dicembre 2014


Arriva la buona notizia di fine anno: a marzo dovrebbe tornare ed è inutile sottolineare quanto ci sia mancato e manchi.
Il giocatore più forte della Fiorentina, senza ombra di dubbio, l’unico da cui ti aspetti sempre qualcosa quando ha il pallone tra i piedi, quello che ha fatto e (speriamo) farà la differenza.
Un messaggio di speranza per ripartire, ne ha bisogno soprattutto lui, ma anche noi.
Forza Pepito dunque, e meno male che domani finisce questo maledetto 2014.

Quattro giorni di stop, spesi spero anche a meditare e non solo a cercare il divertimento ad ogni costo.
Una pausa di riflessione in cui godere in famiglia e della famiglia, che è poi l’ultima frontiera sociale che resiste: abbattuta quella, e speriamo davvero che non accada mai, saremo davvero al tutti contro tutti.
Non mi va molto in questo periodo di parlare di calcio e lo dico senza problemi perché in questo nostro spazio non esistono obblighi di alcun tipo: come ho già avuto modo di dire io scrivo “quando posso e come posso” ed essere più o meno letto “non passa tra i miei rischi”.
Oggi vi segnalo una bellissima intervista su La Nazione ad Alessandro Bergonzoni, artista che ho sempre stimato per la sua intelligenza e per l’impegno sociale, in cui parlava del proprio rapporto con i suoi due figli ormai grandi.
Parlava di “sorvolarli”, un verbo che mi è piaciuto tanto perché rende l’idea: non li schiacci mai, ma vedi tutto.
E quando pensi che ci sia bisogno di un tuo intervento, scendi in picchiata e provi a dare loro quello che puoi e che sai.

Spero soprattutto che siate sereni, per la felicità è meglio non illudersi troppo, anche se va cercata sempre.
Buon Natale a tutti voi amici di una strada cominciata oltre nove anni fa, cercate di godervi la tenerezza di questi giorni e a costo di essere stucchevole vi invito a pensare a chi sta peggio di noi.
Auguri!

Forse è una tattica per smuovere le acque o forse no, comunque sia a me pare che cambiare in corsa il portiere titolare sia un bel rischio per la Fiorentina.
Il ruolo è delicato per definizione, Tatarusanu magari è pure più bravo di Neto, ma avrebbe bisogno di un minimo di rodaggio nel calcio italiano.
Senza contare che poi saremmo fortemente a rischio in caso di eventuale stop del romeno per qualsiasi motivo, e qui naturalmente tocchiamo ferro.
Credo che l’ultima parola spetti a Montella, che deve essere sempre più coinvolto nel progetto tecnico, come ha ricordato ADV nell’intervista esclusiva rilasciata a Stadio.
Pensiamoci bene, insomma, prima di fare passi falsi che potrebbero complicare una stagione già abbastanza difficile per la latitanza degli attaccanti.

Non abbiamo sfruttato le occasioni all’inizio del secondo tempo e siamo stati puniti, è una regola del calcio, non sempre funziona, spesso però è così.
Alla fine la partita è girata sul palo di Gomez, se va dentro quel pallone cambia tutto e saremmo a celebrare una Fiorentina in piena corsa per la Champions.
Tra le squadre che lottano per salvarsi l’Empoli gioca il calcio migliore, tutti sanno cosa fare senza palla e questo è un gran merito di Sarri.
Non hanno rinunciato a provare a vincere, non si sono limitati a subire una pressione neanche poi così asfissiante della Fiorentina.
In partite come queste uno come Cuadrado dovrebbe fare la differenza ed invece il colombiano sta giocando una stagione molto al di sotto delle aspettative, questo pomeriggio uno spunto, un bel tiro e poco altro.
Finiamo l’anno con l’amaro in bocca, quello che non ho capito sono stati gli ultimi minuti trasformati in rissa quasi continua da una reazione esagerata di Borja Valero e il tutto ha finito per favorire l’Empoli che non aspettava altro che far scorrere il tempo.
Ci resta il gran gol di Vargas, davvero una prodezza, che ci ha dato pochissimo.

Sto per dire una cosa molto poco corretta per il popolo viola, ma a me l’Empoli sta simpatico.
E’ un miracolo del calcio italiano a trenta chilometri da casa nostra, e non vedo il motivo di tutto questo astio.
Stanno montando alla grande la partita di domenica, ma noi che faremmo al posto loro? Via, siamo sinceri.
Sono contento se si salvano, non hanno mai fatto il passo più lungo della gamba, non se la sono mai tirata, non hanno mai pensato seriamente di competere con Firenze.
E, particolare di non poco conto, molti di loro sono tifosi della Fiorentina.
Evitiamo quindi le esagerazioni, vinciamo la partita, intaschiamo i tre punti e via andare.

