agosto 2013


Ci vuole il turn-over, non ci sono discussioni.
Solo che non è facile scegliere chi far star fuori.
Vediamo un po’: in difesa Gonzalo è indispensabile e Tomovic sembra bello fresco, quindi dentro Compper e fuori il Savic irriconoscibile di questo inizio di stagione.
Più dura a centrocampo, dove a dirla tutta dovrebbe rimanere in panchina Borja, ma si può rinunciare a uno così?
E Pizarro regge le tre partite in sei giorni?
Dentro ad ogni modo Ambrosini e dentro pure Aquilani, poi come scegli scegli sempre bene e forse Alonso all’inizio al posto di Pasqual.
In attacco eviterei di partire con Cuadrado, se non è al meglio e mi piacerebbe rivedere Joaquin sulla destra.
Certamente Rossi in campo e ovviamente Gomez, perché è solo una questione di tempo…
Chi scrive che tanto ci deve pensare Montella verrà bannato all’istante!

Senza l’enorme sciocchezza di Neto non avremmo sofferto così tanto, questo è pacifico, anche se eravamo meno brillanti.
Poi, dopo il loro vantaggio, siamo diventati insicuri e tu puoi incoraggiare e abbracciare il tuo portiere quanto vuoi (ed è stato molto bello), ma al Franchi si respirava un’atmosfera di terrore ogni volta che il pallone si avvicinava alla nostra area.
Possiamo anche continuare tutta la stagione con Neto, però chi ama la Fiorentina non può non sperare che da qui a lunedì sera fino alle 23 si possa e debba fare qualcosa.
Dopo di che ribadisco il concetto già espresso: se rimane lui, lo aiutiamo in tutti i modi possibili.
Eravamo stanchissimi, con Borja ancora fuori giri, Ilicic deludente, Mati velleitario, mentre a me non è dispiaciuto Gomez (credo di essere stato l’unico ad avergli dato 6).
Comunque siamo dentro, anche se con molta fatica, e questa era alla fine l’unica cosa che contava davvero.

Ho qualcosa in comune con l’uomo più potente del mondo!
Il mio quasi coetaneo Barack Obama ha recentemente confessato di soffrire della sindrome del nido vuoto e lo dice ora che le sue figlie hanno 15 e 12 anni.
Poveraccio, non sa quello a cui andrà incontro…
Domani Valentina compie 18 anni e quel 30 agosto 1995 è stato uno dei giorni decisivi della mia vita perché da quando l’ho vista per la prima volta , alle 6 del mattino, nulla è stato più come prima, tanto da interrogarmi spesso di come fosse la mia vita senza figli.
Sicuramente devo averne avuta una, ma ho smarrito sensazioni e pensieri di quei quasi 35 anni vissuti con molta più leggerezza.
Certo, anche in quel giorno fondamentale è venuta fuori la mia passione/lavoro perché poi all’ora di pranzo chiesi a Letizia se le scocciasse una mia eventuale partenza quasi immediata per Ascoli dove la Fiorentina giocava la sera in Coppa Italia e lei fu grandiosa: andai, feci la radiocronaca in trance e vincemmo per due a uno.
L’ho presa larga per dire che vorrei parlare a quattr’occhi con Barack per confrontare le nostre angosce: per esempio mi piacerebbe, se potessi, comprare una piccola palazzina in cui mettere ad ogni piano un figlio…
Così, se tante volte avessero bisogno di me o della mamma…
Lui immagino che se lo possa permettere e credo che ci abbia già pensato.
Poi cerco di recuperare un po’ di quei pochi neuroni che mi girano in questa testona e capisco che è la loro vita e che la devono vivere intensamente, staccandosi da noi, facendo le loro scelte e i loro errori.
Tutto molto giusto, razionale ed educativo, ma quanto fa male…

