aprile 2017


E senza alcuna giustificazione

Ci sarebbero solo due cose da fare: allontanare Sousa, abolire il giorno di riposo e andare in ritiro anticipato da mercoledì

Non farlo significa essere colpevoli allo stesso modo di allenatore e giocatori

A Crotone e Pescara abbiamo vinto con una discreta dose del fattore C. e quindi la partita di domani va affrontata ricordandoci proprio di quei due successi afferrati all’ultimo tuffo.

Oltretutto il Crotone ci ha portato via un punto al Franchi e insomma non è che in questo campionato siamo stati così spumeggianti contro le ultime tre della classifica.

Non sarò a Palermo e mi dispiace, ma quest’anno è andata così: è una piazza particolare, che sta vivendo una crisi molto acuta e alla fine non è detto che non rimpiangano il tanto contestato Zamparini.

Comunque sia, dobbiamo vincere e a questo punto non importa neanche il come, però se magari Babacar la mette un’altra volta dentro e va in doppia cifra, dimostrando finalmente un po’ di continuità, questo potrebbe essere uno spunto in più per la Fiorentina che verrà

 

Ci sono momenti magici in cui ti guardi indietro e vedi tutto piuttosto lontano

Affanni, torti, piccoli e grandi squallori quotidiani: tutto sembra distante di fronte all’equilibrio che senti di aver finalmente raggiunto in armonia con ciò e con chi ritieni veramente importante nella tua vita

Non dovrebbe durare un giorno, ma tutti i giorni

Capisco che non sia affatto facile, però ci si può provare

Quanto siete arrabbiati con la Fiorentina?

E perché?

Si attendono risposte intelligenti, grazie

Partita folle e divertente: 14 tiri in porta e 9 gol, più un rigore sbagliato, neanche fossimo al vecchio “chi buca entra”, e chi non è più giovanissimo sa di cosa parlo.

E’ stata la serata di Babacar, di Vecino  e di Bernardeschi.

Sì, anche di Bernardeschi, perché considero le sue scuse all’uscita dal campo la certificazione dell’intelligenza del ragazzo, quel suo essere fuori dallo stereotipo del calciatore tipo che lascia ben sperare in vista di un rinnovo contrattuale.

E poi dobbiamo darci tutti una regolata su Sousa, perché a me i capri espiatori non sono mai piaciuti e sul tecnico portoghese si sta esagerando.

Mihajlovic, tanto per dirne uno, ha fatto peggio di lui a Firenze senza vivere però questo astio, questa rabbia a volte ingiustificata.

Abbiamo un rancore dentro che non capisco e non ci va bene niente di quello che fa: se anche la Fiorentina vince, molti sono infuriati con lui a prescindere.

Per la formazione iniziale, per i cambi, perché sta sempre seduto in panchina, perché toglie Bernardeschi, per tutto.

A me non sono piaciuti diversi suoi atteggiamenti sul campo e fuori, e forse ho esagerato anch’io a volte, però se batti l’Inter in questo modo pazzo e per me appagante, se tutto sommato hai ancora una minima, risicata speranza di arrivare in Europa, forse qualche merito ce l’avrà anche lui o no?

Oppure ne facciamo un secondo Cognigni?

Nel senso che se la Fiorentina vince il merito è di Kalinic, Borja Valero, Bernardeschi o chi volete voi, ma se perde state tranquilli che la colpa è di Cognigni (o Della Valle, ma meno, perché ci sta più simpatico), tornando sempre e soltanto alla mistificazioni delle affermazioni del presidente esecutivo (non vogliamo andare in Champions, non ci interessa vincere la Coppa Italia, cose mai dette, ecc), alla sua presenza nefasta tra noi, al suo essere contro il popolo viola, come se decidesse in autonomia senza consultare la proprietà.

Insomma, il famoso uomo nero.

Ci manca l’equilibrio e quello, come il famoso amalgama, non si compra da nessuna parte.

Ho letto con grande interesse un’inchiesta sui ragazzi di oggi che mi ha costretto ad alcune domande abbastanza spiazzanti

Come ci rapportiamo noi genitori con i figli?

