ottobre 2013


Io non oso immaginare cosa sarebbe successe se fosse accaduto contro la Juve e il Milan, e per spiegare chiaramente la situazione sarebbe bastata una telecamera su Saverio a fine partita: lui, solitamente così tranquillo, era infuriato col mondo e per poco non ingaggia una rissa con i colleghi di Radio Kiss Kiss seduti a pochi metri da noi.
Abbiamo giocato una grande partita, concretizzando poco e sprecando abbastanza, siamo stati nettamente superiori al Napoli, che però prende i tre punti.
La sintesi della più triste serata della stagione è tutta qui, ed io sono proprio curioso di vedere quando rimanderanno in campo l’ineffabile Calvarese, il nuovo Don Abbondio della classe arbitrale, perchè uno il coraggio se non ce l’ha non se lo può inventare.
Aquilani purtroppo non si è tirato su ed è rimasto sempre lì nel limbo, Compper ha deluso, Pasqual era sotto tono, ma il resto della squadra ha giocato come si sperava, forse anche oltre, se si considera che era la quarta partita in dieci giorni.
Non abbiamo nemmeno il tempo di piangerci addosso, a Milano sarà parecchio dura senza Cuadrado, ma torna Gonzalo, che ieri è mancato uvunque, in difesa, nell’impostazione e sui calci piazzati.

Confesso di avere un debole per Alberto Aquilani e non certo perchè, come dice Leonardo Vonci in un suo delirio, assomiglia a Penelope Cruz…
Il mio invaghimento è ovviamente calcistico: sarà perché dopo lo scempio di Silva e Olivera la maglia numero dieci ha finalmente un degno proprietario, sarà perchè ha un’eleganza che un po’ ricorda chi sappiamo tutti, fatto sta che lo considero fortissimo.
L’ho pure conosciuto superficialmente, com’è normale che sia in questo calcio sempre più liofilizzato, e l’impressione è stata molto buona.
Mi ero entusiasmato per la sua partenza di campionato e a Bergamo ero convinto che questa sarebbe stata la sua annata, poi non ho capito bene cosa gli sia successo.
Piano piano ha cominciato ad inabissarsi, a diventare sempre più trasparente, ad incidere pochissimo.
Non pare ci siano problemi fisici e quindi il tutto è inspiegabile.
Continuo a pensare che sia più forte di Montolivo, a cui ha dato il cambio a Firenze, ora però è arrivato il momento di ricominciare a giocare da Aquilani e non da Kharja.

Sarò sincero: a metà del primo tempo ho avuto paura dell’effetto Juve in campionato.
Mi sembrava che non andassero, che giocassero mentalmente col freno a mano tirato.
Poi è chiaro che avere i giocatori più forti serve a questo: una giocata di Rossi, una sterzata di Caudrado, fino a quel momento un po’ evanescente a sinistra, una rasoiata e la rimetti in parità.
Nel secondo tempo invece abbiamo giocato da Fiorentina, creando molto, sprecando qualcosa e con un Gonzalo strepitoso a centrocampo a fare pressing e non lasciare passare niente.
Sono stati tre punti fondamentali, che ci lanciano verso mercoeldì con sorrisi grandi così, anche se mancherà proprio Gonzalo, che a me pare ancora più forte dell’anno scorso.
Una settimana fa volavamo, stasera siamo molto soddisfatti, con tre vittorie in tre partite consecutive e nove gol senza avere il centravanti titolare: non mi sembra un risultato da poco.

Non ci vuole molto a capire di chi sto parlando: il titolo di questo post è la frase scelta da Renza per la lapide di Mario ed il Comitato si è occupato e si occuperà di tutte le spese legate al mantenimento del decoro per la sua tomba, oltre che provvedere ai costi iniziali.
Sono i vostri soldi ed è giusto darvene conto, così come è giusto ricordare ancora una volta chi da quasi un anno segue tutte le vicende legate al grande Ciuffi: Marco Galletti, Mario Tintori, Antonello Vannucci, Maurizio Nencini, Paolo Piazzini, Matteo Lucherini, Federico Silvani, Lucia Benvenuti, Mario Tenerani.
Lunedì sera alla Hall of Fame viola ho visto Renza e mi sembrava abbastanza in forma, senza preavviso l’ho pure fatta parlare sul palco per ricordare gli ultimi momenti di vita di Mario:era un po’ sorpresa ma soddisfatta.
Ogni volta che c’è qualcosa di importante sulla Fiorentina mi viene da pensare: questa è la prima volta senza Mario, che è davvero molto difficile immaginare in un altro mondo.