Partiamo da un presupposto oggettivo: Corvino è stato bravissimo a comprare quei giocatori che hanno dato alla Fiorentina i soldi per cambiare la squadra: Nastasic, Jovetic, Behrami, Ljajic e aggiungerei pure in termini economici Cerci e Seferovic.
D’altra parte nessuno ha mai contestato a Corvino l’abilità nel mercato: è vero che ha sprecato e sbagliato tanto negli ultimi due anni, ma il saldo complessivo delle sue operazioni nei sette anni in viola è ampiamente positivo.
Il problema semmai è stato avergli dato in mano tutto quel potere in società e non costringerlo ad occuparasi solo di acquisti e cessioni, perchè quella è l’unica cosa che sa fare.
Lì ha debordato preso dalle sue guerre personali, dai deliri di onnipotenza, trascinando la Fiorentina in un abisso da cui ci siamo miracolosamente ripresi.
Ma se Corvino è stato molto abile ad acquistare, Pradé è stato fantastico nel vendere, perchè io sinceramente nella positiva soluzione dell’affare Ljajic ci speravo pochissimo.
Pur sapendo che dovevamo piazzare i due ingrati, con conseguente calo delle offerte, siamo riusciti a portare a casa 42 milioni di euro, una cifra che reputo fantastica per i momenti che stiamo vivendo.
Il ragazzino col cappello per traverso è uscito dalla sede e non ha salutato nessuno, niente di nuovo sotto il sole, è una questione di educazione e quella con si compra neanche con due milioni all’anno netti di ingaggio.

P.S. Avviso per i malati che continuano a mandare messaggi che non hanno nessuna possibilità di essere pubblicati: non vi converrebbe passare in modo più sereno il vostro tempo?
Grazie cari, magari fatevi vivi quando avete finito di curare i vostri scompensi mentali.

Seconda vittoria in quattro giorni, con meno gioco di Zurigo, ma anche con meno sofferenza rispetto a quanto temessi per gli ultimi venti minuti.
Gli incontentabili si possono accomodare fuori, era impossibile chiedere di più ad una squadra che cerca di migliorarsi cambiando tattica.
Gomez sbaglia ora, ma segnerà poi, intanto cominciamo a goderci Rossi, che in assoluto vale molto più di Jovetic, mentre dovremo prima o poi trovare delle alternative a Pizarro, decisivo nel bene e nel male.
Esemplare Montella con Ljajic: non l’ha visto tranquillo e l’ha rispedito a casa e nella sua decisione c’è molta meno dietrologia di quanto uno possa pensare.
Oggi siamo all’ultima curva e si scoprono le carte: se non vuole andare via siamo di fronte al Montolivo bis, ma almeno ci verrà risparmiata la sceneggiata contro la Fiorentina con il tentativo di destabilizzarla cercando di coinvolgere i tifosi più rappresentativi.

Occhio, perché il Catania è per me più forte del Verona e dobbiamo quindi far tesoro dello scempio milanista.
Certo, la doppietta di Luca ci ha mandato in orbita, ma poi ci ha pensato la Juve a riportarci sulla Terra; questi sono ancora affamati, non mollano di un centimetro e Conte è veramente bravo (lo so, è dura da leggere e da scrivere, ma è così).
Concentriamoci quindi su lunedì sera perché qualcosa pagheremo fisicamente per lo sforzo di Zurigo e là in mezzo non ha senso rischiare Pizarro per cui, senza Ambrosini, uno tra Borja e Aquilani giocherà fuori posizione.
Sforziamoci tutti su neto: è il nostro portiere e va sorretto psicologicamente, al di là del fatto che mi sembra veramente incolpevole sul gol di giovedì.
Il Milan comunque sembra messo malissimo, in difesa e a centrocampo, mentre speriamo che Balotelli sia diventato una specie di secondo Chiarugi, a cui da un certo punto della carriera smisero di fischiare rigori a favore per via di una certa…tendenza ad accentuare il fallo.

