settembre 2011


E’ in arrivo sul binario due il nuovo tormentone viola: Stevan Jovetic.
Ora si comincia col procuratore, che non sa, che vuole vedere, che aspetta la Fiorentina.
Poi toccherà a Jovetic dire che è ancora troppo presto, che lui ama Firenze e tutti noi, ma che insomma di queste cose meno se ne parla e meglio è.
Nella speranza che non vengano commessi errori di comunicazione come nel deprecabile affaire Montolivo (“ci sono 100mila euro di differenza”, “non credo al progetto e ADV non si vede abbastanza a Firenze”), suggerirei rapide trattative a fari spenti per una veloce conclusione di una vicenda che se non è maneggiata con cura rischia di diventare espolosiva.
Buon senso, determinazione, un pizzico di riconoscenza e affetto verso la maglia viola e molti, molti soldi: sono questi gli ingredienti per fare tutto bene oggi ed evitare di arrabbiarci domani.

Piccola battaglia vinta: non esistono più pseudotifosi, almeno nelle parole di Sandro Mencucci che intervenendo ieri sera nel Pentasport a mia precisa domanda ha risposto che “i non tesserati sono uguali agli altri” e che “stiamo studiando delle formule per rendere meno costoso il loro ingresso allo stadio e la possibilità di andare in trasferta”.
Non è che io sia Madre Teresa di Calcutta, non porgo mai l’altra guancia e per dirla tutta mi giravano parecchio le scatole quando giusto un anno fa prendevo dal parterre i vaffa, o del gobbo di m…., a causa delle mie posizioni mai rinnegate sui cori dell’Hysel.
Fra gli appartenenti al grande circo radio-televisivo-internettiano c’era chi godeva e chi rosicava, perché ignorato da sempre avrebbe gradito un minimo di attenzione e visibilità, anche se in quei termini…
A me invece scocciava, però non ho mai sbracato, cercando di tenere acceso il cervello e confortato in questo da un paio di persone che non nomino e che mi hanno aiutato a passare qualche momento difficile.
Ma non ho mai pensato neanche per un momento che quei 300 che mi insultavano fossero tifosi di serie B.
Ho sempre invece immaginato che nei confronti della Fiorentina avessero una passione sconfinata, magari non sempre indirizzata nel modo giusto, almeno secondo il mio modo di vedere le cose.
E quindi adesso sono contento di vedere come tutto sia tornato alla normalità (manca appunto solo la possibilità per i non tesserati di andare in trasferta) e come la Fiesole (che non ho mai frequentato e di cui non mi sono mai interessato, al contrario di quanto pensa da anni uno abbastanza conosciuto e ossessionato dalla perdita di popolarità, che da quindici mesi ho cancellato e che continua a parlare di me come “ebreo di merda” ) sia unita nell’unico obiettivo di incitare la Fiorentina.

Walter Mazzarri ha una simpatia inversamente proporzionale alla sua bravura.
Quando invece giocava da ragazzino nella Fiorentina, ravviandosi spesso i capelli e pensando di essere Antognoni con sette anni di meno era solo piuttosto presuntuoso.
Da allenatore è diventato talmente antipatico, ma ripeto bravissimo, da indurre molti nella tentazione di tifare contro una squadra come il Napoli, che invece ha sempre riscosso una certa benevolenza da parte del popolo viola, non fosse altro che per l’identica propensione alla sofferenza dei propri tifosi.
E così credo che qualcuno ieri sera abbia gufato contro i partenopei solo per vedere l’effetto che provocava un’eventuale sconfitta a Mazzarri, mentre invece a noi conviene moltissimo che le squadre italiane vadano il più avanti possibile nelle Coppe.
Non solo per l’ormai famoso racking Uefa, ma anche per le sorprese che un campionato senza padroni veri può offrire.
Quindi forza Lazio in Europa League: impegnatevi, date tutto in Europa, che poi magari in Italia avanza qualcosa di importante.

