febbraio 2013


Ora basta: abbiamo avuto le elezioni, ognuno ha votato secondo la propria coscienza e i voti a Berlusconi e Grillo valgono esattamente come quelli di Monti e Bersani.
Siamo una Nazione libera e non possiamo accettare di prendere lezioni da chi ci guarda dall’alto in basso sempre, vedi alla voce Germania.
Nessuno si deve permettere di usare i toni sentiti per giudicare chi guida schieramenti che complessivamente rappresentano la metà della volontà popolare e neanche va agitato lo spauracchio della Grecia per farci paura.
Io ho votato PD, ma sono e mi sento soprattutto italiano e non accetto l’equazione secondo cui se Bersani non ha la maggioranza (con Monti) finiamo tutti all’inferno.
Tiriamo fuori un po’ d’orgoglio nazionale, cazzo.
Proviamo ad uscire da questa palude con uno spirito di collaborazione che ultimamente è sempre mancato.
Le elezioni si sono svolte appena due giorni fa e ci sono i tempi tecnici da rispettare: vogliamo (e volete cari professori in Europa) aspettare prima di sputare sentenze?

Abbiamo smesso di giocare dopo un’ora e non ho capito il perché.
Questa squadra si piace troppo e alla fine questo diventa un difetto perchè a volte pare si debba vincere per diritto divino ed invece poi i Taider e i Morleo ci mettono il cuore e noi poca testa.
Continuo ad essere convinto che sia un’ottima stagione, però buttiamoci dentro un po’ di sangue, un po’ più di cattivera, andiamo a lezione da Borja Valero, che è sempre correttissimo, ma i tacchetti (intesi come suola delle scarpe) ce li mette sempre.
Non cominciamo a discutere Montella, diciamo solo che ieri in pochi hanno capito il perché di cambi così ritardati, quando da almeno un quarto d’ora c’era gente (Aquilani su tutti, ma anche lo spiritato Cuadrado) che aveva finito la benzina.
Adesso, in un furore iconoclasta, c’è anche chi rivorrebbe Cerci a Firenze, magari dando anche un bel po’ di milioni al Torino, salvo poi disperarsi ad ottobre quando avrà litigato con tutti, compreso se stesso.

Stamattina ho capito cosa vuol dire avere cinquanta anni.
Perché se questi risultati politici ci fossero stati nel 1979, quando ho votato per la prima volta, io sarei stato contento perché già non sopportavo il carrozzone politico composto da impresentabili ed incompetenti (DC-PSDI-PLI-PSI, qualche vaga simpatia per il PRI, sentimenti contrastanti per il PCI).
Infatti votai radicale, per protesta.
Da quel momento in poi ho fatto come con la Fiorentina: ho perso quasi tutte le elezioni e quando le ho vinte è stato peggio.
Perché ho perso dopo, quando le coalizioni che avevo contribuito a mandare al potere si sono liquefatte per manifesta incapacità.
Stamani, qui “solo alle cinque del mattino”, ho dentro l’angoscia (niente vino, sono astemio…) e non ho “voglia di bestemmiare”, ma paura.
Paura di finire sotto ricatto di un super inciucio con chi credevo archiviato, paura di essere ostaggio di derive populiste.
Magari mi sbaglio, magari i centosessanta signori nessuno che l’incazzatura generale ha scaraventato in Parlamento sono il meglio della società civile e quasi certamente non faranno peggio dei signor qualcuno che finalmente sta sgombrando (e questa è una soddisfazione).
A vent’anni sarei stato euforico, e forse mi sarei pure impegnato, io che non ho mai preso la tessera di nessun partito, a cinquanta attendo con trepidazione di sapere come andrà a finire.

Ho questa sensazione: stiamo vivendo le elezioni, davvero tra le più importnati della nostra storia, con lo stesso atteggiamento usato per il calcio.
Cioè tifiamo, più contro che a favore.
Sono contagiato anch’io da questa sindrome da campionato e me ne vergogno, perché è da terzo mondo pensare che un determinato personaggio sia nel mio inconscio come la Juve, cioè se perde sono contento, se scompare ancora di più.
Non è questo l’approccio che dovremmo avere con la politica, che sarà pure “brutta e schifosa e fa male alla pelle”, ma che è anche l’unica sovrastruttura possibile del vivere civile: non è che sia ributtante a prescindere, siamo noi che l’abbiamo resa tale.
Guardate po’ i post sugli argomenti extra calcio di questo blog e provate a fare un’analisi serena del linguaggio usato, del crescendo di insofferenza e di insulti (spesso tagliati) che tracima ad ogni riga.
Ci siamo imbarbariti, spero non irrimediabilmente.
Niente dialogo, ma solo scontro, incapacità non dico a capire, ma almeno ad ascoltare la parte che non la pensa come noi (stavo per scrivere avversa e non l’ho fatto di proposito per dare il buon esempio).
Guardiamo cosa viene fuori stasera dalle urna, ma almeno noi quattromila frequentatori di questa libera palestra proviamo a fare un piccolo sforzo e ricominciamo a comportarci da persone civili.