Poi magari succede che rimane e che diventa il nuovo simbolo della Fiorentina prossima ventura.
Forse compra casa a Firenze e poi spiegherà al mondo intero quanto sia bello Ponte Vecchio e il Piazzale.
In attesa di questi mirabolanti eventi, mi pare giusto sottolineare alcuni aspetti della penosa vicenda Ljajic che si sta trascinando da mesi partendo da una premessa onesta che non ha nulla a che vedere con le sue qualità tecniche, peraltro espresse solo in quattro mesi su trenta: a me il ragazzo non piace a pelle, per come si muove fuori dal campo.
Magari è timidezza, ma ci ho sempre visto una grande dose di strafottenza e anche mancanza di educazione, come a Zurigo dove sembrava gli avessero fatto un torto: è uscito dagli spogliatoi, ha alzato stancamente lo sguardo ha visto che era presente la stampa fiorentina e se ne è andato senza salutare nessuno, se fosse stato mio figlio lo avrei rimbrottato ben bene.
Detto questo, che conta il giusto, a me pare che ci stia prendendo in giro: ok, aspettiamo ancora fino a lunedì (ma per cosa?) e poi vediamo cosa succede.
Le ultime proposte della Fiorentina a quanto ne so mi sembrano in linea con la situazione contrattuale che mette la società sotto schiaffo, insomma hanno fatto dei bei passi avanti rispetto alle prime battute.
Se ad una settimana dalla fine del mercato Ljajic dice di no, che ci vuol pensare, che tanto c’è tempo, mi pare chiaro che dietro ci sia il Milan, anche perché un po’ bischeri lo siamo, ma non proprio ripescati dalla piena.
Vediamo e aspettiamo, ma più passano i giorni e più il giovane Ljajic mi sembra incompatibile con l’idea che abbiamo un po’ tutti della Fiorentina attuale e futura.

Eccola lì per almeno un’ora la vecchia cara Fiorentina della passata stagione.
Quella che fa sembrare molto semplice quello che invece è molto complicato, cioè il possesso palla costruttivo.
E’ stata per me una grande partita in considerazione dell’esordio stagionale e del fatto che il Grasshopper era andato molto vicino ad eliminare il Lione.
Abbiamo costruito almeno otto palle gol e magari con un Gomez un po’ più in forma ne avremmo messe dentro altri due, ma non è il caso di preoccuparsi troppo perché il bomber salirà certamente di condizione.
Resta sullo sfondo la mezz’ora finale, con qualche paura in più del lecito, ma c’entra molto la stanchezza, fisica e mentale.
Siamo partiti benissimo ed era quello che ci aspettavamo, ma non era affatto facile.

Ho ripensato alla prima volta che mi era successo, a Madrid, nel 1989.
A bordo campo a vedere allenare Baggio che faceva imbestialire Iachini per come lo saltava in dribbling, io ero come un bambino di 29 anni nel giardino delle meraviglie.
Vogliamo parlare del fanciullino pascoliano per raccontare che 24 anni dopo la gioia di stare lì è sempre la stessa?
Glasnost Montella: tutti a seguire i lavori da vicino, tanto nessuno ha capito veramente se giocherà Rossi oppure Ljajic (per me Rossi).
Magari cambiano i retropensieri, perché avresti voluto che anche Valentina e Camilla fossero lì con te invece di andare a fare shopping con budget limitato e poi pensi che vedere i palleggi di Borja e Cuadrado è qualcosa che piace a te, mica a due ragazze di 18 e 14 anni.
Mi sono molto divertito e stasera spero di fare il bis di appagamento personale.

Bella trasferta, anche perché con me vengono Valentina e Camilla, sarnno gioni impegnativi e gratificanti.
Si respira un’aria buona intorno alla Fiorentina e mi pare a giudicare dal successo della serata di ieri (complimenti a tutti, da Carletto all’organizzazione) che le due sconfitte iberiche non abbiano lasciato tracce.
Certo, da domani sera cambia tutto in termini di concentrazione, di stress, di situazioni impreviste a cui dobbiamo dimostrare di saper rispondere senza problemi.
Sono curioso di vedere l’allenamento di questo pomeriggio, finalmente aperto alla stampa: sarà la prima volta che li osserverò dal vivo perché non sono stato a Moena e cresce la curiosità di vedere come Montella ha organizzato la squadra in funzione di Mario Gomez che è la grande novità tattica della stagione.
Per evitare equivoci: è la squadra che deve lavorare per lui e non il contrario, cerchiamo di non cadere nell’equivoco classico dell’attaccante che aiuta nella manovra.
No, Mario Gomez deve “solo” segnare, è stato comprato per quello e credo che Montella abbia le idee molto chiare sull’argomento visto il suo eccellente passato di bomber di razza.

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