ottobre 2016


Ma insomma: che avrebbe dovuto fare la Fiorentina ieri sera più che vincere giocando un primo tempo da quasi grande squadra e meritando nel modo più assoluto il successo?

Nel secondo tempo bisognava chiuderla, Sousa ha sbagliato a cambiare tattica a partita in corso, facciamo pochissimi gol: e basta!

Vi sta sulle scatole Della Valle?

Non ne potete più delle supercazzole del tecnico ex sognatore?

Ok, ma la Fiorentina è un’altra cosa, che c’era prima dei Della Valle e Sousa e ci sarà certamente dopo, perché l’amore per quella maglia è un sentimento troppo radicato per essere spazzato via dalla quotidianità.

Dice: sei incoerente, vedi quello che ho scritto e detto post Crotone.

Il fatto è che il calcio stesso induce all’incoerenza, perché sono le prestazioni a determinare i giudizi, pur provando ad andare in profondità, e ieri è stata un’ottima giornata per il popolo viola.

E si arrangi chi non riesce a capirlo.

Ayoub Kara, vice ministro della cooperazione israeliano, ha detto che «il terremoto in Italia è avvenuto» per punizione divina per l’astensione italiana all’Unesco nel voto sulla Città Vecchia di Gerusalemme

Ecco il classico caso in cui è dimostrato che si può essere ebrei, cattolici o musulmani, italiani, cinesi o israeliani, ma quando non tutto ti gira nella testa nel modo giusto non c’è niente da fare, spari delle idiozie senza senso, anche se sei (non si sa come) vice ministro.

Come per i vignettisti francesi, condannerei il signore in questione a fare almeno un paio di settimane di volontariato per vedere se poi ha altre brillanti idee che gli attraversano il deserto della mente.

P.S. Per la Fiorentina, Sousa e il resto appuntamento a dopo la partita

Mi spiace essere così netto, ma ieri sera si è vista la fragilità mentale di una squadra e quindi il responsabile principale è l’allenatore.

Padronissimi di dire e scrivere che in campo vanno i giocatori: se così fosse qualcuno mi deve spiegare perché si spendono milioni e milioni di euro per pagare chi li mette in campo e li prepara sotto ogni punto di vista.

Dopo i 50 minuti di sosta, la Fiorentina non è più esistita e davvero non pareva che il Crotone avesse un punto dopo nove gare.

Semplicemente non erano più in partita, possibile?

Non è colpa del campo (averne in Italia come quello di Firenze) e non è neanche colpa dell’interruzione, ma solo della squadra, che non è riuscita in 80 minuti contro l’ultimissima in partita a trovare uno straccio di gioco e un briciolo di intensità.

Poi, certo, l’errore clamoroso della coppia Tatarusanu-Gonzalo ha molto contribuito alla tristezza generale, ma anche quello in una partita ci può stare.

Quello che non è tollerabile e lo sciatteria tecnica e agonistica inferta al popolo viola ed in particolare a quegli eroi che hanno preso litri e litri d’acqua sulla testa.

 

Non ho mai scritto che Sousa sia più bravo di Montella semplicemente perché non lo penso.

Anzi, credo che il tecnico italiano si sia dimostrato superiore al portoghese, almeno per quello che riguarda la comune esperienza fiorentina.

Per questo non capisco chi mi accusa di avercela con Montella, con cui tra l’altro non ho mai avuto rapporti extra campo, esattamente come con Sousa.

Ho invece affermato che l’attuale allenatore viola è più furbo del suo predecessore e basterebbe mettere a confronto due conferenze stampa pre partita per accorgersene, ma queste sono come sempre valutazioni del tutto personali e quindi fatalmente (e giustamente) destinate ad essere confutate.

…e trovi il vecchio cuore viola.

Tripletta di Kalinic, doppietta di Bernardeschi ed ecco che siamo ripartiti, in tutti i sensi, perché la Fiorentina è una passione inestinguibile.

Non ce l’ha fatta nessuno a farla morire, neanche il fallimento, figuriamoci qualche partita sottotono e una gestione mediatica molto, ma molto criticabile.

Qualcosa però si muove, con molta fatica si è finalmente capito che chiudersi non serva a niente e in questo bisogna ammettere che Sousa è molto più lungimirante (e furbo) rispetto a Montella.