Grazie a tutti per gli auguri, ormai è diventato un piacevolissimo rito quello del 27 settembre sul nostro blog.
Avere un bambino di 4 anni aiuta a non riflettere troppo sul tempo che passa portandosi via molte cose, ma lasciandoti una consapevolezza che vent’anni fa neanche mi sognavo di avere.
Approfitto del momento per segnalare che in attesa del mio personale default a maggio per il quarto posto viola (speriamo!), venerdì 14 ottobre andiamo a cena ai Centocanti in via Gioberti a Firenze, direi verso le 20.30.
Fatemi sapere chi viene, parteciperà il professor Pestuggia e forse perfino il Pontefice Massimo Mario Ciuffi.
Un abbraccio sincero a tutti.

P.S. Ho fatto un blitz e forse riesco ad accontentare tutti: in attesa delle 40 cene da offrire a maggio, a tutti regalerò una delle mitiche magliette viola del Pentasport con l’inno della Fiorentina sul retro, misura unica medium, tranne una large per Immonda, grazie ancora per l’affetto.

Leggetevi la bellissima intervista di Andrea Di Caro a Cognigni sul Corriere Fiorentino e poi ditemi se non avevo ragione ad affermare e scrivere più volte che sulla questione Montolivo non c’erano speranze.
Secondo il presidente viola, Montolivo ha sempre pensato di liberarsi a parametro zero per andare in un grande club che non spendesse nulla per il suo cartellino e molto per il suo ingaggio.
Ha rifiutato la Roma, che avrebbe dato (non so come e perché, ma questo è un altro discorso) dieci milioni alla Fiorentina, più bonus, per portare i giocatore via con un anno di anticipo.
Se tutto questo è vero, il cinismo di Montolivo è talmente grande da non arrabbiarsi neanche troppo e comunque tutta la vicenda è davvero molto, ma molto triste.

Una prova di maturità, con Mihajlovic che supera Mazzarri e due punti lasciati a Napoli, anche se il rigore per loro ci stava (ma anche, prima, la doppia ammonizione di Inler).
Avevo detto e scritto: aspettiamo le prime quattro partite per giudicare, la rosa è buona, ma c’è l’incognita dell’allenatore.
Incognita risolta, mi pare e non c’è nessuno più contento di me, che pure avrei cambiato volentieri Sinisa con Rossi.
Si è vista una squadra con un’anima, con un gioco, con una capacità di difendere in fondo non sorprendente ove si consideri che era lui a curare la parte difensiva dell’Inter di Mancini.
E si è rivisto finalmente Montolivo, uscito dalle tenebre del disagio personale e autore di una prestazione maiuscola, uno dei pochissimi a non calare nel momento di sbandamento viola.
Bene pure Munari, assolutamente divertente Cerci, bravissimi Behrami e Natali.
Ora che abbiamo fatto pace con la Fiorentina (o avete, alcuni di voi, perché io ero già pacificato da fine agosto), possiamo prenderci delle belle soddisfazioni.

La serietà e la convenienza: è giusto o no mettere Cerci in panchina dopo l’intasamento della vena dovuto a giusta sostituzione di Mihajlovic?
Sarei per la linea del rigore, se non mi ricordassi che quasi un anno fa abbiamo fatto finta di niente di fronte alle esibizioni pugilistiche di Mutu che però, si dirà, sono avvenute lontano dal rettangolo verse (ma alle 5 del mattino…)
All’epoca dissi che nonostante la simpatia e la conoscenza personale con Adrian mi sembrava giusto uno stop di un paio di turni e passai come un bacchettone moralista.
Vediamo ora che cosa succede, e anche se Cerci ci farebbe un gran comodo al San Paolo non avrei nulla da obiettare se la società decidesse per il pugno di ferro.
P.S. Non ci siamo capiti: in teoria sarei sempre per il rigore, ma proprio partendo dal precedente di Mutu, per me più grave…