A noi ci pagano (anzi mi pago da solo, questo è un altro discorso) e va bene, figuriamoci se non posso aspettare fino a domani per sapere se a Bologna si gioca oppure no.
Ma i tifosi, il motore di questo enorme carrozzone che è il calcio, come diavolo fanno ad organizzarsi?
E’ possibile che non ci fosse un’altra soluzione più agevole per loro rispetto a quella di aspettare le 10.30 di domani per sapere se quattro ore e mezzo dopo si va in campo?
Che fa la gente, parte per oltrepassare l’Appennino oppure no?
E anche quelli che vorrebbero un minimo programmare la giornata dovranno aspettare notizie per capire come santificare la festa.
Io credo che ci vorrebbe un po’ di rispetto per chi manda avanti tutto, cioè l’utilizzatore finale, come avrebbe detto il sapido avvocato di un noto politico che mi auguro proprio di non vedere al comando nel pomeriggio di lunedì.
Noi a Radio Blu intanto, proprio per rispetto nei confronti di chi ci ascolta e ci permette di vivere di calcio, abbiamo organizzato un Pentasport speciale dalle 10 alle 11: sintonizzatevi e saprete.

Ragazzi, io alle 17 di oggi ho staccato: meglio così, almeno non siamo caduti nella farsa…

…purtroppo si cambia, si deve cambiare per via dell’assenza di Pizarro.
Le mie personali convinzioni: giocheranno Migliaccio e Ljajic, oltre a Tomovic.
Sissoko è ancora un po’ indietro e l’ultimo Migliaccio da trasferta era stato assai convincente a Catania, oltre al gol, che è sempre un valore aggiunto.
Davanti sarebbe uno spreco rinunciare al Ljajic visto contro l’Inter e se ci fate caso la Fiorentina gioca bene soprattutto quando c’è lui a girare moltissimo e offrire sponde ai compagni.
Non mi pare una trasferta proibitiva, soprattutto se dimostreremo di aver saputo gestire bene l’euforia post Inter.

Ragazzi, hanno fatto una partita eccezionale, bisogna riconoscerlo.
Mai visto un Barcellona così pallido e mai nella vita mi sarei immaginato Montolivo e Pazzini che surclassavano Iniesta e Messi.
Una gara giocata con una determinazione e con un’intelligenza tattica che non credevo appartenessero a questo Milan, ma è meglio anche per noi, forse lasciano qualcosa in campionato.
Adesso hanno almeno il 50% di possibilità di passare il turno e confesso di essere combattuto.
Se non fosse il Barcellona, mi piacerebbe che fosse il Milan a passare il turno perché tranne una io sono sempre per le italiane, ma è appunto il Barca e allora mi metterò davanti al televisore godendomela e basta.

Hai visto Mario che emozioni hai suscitato, quanta gente ha pianto, che vuoto hai lasciato?
Quanto ti piacerebbe tra poche ore essere lì con noi in quella chiesa troppo stretta per accoglierci tutti, il mondo riunito per renderti omaggio.
Un po’ come il tuo sogno ricorrente: lancio di Antognoni, cross di Pascutti (chissà cosa cavolo c’entra Pascutti…), tu che di testa in tuffo fai gol al Maracanà e tutti gli “omini” che saltano in curva e gridano “Ciuffi, Ciuffi”.
Tu, così sentimentale, stamani per una volta non saresti capace di una battuta, perché io ti ho visto davvero emozionato e non era un caso che adorassi Domenico Modugno e tutti i film con il lieto fine.
“Sono Ciuffi!”, mi urlavi quando mi telefonavi.
“E io sono Guetta!”, ti rispondevo con lo stesso tono di voce.
Poi ci davamo di sonati tutti e due e cominciavamo ad organizzare, divertirci, volerci bene a modo nostro.
Non voglio intristirmi, ma “pensare che ancora vivi, voglio pensare che ancora mi ascolti e che come allora sorridi”.

Ti ho voluto bene e lo sai.
Ti sia lieve la terra, noi qui non smetteremo di ricordarti.

E chi se l’aspettava una Fiorentina così?
Meglio di qualsiasi più rosea previsione: scattante, reattiva, asfissiante.
Una partita fantastica, l’Inter annientata, la prova di Torino ampiamente riscattata, la classifica che torna a diventare interessante.
Il più sorprendente è stato ovviamente Ljajic: partita superba la sua, assolutamente inimmaginabile appena dieci mesi fa e qui c’è certamente la mano di Montella, oltre alla volontà del giocatore.
E poi le risposte di Jovetic, in partita fin da subito.
Il centrocampo senza mediani è tornato ad essere l’intrigante utopia vincente del 2012, ora vediamo che succederà a Bologna senza Pizarro (benedetto metronomo, ma lo sai che il tocco di mano è da giallo?…), certo è che con Sissoko ci sentiamo un po’ più tranquilli.
Lunedì bellissimo per andare in ufficio, leggere di Fiorentina, amare questa squadra.

ALLE 14.30 RIPROPONIAMO LA RADIOCRONACA DI IERI: PER CHI SE LA FOSSE PERSA O VOLESSE GODERE DI NUOVO…

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