marzo 2012


Ricevo e pubblico per dare risalto a qualcosa che sta passando sotto silenzio

Europei di Calcio 2012: UCRAINA VERGOGNA MONDIALE
Una barbarie incredibile che si sta perpretando in Ucraina dove e’ in corso un assurdo sterminio per eliminare migliaia di innocenti cani in vista dello svolgimento dei campionati Europei di Calcio Polonia Ucraina 2012.
Incredibile il silenzio da parte di tutti gli stati e di tutti i calciatori che assistono impassibili a questa vergognosa carneficina che sta andando avanti da quasi un anno.
Intanto l’opinione pubblica si sta via via mobilitando e la rabbia aumenta per cercare di proteggere queste innocenti creature ed e’ anche in corso una campagna di boicottaggio nei confronti di questa dimostrazione di incivilta’ di un intero Paese come l’Ucraina.
Sono state riportate testimonianze dirette di persone che hanno assistito ad atti di indicibili barbarie compiuti da parte di cittadini e anche da forze dell’ordine. Cani e gatti sgozzati o bruciati vivi nei forni crematori mobili con la scusa degli Europei di Calcio, ma con lo scopo evidente di ottenere le ricompense che vengono messe in palio dallo Stato ucraino per ogni animale ucciso. Petizione online per sollecitare il governo Ucraino a sospendere questa barbarie
Neppure la Uefa si e’ mostrata sensibile al dramma che si sta attuando in Ucraina e il suo Presidente Michel Platini, interpellato dalle associazioni animaliste affinche’ intervenisse, ha inizialmente dichiarato che non era un problema di competenza della Uefa e solo dopo molte insistenze e minacce di boicoittaggi l’Uefa si sarebbe limitata ad affermazioni di circostanza con poca o nulla efficacia.
Intanto la carneficina sta andando avanti tra lo sgomento di tutti gli amanti degli animali che si sentono impotenti di fronte a cosi’ tanta cattiveria e incivilta’ da parte di un Paese come l’Ucraina che punta addirittura ad entrare nell’ Unione Europea!

Ciao a tutti e grazie a David che ha pubblicato questa immondo comportamento di questa gente. L’On. Franco Frattini ha presentato una interrogazione urgente al Ministro degli Esteri per fermare l’uccisione dei randagi in Ucraina.
Affinché il Ministro Giulio Terzi, non solo prenda in considerazione questa importante iniziativa vi invito a scrivere questo messaggio che DEVE ARRIVARE sulla scrivania del Ministro! Copiate il testo sotto e mettete i due indirizzi:

segreteria.terzi@esteri.it
frattini_f@camera.it

Illustre Signor Ministro,
con la presente sono a chiedere alla S.V. di poter esaminare
l’interrogazione urgente 4/14663 presentata dall’on. Franco Frattini in data 30/01/2012, e rispondere con l’urgenza che il tema richiede.

Con osservanza,
… nome cognome città…

Saverio Pestuggia

Certo, ora i giapponesi che ancora difendono l’operato del direttore sportivo negli ultimi due anni diranno che sono fissato con lui.
Poi ovviamente ci saranno quelli che se la prenderanno con Behrami perché “è troppo facile parlare adesso che Corvino è stato fatto fuori”.
Peccato che si tratti dello stesso Behrami che a luglio a Cortina era andato contro la decisione della società, e quindi dello stesso Corvino, di togliere la fascia di capitano a Montolivo…
Non mi pare proprio che lui sia uno che si approfitta della situazione per togliersi dei sassolini, non fa parte del carattere.
Behrami ha semplicemente risposto a delle domande, chiarendo quale fosse il clima che da mesi si respirava in quella Fiorentina in cui ha imperato per sette anni nel bene (quattro anni e qualche mese) e nel male (due anni e qualche mese) il direttore sportivo.
Ecco, a sentire quello che era diventato lo spogliatoio viola forse era meglio se Corvino combinava qualcosa di buono per la Fiorentina, invece di sprecare tutto quel tempo ad annotare le cose che dicevamo in radio, facendo la lista dei buoni e dei cattivi e ingaggiando le sue (inutili) battaglie personali con chi era colpevole di non adorarlo abbastanza.