Tre punti d’oro, altro che storie, e davvero non capisco chi sottilizza troppo.
Ieri sera negli sms alla radio qualcuno ce l’aveva con Mihajlovic, uno voleva addirittura Gasperini (anche all’Inter, a questo punto, avrebbero voluto Sinisa…) ed io non riesco ad entrare nella testa di questa gente.
Ma davvero dobbiamo essere scontenti con cinque punti in più dello scorso anno, dopo una prestazione certamente non esaltante che però ha dimostrato che questa squadra ha un’anima?
Era giusto continuare a puntare su Jovetic, è chiaro che avrà alti e bassi, ma se non lo facciamo giocare, quando recupera?
Un discorso a parte merita Montolivo: non è possibile vederlo in quello stato.
Un mezzo giocatore, uno che (con i suoi mezzi) non rischia assolutamente niente, che corricchia per il campo quasi fosse capitato lì per caso.
Assurdo fischiarlo prima e durante la gara, ma lui si deve svegliare perché di uno così possiamo fare tranquillamente a meno.

Ci vogliamo fare del male da soli?
Bene, stasera fischiamo Montolivo.
Appena annunciano il suo nome, quando entra in campo, dopo ogni pallone che tocca.
Sfoghiamoci, arrabbiamoci, offendiamo lui, la sua donna e i suoi procuratori, ma serve a qualcosa?
Guardate che più passa il tempo e più io trovo veramente avvilente questa massimizzazione del profitto, questo killeraggio economico ai danni della Fiorentina, ma se Montolivo va in campo mi sembrerebbe perlomeno stupido massacrarlo con il risultato di avere un uomo in meno.
Anche perché tutta questa storia sta provocando un secondo effetto colaterale piuttosto grave: focalizzando tutta l’attenzione su Montolivo ci stiamo dimenticando dei tanti e grossi problemi emersi nella Fiorentina di Udine.

E’ ormai chiaro a tutto il mondo che (purtroppo per noi italiani) Berlusconi è un uomo malato, che non ha rispetto soprattutto per se stesso e per quelli che davvero gli vogliono bene.
Detto questo, io mi chiedo di che cosa ci stupiamo quando leggiamo che Belen ha passato una notte a Palazzo Grazioli e (pare) si sia salvata solo perché fidanzata all’epoca di Borriello.
Oppure che l’Arcuri voleva vedere i soldi prima di vendere il cammello, o altro ancora che coinvolge il sistema delle starlette nostrane.
Ho letto un’illuminante intervista con Pippo Baudo, una delle menti più lucide della notra televisione, che può piacere o non piacere, che ha esattamente la stessa età del nostro Presidente del Consiglio, ma che ragiona con l’organo che gli ha dato madre natura per il pensiero e non con altre parti del corpo.
Raccontava delle differenze tra le vallette di un tempo e quelle di oggi ed io sono perfettamente d’accordo, soprattutto quando saliamo di grado e andiamo sullle soubrette.
Vi propongo solo questi paragoni: Delia Scala-Valeria Marini; Raffaella Carrà-Belen; Loretta Goggi-Elisabetta Canalis: non vi sembra che facciano mestieri diversi? Eppure le seconde nominate spopolano in tv e sui rotocalchi…
Ve lo dico con una certa cognizione di causa, perché per sette anni ho gestito il casting di chi voleva fare la valletta al Ring dei Tifosi e/o a Stadium a Canale Dieci e vi assicuro che sarebbe bastato un niente per mettersi nei guai e approfittare della situazione.
Diceva sempre nell’intervista Pippo Baudo che negli anni ottanta, quando lo incontravano, in molti ammiccavano sulla Cuccarini: “dai Pippo, chissà quante volte…”, mentre lui non ci ha mai pensato neanche lontanamente, per non rovinarsi e per non incasinare lei.
Sarebbe un bell’esempio, ma credo che lo abbiano seguito in pochi.

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