gennaio 2013


Un amico mi scrive e mi propone una serie di domande molto carine che si basano sui miei trent’anni di radiocronache.
Ecco le mie risposte, ora aspetto le vostre
1)I 3 giocatori più forti che hai commentato in trent’anni di radiocronache
Maradona, Platini, Baggio
2)I 3 più forti della Fiorentina
Baggio, Batistuta, Antognoni
3)I 3 che ti sei chiesto come facessero a giocare in A
E chi sei li ricorda? Ho visto pippe clamorose, ma siccome non vestivamo la maglia viola, ho rimosso tutto
4)I 3 che ti sei chiesto come facessero ad indossare la maglia Viola
Bartolelli, Rocchigiani, Castillo
5)Le 3 radiocronache che non avresti mai voluto fare
Fiorentina-Foggia 6 a 2 nel 1993, Juve-Fiorentina 3 a 2 nel 1994, Fiorentina-Bayern 3 a 2 nel 2010 – Ragazzi, questo è Freud allo stato puro: ovviamente anche Fiorentina-Juve 0 a 5, ma me ne ero completamente scordato, avevo rimosso…
6)La/Le radiocronache in cui sei stato orgoglioso del Franchi
Fiorentina-Juve 1 a 0 nel 1991, Fiorentina-Parma 1 a 1 nel 2001, Fiorentina-Juve 2 a 1 nel 1989 + Juve-Fiorentina 2 a 3 del 2008
7)La radiocronaca che sogni di fare
Quella del terzo scudetto
8)La top 11 1982/2012 in Viola
Galli (Toldo), Ujfalusi, Passarella, Repka, Fuser, Antognoni, Rui Costa (Pecci), Borja Valero, Serena, Baggio, Batistuta
Una precisazione: non ho mai fatto una radiocronaca con Vierchwood
9)La top 11 1982/2012 generale
Buffon, Bergomi, Nesta, Vierchwood, Maldini, Bruno Conti, Matthaus, Platini, Maradona, Baggio, Van Basten
E’ sbilanciatissima, ma straordinaria
10)La volta in cui hai avuto paura
Mai in verità, vado in trance e non mi rendo conto.
Ne’ a Bari quando volavano le lattine sopra la mia testa e neanche a Napoli quando tentarono l’assalto e ci presero a sputi, ma beccarono Sardelli.

Io non avevo detto niente alla redazione, poi stamani mi arriva il primo sms di Vinciguerra, che dopo deve avere avvertito in studio.
Ecco quindi che nel Pentasport a sorpresa parte l’augurio del trio Bardazzi-Loreto-Baragatti e a quel punto fioccano i messaggi di auguri.
Mamma mia, trent’anni di radiocronaca…
Sono quasi un fanatico del passato, non so se succede anche a voi, ma io spesso mi sorprendo a ricordare cosa facevo dieci, quindici, venti anni fa in quel mese.
E ancora fantastico con le proiezioni: dunque, oggi Valentina ha diciassette anni e quattro mesi, io alla sua età uscivo da quella determinata crisi, e così via…
E la Camilla all’età di Cosimo com’era, e io cosa stavo combinando nel settembre 2005?
Insomma mi trastullo mentalmente così, che è poi un modo per allenare la memoria che vi assicuro era veramente notevole e che ora perde dei colpi, con l’aggravante di essere stato uno che si ricordava quasi tutto (nel periodo di Natale, complice il rilassamento mentale ne ho combinate un paio niente male).
Figuriamoci dunque se non ricordo com’ero a 22 anni quattro mesi e 3 giorni e come andò quella giornata.
Le trasferte le facevo con Franco Picchiotti, delizioso giornalista di Canale 48 che sarebbe poi andato a La Nazione e che ad ogni viaggio comprava all’autogrill un regalo per il suo bambino, oggi ultratrentenne.
La domenica mattina stranamente Radio Blu trasmetteva ed io feci un paio di collegamenti per annunciare la grande novità: avremmo fatto la radiocronaca!
Ero molto concitato e ripetitivo, uno strazio, questo lo ricordo bene.
Della partita Udinese-Fiorentina invece non è rimasto in testa niente, nemmeno un’occasione da gol che forse non c’è neanche stata, nelle tracce del passato c’è posto solo per la mia vertiginosa caduta di ritmo dopo venti minuti sparatissimi.
Ero terribilmente voglioso di fare qualcosa nel giornalismo, ma non mi considerava nessuno nei quotidiani.
E neanche nelle televisioni fiorentine in cui imperversavano Isler e Macilletti, che mi guardavano dall’alto in basso.
Con la radio guadagnavo più o meno centomila lire al mese, ma dall’età di diciannove anni mi mantenevo vendendo vernici (bombolette spray della Sadim) e pubblicità per Janovitz, in più davo molti esami a Scienze Politiche perché avevo sfidato il mio futuro primo suocero sul fatto che mi sarei laureato (poi, per colpa del tedesco, ce l’ho fatta solo a 28 anni).
Facevo spesso tardissimo a giocare d’azzardo, perdevo com’è logico abbastanza (perché nel gioco non si vince mai), avevo un sacco di capelli, ero un po’ presuntuoso e prendevo moltissime usciate nel viso, ma è stato tutto davvero molto bello.
Perché “a vent’anni è tutto ancora intero, a vent’anni si ha tutto chi lo sa, a vent’anni si è stupidi davvero, quante balle si ha in testa a quell’età”.
Ma soprattutto sono stato fortunato ad esserci ancora, trent’anni e quasi milletrecento radiocronache dopo.