“Come può un uomo uccidere un suo fratello?”, si chiedeva il grande Guccini cinquanta anni fa ed era una domanda chiaramente retorica.
Eccome se poteva, ma almeno quelli della nostra generazione avevano durante la propria crescita dei limiti a ciò che ci sembrava orrendo, dei confini che non potevano essere superati.
Uno su tutti, i bambini.
Una pistola, una mitragliatrice, un fucile si ferma davanti ad un bambino, così pensavamo.
E invece no: in Pakistan i talebani hanno sparato a sangue freddo a decine e decine di piccoli indifesi, uno addirittura di due anni, mentre è di poche ore fa la notizia di 16 bambine morte in un attentato di kamikaze nello Yemen.
Sento che di fronte a quello che leggo e che vedo il democratico, l’illuminista che da sempre c’è in me se ne sta pericolosamente scivolando via per lasciare il posto ad un sentimento di autodifesa che non mi piace affatto, ma che temo diventerà necessario.

…non saranno tanto contenti di aver pescato la Fiorentina.
In Europa abbiamo una credibilità superiore a quella che è la nostra idea di squadra che fatica parecchio nel nostro campionato.
Ce la siamo meritata onorando sempre la serie B continentale e per questo immagino che dalle parti del Tamigi stiano cominciando a pensare seriamente a Borja Valero, Cuadrado e magari pure a Mario Gomez, che a febbraio dovrà per forza essere molto diverso da quello che vediamo oggi.
Il sorteggio non ci ha voluto bene, però ci regala una sfida appassionante ed una trasferta fantastica che in migliaia stanno già progettando.
Volete mettere Londra col tornare per la terza volta nella vita a Dnipropetrovsk (alla fine ho pure imparato a scriverlo senza andare su Google)?

Dieci punti in quattro partite, Juve compresa, ci riportano in linea di volo, come in pochi speravano.
Vittoria senza discussione, con superiorità tecnica netta, anche se ci siamo complicati la vita con l’errore di Neto, ma una volta a stagione ci può stare.
La prestazione collettiva è stata eccellente, con punte particolari per Pizarro, Alonso, Mati e Gonzalo (per il gol).
Resta al palo Mario Gomez, ma per ora ce lo possiamo permettere, a questo punto credo che sia soprattutto un problema di testa, non può uno come lui continuare a sbagliare davanti al portiere.
Godiamoci il successo e se poi Montella recupera pure El Hamdaoui vuol dire che il mago è lui, altro che il marocchino.

Ormai sono vicino alla resa incondizionata: negli ultimi due anni ogni sera ho lasciato un quotidiano diverso in camera delle mie due figlie nella vana speranza che loro leggessero almeno i titoli e/o un paio di articoli.
Per un po’ ho anche provato a verificare se era successo qualcosa e le risposte sono quasi sempre state sconfortanti: quello che per me alla loro età era un piacere irrinunciabile (con i pochi soldi che avevo compravo due giornali) per loro diventava un obbligo, ed io una specie di professore che le interrogava, assolutamente imprevisto e proprio per questo ancora più sgradito.
Ora mi accorgo che sempre più spesso i quotidiani rimangono sul tavolo del soggiorno e capisco di aver perso.
Penso al mio passato e torno alla passione che animava gli anni settanta, quando tutto era molto più difficile di adesso, più pericoloso per la piaga del terrorismo, ma anche infinitamente più semplice da comprendere.
Il vero problema è la mancanza di passione, qualsiasi sia l’argomento su cui riversare quelle pulsioni che vadano oltre la sfera personale di affetti e amicizie: volontariato, spiritualità, bene comune.
A volte cerco di trovare argomenti di attualità coinvolgenti, ma si può parlare per esempio di politica, di questa politica a tavola senza scadere nei luoghi comuni?
E’ davvero molto difficile spiegare il perché di certe situazioni.
Stiamo lasciando ai nostri figli una vita piena di tecnologie straordinarie, in cui loro probabilmente camperanno oltre i cento anni, regaleremo un’esistenza quasi certamente (speriamo!) senza alcun problema per mangiare, ma sul resto converrà farci delle domande per capire dove abbiamo sbagliato.
Perché un mondo senza ideali a cui tendere (e non importa se poi resterai deluso), un mondo senza passione, senza qualcosa che vada al di là dei nostri sempre più grandi ed inutili bisogni quotidiani è veramente un povero mondo.

P.S. Forse una possibile via di uscita sta nel nostro impegno di genitori aiutati dalla tecnologia.
MagaRi spiegare un fenomeno terribile come l’Isis partendo da wikipedia e mettendoci dentro quello che sappiamo.
Costa fatica e tempo, ma qualcosa rimane…tra le pagine chiare e le pagine scure (che nessuno legge più).

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