agosto 2011


Nessuno ci ha fatto caso, ma qui sono state capovolte tutte le regole degli scorsi mercati.
Per decenni abbiamo aspettato la fine delle contrattazioni con la speranza del colpo e se fosse dipeso da noi avremmo prorogato il termine di qualche giorno pur di arrivare a qualcosa.
Quest’anno invece è un conto alla rovescia al contrario, e non vediamo l’ora arrivi il triplice fischio per dire che abbiamo una signora squadra.
Coraggio, ancora poche ore e poi ci rilassiamo.

E’ stato un mercato più che buono, bravo Corvino.
La squadra vale almeno sette e direi più dei pochi abbonati fatti finora.
Ora è tutto nelle mani di Mihajlovic, che non ha scusanti se le cose dovessero andare male.
E i Della Valle per ora hanno solo speso: e se si facesse pace con Andrea?

Se la Fiorentina non prenderà Lodi, la responsabilità della notizia sul suo quasi certo arrivo è solamente e totalmente mia.
Mi sono fidato di una fonte che ritenevo certa e che me lo dava per sicuro, per questo abbiamo dato la notizia con molta meno prudenza del solito, dando in pratica l’affare per quasi fatto (che è poi come il quasi gol di Nicolò Carosio…).
Vediamo come va a finire, ma in caso di errore non c’entrano niente i nostri uomini che seguono, il mercato perché sono stato io a decidere di mandarla in onda e anche con una certa importanza.
Se non arrivasse come adesso sembra, mi scoccerebbe molto: mi consolo pensando che le bufale di Radio Blu si riescono ancora a ricordare perché evidentemente non sono state moltissime.
E questa di Lodi resterà nella piccola storia del Pentasport per un mio rischio esagerato.

Come reagirà Diego Della Valle alla richiesta di pace e di abbraccio di Cesare Prandelli?
Spero bene, anche se non è detto.
Conoscendo il grado di permalosità del tecnico azzurro, di pochissimo inferiore a quella di Corvino, non deve essere stato facile per lui rispondere così alla stilettata di Diego a Milano, che faceva seguito a quella di Corvino pochi giorni prima sulle convocazioni in Nazionale.
Adesso tutti noi che vogliamo bene alla Fiorentina, e ci portiamo dentro quelle quattro stagioni e mezzo indimenticabili anche se non vincenti, dovremmo fare il tifo per questa riappacificazione, che potrebbe anche venire nel chiuso di qualche stanza, senza troppa pubblicità.
Ci guadagnerebbero tutti e ci guadagnerebbe pure la Fiorentina.

Abbiamo una società seria, molto seria.
Talmente seria che a volte io la vorrei un po’ più calda, tipo quando venerdì Diego Della Valle ha parlato del compleanno della Fiorentina.
Poteva andare un po’ più in là rispetto all’osservazione che “se era per qualcuno la Fiorentina si sarebbe fermata a 75 anni”.
Ora, al di là del fatto che ci siamo fermati per davvero perché, è bene ricordarlo, i Della Valle sono arrivati solo DOPO il fallimento e quindi il primo agosto 2002 noi non c’eravamo più, non sarebbe stato male sentire qualcosa di più affettuoso per la nostra squadra.
Per il resto Diego è stato perfetto, ma non verrà ascoltato, lo prenderanno di tacco e si andrà avanti con le solite commedie.
Sullo sciopero credo che si possa essere orgogliosi della Fiorentina, unica società italiana che intende applicare una trattenuta sullo stipendio dei calciatori, dando così un vero significato all’atto dei giocatori.
Non li ha fatti allenare, per rispettare la loro decisione, e men che mai le è passata per la testa l’idea di organizzare un’amichevole, assurda nei tempi e nei modi.
Vediamo come andrà a finire, se ci sarà l’ok legale, ma intanto complimenti.

Oggi è stato uno di quei giorni in cui sono stato veramente orgoglioso dei miei ragazzi a Radio Blu: abbiamo coperto tutto, fatto 7 ore di diretta, con inviati ovunque (eravamo i soli ad essere a Milano) e abbiamo raccontato con i gol degli ultimi trent’anni il compleanno della Fiorentina.
Che sensazione strana risentirmi: non lo faccio quasi mai se non sono proprio obbligato, anche perché sono spietato con me stesso e spesso scopro difetti su cui non posso logicamente più fare niente.
Sono arrivati decine e decine di messaggi alla radio, abbiamo ridestato sensazioni nascoste dagli anni che passano e diversi sms sottolineavano come prima del fallimento io urlassi di più.
E’ vero, hanno assolutamente ragione ed è la più autentica dimostrazione di come non si possa mai bleffare con i sentimenti e spero mi diate atto nel bene e nel male di non averlo mai fatto.
Per me la data del primo agosto 2002 è stata un punto di non ritorno, qualcosa che si è spezzato dentro e ciò che è accaduto dopo è stato sì importante, ma ci sono voluti quasi sei anni per fare pace con me stesso.
Per dire che era la stessa cosa, almeno in certi momenti.
Il collante è stato il gol di Osvaldo contro la Juve, poi quello sempre di Osvaldo della qualificazione Champions e ancora la rete di Gilardino a Liverpool.
Lì sì che ho ritrovato i sapori di quando bambino soffrivo terribilmente perché non segnavamo (quanto odiavo lo zero a zero a Firenze! Meglio perdere, per una sorta di inspiegabile masochismo), ma quella frattura del fallimento resta almeno per me una ferita che non si rimarginerà mai.