Sissoko è un ottimo acquisto, basta vedere dove ha giocato per capire che non è una scommessa.
In pratica arriva al posto di Della Rocca e la differenza è enorme.
In termini quantitativi siamo coperti ovunque, in quelli qualitativi siamo paurosamente carenti in attacco, mentre penso e spero che con Viviano si possa risolvere il problema del portiere.
Sissoko darà sostanza ad un centrocampo che adesso potrebbe passare a quattro, senza che questo voglia dire rinnegare le idee di Montella, che mi pare tecnico tanto intelligente da capire che deve essere lui ad adattare gli schemi agli uomini che ha a disposizione e non il contrario.
L’importante sarà non smarrire quell’idea di imposizione della manovra, che è stata la cifra della Fiorentina sempre, anche nel misero punto conquistato nelle ultime quattro partite, quando siamo stati (tranne che col Napoli) superiori agli avversari.
Certo, poi ogni tanto bisognerebbe anche metterla dentro, ma questo è ormai un vecchio discorso.

Forse da Bologna pensano che si sia riportati dalla piena e propongono Agliardi per Viviano.
Sì, va bene, e poi Morleo per Borja Valero…
Domenica Viviano deve giocare per questi semplici motivi che non hanno nulla a che vedere col suo cuore viola:
è tecnicamente più forte di Neto e ha pure più esperienza, qualità che in questo momento non guasta;
è sceso all’inferno, ha assaggiato il pane duro della panchina e dovrebbe avere delle motivazioni eccezionali per far rimangiare le critiche a chi non era completamente in buonafede;
non conta nulla il fatto che non sia di proprietà della Fiorentina, perché se non dovesse essere all’altezza a giugno lo si lascia tranquillamente a Palermo, ma lui farà di tutto per rimanere qui.
Neto invece va dato in prestito, a maturare permettendogli di sbagliare da un’altra parte perché qui per adesso e in questa stagione qualsiasi nuovo errore sarebbe un macigno troppo pesante da sopportare.

Abbiamo stradominato e perso, che facciamo ora?
Processare Montella mi pare pura follia, pretendere che venga preso un attaccante e un vice Jovetic é già più ragionevole, trattenere Viviano una elementare norma di sicurezza perché è superiore a Neto, oggi un autentico disastro.
Siamo sette punti indietro rispetto al gioco offerto e a questo punto non so se é più un merito o una colpa.
Aquilani certe cose non se le deve permettere, con la sua esperienza e poi c’è Jovetic, un giocatore in meno e non da adesso, ma dall’inizio dell’anno.
Però, lo ribadisco, abbiamo dominato e quindi le idee di base sono ottime, ma questo è un giochino in cui bisogna segnare e non prendere gol.
E noi non abbiamo un portiere e neanche un centravanti.

Mi è molto dispiaciuto avere avuto ragione, ma purtroppo anche domani Pizarro non ci sarà.
E’ un’assenza grave, però a loro mancano Lodi e Beghessio, che mi sembrano importanti almeno quanto il nostro metronomo.
Magari ci manca anche una punta…, ma questo è un altro discorso.
Detto questo, per favore non cerchiamo scuse: andiamo a Catania (anzi, sono a Catania) per cercare di vincerla questa partita, che non è proprio semplice, ma che la Fiorentina di una quarantina di giorni fa si sarebbe portata a casa senza troppi problemi.
Come stiamo?
Qual è la condizione atletica della squadra e, soprattutto, come siamo messi a convinzione?
Voglio dire che contro il Napoli era perfino giusto rinunciare a qualcosa della nostra cifra tecnica per aspettarli e contenerli, doma no.
Domani bisogna riprendere a giocare da Fiorentina di Montella: bene e creando occasioni, sperando che Jovetic si svegli e che Toni mi faccia pagare alla svelta.