Visto Matos?
Questo ragazzo ha dei numeri e mi pare anche l’umiltà per uscire dal gruppo e regalarci delle soddisfazioni.
L’occasione l’ha sfruttata Joaquin, che non si è seduto sul gol alla Juve, e ha provato a sfruttarla pure Bakic, a cui occorrerebbe giocare di più, ma come si fa?
Yakovenko no, pur impegnandosi molto e si è perfino vista una corsa all’altruismo non comune in una squadra di calcio ai livelli della Fiorentina, quando hanno provato in tutti i modi a mandarlo in gol.
Poi è arrivato Cuadrado e ha spazzato via tutto, regalandoci l’idea che sia tirato a lucido e pronto per i prossimi tre impegni in sei giorni.
Ne abbiamo vinte tre su tre, saranno pure stati scarsi gli avversari, ma non era così scontato, basta chiedere a Lotito e Petkovic…

Non aiuta certo il tempo, che sconsiglierebbe l’arrivo allo stadio, specialmente dove si prende l’acqua, ma questo per i giocatori non conta.
Speriamo arrivino davvero in ventimila, sarebbe una grande dimostrazione d’amore vista la portata dell’avversario.
Ci sono diversi uomini che dalle 21.05 in poi hanno la grande occasione di dimostrare a Montella che magari si sbaglia a tenerli fuori e giovani che sgomitano per cercare spazio.
In verità queste situazioni nel passato non sono mai state esaltanti per gioco e risultato e ancora ricordo come lo scorso anno ci fu bisogno di ributtare dentro Borja Valero e Cuadrado per sistemare i conti della qualificazione in Coppa Italia contro la Juve Stabia, che è molto più debole del Panduuri.
Sono molto curioso di rivedere Matos, che ha la faccia e il fisico giusto per regalarci delle soddisfazioni, pur con tutte le prudenze del caso.
Chiudiamo al 90% il discorso qualificazione stasera e poi abbiamo tre mesi davanti per pensare solo al campionato.

Che ne sappiamo davvero dei nostri figli, da quando cominciano ad arrampicarsi su quella montagna splendida e terribile che è l’adolescenza, dove ogni giorno sembra una finale di Champions e dove il domani non esiste perchè c’è solo l’oggi?
Filtriamo la loro vita, la loro rabbia, le loro emozioni attraverso la nostra esperienza.
Proviamo nel migliore dei casi a fare un gioco di ruoli, a tornare indietro di trenta, quaranta anni e cercare di ricordare come eravamo alla loro età.
Ma noi non siamo loro e non era quello il tempo in cui vivono adesso.
Di solito ragioniamo da adulti (sempre ammesso che lo si sia diventati davvero e, soprattutto per l’universo maschile, io non darei la cosa per scontata) e nella maggior parte dei casi non capiamo, a volte ci arrabbiamo, ci sono momenti in cui siamo sconfortati.
Succede a me, che pure tento di impegnarmi, succede a tutti.
Provate a passare in questi giorni a Firenze dal viale Paoli, un centinaio di metri prima della Costoli, e vedrete sempre almeno quattro, cinque ragazzi che parlano, leggono, fumano, nel punto esatto dove alle 4 del mattino del 13 ottobre è morto Bernardo.
Si danno il cambio senza bisogno di turni, continuano ad amarlo anche se ora è lontano e non tornerà più a ridere e scherzare con loro.
Noi che non avevamo what’s app (si scrive così?), facebook, internet, telefonini, noi che diciamo sempre che ai nostri tempi contavano molto di più le relazioni umane, noi convinti che adesso questi ragazzi si muovano spesso come automi senza anima, noi l’avremmo fatto?
Anzi, l’abbiamo fatto quando è morto qualcuno dei nostri amici in un incidente?
Non è un problema di meglio o peggio: si tratta solo di provare a capire, che è la cosa più difficile di questo mondo.