P.S. Mi sfugge una cosa: mi pare chiaro che Corvino sia da due mesi un corpo estraneo alla Fiorentina e dopo il 18 marzo la sua presenza in sede potrebbe pure essere imbarazzante.
Non fa più niente, però continua a percepire il suo ricco stipendio che non dovrebbe essere lontano da quello di Montolivo, cioè più o meno centomila euro netti al mese.
Ora, lasciando perdere febbraio e marzo per la triste situazione familiare, non sarebbe più dignitoso dare le dimissioni, chiudere qui il rapporto e rinunciare agli ultimi tre mesi, facendo così risparmiare alla Fiorentina seicentomila euro lordi?
Vero che nel calcio non lo fa nessuno (o quasi nessuno: Agroppi, Orrico, Delio Rossi dopo la Juve), ma siccome negli ultimi anni a sentirlo parlare sembrava quasi che assolvesse ad una missione e non svolgesse invece un lavoro lautamente (e anche giustamente, perché è il mercato che fissa certe regole) pagato…

Una quindicina di anni fa dissi a Letizia: “se passati i 65 anni, mi vedi ronzare intorno alle redazioni per strappare una collaborazione, per scrivere un articolo, schiaffeggiami senza problemi. Me lo merito”.
Ora che ho passato i cinquanta e che ho fatto (credo) qualche passo in avanti in quella che qualche ottimista potrebbe addirittura definire una carriera, non cambio assolutamente idea e continuo a pensare alla più grande incongruenza del “nostro mestiere”: qui non smette mai nessuno ed è per questo che quando uno “pensa” di fare il giornalista ha la stessa sensazione da pessimista cosmico di quando compra il gratta e vinci.
Succede così che si rimanga giovani e in rampa di lancio anche quando si ha più di 35 anni: uno promettente, si dice, quando un tempo nemmeno tanto lontano avere quell’età significava mantenere un paio di figli.
L’ultimo esempio del “licenziamento” di Emilio Fede è lampante.
Licenziato a 81 anni?
Ho letto che la trattativa poi fallita verteva su un contratto da editorialista di tre anni più due, cioè si arrivava a 86, più o meno l’età in cui a Enzo Biagi si implorava di tornare a fare programmi in Rai.
Io non so cosa farò da vecchio e se ci arriverò, ma una delle speranze maggiori che ho è conservare questo senso direi etico del lavoro.
Vorrei davvero non diventare la caricatura di me stesso perché, anche se è dura da ammettere, non è che col tempo le tue facoltà mentali migliorino e a 50 anni non sei come a 30.
E a 80 puoi spaziare nel mondo con la tua raggiunta (si spera) tranquillità interiore, ma non dovresti continuare ad occupare militarmente posizioni che spetterebbero ad altri.

Bisognerebbe che qualcuno spiegasse approfonditamente ai giocatori della Fiorentina cosa ha significato veramente perdere cinque a zero in casa con la Juventus.
Per fare questo non vedo che due persone: Sandro Mencucci e Vincenzo Guerini, gli unici che abbiamo respirato a lungo Firenze per capire che non basteranno cinque vittorie di seguito per lavare un’onta come quella dello scorso 17 marzo.
Ecco perché ci sarebbe bisogno di un gesto importante, appena finiti i due giorni di lutto per la morte di Dorino Della Valle.
Bisognerebbe che venerdì Gamberini, il capitano, venisse in sala stampa e leggesse un comunicato di scuse firmato da Delio Rossi e da tutti i giocatori viola.
E che quel comunicato fosse scritto davvero col cuore per provare a ricorstruire qualcosa nella prima partita al Franchi dopo il disastro di dieci giorni fa.
Si può fare o è troppo difficile?