Me li ricordo i giorni di Groningen, Praga, Lisbona.
Le paure di Prandelli, la preparazione perfetta all’impegno più importante della stagione: o dentro o fuori.
E poi la soddisfazione per avercela fatta, Russo ai sorteggi, la nuova avventura del girone, le sfide impensabili solo qualche anno prima quando vagabondavamo tra Gubbio e Avellino.
Sembrava tutto dovuto, sembrava tutto facile: eravamo la Fiorentina.
Beh, non era tutto così semplice, come possono testimoniare Roma, Palermo, Udinese, ma anche la Sampdoria lo scorso anno, e almeno una mezza dozzina di altre squadre italiane cacciate fuori prima ancora di annusare l’aria europeadal 2000 ad oggi.
Ricordiamocele queste cose con orgoglio nel giorno in cui la nostra ragazza vestita di viola compie 85 anni ed è davvero come la canzone di Spadaro: “e l’ha tant’anni eppure un la invecchia mai…”.
Auguri Fiorentina.

…la sua musica è finita, quanto tempo che è passato e passerà.
Fantastica canzone di Guccini, che ora viene bene anche per il calciomercato viola.
Comincia infatti il conto alla rovescia e a me piacerebbe molto che fosse già oggi il 31 agosto, per chiudere le operazioni e ricominciare da qui.
Quasi non mi sembra vero: dopo un’attesa messianica di ben 32 mesi abbiamo perfino un vice Gilardino e rimarrebbe in sospeso il terzino sinistro, ma pare che De Silvestri non se ne vada e che Cassani all’occorrenza possa giocare pure lì.
Se davvero finisse così, diciamo la verità, sarebbe andata molto meglio di quanto abbiamo temuto per almeno tre mesi.

Sì, se ci fossi stato io a condurre il Pentasport, l’intervista a Corvino sarebbe venuta molto peggio.
Per due motivi: entrambi avremmo avute le piume ritte, pronti a non concedere all’altro il minimo vantaggio, io a fare domande insidiose e lui a renderle neutre con le sue argomentazioni ormai conosciute a memoria.
E poi non sarei riuscito ad essere così leggero e piacevole come lo sono stati Saverio e il Ciuffi.
Non avevo mai sentito un Corvino così, una volta quando venne negli studi di Radio Blu iniziammo abbastanza rilassati ma poi finimmo in un crescendo che faceva emergere le rispettive personalità.
Ha ragione: a livello di permalosità tra noi finirebbe alla pari, anche se a me sembra di essere meno reattivo di lui, ma forse Pantaleo pensa la stessa cosa di se stesso.
Però non è vero che ho definito fallimentari gli ultimi due anni della Fiorentina (e ridagli con la permalosità…), ho invece detto che dal marzo 2010 siamo stati insufficienti in termini di gioco e risultati, e dentro ci sono pure 3 mesi di Prandelli.
Però adesso è davvero venuto il momento di voltare pagina, di guardare avanti, ringraziando il professor Pestuggia, il dottor Ciuffi ed il sor Corvino per 45 minuti minuti di radio ad alto livello.

L’idea di Bovo era ottima e l’avevo detto e scritto in epoca non sospetta, cioè quando doveva arrivare.
Adesso siamo a fare i soliti discorsi e francamente è un po’ frustrante inseguire a lungo un calciatore e vederlo prendere da altri, quando tutto sembrava fatto.
Vediamo adesso cosa accade, anche nei rapporti con il Genoa e con Zavaglia, che è al secondo scherzetto con un suo assistito, dopo il tormentone Aquilani.
Non ho capito bene il perché della rottura, forse qualcosa legato alla durata del contratto.
Cercheremo di fare con quelli che abbiamo, sperando che Natali carburi il prima possibile e che Gamberini non si distragga troppo, però, ripeto, peccato: Bovo era davvero un’ottima idea e mi sembrava anche costasse il giusto.

Si è visto più calcio oggi, in quel caldo atroce, dove era davvero impossibile giocare, che in dieci partite dello scorso anno.
Poi si potrà dire tutto: era solo il Cittadella, hanno segnato quelli che devono essere venduti e Montolivo ha dimostrato di essere di caratura superiore, i due centrali sono stati imbarazzanti sul gol preso, ma io voglio vedere il bicchiere mezzo pieno.
Perché abbiamo superato il turno, perché Lazzari si è inserito subito bene, perché Cerci ha giocato molto bene per 90 minuti, perché questa squadra ha dimostrato di avere carattere, perché Jovetic mi è sembrato abbastanza cattivo e senza paura.
Ribadisco il concetto: se non vendiamo nessuno, meno che mai Gilardino (grandissimo gol), prendiamo Bovo, un attaccante di riserva e uno sulla fascia sinistra in difesa, ci possiamo divertire e mettere in soffitta tutti i veleni di un’estate tra le più brutte che mi sia toccato di vivere con la Fiorentina.

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