali e post adolescenziali a me pare che si sia persa di vista la magia del pallone, quell’accendersi dentro che personalmente provo ogni volta che comincia una partita e gioca la Fiorentina.

Sarò un Peter Pan del calcio, ma ancora riesco a trovare interesse per tanti motivi dentro i novanta minuti, dai gol di Chiesa (speriamo di perdere la scommessa!) e i suoi progressi in vista della Nazionale, la valorizzazione di Pezzella o la media reti di Babacar, se e quando segna.

Ci siamo persi dietro Della Valle, Corvino, Pioli e le stagioni del nostro scontento calcistico, ma il calcio da tifosi è un atto di fede.

E quando si va pregare, mica ci preoccupiamo della contabilità della parrocchia, della moschea o del tempio…

Via, è partita la crocefissione di Stefano Pioli: è troppo morbido (falso, è solamente e semplicemente gentile), ha fallito ovunque sia andato (falso, andate a rivedervi la carriera), è sempre d’accordo con la società (falso, ha rivolto con fermezza le sue richieste, ma non sputtana in conferenza stampa la Fiorentina come amava fare il suo predecessore).

Mi aspettavo anch’io qualcosa di più e di diverso dai primi tre mesi di campionato e non sono affatto soddisfatto ne’ di Pioli e tantomeno della squadra, però direi di aspettare almeno l’intera stagione per dare una valutazione obiettiva del lavoro dell’allenatore.

In mancanza di meglio qualcuno si può comunque divertire lo stesso col tiro al bersaglio contro il tecnico, ma non fa certamente il bene della Fiorentina.

Non dico che siamo alla Fiorentina della mia adolescenza, cioè quella di Antognoni più altri dieci, ma la differenza tra Chiesa e gli altri è evidente.

Tristemente evidente, direi.

Non siamo ancora una squadra, non sappiamo quanto valgano davvero quasi tutti i giocatori arrivati in estate, in compenso abbiamo fatto un punto tra Crotone e Ferrara, roba da depressione calcistica.

E il problema è che nemmeno possiamo rammaricarci troppo, sia per la direzione arbitrale (vedi quell’abbaccio di Sanchez), sia per l’andamento della gara, perché alla fine il pareggio è stato il risultato più giusto.

Il valore aggiunto di Pioli non si vede, allo stesso tempo i giovanotti in attacco fanno molto fumo e pochissimo arrosto.

Ci vuole una scossa, ma in questo momento non si capisce proprio dove poter attaccare la corrente.

Il rinnovo di Chiesa è un bellissimo segnale: senza clausole e con un ingaggio da squadra di grande livello.

La Fiorentina dunque non smobilita e come spesso è accaduto in passato la realtà è migliore di quel che sembra.

Resta il campo, che è tutto o quasi.

Vincere oggi pomeriggio a Ferrara sarebbe il modo migliore per festeggiare la conclusione di una vicenda che rischiava di diventare un tormentone.

La sentenza della Corte d’appello di Milano conferma sulla vicenda Berlusconi-Lario quanto già stabilito dalla Cassazione sei mesi fa: il divorzio chiude ogni rapporto economico tra coniugi, che diventano due perfetti estranei.

Nessuno dei due potrà più accampare il diritto di voler mantenere lo stesso tenore di vita precedente con i soldi dell’altro/a.

Contano solo i figli.

Chi ha dato ha dato e chi ha avuto ha avuto, corna e miserie umane comprese.

Basta quindi l’autosufficienza economica, fissata sui 1000 euro netti, a bloccare ogni richiesta più o meno lecita di mantenimento a vita.

Chi ha fatto certi calcoli ora dovrà rivedere tutto: prevedo molto lavoro per gli avvocati divorzisti e un intasamento di ricorsi nei nostri tribunali…

Un essere umano si vede nel momento della sconfitta, quando tutto gli gira storto e il mondo gli frana addosso.

Quando si vince è tutto molto più facile, l’unica accortezza è non strafare, non umiliare chi ha perso e questo vale nella vita privata come nel lavoro.

Quando invece si è a terra conta la tempra, la consistenza interiore e se è vero che, come dice la canzone di Morandi, non bisogna strisciare mai, è altrettanto certo che in quei momenti così travagliati una buona regola sarebbe darsi una priorità dei valori che davvero contano nella vita.

Ignoro la consistenza del patrimonio di Ventura e quindi quanto sia importante per lui il milione di euro strappato alla F.I.G.C, una cifra enorme per noi normali, ma direi non eccezionale per chi sta a quei livelli da decenni e comunque non mi è mai piaciuto andare a guardare nella casa e sul conto corrente degli altri.

Però una cosa si può affermare con certezza: nel periodo intercorso tra le 23 di lunedì e le 18 di ieri sera, il sor Ventura è riuscito a rivitalizzare, anzi ad esaltare due suoi predecessori: Marcello Lippi e Cesare Prandelli, che dovrebbero perlomeno ringraziarlo per aver trasformato le loro disfatte mondiali in un inno alla dignità.

Proprio quella che è mancata a Ventura non dimettendosi.

Uno dei miei primi ricordi della vita è legato all’eliminazione dell’Italia in Inghilterra con la Corea, non avevo ancora sei anni, ma ho la netta percezione di come in quel pomeriggio sembrava fosse avvenuta una disgrazia.

Da allora ricordo piuttosto bene ad ogni Mondiale cosa facessi e in quale stato del mio transito terrestre fossi: fidanzate, non fidanzate, prima moglie, seconda moglie, prima figlia, seconda figlia, terzo figlio e via andare.

Tutto era scandito dalle partite dell’Italia, perchè era naturale che ai Mondiali ci fossimo, e poi nel 1958 non ero neanche nato…

Se vogliamo metterla su un piano prettamente tecnico, ieri sera avremmo abbondantemente meritato di vincere e in fondo non andiamo in Russia per via di un’autorete in Svezia, d’altra parte che arrivassimo dietro la Spagna era quasi scritto e lo spareggio quindi ampiamente prevedibile.

Se invece ci spostiamo sul terreno emotivo, che è poi quello che spinge il nostro essere tifosi, il disastro è epocale e davvero non so prevedere come e con quale spirito seguiremo la più importante rassegna planetaria.

Qualcuno oggi è contento, io invece sono molto triste.

 

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