Ognuno ovviamente ha la propria esperienza personale, mutuata dall’essere stato a sua volta figlio ed è pressochè impossibile che non sia rimasto influenzato da quello che ha vissuto.

Se ne può seguire l’esempio o al contrario farne il punto di riferimento di “ciò che io non farò mai, nel modo più assoluto”.

Quello che mi ha colpito maggiormente dell’inchiesta è stata la nostra idea dei ragazzi, nostra di genitori: crescerli, dare loro tutto il possibile sul piano materiale e poi “sganciarli” nella vita reale come se a quel punto avessimo assolto al nostro impegno.

In una parola, liberarsene.

E’ molto difficile trovare l’equilibrio tra l’invadenza genitoriale e l’occuparsi di come loro  “stanno dentro”, ma è proprio quel punto che va cercato per formare da genitore, e mai da amico/a, l’uomo e la donna che saranno.

Per esempio,  una domanda semplice: di cosa hai paura veramente?

Per vedere se insieme affrontiamo il problema e magari con calma lo decodifichiamo provando a risolverlo.

Quello che ho imparato nei miei primi due anni da genitore separato è che l’amore, anche se grandissimo, non basta: fare il babbo è un grande impegno di testa, in cui devi pensare prima, durante e dopo il tanto o poco tempo che passi con i tuoi figli

Arbitrava Ovrebo?

 

http://video.corriere.it/ronaldo-gol-fuorigioco-l-aiutone-real/b49e4d62-24c2-11e7-a8eb-9de3cd2120df

Mi pare di tornare indietro di dieci anni e vivere la stessa storia di Toni e Pazzini del 2007., cioè il loro passaggio di consegne.

Abbiamo un grande centravanti, Kalinic, che quasi certamente ci saluterà alla fine di questa grigia stagione ed un’eterna giovane promessa, Babacar, a cui pochi prossimamente affiderebbero le chiavi dell’attacco viola.

I due principi ereditari del ruolo di centravanti avrebbero nella loro ascesa al trono più o meno la stessa età (23 anni Pazzini, 24 Babacar), un’età in cui o si è o non si è, non ci sono tante vie di mezzo.

E sono pochi i casi di fioritura tardiva di grandi attaccanti: fra questi proprio Toni, ma sono appunto eccezioni.

Per colpa di Mazzoleni per due partite saremo senza Kalinic e quindi all’ennesimo esame per il senegalese, che dovrebbe dimostrare un minimo di continuità per far risalire le sue azioni in vista dell’attacco al ruolo di leader offensivo.

Ce la farà?

E’ finita nel peggiore dei modi e nonostante un tifo veramente eccellente

Eppure questa era una squadra che aveva dimostrato di avere un cuore ed una dignità, sarebbe bello che Sousa ci spiegasse cosa diavolo sia successo in questa settimana che sembrava assolutamente normale per preparare una partita come quella contro l’Empoli.

Se avessimo vinto, come era doveroso fare, saremmo in piena corsa europea, invece abbiamo veramente giocato un terzo di gara e i motivi per me restano misteriosi.

Ora sarebbe giusto costringere Sousa a fare esperimenti per capire chi è da Fiorentina e chi no.

Lui, insieme a molti altri, rientra nella seconda categoria.

Per me Cesare Prandelli resta una gran persona, oltre che un ottimo allenatore.

Nell’ora e mezzo in cui ieri è stato nei nostri studi ho ritrovato il vecchio amante del calcio inteso come soprattutto come sport, con i suoi valori, che dovrebbero poi essere quelli della civile convivenza, ma mica è tanto facile di questi tempi.

Prandelli ama veramente la Fiorentina, anche se molto probabilmente non la allenerà più e forse è giusto così perchè i grandi amori nel calcio vanno vissuti con intensità una sola volta, poi sanno di minestra riscaldata.

Ha sbagliato i tempi dell’entrata andando in Turchia prima e in Spagna dopo, adesso sa che deve ripartire quasi da zero, come se gli anni in viola ed il primo biennio in Nazionale non contassero niente.

Vedendo un po’ di  gente che gira per le panchine di serie A mi chiedo, ho qualche ragionevole dubbio sulle scelte di diversi presidenti.

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