A due settimane dalla creazione del Comitato Amici di Mario Ciuffi, ecco i dati della raccolta:
donazioni effettuate 223,
importo totale € 12.077,25
I soldi possono utilizzzati dal Comitato solo per le esigenze abitative di Mario e Renza Ciuffi e l’unica persona preposta all’amministrazione di quanto raccolto è il dottor Marco Galletti.
Mario Tenerani sta chiudendo la ricerca per l’individuazione della casa che verrà presa in affitto, Matteo Lucherini sta per dare alla luce la sciarpa per Mario Ciuffi, con Enrico Tagliaferri, Andrea Bruno Savelli e Mario Tenerani stiamo organizzando la serata che avrà luogo a marzo quasi certamente al Tenax.
Paolo, Mario, Antonello, Maurizio, Lucia, Sara, Lucia continuano ad essere formidabili compagni di viaggio e angeli custodi.
L’iban per le donazioni a Mario e Renza Ciuffi è IT 93 Y 08673 02805 042000420174 Chianti Banca, “Comitato Amici di Mario Ciuffi”, viale Matteotti 27, Firenze

Visto che c’è sempre qualcuno che ha da ridire, preciso che Chianti Banca, che si è prestata del tutto gratuitamente ad assistere il comitato, non ricarica di niente quello che viene versato. L’importo di € 117,25 è arrivato da un bonifico estero, per questo la cifra è strana. Ma se volete vi mandiamo anche la situazione patrimoniale e le analisi del sangue di tutti i componenti del Comitato, di Paolo Piazzini, del Notaio, del sottoscritto e del Tenerani.
Scusate, ma sono stanco e a volte mi scivolano i freni inibitori.

Ragazzi, qui ci vuole il vice Pizarro.
Non uno bravo come lui, che sarebbe impossibile da trovare per il budget che ci possiamo permettere, ma uno che impari da lui e che dia subito i tempi giusti alla squadra.
A Catania lui salta la quarta partita consecutiva e bisognerebbe riguardare alla moviola le gare in cui è stato fuori per percepire lo smarrimento tattico della squadra.
Se Gonzalo sbaglia più di prima, se Cuadrado è molto meno brillante di un mese fa, forse una parte della spiegazione è proprio l’assenza del metronomo, del porto sicuro a cui affidare il pallone.
Soluzioni interne e fantasiose (Ljajic o Gonzalo) non ce ne sono, possiamo continuare con Aquilani, ma è un’altra cosa e poi chi fa l’Aquilani?
Romulo?
E allora si andrà avanti con Migliaccio, ma forse sarà bene pensarci a lungo in questa ultima settimana di passione.

E se poi avesse ragione Brovarone?
Io dubito, perché ad una certa età nel calcio o si è o è difficile diventare, però non si sa mai e l’accoppiata Pradè-Macia merita un’apertura di credito per quello che abbiamo visto finora.
A questo punto però, se Montella notasse che Toni non è in grado fisicamente di partire titolare, tanto varrebbe partire a Catania con l’effetto sorpresa, cioè con questo lungagnone argentino molto sicuro delle sue possibilità titolare fin dall’inizio.
Ormai la scommesa Ljajic attaccante mi pare persa, è inutile insistere: la porta non la vede e non sarà certo un (auspicabile) gol estemporaneo del serbo a farmi cambiare idea.

L’iban per le donazioni a Mario e Renza Ciuffi è IT 93 Y 08673 02805 042000420174 Banca del Chianti, “Comitato Amici di Mario Ciuffi”, viale Matteotti 27, Firenze

Mario sta meglio, ma, come spesso accade in questi casi, dopo il momento del passato pericolo arriva il difficile, che nel caso di Ciuffi è ancora più difficile perché l’uomo non è proprio quello che si dice un malato modello.
E’ un po’ pigro e non troppo ligio alle disposizioni, dopo quasi un mese di ospedale lui è molto provato e Renza ha qualche cedimento psicologico.
Ci sono quattro angeli custodi che cominciano a dare segni di stanchezza, anche perché tra nipoti, figli appena nati e impegni vari ognuno ha la propria vita e non è facile seguire passo per passo la situazione (non ci sono parenti e se anche ci fossero nessuno li ha mai visti).
Per questo Lucia mi ha fatto giungere un messaggio preciso: chi volesse andare a trovare Mario, dando il cambio a chi porta su e giù Renza questi sono i riferimenti: servirebbe qualcuno per compiere il tragitto da Villa Benelli, Via Cosimo il Vecchio 24, a Villa dei Glicini, Via del Pergolino 6 (dove è in questo momento Mario), al mattino verso le 12 (ma va bene anche un po’ prima o un po’ dopo) ed il percorso inverso il tardo pomeriggio/ sera in modo da riportare Renza in tempo per la cena.
Sul versante economico sono arrivate tantissime piccole offerte (grazie! Siete speciali), siamo a buon punto.
Ora si attendono gli importi più significativi, senza con questo che nessuno si senta obbligato a fare qualcosa.
Il Comitato è operativo, Mario Tenerani ha quasi chiuso per il discorso appartamento, appena Mario uscirà fisseremo la data della serata in suo onore per raccogliere altri fondi e arrivare all’obiettivo finale, che è poi quello di assicurare una sistemazione dignitosa senza limiti di tempo alla famiglia Ciuffi.

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