Basta non sciupare tutto domani sera e poi vedrete con che spirito andiamo a Bologna.

Otto gol in quattro giorni, due vittorie in trasferta, una al quasi freddo e una al calco, niente male direi.

Gran partita di Bernardeschi, che per questa volta mi ha smentito sul discorso di stare dietro le punte, speriamo di essere completamente sbugiardato da qui alla fine della stagione e di pagare la scommessa degli otto gol.

Come scrivevo qualche giorno fa: uno che para e uno che segna. Ecco, se Kalinic continua così ci divertiremo abbastanza, anche se i problemi ci sono, stavolta in difesa perché tre gol non si possono prendere.

Ci aspettano Crotone e Bologna, due ottime occasioni per raddrizzare la classifica, stasera intanto guardiamo dov’è la seconda forza del campionato, l’Inter…

Dovete scusarmi: da qualche giorno sono assediato dallo spam e come se non bastasse sono stato hackerato, come si dice in questi casi, con la pubblicazione di un post che non avevo scritto io e che ho logicamente rimosso.

Sto perdendo un bel po’ di tempo a cambiare le cose, ma per il blog vale la pena…

 

Più che altro segnare, mi pare, visto che l’accoppiata Babacar Kalinic in Europa funziona piuttosto bene.
Si è rivisto giocare a calcio, almeno in alcuni tratti della partita, e questo in momenti di miseria tecnica è già qualcosa.
Continua a mancare l’apporto di Vecino e Badelj, se si rapportano le loro partite di questa stagione a quelle di un anno fa, ma Corvino è fiducioso e noi dobbiamo fare un atto di fede…
Borja Valero nel centrocampo a tre funziona senz’altro meglio, resta la sensazione che fatichi sul piano atletico, come se in certi momenti il ritmo fosse per lui troppo alto.
Comunque abbiamo vinto bene e senza discussioni e viste le premesse della vigilia non era assolutamente un risultato scontato.

Buffon para e Cuadrado segna, non è che il calcio sia poi questa scienza complicata e l’ho sentito dire da oltre quarant’anni: un grande portiere e uno che la butti dentro.
Noi non abbiamo il grande portiere e neanche il grande attaccante e pur senza voler fare confronti impietosi con chi ieri ha vinto in Champions mi pare di poter dire che negli anni d’oro parecchi problemi ce li hanno risolti le accoppiate Toldo-Batistuta e Frey-Toni (o Mutu), tanto per dire.
Poi, puoi giocare con due a centrocampo, con tre in difesa o con due punte, ma sempre lì siamo: uno che para e uno che segna.
Se non li hai, dovresti essere così bravo da organizzare le reti degli altri, però bisognerebbe pure disporre di gente che la porta la vede e non, come mi capita a volte di dire in radiocronaca, “esala il tiro”.
E se non hai neanche quelli, non ti rimane che sperare che accada un mezzo miracolo calcistico.

Uno lo conosco piuttosto bene, avendo condiviso con lui un po’ di scuola e parecchio percorso radiofonico.
Un altro è sempre stato disponibile qualsiasi cosa gli avessi chiesto e non posso che essergliene riconoscente, personalmente lo trovo un fuoriclasse della risata.
Col terzo ho avuto meno occasioni di frequentazioni, ma una volta mi salvò letteralmente, perché facendo il grosso dissi all’allora undicenne figlia che conoscevo bene il conduttore del festival di Sanremo che era nel nostro stesso albergo.
Ci trovammo in piscina, arrivarono in contemporanea lui e la figlia ed io pensai terrorizzato: ecco, adesso mi sputtano chissà per quanto perché lui neanche mi saluta e invece andò tutto benissimo.
Grato a vita.
Insieme sono straordinari.
Sto parlando di Carlo Conti, Leonardo Pieraccioni e Giorgio Panariello: oltre due ore di divertimento purissimo, infarcito dalla maturità dell’artista.
Splendidi cinquantenni, rimasti amici, roba da noi e per noi fiorentini e lo dico con orgoglio perché spesso abbiamo davvero una marcia in più.
Basta solo ricordarsi di inserirla… (la battuta non è mia, ma di Pieraccioni a proposito della velocità e la bravura di Matteo Renzi)

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