Buon atterraggio a tutti.
Da stamani, almeno per quello che mi riguarda e dopo la giornata massacrante di ieri (sveglia alle 5, andata e ritorno a Milano, tre cambi di scaletta della Hall of Fame, conduzione della serata per 150 minuti con Mario Tenerani, voce bassissima, lucidità scarsa) si torna alla quotidianità, che non vuol dire rimuovere niente.
Più semplicemente riponiamo la vittoria contro la Juve nella soffitta dei nostri sentimenti e pensiamo a giovedì e soprattutto, questo sì lo confesso, domenica a Verona, perchè è questo il momento della raccolta, dei punti importanti , quelli che ci fanno stare nel gruppetto di testa.
Brutta tegola l’infortunio di Ambrosini, passato un po’ sotto silenzio per via dell’euforia generale: credo che contro il Panduuri ne vedremo pochi di quelli che potrebbero far saltare la panchina a Sannino e anche (e mi dispiace) al mio amico Ciccio Baiano.

Sul due a zero per loro pensavo: santo cielo che trauma sarà per Cosimo questa prima partita contro la Juve e allora ho fatto una cosa che non è davvero nelle mie corde.
L’ho fatto salire e me lo sono messo sulla gamba a cavalcioni sperando di attutire la botta.
Poi è successo di tutto, come se qualcuno avesse scritto la sceneggiatura di film meraviglioso in cui ancora adesso sembra incredibile che sia successo e invece è andata proprio così.
Abbiamo giocato meglio l’anno scorso, non ci sono dubbi, ma è proprio il caso di dire chi se ne frega oggi, in questo tardo pomeriggio di follia viola, dove abbiamo evidenziato le crepe juventine.
Poi un giorno ci racconteranno cosa hanno fatto a Rossi nell’intervallo, vorrei lo stesso trattamento per la mia schiena martoriata, ma temo che non riuscirei mai a segnare tre gol alla Juve…
Siamo ripartiti da Neto, decisivo nel secondo tempo, quando tutto sembrava naufragare e questo sarà bene ricordarlo, ma adesso andiamo tutti a festeggiare, ce lo meritiamo.
Eccome se ce lo meritiamo.

Bello risvegliarsi così e aggiungere qualche altra considerazione in ordine sparso.
E’ andata benissimo anche sul piano dell’ordine pubblico, nessun problema neanche quando eravamo sotto di due gol e con un rigore dubbio preso: bravi tutti.
Anche Montella ha avuto la tentazione di cambiare Rossi, meno male, non ero stato l’unico ad accorgermi che giocava con il freno a mano tirato per via del mal di schiena.
Mi scoccia dirlo, ma alla fine con quei dieci secondi in cui ha fatto finta di dirigere l’orchestra sulle offese a lui dirette, e con la battuta sulle parrucche di due anni fa, Antonio “agghiacciante Conte è meno antipatico di diversi suoi colleghi, che tra l’altro sono meno bravi di lui.
Infine, un’annotazione di servizio: alle 14.30 manderemo in onda la sintesi radiofonica della partita di ieri.
Baci viola a tutti e stasera grande evento con la Hall of Fame!

Meno male che non giochiamo noi perchè altrimenti rischieremmo di andare in overdose da stress ben prima di scendere in acmpo.
E’ una partita da grandi giocatori, di quelli che sanno abbinare la testa alla generosità.
Il primo che mi viene in mente è Borja Valero, ma anche Gonzalo Rodriguez e poi ho quell’idea meravigliosa su Ambrosini.
Ci vuole l’esperienza giusta per non farsi prendere dalla frenesia e la Fiorentina non è una formazione giovane, solo che dall’altra parte sono più abituati a queste gare e anche a partite molto più pesanti sul piano psicologico.
Fiorentina-Juventus comincia questa sera nei due ritiri e con Montella, sotto questo punto di vista, io mi sento tranquillo.

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