Mi hanno detto e scritto che sono stato troppo severo domenica con gli attaccanti viola, specialmente con Amauri.
Può anche essere, ma per argomentare le mie ragioni devo spiegare quella che è secondo la legge fondamentale di chi sta davanti: deve metterla dentro.
Perché è questo il vero talento del calcio, che non si insegna in nessuna scuola di calcio: è una dote naturale, o ce l’hai o non ce l’hai.
E’ il motivo per cui gli attaccanti costano mediamente almeno il doppio degli altri giocatori.
Al massimo puoi dare qualche suggerimento o affinare doti che erano nascoste (penso soprattutto al Massaro del Milan), ma non si va più in là di questo: se giochi in attaccao, bisogna fare gol, non si scappa.
Ecco perché sono state sciagurate le scommesse viola (tutte perse) degli ultimi tre anni, ecco perché sarebbe stato opportuno tenere in panchina vecchi bucanieri dell’area di rigore e non improbabili ectoplasmi.
Tornando ad Amauri, per me non si può sbagliare un gol davanti al portiere in quel modo, se sei un centravanti di razza e su di te pesa quasi per intero l’attacco viola.
Ok, ha combattuto per un tempo (però le partite durano 90 minuti), ma io dal mio centravanti voglio soprattutto le reti.
Al limite andrebbero bene “solo” le reti, con conseguente scarsa partecipazione alla manovra, ma la casella zero dopo nove partite ci porta a considerazioni molto preoccupanti.

Fiorentina in pratica senza attaccanti, anche se in campo con Amauri (ormia un caso, e meno male che ha firmato solo per sei mesi) e Jovetic a nemmeno tre cilindri.
Eppure potevamo vincerla, anche se tutti erano convinti in tribuna stampa che sarebbe finita in un pareggio.
Io no, ci speravo, ma questa è una squadra troppo fragile e se non la chiudi nelle occasioni che hai, poi paghi.
Ci avviciniamo senza neanche troppo faticare alla agognata salvezza, che è poi il traguardo minimo e massimo di questa stagione.
Appena ci arriviamo, prenderemo in considerazione il problema Rossi: io non ho un’idea precisa sull’argomento.
Ogni teoria ha il suo rovescio, ma ne parleremo a quota quarantuno.

E’ proprio vero: Antognoni va al di là del bene e del male e ci deve essere con lui qualcosa di magico (è stato per almeno un decennio il mio unico idolo) che poi riporta tutto in pari, salvo poi trovare qualche altro motivo di discussione.
Ieri sera ho dubitato di me stesso…
I fatti: mi trovo ad una inaugurazione in cui lui è testimonial, arrivo e non ci incrociamo mai, un po’ per caso e un po’ perché magari non ci fa piacere vederci (penso io) dopo la polemica dello scorso settembre in cui lui mi aveva infilato senza nominarmi nel comunicato su Guerini senza che avessi fatto assolutamente nulla contro di lui.nei suoi confronti
Alla fine saluto Piero Lenzi, il padrone di casa, Antognoni è lì a due metri, ci sorridiamo, mi porge la mano e ce la stringiamo.
Poi una tv chiede di riprenderci l’uno accanto all’altro, il che è pure un po’ blasfemo perché lui è Antognoni e io solo un cronista.
Comunque sia, a quel punto è impossibile non parlare e io, che non lo sento da sette mesi (dopo aver parlato e pensato di aver chiarito tutto con Rita), gli dico di quanto mi abbia fatto incazzare con quel comunicato che mi tirava nel mezzo senza senso.
“Quale comunicato?”, mi risponde lui serafico.
Come, quale comunicato?
E lì è cominciata una quasi divertente discussione, con Tommaso Fabiani testimone, in cui lui affermava di non aver scritto assolutamente niente e meno che mai di avercela con me.
Quindi per sette mesi ero stato io ad avercela con lui per un qualcosa che non c’è stato…
Siccome era Antognoni, ad un certo punto ho pensato di aver sognato e che quel comunicato davvero non fosse mai venuto fuori.
Sono tornato a casa, ho consultato internet e il comunicato c’era, ma a questo punto chi se ne frega…

Proviamo ad andare oltre i nomi per disegnare la Fiorentina, non facciamoci ammaliare dalle magie del passato e qui faccio un esempio personale.
Io stravedo per Baggio, per una serie di motivi che adesso è inutile ricordare: quando vedo i suoi filmati, mi fermo incantato, anche se di quei gol e di quelle magie ormai so tutto.
Se però mi proponessero Robertino come allenatore, io avrei delle perplessità perché quel mestiere lui non l’ha mai fatto e, secondo me, non ha neppure la voglia e la pazienza per farlo.
Qual è la triade ideale dei tifosi?
Antognoni direttore generale, Rui Costa direttore sportivo e Batistuta (o appunto Baggio) in panchina.
Se giocassero ancora, sarei capace di digiunare un paio di giorni (sacrificio per me immenso) pur di vederli in campo, ma qui si tratta di altri ruoli e di altre mansioni.
Rui Costa è una persona di intelligenza superiore, ma del calcio italiano, dei suoi maneggi, dei suoi giocatori, non sa quasi niente da almeno sei anni: come farebbe a svolgere un lavoro così delicato?
E Antognoni negli anni di Cecchi Gori non si è mai occupato minimamente di questioni societarie e organizzative.
Il suo talento era capire se un giocatore era buono oppure no e poi col carisma che aveva svolgere compiti di rappresentanza e collegamento con la squadra (insomma, il ruolo di Guerini).
Se nella primavera del 2005 avessero detto che per risollevarci dopo la quasi retrocessione arrivavano un ex juventino doc e un direttore sportivo che a 55 anni era stato solo a Lecce e che non sapeva neanche parlare troppo bene in italiano, in molti avrebbero storto la bocca: ma che vogliono questi due?
Cosa rappresentano per Firenze?
E invece Prandelli e Corvino hanno costruito quattro anni meravigliosi, anche senza avere un passato viola.

Pare che gli schemi di Rossi non siano compatibili con questi giocatori, forse perché prevedono raddoppi continui e una corsa che i nostri eroi non riescono ad immaginare.
Ecco perché ci potrebbe essere una semplificazione degli schemi che porterebbe ad una soluzione non troppo lontana dalla Fiorentina basica di Mihajlovic.
Si giocherebbe insomma in modo elementare, sperando nella luna buona dei singoli (soprattutto, o forse solo, Jovetic) e con la corretta convinzione che sul piano tecnico questa squadra avrebbe almeno sette o otto formazioni inferiori nel campionato italiano.
Certo che contro la Juve la squadra ha risolto in anticipo ogni dubbio tra semplice e complicato: semplicemente non è scesa in campo.

Avvertite gli amici e i procuratori dei nostri eroi di sabato scorso che sarà bene dare un consiglio a quel manipolo di valorosi uomini entrati a rovescio nella storia viola: state belli tranquilli e pensate solo ad allenarvi con impegno, senza tanti grilli per la testa.
Scrivo questo perché mi raccontano che qualcuno avrebbe pure avuto reazioni un po’ scomposte davanti alla (pacata) contestazione dei (pochi) tifosi presenti alla partenza per la catapecchia di Viareggio.
In particolare il grande bomber Amauri non avrebbe gradito il riferimento alla sua media gol, in questo momento non proprio paragonabile a quella di Batistuta.
Ma ce ne sono anche altre di teste calde, che invece farebbero bene a raffreddarsi immediatamente, perché quello che viene detto in questi giorni su di loro non è neanche paragonabile a ciò che da mesi loro fanno sopportare a tutti.

P.S. Ho avuto un flash, spero premonitore, perché vorrebbe dire che ogni tanto si segna: non è che per caso qualcuno di questi geni del calcio se dovesse metterla dentro poi si mette il ditino al naso come a dire che ci ha messo tutti zitti?
Non so perché, ma mi viene in mente proprio Amauri.
Qualcuno spieghi per favore ai nostri eroi che se dovessero fare una cosa del genere, saremmo veramente alla fine di tutto.

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